“Strati” è il primo volume della Trilogia dell’Infinito, ma è molto più di una semplice storia: è un viaggio profondo, toccante, capace di lasciare un segno indelebile e dopo averlo letto non vi sentirete più gli stessi.
Ogni pagina mi ha catturata, facendomi vivere istante dopo istante al fianco dei personaggi, condividendo riflessioni, emozioni e paure. “Strati” è un’esperienza emotiva intensa, in cui si combinano elementi misteriosi, oscuri, soprannaturali e riflessioni profonde.
La storia ruota attorno alla vita di Ysolde, una giovane ragazza di Copenaghen che conduce una vita apparentemente monotona e semplice: vive con sua madre Iris e insegna ai bambini che hanno difficoltà a integrarsi a scuola, nel sottotetto di una vecchia chiesa, la De Gambles Bye Kirke.
La sua esistenza viene sconvolta quando, durante un funerale, Ysolde assiste a un rito misterioso, sconosciuto e visibile solo ai suoi occhi. Sarà in quell’occasione che Ysolde farà la conoscenza di Ector, un giovane Conduttore con il compito di traghettare le anime dei defunti. Questo incontro sancirà l’inizio di una serie di eventi che trascinerà Ysolde in un universo oscuro e pericolo, in cui le sue certezze vengono completamente distrutte e dovrà fare i conti con verità molto scomode.
I personaggi sono costruiti con grande cura e profondità, risultando delle personalità intriganti e magnetiche.
🌪️Ysolde: è una ragazza profondamente umana. Inizialmente appare come una ragazza comune, a tratti superficiale e svogliata, ma nel corso della narrazione la sua forza e il suo coraggio emergono gradualmente, in particolare quando si ritroverà ad accettare una realtà estremamente diversa da quella che aveva sempre immaginato e vissuto. Ysolde è costretta a vivere con un dono, che potrebbe anche essere interpretato come una maledizione, che la rende un ponte tra i due mondi.
🚶🏼Ector: è un personaggio che ho apprezzato tantissimo, un uomo che incarna un mix tra fascino e mistero. Ector è un uomo dalla battuta sempre pronta, che riesce a strapparti un sorriso ed è innegabile il suo buon gusto nel vestire. È un Conduttore, la cui missione è quella di traghettare le anime nella dimensione della morte e di mantenere l’equilibrio tra le forze che governano l’esistenza umana.
🗝️Nicolaj: è il personaggio più enigmatico, tormentato dai rimpianti e ricordi che pesano più di un macigno. È un personaggio che si scoprirà a poco a poco, ma è anche una personalità che o la si ama o la si odia (ma è del tutto impossibile riuscire a farlo!). Nicolaj è un Guardiano dei ricordi, una figura che incarna il peso del passato e il dovere di preservare ciò che è più prezioso per le anime dei defunti: la memoria.
✍🏻 La scrittura di Liliana è profonda, delicata e consapevole. È riuscita a creare un trama avvincente, dove niente è scontato, in cui si ha la sensazione di compiere questi passaggi tra uno Strato e un altro insieme a Ysolde e Nicolaj. La città di Copenaghen è suggestiva, soprattutto nella parte iniziale del libro, perché con i suoi vicoli stretti e le chiese antiche riesce a contribuire a quest’atmosfera di mistero e incognita. Con la sua penna, Liliana è riuscita a creare immagini vivide e con ogni parola, scelta con grande cura, ci ritroviamo immersi in questo mondo sospeso tra realtà e sovrannaturale, vita e morte.
I dettagli arricchiscono la narrazione, ma permettono di comprendere le emozioni dei due protagonisti e in questo aiuta anche il doppio POV e i flashback.
Con delle semplici parole, Liliana ci permette di comprendere fino in fondo i sentimenti e le emozioni dei personaggi: Ysolde e la sua fragilità, paura e forza interiore; Ector e la sua ironia tagliente; Nicolaj e i suoi silenzi che spesso parlano molto.
Liliana è stata in grado di combinare momenti di quiete, in cui si lascia spazio al mondo interiore dei protagonisti e alle loro più intime riflessioni, con eventi più dinamici e carichi di tensione.
Tutto ciò contribuisce ad alimentare il desiderio di scoprire cosa accadrà nella pagina successiva fino ad arrivare alla fine del libro e ad avvertire il bisogno di saperne ancora di più, perché è una storia che ti trascina e travolge. Lo stile di Liliana è delicato e incisivo, è riuscita a creare un mondo diverso da quello in cui viviamo, governato dalle sue leggi e regole, che risulta credibile e interessante e più volte mi sono ritrovata a pensare che molte sue idee fossero geniali, perché è tutto creato a regola d’arte, dove niente risulta scontato o banale, ma ogni elemento è un tassello che contribuisce alla creazione di un grande mosaico: gli Strati.
È una scrittura che non si limita a raccontare una storia, ma invita anche a riflettere su temi universali.
Innanzitutto, il rapporto indissolubile tra vita e morte. L’una non esisterebbe senza l’altra, ma la morte non viene rappresentata come il fine ultimo, ma come un passaggio naturale che ognuno di noi dovrà percorrere per vivere nel proprio ultimo ricordo felice. Ector non si limita solo a traghettare le anime, ma anche a preservare un equilibrio universale. Anche la figura di Ysolde permette di ridurre la distanza tra la vita e la morte, perché lei è in grado di vedere ciò che è invisibile agli occhi degli altri, quindi la sua vita si mescola inevitabilmente alla morte.
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Un altro tema fondamentale è quello del sacrificio che si mescola con l’amore proibito, perché soprattutto Nicolaj è chiamato a fare delle scelte dolorose, mosso da questa lotta interiore tra l’amore profondo e il senso del dovere. L’amore tra Ysolde e Nicolaj si conoscerà a poco a poco, non sarà dominante, ma metterà in risalto il difficile contesto in cui nasce. È un amore che sboccia in un mondo guidato da regole ferree e proibizioni, è un legame che non dovrebbe esistere, ma che, invece, sfida ogni limite e diventa ancora più intenso. Proprio grazie a questo amore, avremo la conferma del coraggio, delle paure e della sofferenza che i protagonisti vivono costantemente.
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Un terzo tema è quello dei segreti. La trama è intrisa di tante verità che ancora sono tenute nascoste e i segreti dominano la narrazione, perché ogni personaggio è custode e portatore di misteri che non sono solo personali, ma spesso legati all’esistenza dell’universo sovrannaturale. Nicolaj, in particolare, rappresenta un personaggio che incarna un segreto vivente: si ritrova a essere inizialmente un Osservatore, ruolo che lo ha modellato e che farà sempre parte di lui, per poi essere messo a tacere e diventare un Guardiano dei ricordi. La sua personalità è intrisa di mistero e spesso anche le sue affermazioni sono molto criptiche. I segreti, quindi, riflettono la natura complessa della vita, perché spesso ciò che è nascosto definisce davvero chi siamo, ma soprattutto è la reale rappresentazione della vita.
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Un altro tema, che è anche l’aspetto più toccante del romanzo è il ruolo centrale giocato dai ricordi. Ogni anima, nel momento in cui lascia la vita terrena, riceve una chiave speciale che apre una stanza in cui vivranno in eterno i loro ricordi felici. Questo perché i ricordi non sono semplicemente un rifugio per queste anime che hanno dovuto abbandonare tutti i loro affetti, ma la dimostrazione che la loro vita terrena è stata vissuta pienamente ed è stata segnata da emozioni autentiche e da momenti unici. Quindi, l’immagine della morte è quasi consolatoria, perché ciò che resta è tutto ciò che di bello e significativo è stato coltivato in vita. Queste chiavi, tutte diverse tra loro, sono legate a una piccola pergamena sulla quale le anime scrivono i loro ultimi pensieri, un gesto che li lega per l’ultima volta al mondo che hanno lasciato.
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L’equilibrio è il concetto chiave del libro, perché tutto ruota in funzione di esso e diventa anche il simbolo della vita stessa. Ogni nostra emozione, dovere o passione deve essere bilanciata. Nicolaj e Ysolde rappresentano due poli opposti che cercano un punto di incontro, ma non è sempre possibile trovare un compromesso perfetto. Non possiamo controllare sempre tutto, qualcosa sfuggirà sempre al nostro dominio, però possiamo scegliere cosa conservare, perché ne vale la pena, e cosa è giusto lasciar andare.
“Strati” è un libro intenso e una riflessione sull’importanza di mantenere un equilibrio tra forze opposte: desiderio personale e responsabilità, vita e morte, ciò che si vuole con tutto il cuore e ciò che è giusto. Liliana ci guida in questo viaggio, ci tende la mano per accompagnarci a conoscere nuove dimensioni, anime, ma soprattutto ci permette di entrare in contatto con la parte più profonda di noi. Con i suoi protagonisti e l’intrigata trama che ha costruito ci lascia un messaggio molto profondo e toccante: tutte le nostre scelte, i nostri sacrifici e desideri devono essere bilanciati ed equilibrati, ma soprattutto ci rivelano chi siamo destinati a diventare.
“Strati” non è solo un libro, ma una riflessione sulla nostra vita, che ci insegna a vivere con coraggio e consapevolezza per rispettare questo delicato equilibrio che regge il nostro mondo e ci invita ad avere fede in ciò che spesso è invisibile ai nostri occhi, perché a tutto c’è una spiegazione, sebbene spesso ci sembri impossibile da comprendere. Quindi, grazie Liliana per la tua immensa sensibilità! ❤️