Bevendo il suo gin tonic durante una serata qualunque, Rosaura nota qualcosa di strano sul suo polso: è la frase La vida es sueño, il suo tatuaggio preferito, impresso sul suo fianco destro. Cosa ci fa lì? Sarà uno scherzo dell’alcol e della stanchezza.
Ma la mattina dopo, alla prova dello specchio, i suoi tatuaggi, quattordici, ciascuno con la sua storia e una posizione ben precisa scelta ogni volta con ponderazione, sono disposti a caso sul suo corpo.
Per Rosaura è l’inizio di un viaggio onirico che la porterà ad attraversare la città, fino al mare. E saranno proprio i suoi tatuaggi a guidarla, disegnandosi sui muri e spostandosi sul suo corpo, a formare un’enigmatica mappa mobile. Sul cammino la attendono diversi incontri, un fotografo stralunato, un anziano artigiano, una nonna e il suo nipotino vestito da capitano, Sigismund.
Tutti così bizzarri, eppure, tutti così familiari…
Visionario e tenero, Inchiostro racconta il viaggio di una giovane donna verso la radice più profonda del suo cuore, la rivelazione pura e luminosa del suo desiderio.
"Sorridere significa abbassare le difese. Ridere può essere un segno di abbandono, ma anche di aggressione. Il sorriso è un'altra cosa: un tradimento involontario dell'immagine che abbiamo di noi stessi. Una concessione, a volte, ma non in presenza di sconosciuti. Spesso, se sorridiamo davanti a Qual ch no che non conosciamo, è perché qualcosa ci ha colpiti e disarmati, e senza averne coscienza, in qualche modo, ci sentiamo a casa."
Le illustrazioni sono belle e il testo presenta delle interessanti affinità con un copione teatrale. Quello che non mi ha convinta è stata la storia: non è presente una vera e propria trama, sono narrate solo alcune scene immerse in un'atmosfera onirica e, a mio parere, risultano sconclusionate.
La storia di per sé non è male e le illustrazioni all'interno sono davvero belle, ma nel complesso l'ho trovato confuso. Sembra partire con un obiettivo, il tema dell'accettazione del sé, per poi passare a un altro e un altro ancora senza un filo logico, soprattutto per la parte finale che ti chiedi "e mo questo da dove salta fuori? Perché?". Bella l'idea dell'esplorazione psicologica attraverso il mondo onirico, ma lascia un po' l'asciutto in bocca alla fine.
{Italian version only} Indubbiamente una novella interessante, proprio onirica nel vero e puro senso della parola. Sono stata attratta dal concept e dal tema dei tatuaggi, ancora stigmatizzati nella società italiana, anche se in tempi recenti piuttosto sdoganati al contempo. Qui sono i veri e propri protagonisti: hanno una storia da raccontare, uno da uno, fino a tessere una trama a dir poco... bizzarra. A mio avviso, motivo per cui non arrivo a dare un punteggio altissimo in questa recensione, è tutto così assurdo e rarefatto da far smarrire il lettore. Ho faticato a trovare il filo rosso, un senso capace di unire il tutto. Molto probabilmente questo è dovuto all'argomento trattato, ovvero il sogno, ma devo dire che ad un certo punto la testa ha cominciato a dolermi. Finale molto tenero, devo ammettere che sono rimasta commossa. Inaspettato? Certamente, per il motivo di cui sopra. Non so, però, se sia un bene o un male. Concludo dicendo che le illustrazioni sono favolose.
Illustrazioni bellissime ma la storia non mi ha convinto per niente, anzi. Il problema non sono le poche pagine perchè di racconti brevi che colpiscono ce ne sono. A mio parere, è scritto male e con parole assolutamente in disuso nella lingua italiana. La trama si sviluppa in modo non chiaro e caotico. Sarà uno stile onirico? Per me è stato uno di quei sogni talmente confusi che quando ti svegli al mattino ti chiedi "perchè?" e poi te lo dimentichi in fretta. Passo al sogno dopo.
Stile e narrazione descrittivo-onirico Molto belle le illistrazioni che fanno da cornice alle scene descritte minuziosamente, come un quadro. Mi è piaciuto molto, una lettura piacevole e breve Davvero una chicca!
Sono andata alla presentazione di questo libro piu’ per vedere lui per il suo ruolo di attore. Ruolo al quale deve tornate velocemente perche’ scrivere non fa per lui a mio modesto parere. Intanto non definirei romanzo un libro di 72 pagine… seconda cosa piu’ che una storia mi e’ sembrata una serie concatenata di elugubrazioni mentali! Caro Lino sei molto meglio come attore!!!
Questa lettura mi ha fatto ricordare un po' Alice nel paese delle Meraviglie in cui tutto è confuso e poco chiaro, ma allo stesso tempo tutto ha un senso. Un viaggio tra sogno e realtà in cui il corpo è il vero protagonista, un corpo che non viene accettato e che cambia troppo velocemente per darci il tempo di accettarci. Un percorso, un viaggio, che tenta di riportare nella retta via dell'accettazione del proprio corpo, con l'aiuto di splendide illustrazioni. L'ho trovato scorrevole, emozionante e riflessivo, ma lo stile non è adatto a chi cerca un romanzo lineare che fluisce quasi da solo.