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Organica

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Ruth è una ragazza madre che vive in una città tenuta sotto scacco da due forze che ne regolano ogni aspetto: una è il Go, l’ente governativo che gestisce la produttività degli abitanti; l’altra, ben più subdola, è la Jester, ovvero la società che si occupa del marketing e della promozione dei prodotti. Se bisogna produrre, bisogna infatti consumare, e chiunque lo fa ormai ciecamente.
Ruth è una lavoratrice speciale, un’addetta alla fornitura di materiale organico. La Nuova Banconota, denaro ma al tempo stesso prodotto, è infatti realizzata a partire da residui umani.
Mentre assistiamo alla lenta discesa di Ruth e al suo annullamento come individuo, Laura Marinelli ci racconta a margine quali altre vite si sono esaurite a causa di burocrazie kafkiane e mercificazione infinita.

La distopia di Marinelli è una distopia biocapitalista: quando non resta altro da sfruttare, si cominciano a corrodere i corpi e le identità stesse.

208 pages, Paperback

Published September 15, 2022

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Laura Marinelli

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9 (7%)
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1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 32 reviews
Profile Image for Claudio De agostini.
67 reviews14 followers
December 22, 2022
Organica è una distopia in cui il materiale biologico è diventato moneta di scambio. Il corpo stesso delle persone è merce, da spendere per ottenere l'irrinunciabile superfluo, anche a discapito della sopravvivenza.
Il libro non ha una trama con un'evoluzione, è più che altro un affresco della metafora che Marinelli vuole rappresentare. Ruth è il personaggio attraverso il quale scopriamo l'ambientazione, siamo sbalzati avanti e indietro attraverso i suoi ricordi e la sua quotidianità.
La distopia si regge sulla sospensione di incredulità, perché molte spiegazioni mancano o sono superficiali. L'intenzione non è costruire un mondo intero, ma lanciare il messaggio: il consumismo ci erode, ci trasforma in merce di scambio e noi, consapevoli o meno, sacrifichiamo disperatamente noi stessi per farne parte. Non c'è redenzione o speranza, è un meccanismo che si auto-alimenta.
Lo stile e l'intreccio del libro sono perfetti, Marinelli è essenziale e spietata nel prendere asetticamente la nostra realtà e usarla per costruire pugni nello stomaco.
La chiave di lettura scelta è prettamente femminile e questa cosa, in alcuni punti, mi ha tenuto a distanza. La maternità intima e personale occupa gran parte del punto di vista.
Un libro che non rientra perfettamente nelle mie corde, ma questo non toglie che non sia scritto e architettato magistralmente.
Profile Image for Fabiano.
316 reviews120 followers
December 23, 2024
Oggi vi parlo del romanzo “Organica” scritto da Laura Marinelli. L'ennesima perla targata Moscabianca Edizioni.

“Organica” è una distopia bio-capitalista che ipotizza un futuro verosimile e potenzialmente non troppo lontano. Il sistema economico su cui si basa la nostra società ha raggiunto vette estreme, un totalitarismo governato da produzione e consumo. L’essere umano è un oggetto, semplice materia da plasmare, indirizzare e controllare, un ingranaggio senza valore, utile solo al funzionamento del meccanismo. Come un ingranaggio, quando inizia a essere difettoso e perdere utilità, viene eliminato e sostituito senza rimpianti e sensi di colpa.

Con l’opera di Laura Marinelli assistiamo al completo annullamento della persona: libera scelta, diversità, emozioni, empatia, creatività, fantasia. È tutto arido, un deserto su cui si muovono automi, corpi vuoti e mercificati, ammassi organici fatti di mera sostanza e privi d’anima. Tre donne, tre storie che si intrecciano, tre vite lineari e prive di assoli che mostrano in tutta la sua crudezza l’0rr0re della realtà dipinta dall’autrice.

“Organica” è uno di quei libri associabili alla parola disturbante. Dalla prima all’ultima pagina veniamo presi e stritolati tra disagio e nichilismo. Ne usciamo a pezzi, senza speranze, annientati come gli esseri umani di Laura Marinelli.

Imperdibile.
Profile Image for Livietta.
493 reviews70 followers
March 20, 2023
Distopia parecchio forte.
Racconto ben costruito, circolare, con un paio di personaggi al contorno che veramente strappano il cuore (Tender su tutti).
Certi aspetti un po’ troppo retorici per i miei gusti e un po’ alla si stavameglioquandosistavapeggio ma forse perché comunque non c’è apertura positiva di nessun tipo.
Qualcuno ne ha criticato la lunghezza (o meglio, la cortezza): secondo me invece questo è un pregio, perché avrebbe rischiato di scadere in una miriade di luoghi comuni.
Profile Image for Diletta.
Author 11 books243 followers
September 20, 2022
Organica è disturbante, imprevedibile perché appunto bizzarro e corrosivo in un modo così appassionato che ti viene voglia, ogni tanto, di prendere fiato e questo è un segnale direi abbastanza interessante quando si legge un libro.
È una distopia biocapitalista perché la protagonista comincia a sfaldarsi, a smangiarsi e diventare il tutto materiale che la circonda, perché non è rimasto molto altro da offrire al sistema che cerca di inghiottirla e che prima di lei ha inghiottito moltx altrx.

(Romanzo editato da me)
Profile Image for Martina Palma.
88 reviews7 followers
January 12, 2023
Distopia che tocca tantissime tematiche attuali anche in maniera forte in alcuni punti, ma sempre con la finalità di far riflettere.
È stata una lettura veramente sorprendente.
Profile Image for Omar Sabry.
Author 3 books12 followers
May 7, 2023
Spogliarsi e diventare denaro, in una nuova normalità dove i film di Cronenberg non sarebbero strambi, anzi. Una storia perturbante capace di raccontare con i mezzi della fantascienza cosa significa vendere sé stessi e degradarsi sotto i colpi ingiusti e pubblicitari del capitalismo, che in "Organica" diventa bio-capitalismo. E nel creare vittime, i cattivi rimangono in logge oscure senza personificarsi perché sarebbe troppo facile (e stupido) puntare il dito verso un colpevole, quando il male è endemico e la società intera si è evoluta per seguire pochi valori incompatibili con la felicità. Mi sono sempre chiesto perché dopo "Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood che spiega così bene come si può costruire una distopia della donna, molte scrittrici di fantascienza abbiano preferito ignorare la lezione e piegare la distopia al solo femminismo misandrico. Le storie belle (distopie incluse) sono quelle che hanno il coraggio di dire che lo schifo è ovunque e non espongono perfezioni ideali, ma sono innanzitutto ambiguità. Per fortuna, "Organica" è un romanzo allievo e diligente, quelle lezioni le ha imparate, e con il suo intreccio esplora direzioni tutte nuove, corrosive, emofiliche, disgustose - alcuni potranno dire: affascinanti.
Profile Image for Giorgia Scalise.
Author 3 books18 followers
January 4, 2023
Finito stamattina mentre ero in coda al comune, mi ha messo i brividi & una tristezza infinita. Sarà anche una metafora, ma il mondo dipinto da Laura Marinelli non mi sembra affatto lontano dalla realtà: persone che si distruggono pur di fingersi quelli che non sono e pagano per costruire una vita artificiale che dura il tempo dello scatto di una foto; la solidarietà criminalizzata, come se aiutare il nostro prossimo non fosse ciò che ci rende umani; una società che prima crea disuguaglianze sociali e poi ti punisce perché "non ti impegni abbastanza", quando a darti le scarpe senza suole e una martellata tibia è stata lei. Vorrei dire che un futuro così mi fa paura, ma non darei troppo per scontato che non ci viviamo già.
Organica punta i riflettori su un abisso che ci guarda sogghignando già da un po' - e lo fa con una scrittura bellissima, da cui è impossibile distogliere lo sguardo nonostante gli orrori che ci mostra.
Profile Image for Maico Morellini.
Author 52 books184 followers
December 4, 2022
“Le cose brutte si devono nascondere”

Pensa Ruth, mentre affronta la sua ennesima, terribile, domenica di lavoro. Ma nessuna delle cose brutte, in Organica, viene nascosta. Anzi, qui le cose brutte sono esposte in superficie. Una superficie fatta di tendini, e ossa e nervi scoperti. Organica è una nuova geografia, un futuro troppo vicino nel quale, in maniera quasi letterale, noi siamo il nostro corpo. E siamo anche il corpo degli altri.

"Nel mio primo giorno da emancipata avevo pensato che sarebbe stato bello saltare, come faceva lui nel parlare, ciò che risultava difficile."

Laura Marinelli fa l’esatto contrario. Più i personaggi dei suoi racconti - racconti che sono cuciti uno all’altro dalla storia Ruth e dal suo lavoro alla Zecca - cercano di nascondere le cose brutte e difficili, puoi l’autrice ci mostra le ombre e i dolorosi orrori che il futuro da lei immaginato confeziona ogni giorno. È un corpo, quello di Organica. Un corpo sezionato, nudo nelle sue parti più sanguigne. Un corpo nel quale le storie non devono - e non possono - necessariamente avere una fine. Perché il futuro, questo futuro fatto di nomi e cognomi che descrivono ciò che sei prima ancora del tuo carattere, fatto di spot, lustrini, di speranze e varietà non è fatto per storie che abbiano un inizio o una fine.

Sono istantanee. Istantanee di dolore e speranza, una speranza di certo mal risposta. E ombre. Ombre al fosforo, inchiodate al muro di un presente così meccanico e organico al tempo stesso da non concepire vie di fuga. Da non permettere di affrancarsi dal dominio dei Go, che decidono cosa sarà di te, dalle menzogne irresistibili della Jester. Da un mondo, quello di Organica, che sembra aver capito come prosperare per sempre uguale a sé stesso nella trasformazione del corpo umano in una vera e propria moneta di scambio. Teorica, e materiale.

Eppure, per quanto sbagliata, la speranza esiste. Una speranza innestata nel dolore quotidiano che affonda - fisicamente, come fosse fatta di elettrodi affilati - nel sistema nervoso di tutti i protagonisti della storie di Organica. E a noi cosa resta? La necessità di guardare. Perché le cose brutte, a differenza di quanto pensa Ruth, non si possono nascondere.
Profile Image for Matteo Mantoani.
70 reviews3 followers
October 11, 2022
Questo romanzo è il ritratto di un incubo, la descrizione di un mondo in cui il corpo umano viene addirittura usato per creare delle banconote (ottima metafora del nostro mondo capitalistico). La distopia è originale, ben costruita e spaventosamente attuale, gli slogan pubblicitari e il controllo dei mass media sono così rivoltanti che il lettore non può che sentirsi in imbarazzo a visitare un tale inferno.
Lato sfondo, quindi, tutto bene. Cosa c’è in primo piano?
Il romanzo segue le vicende di Ruth, inframezzando il racconto di una sua giornata di lavoro con la storia di altri personaggi che fanno da contorno, ma la cui storia è in qualche modo collegata al personaggio principale. Di Ruth seguiamo una giornata tipo, ma non la vediamo né soccombere né redimersi, la sua situazione e la sua mente, è uguale dal primo momento all'ultimo. Il risultato è quello di assistere a un interessantissimo documentario, mentre avrei preferito che Ruth presentasse un arco narrativo o qualcosa che mi facesse sperare per una svolta di qualche tipo, sia nel bene che nel male. Per quanto questa scelta sia coraggiosa, ho faticato un poco a trovare un filo conduttore per seguire le vicende narrate e il finale mi è arrivato con una nota di incompiutezza. Insomma, questo romanzo è eccellente nel mostrare uno scenario da incubo, meno efficace nel delineare una trama precisa e coinvolgente. Così com'è, mi manca qualcosa per affermare che il romanzo riesce veramente a decollare.
Lato stile nulla da eccepire. La scrittura è ottima, i dettagli sono eleganti e a tratti lirici. Per i miei gusti ci sono forse troppe digressioni e sbalzi temporali, il punto di vista si annega a volte nella descrizioni di ricordi o di contesti più ampi, e la focalizzazione ne viene penalizzata. Ma queste sono scelte, non difetti.
In definitiva, ottimo romanzo sui generis, originale, intelligente, a cui avrei magari aggiunto una trama più forte e cercato di costruire una storia che andasse al di là della descrizione di una routine per la sopravvivenza del personaggio principale… comunque una lettura che ho fatto più che volentieri.
Profile Image for Jessica G.
76 reviews1 follower
July 26, 2024
(Dis)organica

Una distopia femminile, completamente incentrata sulla mercificazione e l'oggettivizzazione dei corpi. Gli esseri umani sono materiale organico da raccogliere, distruggere, perdere, spacciare: qualsiasi prodotto corporeo è prezioso per il sistema e, di conseguenza, ridotto alla sua concretezza, privato di senso intrinseco.

Un libro interessante, con idee che, seppure non avanguardiste, io sono sempre entusiasta di esplorare. Il problema è che il libro somiglia più a una raccolta di racconti ambientati nello stesso universo che a un romanzo. E non ci sarebbe niente di male, se non fosse che non viene in alcun modo segnalato nella quarta di copertina e, di conseguenza, l'effetto è disorientante (soprattutto perché forse il capitolo iniziale per me è stato anche il più coinvolgente). Inoltre, non c'è nemmeno un full commitment all'idea dei nuclei di personaggi autonomi per ciascun capitolo, perché le vicende di Ruth si spalmano su diverse sezioni del libro e la si vuole trattare come protagonista. Se è vero che tutti gli altri personaggi si intersecano alla sua vita, è vero anche che tali intersezioni appaiono più come una scusa per raccontare più storie che come una confluenza coerente. Probabilmente anche solo la disposizione dei capitoli avrebbe aiutato.
In ogni caso, mi è piaciuto abbastanza da inserire altri libri di Laura Marinelli fra i to-read.

Molto simile per temi e vibes, Parti e omicidi e Il libro di X.
Profile Image for Axa Lydia Vallotto.
Author 16 books42 followers
October 5, 2022
Questo non è un libro piacevole. Fin da subito è capace di metterti addosso un disagio che ti resta appiccicato fino all'ultima pagina. Il mondo descritto in questo romanzo non ha nessuna pietà, non risparmia i personaggi che ci abitano, e io l'ho apprezzato moltissimo. È una distopia vera, una che fa paura.
E parte di questa paura la fa la trama, che non ha svolte incredibili o eventi particolari. Va esattamente tutto come dovrebbe, mentre tu che leggi speri disperatamente che le cose cambino e il finale non sia proprio quello.
Un libro da cui non ci si riesce a staccare e che di sicuro rileggerò.
Profile Image for Marco Landi.
628 reviews40 followers
February 12, 2024
Un intelligente distopia, inquietante e disturbante, efficacemente scritta con uno stile e una struttura particolari, una specie di mosaico, che dipinge un futuro nemmeno troppo lontano da noi, con comportamenti estremizzati ok, ma che prende spunto da alcune realtà odierne come il consumismo estremo, la preoccupante assuefazione alla pubblicità e la folle scalata mediatica ottenuta senza curarsi di nulla e nessuno.. il tutto raccontato con immagini dolorose e spietate (con una sorridente patina rosa e un'acida spolverata di mdma), che mi ha ricordato tanto il dualismo satira/crudeltà caro a Palanhiuk...
Una volta finita l ultima pagina, l'angoscia strisciante non se ne va subito.....
Profile Image for Francesca.
1,973 reviews159 followers
November 28, 2025
3.5/5

Romanzo distopico ambientato in un futuro non troppo lontano, dove un brutale sistema di biocapitalismo e controllo governativo sono imperanti. La protagonista, Ruth, è una ragazza madre che vive in una società stretta tra il Go, l’ente che gestisce la produttività, e la Jester, la potente società di marketing e promozione.

Il worldbuilding costruito dall’autrice vede l’estrema mercificazione del corpo umano come ultima risorsa da sfruttare. La protagonista, infatti, lavora come “addetta alla fornitura di organico”, poiché il nuovo denaro viene letteralmente prodotto a partire dai residui organici degli abitanti.

Il romanzo segue la discesa di Ruth e il suo annullamento come individuo, parallelamente al racconto di altre vite esaurite da una burocrazia ossessiva, con uno stile crudo, forte e perturbante. È una distopia che riflette sul consumismo cieco e sull’identità.
Profile Image for Valentina.
123 reviews3 followers
July 31, 2024
Cosa può succedere quando i media prendono possesso della tua vita e qualsiasi scelta che farai sarà sempre e comunque dettata da qualcun altro? Quando l’amore di una madre svanisce dietro il desiderio di apparire ed entrare in quel circolo vizioso di pubblicità?
Oggi parliamo di Organica di Laura Marinelli edito Moscabianca
Quando ho iniziato a leggere questo libro, nonostante la trama e il parere di chi lo ha già letto, ero convinta che avrei trovato un bel distopico, nulla di più. Quello che invece ho scoperto in queste pagine è un futuro non troppo lontano che è riuscito a spaventarmi e destabilizzarmi.
Troviamo diversi POV, intrecciati tra loro, che ci fanno capire quello che è la società guardata dagli occhi di chi è più sfortunato, ma non solo. Teddy Him, un bambino che cerca la sorella, Ruth, una donna che lavora per la Zecca, Tender, una ragazza che si è ritrovata a capo di donne come Ruth, e Bastian, un padre di famiglia non troppo amorevole.
A sedici anni ci si emancipa e non si hanno altre opzioni. Lo stato ti affida la casa e programmerà la tua intera vita: non riesci a stare al passo? Sei un peso e vieni eliminato.
Ognuno deve riuscire a badare a se stesso, senza chiedere/dare aiuto a nessuno: pena, vieni eliminato.
Non c’è solidarietà, nessun aiuto reciproco, nessuna mamma che può andare a sostenere un figlio. Nulla. Devi riuscire a cavartela da solo con le tue sole forze. E non hai alternative.
Tua figlia si ammala di scorbuto per malnutrizione? La pubblicità ti dice che bastano i Vita-A-Frutta-Ze, non importa se invece che tutti i frutti c’è solo la pera, tu glie lo dai e spendi li tutte le tue banconote.
Tuo figlio urla disperato nel cuore della notte perché vuole il latte? Devi aspettare che viene il funzionario a comprare il tuo latte perché al bambino serve il Formulat Super.
Vedere una realtà così distorta, così lontana da quelli che sono i fondamenti della logica, mi ha profondamente turbato. È un libro ricco di spunti di riflessione, ogni personaggio riesce a farti riflettere su punti diversi della vita e del comportamento umano in un modo unico e devastante.
Non è un libro leggero, ma è un libro a mio avviso straordinario.
Profile Image for Marti.
102 reviews3 followers
October 7, 2025
Una distopia biocapitalista? La prima che leggo e l’ho amata.

Organica è stata una bellissima lettura: il romanzo si prende il suo tempo e attraverso una serie di flashback e di spostamenti di pov mostra il funzionamento della società distopica immaginata da Laura Marinelli. Una società nella quale tutto è diventato merce di scambio, persino il materiale organico umano e i corpi stessi. In Organica sono, inoltre, proprio le donne a diventare oggetti e valuta: il mestiere di Ruth (quella che è praticamente la protagonista del romanzo) è proprio legato alla raccolta del materiale organico in cambio di denaro ed è quello prodotto dalle donne ad esser valutato di più. S4ngu3, l4tte materno, peli, capelli e persino le f3ci si uniscono alla raccolta di sp4rm4 che Ruth è costretta a sobbarcarsi ogni singola settimana fruttando il suo corpo, pur di garantire a sé stessa e al suo bambino la sopravvivenza.

Un romanzo che si apre su toni amari, ma che si chiude sulla strada della disperazione più totale. C’è stata una scena nello specifico (quell del bagno, ma non vado oltre per evitare di raccontare troppo a chi volesse leggere il romanzo) che mi ha messo i brividi e mi ha fatta ragionare, anche per il suo enorme realismo, su quale sia il punto di approdo più basso cui l’umanità potrebbe spingersi in futuro.

Aggiungerei anche che Organica è speciale anche perché scritto da una donna: l’attenzione alla definizione psicologica della protagonista e al suo rapportarsi alla maternità, i temi così legati allo sfruttamento del corpo femminile in tutte le sue parti, oltre che la spaventosa umanità di certe scene e dei sentimenti di Ruth non posso che essere usciti dalla penna di una donna.

Unico neo è che, forse, avrei sentito la lettura come più “compiuta” se il romanzo fosse stato un po’ più lungo e dettagliato, moltissimi elementi del worldbuilding sono esplicitati, ma le sole 200 pagine mi hanno comunque lasciata con delle domande in sospeso.
Profile Image for Maurizio Ferrero.
Author 25 books38 followers
March 29, 2023
Organica di Laura Marinelli è un romanzo per chi ha lo stomaco forte.

È necessario, per assistere alle vicende di Ruth, ragazza madre che lavora come raccoglitrice per la Zecca. Raccoglitrice di cosa? Ma di organico umano. Fluidi corporei, peli, unghie, capelli. Tutti materiali necessari a produrre la Nuova Banconota e alimentare un sistema capitalistico marcio e pregnante in ogni aspetto della società.

La settimana di lavoro di Ruth non è però l'unica protagonista della vicenda. Laura Marinelli racconta anche altre storie di personaggi che si muovono tra i quartieri cittadini, della follia e dell'insensatezza che permea le loro vite. Una sorta di incrocio tra una distopia Orwelliana e il body horror di Cronenberg.

Una vicenda in cui il mondo in cui si muovono i protagonisti è al centro della scena esattamente quanto loro, un disgustoso ritratto di un biocapitalismo inumano.

Avendo già letto altre opere di Marinelli sapevo cosa aspettarmi, ma devo dire che questo romanzo è andato ben oltre le mie aspettative, tanto che dalla conclusione della lettura ho aspettato un bel po' prima di scrivere questa recensione, per far raffreddare un po' i pensieri che mi ero fatto.

In sostanza, molto consigliato. Preparatevi a disgustarvi e al tempo stesso a riflettere su dove siamo e verso dove stiamo andando. E poi a disgustarvi ancora.
Profile Image for Alessandro Balestra.
Author 38 books43 followers
September 23, 2022
Distopia e corpo umano sono ormai il marchio di fabbrica di Laura Marinelli. In "Vanity Fear" si parlava di un farmaco in grado di mutare gli organi in una grottesca escalation degna di David Cronenberg. In "Organica" l'autrice alza il tiro e ipotizza un mondo dove la donna, e il suo corpo, viene mortificata, prostituita e degradata fino all'estremo. Non è cosa da poco riuscire a raccontare con garbo ed eleganza una storia piccante, malsana e disturbante. Alcuni passaggi sono davvero tosti.
Originale, particolare e ben scritto... con "Organica" non si scherza.
Profile Image for B3kjw.
176 reviews2 followers
June 6, 2023
Siamo sicuri che sia una distopia?
Profile Image for Simone RCM.
9 reviews1 follower
September 2, 2023
Questo romanzo mi ha ricordato per certi versi "Sono Fame" di Natalia Guerrieri. Benché quella di Guerrieri non sia una distopia dichiarata (ma lo sia nei fatti) ho ritrovato simili dinamiche fra i due testi: una protagonista itinerante, una realtà diversamente alienante, un mondo orrorifico che si rivela man mano al lettore, il potere e l'economia che si riflettono sui corpi, sulla carne, sul lavoro, sulle donne.

Se in Guerrieri c'era però ancora un'ombra di apertura, una possibilità di fuga dalla città trappola, quantomeno, qui non solo non c'è nessuna via d'uscita ma nè il lettore, nè il narratore, nè i personaggi sembrano in grado di immaginarla.

La realtà di Marinelli è una realtà che ti ingloba. Non c'è una singola immagine banale e tutto è funzionale all'annientamento dell'individuo e di ogni sua velleità di fuga, come già in Orwell, in Boualem Sansal (2084: la fine del mondo) e in vari testi di Michel Houellebecq.

Unico limite di questo romanzo è forse appunto il fatto che, nonostante una potenza immaginifica devastante, l'idea di umanità che ne emerge sia per contro molto passiva e rassegnata. L'incubo non ha vie di fuga: non le illusioni amorose del Winston Smith di 1984 (qui evocato dal nome di Ruth e del padre in maniera forse un po' troppo retorica), non la religione di Sansal, non la scienza di Houellebecq (che già quanto a rassegnazione non scherzerebbe). Gli umani sono criceti in gabbia che non solo non provano a fuggire, ma vengono manovrati dalle pubblicità che propinano loro nuove carote immaginarie verso cui tendere, senza mai mettere in discussione la mano che quelle carote le tende. Ma le persone non sono marionette passive dei sistemi di potere. Ne accettano oppure ne allargano i confini, li reiterano oppure lo risignificano, e questo forse in questo romanzo manca.

Un testo di Elisabetta Di Minico su cui avevo preparato la tesi di magistrale definiva utopia e distopia come due mondi molto simili in cui a fare la differenza era il punto di vista che l'autore decideva di adottare: integrato o apocalittico. Qui ho come l'impressione che il punto di vista della narratrice sia in parte rassegnato a questa realtà, e quindi quasi integrato. Può dirsi quindi una distopia?
Riprendendo il confronto con il romanzo di Guerrieri, forse l'assenza di un personaggio che voglia fuggire dal sistema (se non proprio cambiarlo) rischia di trasformare la realtà alla base del libro in uno status quo da preservare, invece che in un orrore da cui fuggire.
Profile Image for Ilaria.
431 reviews41 followers
July 28, 2023
Tra i migliori libri letti nell'ultimo periodo e, per ora, il migliore dell'anno.
"Organica" è un romanzo distopico che fa riflettere moltissimo sulla società in cui viviamo, sul consumismo, sul capitalismo e su tantissime altre tematiche molto attuali. Racconta, con freddo cinismo, di ciò che siamo disposti a fare per un po' di gloria o di apparire chi non siamo. La formazione economica di Marinelli si sente molto, a mio avviso, e questo ha dato un tocco in più al romanzo.
La protagonista è Ruth, ma credo sia più accurato affermare che tutta l'umanità è protagonista - un'umanità non così diversa da quella del nostro mondo reale.
Una storia cruda e forte, che penso mi farà riflettere per molto, molto tempo. Spero veramente che venga letto da quante più persone possibile perché è un libro che merita di essere conosciuto.
Profile Image for Stefano Franchini.
4 reviews3 followers
February 10, 2025
Organica è un libro crudo, a tratti rivoltante, scritto con perizia e che denuncia presente e futuro. Una distopia capitalista e disumana che sfrutta i personaggi come li sfrutta il loro mondo: li mastica e li risputa sempre uguali, disillusi e persi nel giogo in cui la società e i loro stessi vizi li hanno incastrati.
Non è del tutto nelle mie corde, ma merita. Non aspettatevi nulla di tradizionale.
Si legge in una giornata.
Profile Image for Simona~ pagine_e_inchiostro.
670 reviews14 followers
June 4, 2025
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro:
Organica parte da un’idea affascinante: una distopia biocapitalista in cui i corpi e le identità degli individui vengono sfruttati letteralmente fino all’osso.
Ruth, una ragazza madre, vive in una città governata da due poteri oppressivi: il Go, che controlla la produttività, e la Jester, che si occupa della promozione dei prodotti in un sistema in cui consumare è d’obbligo quanto produrre. La protagonista lavora per la “fornitura di organico”, materia prima da cui si ricava la Nuova Banconota, valuta realizzata con residui umani.

L’ambientazione è inquietante e ben congegnata, con alcuni elementi (come i nomi dei prodotti e la bruttura umana dei personaggi) capaci di lasciare un’impressione duratura. Tuttavia, a fronte di un’idea di partenza forte e attuale, l’esecuzione narrativa procede per alti e bassi. Il romanzo si muove in modo frammentario, alternando momenti di sottile crudeltà e denuncia sociale ad altri decisamente più piatti e privi di spinta. Lo stile é semplice e scarno, privo di quella carica poetica o visionaria che ci si aspetterebbe da una distopia tanto radicale.
Per chi è abituato a letture più estreme o spiazzanti, come i romanzi di Murata Sayaka o altri autori che esplorano i confini della follia sociale e individuale, Organica rischia di sembrare un’occasione mancata.
Un buon potenziale per un romanzo riuscito solo a metà.
Profile Image for Enrica.
31 reviews3 followers
September 27, 2023
Questo è un romanzo che ho letto a dicembre e che mi ha spiazzato così tanto che ho avuto bisogno di digerirla lentamente.
Escluso l’incipit, il romanzo segue le vicende di Ruth, una giovane neomamma che lavora come raccoglitrice. Il tutto è intervallato con. Nella società in cui vive Ruth infatti, le banconote vengono stampate a partire da rifiuti organici umani (sperma, sangue, capelli, unghie) che i più poveri vendono alla Zecca in cambio di pochi spiccioli.
I capitoli si alternano fra Ruth, impegnata tra i quartieri cittadini mentre cerca di racimolare l’organico necessario a raggiungere la quota settimanale, e brevi inserti che sbirciano nelle vite di altri personaggi, tra la follia e l’insensatezza di una realtà inquietante e inumana.
Il magnetismo che pervade questa storia mi rendeva impossibile chiuderlo, nonostante fossi parecchio disturbata dal tema e dalle scene descritte, capaci di lasciarmi addosso un enorme senso di amarezza e disgusto.
“Organica” è un libro schietto, che affoga il lettore in abissi alienanti e rimane sullo stomaco per un bel po’ dopo averlo concluso; tuttavia questa è proprio l’intenzione dell’autrice quindi io non posso che consigliarlo ciecamente, soprattutto se cercate un romanzo distopico capace di non lasciarvi indifferenti.
Profile Image for Arianna Di Bari.
36 reviews
June 19, 2025
Mi ha tenuta incollata per quasi tutta la notte e il giorno dopo il mio primo pensiero è stato terminarlo. Scrittura intelligente, fa comprendere un pezzettino alla volta e così tu non riesci a smettere di leggere perché vuoi capire che sta succedendo. Purtroppo, non succede niente di buono e si va a braccetto col disgusto, ragion per cui ho dato 3 stelle. Bello, ma fa troppo schifo.
Profile Image for Fabio R.  Crespi.
353 reviews4 followers
October 22, 2023
Negli ultimi anni le distopie sono diventate un genere di moda, orientate soprattutto verso l'eroica ribellione al sistema, e mirate ad un pubblico prevalentemente giovanile.
Fortunatamente, non solo "Organica" (Moscabianca Edizioni 2021) di Laura Marinelli non è così, ma è davvero una distopia analizzata a fondo, attraverso i personaggi, persone ordinarie e non improvvisati eroi.
Non sono storie avvincenti, ma crude e crudeli, quelle che vengono narrate e si incrociano a formare un gigantesco quadro inquietante, denso di particolari e meccanismi che vanno a definire ciò che fa di una società, una distopia. Particolari e meccanismi che sono già facilmente riscontrabili nel mondo odierno ("Famiglia e libertà", ad esempio, non vi suona paurosamente famigliare?).
L'incubo proposto dall'autrice è una società postcapitalista, rigidamente strutturata per funzioni, gestita da due entità istituzionali: il Go che si occupa di organizzare e controllare (ed eventualmente terminare) la vita delle persone, e la Jester, che si occupa di intrattenere e spingere al continuo consumo. E, così, il consumatore (già ridotto a ingranaggio e depersonalizzato perfino nel proprio nome) viene spinto all'estremo fino a diventare valuta e prodotto di consumo.
Un incubo che potrebbe arrivarci addosso senza che neanche ce ne accorgiamo, ognuno preso a rincorrerrere le proprie esche e a derubricare la speculative fiction (o distopia, o fantascienza, chiamatela come vi pare) a genere di second'ordine, invece di cogliere ciò che sta rappresentando.
Profile Image for Sara Gobbo.
4 reviews
September 8, 2025
Nella distopia di Laura Marinelli la popolazione è controllata da due entità. Il Go monitora le vite dei cittadini e il Jester ne influenza i consumi. Tutto può essere pagato con la Nuova Banconota fatta di materiale organico umano.
In questa realtà satura di pubblicità martellanti di beni inutili, le persone vivono nella povertà estrema, ma sono disposte a tutto pur di comprare i beni con la Nuova Banconota. Per soddisfare il bisogno e la necessità di consumare, devono consumare (letteralmente) loro stesse.

Ruth è una giovane ragazza madre addetta alla raccolta dell'organico. Nel libro seguiamo la sua storia inframmezzata da quelle di altri personaggi secondari. La protagonista deve lasciare il figlio neonato da solo a casa pur di guadagnare qualcosa; prostituendosi, martoriando il suo corpo e vivendo nel costante terrore. Non è un mondo che propone alternative; non c'è una evoluzione perché nessun altro orizzonte è immaginabile. Il lettore segue Ruth nel suo lavoro quotidiano fino al giorno di paga; un processo ciclico di fatica e sofferenza terribilmente ordinaria. Marinelli non mira a descrivere ogni dettaglio del suo mondo distopico, ma cala il lettore nella quotidianità di Ruth all'interno di quel mondo. Questo aspetto rende il libro ancora più perturbante.
Profile Image for Roberto Ballardini.
1 review
December 14, 2022
La nuova frontiera del distopico, ovvero il contesto sociale in cui viviamo portato alle sue aberranti ed estreme conseguenze, il tutto filtrato attraverso gli occhi inconsapevoli e paradossalmente innocenti di chi in quel contesto è immerso e vive in apnea, alimentandolo. Fantastico!
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