Un nuovo caso per Astore Rossi. Di ritorno dal funerale del suo carissimo amico Oscar, Astore Rossi trova una scritta inquietante sul muro di fronte alla sua bottega: “So cosa hai fatto”. La vernice rossa rende il messaggio ancora più minaccioso. Questo sarà solo il primo di una serie di avvertimenti che giungeranno, di lì a poco, al restauratore. Astore non ha idea di chi possa esserne il responsabile né immagina minimamente a cosa si riferisca. Quando una notte qualcuno lancia un sasso contro una delle sue finestre, infrangendone il vetro, affacciandosi Astore intravede una figura che si allontana nell'oscurità. Non riesce a credere ai suoi occhi: si tratta di qualcuno che gli ricorda una vicenda dai tratti orrorifici in cui è rimasto coinvolto anni prima. Possibile che una delle sorelle Spada sia ancora viva? E che qualcuno sappia quello che è accaduto? Astore è sconvolto, ma l'incubo in cui sembra essere precipitato non ha fine: pochi giorni dopo Alessandro Cellini, un suo amico di vecchia data, viene ucciso in modo atroce. C'è un legame tra la sua morte e le minacce che Astore riceve? È davvero possibile che quel passato che ha voluto dimenticare sia tornato a tormentarlo?
Non mi è piaciuto quanto i precedenti, ciò nonostante resta una lettura piacevole. La serie di Astore Rossi unisce trame francamente improbabili a un robusto realismo che trovo rinfrescante, poiché il nostro malcapitato eroe si muove in un mondo in cui né l’onesto lavoro né un animo gentile vengono ricompensati e dove le istituzioni che dovrebbero fare giustizia sembrano costantemente interessate ad altro. Un mondo che assomiglia molto a quello in cui viviamo. In questo capitolo Astore Rossi migliora sostanzialmente il suo rapporto con i rappresentanti dell’ordine pubblico, evoluzione che mi aspettavo e che non mi è nemmeno dispiaciuta, mentre il resto della sua vita continua ad essere avaro di facili soluzioni, tuttavia nell’insieme ho avvertito una certa fretta e un po’ di stanchezza.