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Mussolini il capobanda

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«Cent’anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidata da un uomo spietato e cattivo. Un uomo capace di tutto; persino di far chiudere e morire in manicomio il proprio figlio, e la donna che l’aveva messo al mondo».

Comincia così il racconto di Aldo Cazzullo su Mussolini. Una figura di cui la maggioranza degli italiani si è fatta un’idea sbagliata: uno statista che fino al ’38 le aveva azzeccate quasi tutte; peccato l’alleanza con Hitler, le leggi razziali, la guerra.

Cazzullo ricorda che prima del ’38 Mussolini aveva provocato la morte dei principali oppositori: Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, don Minzoni, Carlo e Nello Rosselli. Aveva conquistato il potere con la violenza – non solo manganelli e olio di ricino ma bombe e mitragliatrici -, facendo centinaia di vittime.

Fin dal 1922 si era preso la rivincita sulle città che gli avevano resistito, con avversari gettati dalle finestre di San Lorenzo a Roma, o legati ai camion e trascinati nelle vie di Torino. Aveva imposto una cappa di piombo: Tribunale speciale, polizia segreta, confino, tassa sul celibato, esclusione delle donne da molti posti di lavoro. Aveva commesso crimini in Libia – 40 mila morti tra i civili -, in Etiopia – dall’iprite al massacro dei monaci cristiani -, in Spagna. Aveva usato gli italiani come cavie per cure sbagliate contro la malaria e per vaccini letali. Era stato crudele con tanti: a cominciare da Ida Dalser e dal loro figlio Benitino.

La guerra non fu un impazzimento del Duce, ma lo sbocco logico del fascismo, che sostiene la sopraffazione di uno Stato sull’altro e di una razza sull’altra. Idee che purtroppo non sono morte con Mussolini. Anche se Cazzullo demolisce un altro luogo comune: non è vero che tutti gli italiani sono stati fascisti. E l’antifascismo dovrebbe essere un valore comune a tutti i partiti e a tutti gli italiani.

360 pages, Paperback

First published September 13, 2022

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Aldo Cazzullo

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2 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 81 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
October 21, 2022
Singolare che abbia finito di leggere questo libro oggi che Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha accettato l'incarico di formare il nuovo governo, conferito dal presidente della Repubblica Mattarella, e ha letto la lista dei ministri che comporranno il suo esecutivo.

Scrive Aldo Cazzullo nel suo libro

“Non so se Meloni e Salvini, arrivati al governo, continueranno ad avere gli stessi interlocutori, o si renderanno conto che è meglio avere buoni rapporti con chi governa davvero l’Europa: liberali come Emmanuel Macron, democristiani come Ursula von der Leyen, socialdemocratici come Olaf Scholz. Lo vedremo. Non so se volgeranno la testa all’indietro, verso l’era del nazionalismo, o si convertiranno all’ideale di Amendola e Spinelli, di De Gasperi ed Einaudi, di Ciampi e di Draghi: la costruzione di un’Europa unita, in grado di far sentire ovunque la voce della libertà e della democrazia, di contare nel mondo globale, di tener testa ai russi, ai cinesi, agli indiani, agli stessi americani.
Probabilmente prevarrà lo spirito della realtà; e Meloni e Salvini cercheranno di barcamenarsi. Ma ci sono fasi in cui il pragmatismo non basta. Perché il momento di costruire gli Stati Uniti d’Europa sarebbe adesso, mentre siamo chiamati a fronteggiare sui confini orientali la più grave crisi militare, politica, umanitaria dai tempi della seconda guerra mondiale.”

Aldo Cazzullo smonta tutti i luoghi comuni sul fascismo e su Mussolini: perché ciascuno di noi deve vergognarsi del fascismo. Mussolini durante la seconda Guerra Mondiale fece un sacco di errori e mandò i soldati a morire perché non aveva mezzi, oltre ad un narcisismo smisurato.


“Io non so se esista un «fascismo eterno», come scriveva Umberto Eco. Tendo a credere che il fascismo sia un fenomeno legato alla parabola di un uomo, Benito Mussolini, su cui la maggioranza degli italiani si è fatta un’idea sbagliata, edulcorata, consolatoria. Un’assoluzione che è anche un’auto-assoluzione.
Mussolini sostenne e impose con la forza idee che esistevano già, e che esistono ancora. Il fascismo non credeva che gli uomini nascessero liberi e uguali. Non credeva alla libertà, perché pensava che più della persona contasse lo Stato, che si identificava nel partito, che si identificava nel dittatore. Non credeva nell’uguaglianza, nella democrazia, nei diritti civili. Ogni volta che la libertà, l’uguaglianza, la democrazia, i diritti civili vengono negati o messi in discussione, non significa che stia tornando il fascismo; significa che le idee che il fascismo sostenne e impose con la forza non sono morte.
Leonardo Sciascia lo scrive già nel 1979: «Troppo si è creduto che il fascismo fosse ormai relegato nel folklore, come certe feste patronali che soltanto sopravvivono per l’attaccamento dei vecchi e le offerte degli emigranti … Le radici del fascismo sono tante, si allungano e affondano in tante direzioni, in tanti strati: ma le più forti e riconoscibili sono indubbiamente quelle che si diramano e si nutrono nell’intolleranza».”


Questo libro non è potente come la trilogia di Scurati, ma aiuta comunque a capire come sono andate davvero le cose in quelle che sono le pagine più nere della nostra Storia d’Italia

“Teniamoci stretto l’articolo 3 della Costituzione. Rileggiamolo. Mandiamolo a memoria e insegniamolo ai nostri ragazzi: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».”


Adesso più che mai.
Sempre e per sempre.
Profile Image for Agnes.
462 reviews222 followers
November 3, 2022
Letto subito dopo M. Gli ultimi giorni dell'Europa, con il quale fa "pendant" ideale. entrambi ben documentati, questo molto più centrato sulla figura di M. e sulle sue nefandezze.
Sono venuta a conoscenza di tanti fatti (e misfatti, purtroppo) che non avevo ancora incontrato nei vari saggi storici letti.
Uno per tutti : l'esperimento con un vaccino "autarchico "per la difterite ( un vaccino esiste già , provato e sicuro, ma è di produzione estera e costerebbe di più ) fatto a Gruaro - provincia di Venezia- nel 1933 : ventotto bambini muoiono e decine di altri subiscono menomazioni più o meno gravi, inclusi casi di paralisi permanente . La notizia , ovviamente, non trapelò a suo tempo sui quotidiani ( nè allora nè dopo .....)
Peccato che chi non lo ha letto parla, e chi lo ha letto tace: tanto non cambia nulla.
Super complimenti a Cazzullo !
Profile Image for Frabe.
1,200 reviews56 followers
December 22, 2022
Il potere preso con la violenza, l’annientamento degli avversari politici, la creazione di un regime dittatoriale oppressivo, i crimini in Libia, Etiopia e Spagna, le leggi razziali, una terribile guerra fuori e dentro i confini del paese… vent’anni abbondanti della Storia d’Italia tristemente legati ad un’accolita di delinquenti guidati da un capobanda: Benito Mussolini.
Profile Image for Francesca.
132 reviews30 followers
July 7, 2023
Nei momenti in cui sentirò dire frasi come “Mussolini ha fatto anche cose buone” non potrò fare altro che citare alcuni dei terribili episodi descritti dall’autore e collegati a questo periodo della storia italiana che purtroppo molti sembrano aver dimenticato.
Profile Image for Mara Rossi.
152 reviews1 follower
October 28, 2022
Oggi più che mai leggere questo libro è necessario. Purtroppo l’idea che abbiamo di Mussolini, in particolare i giovani e anche io, è estremamente edulcorata e sbagliata. Siamo abituati a vedere Mussolini come un capo del Governo che sicuramente non ha avuto pietà dei propri oppositori che si è macchiato di qualche omicidio ma dobbiamo comunque riconoscergli qualche merito, dalla bonifica delle paludi, alla costruzione di nuovi quartieri insomma “Mussolini ha fatto anche cose buone” peccato che da un giorno all’altro nel 1938 abbia deciso di allearsi con Hitler. Aldo Cazzullo in questo libro smonta tutti i luoghi comuni su Mussolini e sul fascismo partendo proprio da questo, la guerra non fu un’idea strampalata venuta al Duce all’improvviso ma lo sbocco naturale della sua politica, il fascismo vede la sua fase embrionale durante la prima guerra mondiale e muore con la guerra. Allora perché tutti gli italiani erano fascisti? Falso mito anche questo. Come si fa a misurare il grado di adesione al fascismo quando le alternative per gli oppositori erano umiliazioni, botte, violenza e morte civile? Qualcuno potrebbe obiettare che questo sia un libro di parte, un libro da “comunisti” ma il messaggio di fondo credo sia proprio questo: l’opposto del fascismo non è il comunismo (infatti a combattere Mussolini non furono solo i comunisti) ma la democrazia, non si tratta di uno scontro tra destra e sinistra ma tra violenza e libertà. La parola violenza è ripetuta innumerevoli volte in questo testo perché della violenza il fascismo ha fatto la sua arma più potente, l’esaltazione della violenza raggiunge livelli spaventosi, è lo stesso Duce ad affermarlo: “la violenza è una necessità chirurgica, una dolorosa necessità”. Nel libro sono ricordate le storie di molte vittime del fascismo dal noto omicidio Matteotti ad avvenimenti oggi del tutto dimenticati e anche per questo trovo necessario leggere questo libro. Molto spazio è dedicata alla legislazione fascista, oltre alle leggi razziali furono emanate una serie di norme al limite dell’assurdo dalla tassa sul celibato, alla tassa imposta ai possessori di cani, alla tassa per le coppie senza figli come se non avere figli fosse un crimine. Una cosa che mi ha molto colpita è la parte dedicata al rapporto di Mussolini con le donne, si pensa che Mussolini sia stato un grande amante delle donne, in effetti ne ha avute tante ma ciò non toglie che la sua misoginia abbia raggiuto livelli altissimi. Mussolini fa internare e morire in manicomio l’amante Ida Dalser e il loro figlio Benito Albinio quando rischiano di diventare una minaccia per la sua reputazione, Mussolini dichiara fuori legge le professoresse di lettere nelle scuole, riduce al minimo la presenza delle donne nelle aziende pubbliche e private. Per il Duce le donne sono solo una parentesi nella vita dell’uomo e tanto più un uomo è intelligente meno avrà bisogno di una donna. Per Mussolini le donne servono solo a “sfornare bambini” e farà di tutto per relegarle in casa togliendo loro quasi del tutto la possibilità di lavorare. Buona parte del libro è dedicata alla repressione degli ebrei italiani, all’alleanza con Hitler e alla guerra, ero convinta di sapere molto almeno su questi argomenti e invece molte cose le ignoravo, Mussolini ha consapevolmente mandato i suoi soldati a morire perché sapeva benissimo di non essere pronto per la guerra. Ci sono tantissime altre cose che mi hanno sconvolta e che mi hanno fatto venire voglia di leggere altro su questo pezzo di storia del nostro Paese di cui tutti dobbiamo vergognarci.
Quanto allo stile di scrittura devo dire che l’ho apprezzato tanto, il libro è scritto benissimo ma in modo molto colloquiale e ciò rende la lettura scorrevole e nonostante il tema per niente pesante.
Profile Image for Naomi.
51 reviews5 followers
March 18, 2024
Incredibile che, nel 2024, sia necessario scrivere un libro sul perché si dovrebbe essere fieramente antifascista. Eppure Aldo Cazzulo lo ha fatto egregiamente.

Da leggere!
Spoiler: alla fine il protagonista muore :)
Profile Image for EMILIO SCUTTI.
241 reviews22 followers
June 20, 2024
Il libro di cazzullo ha molti meriti quali la chiarezza espositiva, la puntualità del racconto e naturalmente la ricchezza del fonti. È appunto l’autobiografia di una nazione come pensava Gobetti, nazione che diventa fascista per una serie di congiunture storiche quali in particolare l’inconsistenza del Re, la miopia del presidente del Consiglio Facta e la superficialità della classe politica dell’ottobre del 1922. Ma il fascismo è stato violento e criminale perché lo era il capobanda, lo era Mussolini spietato, privo di scrupoli, crudele e psicologicamente sin dalla più giovane età instabile. Sconvolge il fatto che per 20 anni Mussolini abbia governato con il manganello l’Italia e gli italiani, abbia avuto i tre ministeri più importanti tra cui quello della guerra per poi decidere di entrare in guerra assolutamente impreparato e quindi giocare d’azzardo puntando su una vittoria lampo della Germania. Una vera disgrazia per questa nostra povera nazione e per il nostro popolo che sembra non aver imparato ancora del tutto l’amara lezione .
Profile Image for Recensionidelloracolo.
Author 5 books46 followers
November 6, 2022
Ho sempre amato i libri del giornalista Aldo Cazzullo, di lui avevo già letto i due libri che spiegavano la Divina Commedia e la sua raccolta di interviste alla donne che hanno fatto parte della storia di questo secolo.
Non avevo dubbi che anche questa volta mi sarebbe piaciuto il suo libro...ma non con lo stesso senso.
Il libro è infatti un sonoro schiaffo alla nostra memoria persa, una rivincita su tutte quelle persone che hanno il coraggio di dire "Il fascismo ha fatto buone cose".
E' un libro che ti mozza il fiato e che ti racconta l'intera epoca del fascismo e del suo leader sconsiderato Benito Mussolini.
In certe parti del libro mi veniva da dire "Cazzullo, un attimo, mi devo ancora riprendere dalla parte precedente".
Peccato, però, che in quei momenti mi rendevo conto che non era l'autore che rendeva il libro cruento e doloroso in ogni sua pagina...E' la storia a essere stata così.
Quella continua violenza che leggevo la pativa il popolo italiano.
Purtroppo tutto quello molti di noi se lo sono dimenticato o nemmeno l'hanno studiato, e proprio per questo tutti dovrebbero leggere questo romanzo.
Non vi è nemmeno la possibilità che qualcuno non lo legga con la scusa del "eh, ma lui è di parte".
Lui non è di parte, soprattutto quando ammette che siamo tutti esseri umani e che non esiste una linea che divide nettamente il bene dal male.
Con questo libro Cazzullo chiede solamente una cosa: ricordate, e poi decidete se davvero vi volete
considerare ancora fascisti o se invece volete portare avanti la memoria per fare in modo che tutto quello che hanno subito i nostri nonni non possa più avvenire.
In conclusione: leggetelo.
E' un libro che racconta la nostra storia, la parte peggiore, ma che comunque fa parte di noi.
Non limitiamoci a elogiare la potenza dell'Impero Romano, parliamo anche
di quello che è successo poi.
Troviamo il coraggio una volta per tutte di ammettere tutti insieme le violenze del fascismo.
Profile Image for Giubi.
127 reviews12 followers
January 21, 2023
Un libro che certamente contiene tante notizie che dovrebbero fare parte della nostra formazione primaria, spunti su come andrebbe raccontata la storia del fascismo, dalla sua ascesa, dei suoi crimini e della sua caduta a chi apprende solo il poco che dedica la scuola pubblica al tema.
Personalmente l’ho ascoltato in audiolibro e non mi ha fatto impazzire l’interprete e talvolta ho trovato un pelo “mozze” anche le scelte dell’autore rispetto alle vicende di cui raccontare. Ne riconosco tuttavia l’importanza, soprattutto in questo momento storico, ed ho apprezzato l’analisi finale su come l’estremismo moderno sia costruito su un anti-antifascismo, espediente che usa per colorare di politico la liberazione dalla dittatura e tutti i suoi simboli.
Profile Image for Virginia.
294 reviews33 followers
December 16, 2022
Finalmente un saggio sul fascismo e la figura di Mussolini corretto e facile da leggere. Lo consiglio molto
Profile Image for Elena Sangalli.
10 reviews2 followers
September 5, 2023
Ora sono pronta a rispondere a tono a tutti quelli che “Mussolini ha fatto anche cose buone”. Da brividi.
Profile Image for Nazcro.
73 reviews2 followers
October 1, 2023
Spesso mi chiedo se chi ha fascinazione per il fascismo abbia ben chiaro che tipo fosse Mussolini.
Profile Image for Gibson.
690 reviews
October 29, 2024
Il Ras del quartiere

Titolo adatto, come lo stesso Cazzullo riporta:
Capobanda fu definito Mussolini nel 1923 dal socialista Filippo Turati, che lo conosceva bene.
Capobanda lo definì un ventennio dopo il gerarca Giuseppe Bottai, che lo conosceva benissimo.

In meno di 400 pagine Cazzullo, per dimostrare la tesi del sottotitolo Perché dovremmo vergognarci del fascismo, che fa il paio con il titolo, condensa l'epopea di Mussolini mostrando le storture e la linea di condotta del camaleontico politicante qual era nel corso del ventennio che l'ha visto indiscusso protagonista.

Il 20 settembre 1922, Mussolini:
«[...] E vengo alla violenza. La violenza non è immorale. La violenza è qualche volta morale … [...] La violenza è risolutiva, perché alla fine del luglio e di agosto in quarantotto ore di violenza sistematica e guerriera abbiamo ottenuto quello che non avremmo ottenuto in quarantotto anni di prediche e di propaganda. Quindi quando la nostra violenza è risolutiva di una situazione cancrenosa, è moralissima, è sacrosanta, è necessaria».

Seguendo le tracce della violenza fascista anno dopo anno, il libro inanella un susseguirsi di azioni-eventi-mosse-proclami-decisioni che hanno attraversato l'Italia, fino a portare il paese al fianco(?) della Germania e alle conseguenze che conosciamo, guerra civile compresa.
Ad un certo punto lo stesso autore, consapevole che la sequela di esempi violenti descritti nelle sue pagine rischia di indurre assuefazione in chi legge, e quindi sottovalutazione della Storia, cioè il contrario di ciò che vuole ottenere, arriva a scusarsi con i lettori; in fondo non è colpa di Cazzullo se i Capibanda quello sanno fare.
Profile Image for Roberto Mele.
110 reviews6 followers
January 28, 2023
Ho iniziato a leggerlo nell'imminenza del centenario della marcia su Roma, per arricchire la mia conoscenza sul "ventennio" e per rinverdire i miei ricordi che risalgono per buona parte al periodo del liceo.

Confidavo soprattutto sul fatto che Cazzullo riuscisse a confutare molte degli argomenti che si portano a favore del ventennio (come il classico "quando c'era lui i treni arrivavano in orario"), ma utilizzando i numeri e non le opinioni.
Obiettivo quasi raggiunto: pochi dati (Cazzullo non è uno storico) ma comunque un racconto molto interessante e coinvolgente. Il racconto non tralascia di smontare i "miti del fascismo"; ma lo fa utilizzando aneddoti vale a dire raccontando episodi che dovrebbero essere rappresentativi ma che non hanno soddisfatto appieno le mie aspettative di "oggettività".
Non mancano, per fortuna, alcune chicche, come per esempio la storia di Ida Dalser, la sua prima importante amante e da cui ha avuto un figlio di nome Benito Albino. La fine di entrambi non fu esaltante, anzi, fu rappresentativa della spietatezza che il duce usava contro chiunque potesse ostacolare il suo cammino o offuscare la sua immagine.
Il libro è scritto bene e, soprattutto la prima metà, riesce a coinvolgere il lettore. La seconda metà è un po' lenta e in alcune parti, ripetitiva.
Consiglio la lettura di questo libro a chi vuole iniziare a conoscere la storia del fascismo e dell'uomo che lo ha impersonificato.
Profile Image for William Conti.
87 reviews2 followers
March 17, 2023
Analisi lucida e veramente dettagliata sulla figura del duce, dagli esordi quale semplice prepotente locale, a “capobanda” del movimento fascista con annessa forza squadrista, fino al patetico tentativo di espatriare in Svizzera travestito da nazista ubriaco sul retro di un camion.

Questo libro, come altri del suo genere, non si limita alla ricostruzione storica dei fatti, ma li dipana per confutare tutti quei falsi miti e quel pensiero nostalgico che attribuiscono al duce le famose “cose buone”. Insomma, un uomo che ha sbagliato qualcosa ma non per questo é del tutto da buttare.

Questo genere di analisi sono importantissime per la nostra memoria storica? Certamente si.
Cambieranno il pensiero comune che miticizza il duce e gli attribuisce i falsi più assurdi?
No, poiché l’illusione popolare preferisce credere piuttosto che sapere.

Il lavoro di ricostruzione é svolto in maniera davvero minuziosa, e lo troviamo esposto nella forma più chiara e discorsiva possibile, il ché rende questo testo veramente alla portata di tutti. Da leggere attentamente per comprendere cosa fu realmente il fascismo e, contemporaneamente, capire meglio ció che sta gradualmente avvenendo nel presente. Cambiano i tempi e le persone, ma la conoscenza rimarrà sempre terreno sterile per la prepotenza.
Profile Image for Luca Lollobrigida.
190 reviews3 followers
Read
February 3, 2023
Audiolibro.

Ottimo lavoro di ricerca che ripercorre la storia del ventennio, dal biennio rosso fino all'esposizione del cadavere in piazzale Loreto. Tanti aneddoti, tante citazioni, tanta onestà intellettuale.
Un libro che rimarca la necessità di definirsi antifascisti anche, e soprattutto, dopo 80 anni dalla capitolazione del regime, quando al governo abbiamo i suoi eredi.
Profile Image for L'aura.
248 reviews7 followers
October 27, 2022
Un buon libro dal taglio divulgativo e linguaggio perfetti per rendersi adatto a un pubblico vastissimo. Non gli assegno un voto più alto solo perché Cazzullo mi sembra troppo indulgente col re e, in una certa misura, la Chiesa.
Profile Image for Giubald.
26 reviews
October 25, 2022
A book that every Italian citizen should read in these times
Profile Image for Riccardo.
2 reviews
March 2, 2025
Intenso, a tratti crudo e molto diretto nelle descrizioni delle violenze delle squadracce nere, prima e dopo la Marcia su Roma. Piacevole e volutamente caustico nel raccontare meticolosamente i danni causati dal ventennio all'Italia ed ai popoli africani colonizzati. Una scrittura asciutta, di stampo giornalistico, molto gradevole e senza la pretesa di saggio storico. Le conclusioni finali: un capitolo prezioso. Da leggere!
Profile Image for Francyy.
678 reviews72 followers
November 1, 2022
Quello che già sapevo è stato interessante approfondirlo, quello che non sapevo mi servirà davanti ad ogni incontro revisionista. Ultimo capitolo superlativo per la chiarezza con la quale è scritto. Ovviamente di Cazzullo condivido interamente le idee, ma non è solo questo che me lo fa considerare in grande giornalista
Profile Image for Alessandro Nicolai.
310 reviews1 follower
August 11, 2025
Molto bello, si legge tutto d un fiato e parla di tanti falsi miti sul fascismo poco noti
Profile Image for Cesare Conti.
41 reviews
October 30, 2022
Un libro che smonta tutti i luoghi comuni legati al ventennio e a Mussolini. Ci ricorda che non solo il Duce è stato un sanguinario, un vero e proprio capobanda che si è impadronito dell'Italia e di tanti italiani con la forza e con la propaganda, ma che è stato un vero e proprio mediocre della politica, un totale incapace sia militarmente che politicamente e, soprattutto, un gran codardo.

Consigliatissimo comunque.
Profile Image for Gianmarco Leggio.
47 reviews2 followers
December 23, 2022
Non dovrebbe esserci bisogno di questo libro per ricordare le crudeltà e gli abomini perpetrati dal fascismo e del suo capo ma repetita iuvant.
Sfidando una visione impregnata non solo da luoghi comuni ma anche da nostalgie infondate, Cazzullo descrive le principali tappe della nascita, dell'instaurazione e del crollo del fascismo in Italia: dall'inedia della classe politica e delle istituzioni di fronte all'avvento del fascismo alla marcia su Roma e al delitto Matteotti, fino alla seconda guerra mondiale e l'oscuro capitolo della repubblica sociale italiana.
Nel fare ciò l'autore sottolinea i tratti, quasi caricaturali, della personalità di Mussolini, con le sue manie di grandezza, le sue passioni ed i suoi vizi, trattando anche aspetti meno noti. Allo stesso tempo, il libro intreccia i principali eventi storici con le storie degli oppositori al regime e le spietate repressioni a cui andarono incontro uomini come Matteotti, Gramsci, i fratelli Rosselli ma anche numerosissime persone comuni.
Profile Image for Giovanna Michelini.
1 review
August 12, 2023
A volte si è prolungato troppo nell'elenco di fatti realmente accaduti, sarebbe stato meglio una selezione . Alla fine quando definisce Meloni e Salvini degli anti-antifascisti per indorare la pillola lo trovo sconvolgente. Gente che ha tolto diritti alle famiglie omogenitoriali perché non corrispondono al loro pensiero di famiglia traduzionale non possono essere definite tali. Bisogna chiamarli col proprio nome, cioè fascisti. E se dopo tutti i fatti che ha raccontato, specialmente sugli ebrei, non l'ha ancora capito, vuol dire che dalla storia non ha capito nulla. Sono fieramente nata in una famiglia antifascista e mi sono bastati i racconti di mia nonna per decidere da che parte stare.
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Profile Image for Corinna (Cocchan).
93 reviews1 follower
April 20, 2025
Un compendio esaustivo, il libro di Aldo Cazzullo (di cui non voglio nemmeno riportare il titolo per non dover scrivere il nome del testone) scorre come un fiume grazie alla sua forma di articolo di giornale, più che di saggio in dettaglio, su nascita, ascesa, potere, fine e avanzi indesiderati del fascismo.

Suddiviso in sezioni tematiche che seguono uno sviluppo temporale, non mancano momenti in cui ci si deve concentrare per non perdere il filo dei vari nomi, luoghi e avvenimenti citati. Tuttavia, alcuni capitoli emergono sia per la cura particolare a loro dedicata, sia per il contenuto: il quattro e il cinque dedicati a coloro che hanno resistito apertamente a regime e venendo brutalmente eliminati (tra cui il più famoso di tutti, Giacomo Matteoti, e quello che mi ha fatto versare più lacrime, Piero Gobetti), e l'otto sugli ignobili e tutt'ora poco conosciuti crimini di guerra perpetrati in Libia ed Etiopia, in particolare la strage di Debra Libanòs, una tale barbarie che dovrebbe ancora farci vergognare ma che molti, me inclusa, ignorano.

Su alcuni aspetti rinomati, come la Resistenza e l'alleanza con la Germania, Cazzullo va spedito essendo, si spera, nozioni risapute, ma soprattutto perché il testo si vuole concentrare su quello che il fascismo è stato per gli italiani TUTTI (comunisti, socialisti, monarchici, conservatori...): vent'anni di "vita agra" (capitolo sei), "botte, galera e confino" (capitolo sette) sotto il governo di un individuo spregiudicato ed egoriferito di cui Cazzullo riporta un ritratto sferzante, sottolineandone l'inedditutudine e totale incapacità. Quasi non ci si crede come un elemento del genere sia riuscito ad accaparrarsi il governo di uno Stato. E ancora di più come mai, oggigiorno, esista qualcuno che lo rimpianga.

Una lettura che, grazie alla sua accessibilità, risulta immediata e cristallina, sfatando miti e falsi storici ("ha fatto anche cose buone") su una figura storica che ha segnato profondamente l'identità nazionale italiana, ma solo ed esclusivamente in negativo.

P.s. Considero la il termine anti-antifascista come un'equazione matematica per cui anti-anti si annullano.

Per cui:

anti-antifascista=fascista

cvd
81 reviews
January 27, 2023
Un bel libro, che mi ha fatto scoprire quanto sia ignorante su quella parte di storia.
Ho sempre creduto che il Fascismo si fosse imposto velocemente e che l'atto finale fosse la marcia su Roma. Invece il fascismo ha preso il potere lentamente eliminando sistematicamente gli oppositori, prima nei piccoli centri e poi in quelli grandi. La marcia su Roma è stata solo l'epilogo di anni di violenze.
Ho riletto in maniera critica il ventennio fascista trovando drammatici parallelismi con i governi di oggi, non la violenza per fortuna, ma l'inadeguatezza di chi ci comanda che oltre i proclami è del tutto incapace di comandare.
Come le persone brave siano messe sempre da parte per privilegiare incompetenti ma ubbidienti.
L'esempio lampante di tutto ciò è proprio Mussolini capo della marina e dell'aviazione, che dopo 20 anni si è fatto trovare del tutto impreparato.
Se gli italiani sono visti come degli scappati di casa molto lo dobbiamo proprio a lui e alle brutte figure che abbiamo fatto durante la seconda guerra mondiale.
Come paese meritiamo di piu.
Consiglio questo libro a tutti sia a chi conosce bene la storia, si a quelli come me che la conoscono un po' meno.
Agli anti fascisti, ma anche a quelli che credono che l'antifascismo sia obsoleto, sicuramente non si ripresenterà un dittatore come Mussolini, avrà nuove forme e sfaccettature e dovremo essere bravi a riconoscerlo per tempo.
Profile Image for Roberto Patti.
17 reviews1 follower
January 4, 2025
È un libro facile da leggere, ben scritto, scorre piacevole e veloce tanto che sembra di sentirlo, Cazzullo, che legge le pagine con lo stesso tono che usa nella sua trasmissione in televisione. Eppure è un racconto intossicante, che a un certo punto diventa difficile da continuare. A differenza di altri saggi sul tema e sul periodo (mia ossessione letteraria personale) non si può leggere tutto d’un fiato, non si riesce. È troppa la cattiveria, lo sprezzo della decenza e dell’altrui persona che pervade i personaggi e gli episodi descritti.
È tutto troppo.
E viene da chiedersi, dato che è tutto documentato, cosa opinano quelli che “ha fatto pure cose buone” o quelli che “è stato un grande statista”. Quelli stessi che oggi si rifanno a questi esempi come a “modelli”, fonti di ispirazione.
“Non è vero che tutti gli italiani erano fascisti”, dice Cazzullo, ma prima di auto assolverci troppo in fretta (ai pochi antifascisti che hanno pagato con la vita o con la salute corrispondevano molti, troppi indifferenti e variamente complici), occorre “raccontare e dimostrare che Benito Mussolini era diverso dall'idea che ce ne siamo fatti. Che del fascismo noi italiani dovremmo vergognarci. […] E che l'antifascismo non è «una cosa di sinistra»; è una cosa di tutti, è un valore in cui ogni italiano dovrebbe riconoscersi.”
Displaying 1 - 30 of 81 reviews

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