Le avventure di Sandokan e dei suoi amici non sono finite: ancora una volta insieme, si spingono fino al lago di Kini Balù. Lì affronteranno il loro acerrimo nemico, il rajah bianco che ha usurpato terre e proprietà facendo strage di amici e familiari della Tigre. Eppure, dopo aver ottenuto la vittoria, Sandokan sarà ancora una volta irrequieto: questa volta a scuoterlo è la nostalgia per l'amata Mompracem.
Father of Italian Popular Culture, Grandfather of the Spaghetti Western, Father of Heroes are but three of the titles bestowed upon Italian adventure writer Emilio Salgari. He wrote more than two hundred short stories and novels, many of which are considered classics. Setting his tales in exotic locations, with heroes from a wide variety of cultures, Mr. Salgari brought the wonders of the world to the doorstep of generations of readers.
Mi piacciono le storie di pirati e mi piacciono i romanzi d'avventura di fine Ottocento, per cui ho sempre guardato a Salgari con interesse. Magari ho iniziato dal libro sbagliato, ma l'ho trovato abissalmente noioso. Non cercavo introspezione psicologica, né bella scrittura, ma un onesto romanzo d'intrattenimento con ritmi incalzanti sì, e questo non lo è.
Complice la recente pubblicazione della collezione delle opere di Salgari a cura di RBA Italia, mi sono trovato fra le mani il pregevole volume Sandokan alla riscossa. Visto che sono passati qualcosa come venticinque anni, o forse più, dall’ultimo romanzo dell’autore veronese che ho letto, non ho saputo resistere. Beh, che dire, non ricordo neppure più se questo episodio di Sandokan l’avessi già letto, ciò che posso affermare è che si è trattato di uno splendido balzo nel passato, una rimpatriata bella, come ritrovare vecchi amici dopo lunghi anni. Sandoka, Tremal-Nike, i tigrotti di Mompracem e il mio preferito, Yanez erano lì, pronti a riprendere le loro avventure dove li avevo lasciati lustri e lustri fa. E devo dire che li ho trovati molto in forma, nonostante i lunghi anni trascorsi, durante i quali ho avuto modo di approfondire parecchi autori, storie e racconti più o meno contemporanei al papà di penna di Sandokan. Recensione completa: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Ho letto questo libro quest'estate e come sempre quando leggo Salgari, non sono rimasta delusa! Come non adorare il suo modo di scrivere con quel misto di kitsch e melodramma? E le sue descrizioni delle tigri di Monpracem, questi pirati temibili e feroci, ma dal cuore d'oro, sempre pronti a versare lacrime di commozione (succede effettivamente più del tempo che passano a combattere). E Sandokan..Sandokan che nonostante sia un feroce pirata, veste sempre come un principe indiano (anche quando non sarebbe il caso..tipo se stai facendo un'imboscata, ti serve proprio un abito dai colori sgargianti, gioielli, turbante e piume? Secondo me no...) e che a tratti sembra essere uscito da un film di Tarantino, mentre accende pipe da tizzoni ardenti di capanne in fiamme! Grazie Salgari per dare sempre un senso alle mie estati!
Un libro magnifico, ritmo scostante, quasi sincopato, le scene di lotta/guerra mettono l'ansia, le descrizioni sono fatte talmente bene che si sente l'odore dell'aria umida della junga, gli uccelli variopinti emettono suoni udibili, il suono dell'acqua che scorre nei fiumi e nei torrenti, il profumo delle piante selvatiche... Questo libro è vivo e teletrasporta il lettore nelle impervie lande del Borneo. La trama scorre in fretta (a parte il mio problema col linguaggio aulico che rallenta notevolmente la mia lettura). La tigre di Mompracem sta tornando alla casa dei suoi avi, accompagnato dai suoi fedelissimi tigrotti, riuscirà a riconquistare il suo regno e sterminare tutti i traditori? Eh, non ve lo dico!
Por fin en la séptima novela- de las mejores del ciclo, y la mejor de Borneo a mi juicio-, Sandokan decide vengar a su familia y va a por el usurpador llevándonos a un ambiente literario destacado. Se nota la madurez de Salgari, la historia tiene una atmósfera mucho más lograda y es realmente inmersiva en lo que a la jungla se refiere.
En España como suele pasar con todas las novelas de Salgari, llevó diferentes títulos desde "La venganza de Sandokan", "las dos pruebas de Sandokan" y sobre todo la más famosa en la colección verde de Nauta "El desquite de Sandokan", en cualquiera de los casos es una historia cuasi bélica que desborda interés, y que ofrece emoción a raudales con esos personajes exóticos fuera d elugar que siempre gustaba a Salgari incorporar a sus novelas, en esta el griego Teotokris, que tendrá un protagonismo en competir con Sandokan en quién está más pasado de vueltas y de rencor.
Si hasta entonces Sandokan había luchado en muchas ocasiones por asuntos de otros, en esta ocasión vuelve a sus primigenios orígenes para hacer justicia y poner las cosas en orden consigo mismo. La recomiendo vivamente porque es de las más maduras y literariamente elevadas de la saga que comento de Salgari.
El libro comienza muy lento y bastante tedioso, el lenguaje incluye terminología sobre animales armas y elementos constructivos típicos de Malasia y Borneo según entiendo que personalmente desconocía y resultó difícil entrar en ritmo. Una vez que comprendía estos términos o al menos a que se asociaban la lectura se hizo más amena. Son como pequeñas aventuras envueltas en una gran misión y esto hace q sea llevadero ya q es como leer pequeños cuentos. No me pareció ni bueno ni malo, pude satisfacer mi curiosidad por esta historia y estuvo bien.
Con rammarico devo dire che per la prima volta leggere Salgari mi ha annoiato. Storia molto ripetitiva e ridondante. Ho letto tanti suoi romanzi e questo è quello che mi è piaciuto di meno.
Esta vez Sandokán y sus amigos van a tratar de recuperar el reino que fue de su familia y que se encuentra en manos del usurpador que acabó con ellos. Durante el viaje desde la costa hasta la capital se van a ir encontrando con multitud de aventuras que les retrasarán, luchando con los aliados de su rival en cada paso del camino. La geografía, la flora o las costumbres de los habitantes de la zona dan un aire exótico a todo el libro, que transcurre en el interior de la isla de Borneo. Se aprecia la evolución de Sandokán, que del pirata sanguinario se ha ido convirtiendo en alguien más humano capaz de perdonar a sus enemigos... a veces.
Il rajah bianco ha sterminato la famiglia di Sandokan, ne e ha usurpato il trono imponendo il suo potere. La tigre della Malesia ha solo un obiettivo: vendicarsi. Parte così in direzione del lago Kini Balù con l’aiuto di Yanez, Kammamuri, Tremal-Naik e Sapagar, unendo le forze di assamesi, negriti e malesi; marceranno per giorni in mezzo al fango, scaleranno montagne, respingeranno numerosi attacchi dei dayaci, di rinoceronti, bufali e grandi felini affamati, fino a giungere sulle sponde del villaggio e riprendersi quello che gli appartiene.
Ammetto che mi è piaciuto, all’inizio ero un po’ dubbiosa perchè lo credevo un tipico romanzo per ragazzi, ed invece credo si possa definire un “classico senza tempo e per tutte le età”. La narrazione è scorrevole con i colpi di scena messi nei punti giusti per attirare l’attenzione del lettore. Purtroppo ho notato che ci sono due o tre ripetizione all’interno del racconto ma sono piccolezze.. molto apprezzate quelle piccole parti in cui emerge un po’ d’ironia che secondo me ci sta sempre.
Se vuoi saperne di più seguimi su instagram @blue_bookworms !!
Era da un sacco di tempo che non leggevo qualcosa di Salgari... che dire, mi è piaciuto molto di più di quanto pensassi. Sandokan si riconferma al terzo posto dei miei personaggi preferiti, preceduto da Kammamuri e dal fantastico Yanez, il portoghese con la battuta perennemente pronta, che non rinuncia alla sua sigaretta nemmeno davanti ai pericoli immediati, l'ho veramente amato. Mi ha sorpreso il fatto che ai nemici dei protagonisti venga sempre riconosciuto il loro valore, anche quando vengono sconfitti, così come il merito per l'invenzione di questo o di quest'altro, e stessa cosa accade per personaggi che in una storia di pirati normalmente non trovano posto, cioè le donne, le quali vengono più volte elogiate dal narratore per la loro forza e la loro prontezza. Lo stile di Salgari è una miscela di ironia, "fun facts" sul Borneo e chi lo abita e descrizioni accurate di epiche battaglie: un vero piacere da leggere, ad ogni età.
Amori di gioventù. L'edizione su cui sono cresciuta era un tascabile appartenuto a mio padre non so bene edito da chi. Per mancanza di spazio mia madre li portò alla biblioteca scolastica , con mio grande dolore, assieme a tutti i libri su cui mi ero formata.... Da grande ho ricomprato l'edizione economica. Forse libri non di pregio ma "formativi" per la mia infanzia.
Un libro diverso dagli altri. Azione e avventura sono sempre presenti ma sembrano essere un pretest per sviluppare personaggi fino ad ora abbastanza piatti. Sandokan riconquista il suo regno ma quasi contro voglia. E' la vendetta che cerca maggiormente, non il trono. E' Mopracem che Sandokan e Yanez, anch'esso annoiato, vogliono e desiderano. La terra dove erano giovani e liberi.