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La monogamia dei calzini
La monogamia dei calzini affronta il tema del disfacimento dei rapporti determinato da eventi al di fuori del nostro controllo, come l’avanzamento di una patologia neurodegenerativa precoce. E tocca temi complessi come l’importanza di una memoria comune in qualsiasi rapporto, l’accettazione della malattia e il suicidio assistito. Appassionati di giochi di ruolo, Alice e Alberto vivono una vita nel ricordo degli anni Novanta mangiando fonzies e guardando puntate di Grey’s Anatomy. Fino a che Alberto non scopre di avere una forma di Alzheimer precoce e questo cambia le carte in tavola. Alice gli sta accanto, ma non nasconde il proprio disagio. Non finge né si costringe a essere un’eroina coraggiosa, votata al sacrificio, anzi rimane se stessa, senza nascondere desideri e frustrazioni.
Giulia Pretta con ironia e delicatezza ci regala un personaggio reale, senza falsi romanticismi, dai tratti nerd, appassionata di fumetti e del suo lavoro, sincera con gli altri e con se stessa.
Giulia Pretta con ironia e delicatezza ci regala un personaggio reale, senza falsi romanticismi, dai tratti nerd, appassionata di fumetti e del suo lavoro, sincera con gli altri e con se stessa.
260 pages, Hardcover
Published September 21, 2022
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Community Reviews
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
January 10, 2025
“La monogamia dei calzini” ha il potere di scuotere forte chi lo legge, comunicando sia il dolore sia l'amore della coppia protagonista, soprattutto, e anche delle persone a loro vicine, testimoni e partecipanti secondari della loro vicenda. Tra le righe degli episodi raccontati, che attraversano tutti gli anni del rapporto di Alice e Alberto, ho trovato sei delle sette fasi del lutto: shock e incredulità alle prime avvisaglie; la negazione all'arrivo dei primi accertamenti; la rabbia in un'anta spaccata e nell'aggressività improvvisa e sconosciuta; la contrattazione tremenda e terribile di un accordo per rispettare l'identità e la vita di entrambi; la depressione nella perdita progressiva della memoria, delle facoltà, di un futuro insieme; e l'accettazione quando alcune condizioni si verificano ed è il momento di agire. Non ho percepito durante la lettura la speranza e la ricostruzione che dovrebbero caratterizzare l'ultima fase, però le ho rilevate un po' nella postfazione e ripensando al volume scritto come una sorta di catarsi. A libro concluso, mi è rimasta una forte sensazione mista di angoscia, gratitudine, consapevolezza e timore, perché se c'è una cosa che mi ha sempre spaventato è la perdita del sé, mia o di persone a me care, e forse per questo scelgo volutamente di leggere ogni tanto romanzi che trattano il tema (come “Non dimenticare i fiori” di Kawamura Genki), per formare una sorta di armamentario letterario a cui spero di non dover mai ricorrere. Se non è facile leggerne, figuriamoci scriverne. Per questo, un doveroso e grande riconoscimento all'autrice del libro, Giulia Pretta, per il coraggio, la volontà e il rispetto che è stata in grado di dare ai suoi protagonisti (sia della persona malata verso la caregiver sia viceversa) e per la sofferenza che ha deciso di condividere.
A livello di stile, gli elementi centrali sono i dialoghi; ci sono pochissime descrizioni, volte più a supportare lo scambio di battute tra i personaggi, e ne ho sentito un po' la mancanza. Ho apprezzato l'idea di ambientare ogni capitolo in una stanza diversa riportando una bozza della planimetria; credo tuttavia sarebbe stato più efficace rappresentare come anche ogni stanza sia stata colpita dal tempo e dalla malattia, mostrando i cambiamenti fatti e narrati nel testo (come i fornelli a induzione invece che a gas). Le parti sui giochi di ruolo (specialmente all'inizio, quando la storia non ha ancora preso), risultano un po' lunghe per chi non è avvezzo, però comprendo siano fondamentali per la storia.
A livello di stile, gli elementi centrali sono i dialoghi; ci sono pochissime descrizioni, volte più a supportare lo scambio di battute tra i personaggi, e ne ho sentito un po' la mancanza. Ho apprezzato l'idea di ambientare ogni capitolo in una stanza diversa riportando una bozza della planimetria; credo tuttavia sarebbe stato più efficace rappresentare come anche ogni stanza sia stata colpita dal tempo e dalla malattia, mostrando i cambiamenti fatti e narrati nel testo (come i fornelli a induzione invece che a gas). Le parti sui giochi di ruolo (specialmente all'inizio, quando la storia non ha ancora preso), risultano un po' lunghe per chi non è avvezzo, però comprendo siano fondamentali per la storia.
April 20, 2024
Il romanzo gioca tutto su due punti forti secondo me: i dialoghi e gli interni della casa, entrambi a dettare i tempi della storia (uno vissuto e uno misurato). L'autrice ha la grande capacità di affrontare temi seri come l'Alzheimer e le scelte legate alla malattia facendo instaurare ai due protagonisti una comunicazione potente, fatta di ironia, a tratti leggerezza e continui rimandi alla cultura millenial in chiave molto nerd. Decisamente consigliato!
February 2, 2025
Bello, struggente, la postfazione fantastica. A tratti di difficile lettura perché la voce narrante è esterna ma commenta i personaggi ponendosi al loro stesso livello, ogni tanto facevo fatica a capire chi stesse parlando.
April 27, 2024
dolcissimo dolore e audacia
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