È davvero sbagliato ma però? Come va scritto qual è? Attenzionare è un verbo ammissibile? Si dice arancina o arancino? Che cos'è la cazzimma? Su sé stesso l'accento ci va o non ci va? Come si affrontano le questioni di genere nella lingua italiana?
Sono solo alcune delle centinaia di domande contenute in questo libro a cui l'Accademia della Crusca, da secoli il punto di riferimento, in Italia e nel mondo, per tutto ciò che riguarda la lingua italiana, dà una risposta. Dal lessico all'etimologia, dalla grammatica alla sintassi, dalla punteggiatura ai neologismi, dubbi di ogni tipo, errori ricorrenti, equivoci o falsi miti riguardanti l'italiano vengono analizzati e spiegati con la ormai celebre semplicità e precisione dall'Accademia della Crusca.
Un libro pratico pieno di curiosità, aneddoti e storia che, pagina dopo pagina, ci fornisce il ritratto di una lingua vitale e in continuo cambiamento che, finalmente, potremo conoscere nei minimi dettagli.
Giusto, sbagliato, dipende è lo strumento indispensabile attraverso il quale i più autorevoli esperti di italiano ci segnalano gli errori più comuni, sciolgono i dubbi più ostinati e danno una soluzione ai quesiti che ci accompagnano quotidianamente quando scriviamo e parliamo in una delle più belle lingue del mondo.
Che risposta è «dipende»? Talora deludente, talaltra irritante. Oppure, è quella giusta. Soprattutto se in quel «dipende» c’è il senso di una lingua in divenire, negoziazione costante tra le norme della tradizione (soprattutto scritta) e l’uso (soprattutto orale). Da qui il titolo che l’Accademia della Crusca ha deciso di dare al volume. Diretto e curato dall’accademico Paolo D’Achille, insieme all’accademico corrispondente Marco Biffi, il volume raccoglie il lavoro di consulenza linguistica svolto dall’Accademia in rete e sulla rivista «La Crusca per voi». Come spiega l’ex Presidente Claudio Marazzini, «È vero che le risposte possono essere raggiunte in parte consultando il sito dell’Accademia e in parte leggendo la rivista La Crusca per voi, ma trovarle raggruppate e ordinate in maniera logica e sistematica significa avere una risorsa più maneggevole e utilizzabile». Sin dalla copertina, l’Accademia è – quasi personificandosi – indicata come autrice: come scrivono Biffi e D’Achille, «se è vero che ogni risposta è individuale, è anche vero che tutte, prima della pubblicazione, sono state sottoposte al vaglio di due accademici. In un certo senso, quindi, si può identificare la Crusca come ‘unica autrice’». Oltre a essere un prontuario di consultazione per sciogliere dei dubbi linguistici, il volume rispecchia una concezione non puristica della lingua. Scrive Marazzini: «La lingua è piena di zone grigie. Non di rado sono lecite soluzioni diverse, che rispondono a diverse condizioni e situazioni comunicative. La cautela e il dubbio sono una buona garanzia per chi voglia ragionare seriamente (…). Tuttavia molte volte, quando è possibile, si troveranno risposte nette e chiare, senz’altro adatte a guidare parlanti e scriventi all’uso garbato ed elegante della lingua italiana di oggi».
Si fanno scoperte interessanti, ma bisogna essere un po' maniaci per leggerlo dall'inizio alla fine. (Io l'ho usato come lettura occasionale in momenti di attesa). Le diverse voci sono di tono e lunghezza molto irregolari: alcune si limitano alla curiosità, altre sono molto tecniche, altre ancora molto (troppo) storiche. Per fare un esempio: al dubbio sull'accento della parola "Ucraina" (ucràina o ucraína), non si limita a consigliare la seconda, più simile all'accentazione della lingua originale; ma spiega che l'altra è giunta all'italiano dalla pronuncia russa. (Interessante). Poi inizia a spiegare che attualmente anche in russo si usa la accentazione sulla i, ma che in passato era più comune la prima. Per questo passa ad esaminare vari esempi della letteratura in lingua russa per determinare quando si è prodotto lo spostamento dell'accento. Mi sembra una pedanteria inutile che rasenta la spocchia! Consiglio: non leggete questo libro, consultate l'Accademia della Crusca online per i singoli dubbi! (accademiadellacrusca.it) Trauma finale: sulla pronuncia della z sorda o sonora scopro di sbagliare in molte parole. Potrò mai rimediare? (Consultare dipionline.it)