Lo stile brillante di Virginie Despentes conduce con grande disinvoltura e dovizia di situazioni una storia nera, definita “thriller antisociale” perché la caratteristica comune alle tre protagoniste è la protesta contro la morale codificata, le convenzioni sociali, il perbenismo ipocrita e ributtante. Una protesta condotta in modi e forme diverse, potremmo dire: diversamente estreme.
Lo sguardo implacabile delle bad girls (e degli altri/altre che le circondano) si fissa su tutto e tutti compiendo un’opera concomitante di trasgressione e demolizione che assume significati più estremizzati e drastici via via che la vicenda procede e si complica. Al limite del credibile, ma non importa, perché tutta l’impalcatura narrativa regge benissimo in ogni caso.
Su tutti domina la Iena, personaggio al limite, investigatrice free lance, lesbica e aggressiva, dotata del raro dono di comprendere per istinto la verità. E allora il suo sguardo sugli umani con cui ha a che fare non può essere che tranciante, definitivo.
La narrazione è complessa: in prima persona racconta Lucie Toledo, investigatrice senza vocazione che viene assunta da un’agenzia per pedinare Valentine, quindicenne borderline col vizio del sesso e della droga. Così si definisce Lucie : “Sono l’imbecille sottopagata e che si sbatte da dieci giorni per tenere d’occhio un’adolescente ninfomane, iperattiva, e che pippa coca.”
La ragazza le sfugge, la ricca nonna che paga l’agenzia s’inviperisce, la povera Lucie si dispera...e così decide di chiedere aiuto alla Iena, nota solo per fama tremebonda e che così viene definita da un amico che invece la conosce molto bene: “La Iena è un puro disastro, quando l’hai conosciuta da vicino sai davvero cosa sono la solitudine, la tristezza e l’inadeguatezza”. Per lei “la giustizia era solo un’eccezione, un’irruzione eccezionale nella banalità della violenza.”
Si forma così la strana coppia di donne detective. Per Lucie l’impatto è frastornante, violento, ma soprattutto sarà imprevedibile il rapido processo di trasformazione a cui sarà sottoposta, affiancando la Iena nella ricerca della intemperante ragazzina, da Parigi a Barcellona.
La narrazione in prima persona viene interrotta da capitoli dedicati ad alcuni personaggi: la Iena, appunto, ma anche la madre di Valentine; il ragazzo che la ama e di cui lei si innamora; il padre scrittore vanesio e egoista; Claire, la sua attuale moglie; Elisabeth, la suora più improbabile del mondo, e infine Valentine stessa, l’adolescente perduta (in tutti i sensi), con cui la storia chiude il cerchio.
Impossibile non sentirsi drammaticamente in linea con certe affermazioni drastiche, come questa: “La patria per la quale aveva sempre considerato di essere pronta a morire, reclutava degli imbecilli espansivi e instabili per le cariche di alta responsabilità, le redini del mondo erano in mano a esseri inetti.”
Un romanzo durissimo, avvincente, impavido.