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Il bikini di Sylvia Plath

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Eva è una brillante dottoranda in Filosofia dell’arte, studia la performance femminista, detesta il “patriarcato negazionista” che si annida dietro i manierismi della “Dandy-Accademia” e dell’intellighenzia mondana, frequenta la fauna delle Fondazioni che fanno tendenza con la loro coda di after-party e anglismi d’ordinanza, vive a Milano in un monolocale soppalcato che costa più del dovuto, legge Sylvia Plath mentre segue compulsivamente gli account social di Claudia Schiffer. Impelagata in un’ossessiva relazione di sexting su Instagram, in una tesi di dottorato da concludere con un professore-seduttore e nello straniamento sintetico del diluvio digitale, Eva arriva a dividersi tra cocaina, masturbazione, le sleep stories dell’app Calm e gustosi dialoghi fantasmatici con Freud, Woody Allen e David Foster Wallace. Il tutto fra le ingerenze più o meno confessabili di un ingombrante padre accademico e una trafila di amori tossici per diversi maschi manipolatori, che dispensano sapientemente mansplaining per diradare le nebbie della “complessità femminile”. In un mix di comicità e disperazione, sotto l’egida del sorriso di plastica della suicida Marilyn appeso sul water, le esperienze e i pensieri di Eva si tingono di nero e colori acidi, diventando sempre più allucinatori. Fino a tornare, con nuova luce, sui versi di Sylvia Plath, e sciogliere il nodo del loro segreto.

«La nostra epoca di relazioni digitalizzate aveva fatto con l’atto sessuale quello che Kazimir Malevič aveva realizzato con il Quadrato nero; lo aveva oscurato, appeso nell’angolo di una stanza in un posto molto freddo della Russia; condannando così il piacere scopico e il desiderio di possesso verso l’oggetto del desiderio a un’ossessione iconoclasta».

256 pages, Paperback

Published September 16, 2022

10 people are currently reading
387 people want to read

About the author

Giada Biaggi

3 books75 followers
Giada Biaggi is an Italian author, stand-up comedian and screenwriter. "The Bikini of Sylvia Plath" (2022) is her critically acclaimed debut novel.

"Our age of digitized relationships had done with the sexual act what Kazimir Malevič had accomplished with the Black Square; it had obscured it, hanging it in the corner of a room in a very cold place in Russia; thus condemning scopic pleasure and the desire for possession toward the object of desire to an iconoclastic obsession."

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Community Reviews

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54 (16%)
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93 (28%)
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118 (36%)
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38 (11%)
1 star
20 (6%)
Displaying 1 - 30 of 44 reviews
Profile Image for Greta Elisabetta.
5 reviews17 followers
October 3, 2022
“Fare le cose ironicamente è la rovina di noi zillenial” è quello che ho detto a un’amica mentre iniziavo—ironicamente, appunto—la lettura di Il bikini di Sylvia Plath. Giuro, non ho mai detto una cosa più vera.

In ogni caso, ho letto libri scritti peggio. Le due stelline sono per la forma (e per la precisa descrizione degli “uomini della bolla”, lo ammetto).
Il contenuto, invece, ho fatto fatica a trovarlo, nascosto sotto una valanga di citazioni lanciate in una cornice che non ti invoglia a fare la ginnastica mentale richiesta.

È autoironico? È la storia di un “complex female character”? È un’ottima operazione di marketing? Per me è un libro Balto: “non è cane, non è lupo. Sa soltanto quello che non è”. C’è da dire che di questi tempi sono molti gli esordi (leggi: i primi libri di persone che probabilmente non avevano in mente la scrittura prima che qualcuno dicesse loro “ma ora che hai 10mila follower non hai pensato di scrivere un libro?”) di questo tipo, ma in questo caso mi sento quasi fiduciosa del futuro. Questa volta non è andata, sono curiosa di leggere la prossima.

Profile Image for Gabril.
1,058 reviews262 followers
February 21, 2023
«Avevo letto un articolo sul Guardian scritto da una columnist femminista che criticava il fatto che su una riedizione delle lettere di Sylvia Plath ci fosse una sua fotografia in bikini. Quello che dovremmo capire è che l'autrice che ha messo il bikini in spiaggia è la stessa che ha scritto quel libro totale che è La campana di vetro e che è la stessa che ha messo la testa nel forno, non c'è nessuna contraddizione: puoi essere una ragazza che si fa le unghie e che sa parlare di Hegel» (da una intervista a Giada Biaggi)

Commentare questo libro non è facile. Innanzitutto perché si tratta di un romanzo generazionale e la generazione non è certo la mia. Poi perché descrive un ambiente particolare: quello della Milano borghese colta e pop, post radical chic o non saprei come altro definirla.
Un ambiente che si esprime con sovrabbondanza di citazioni culturali, soprattutto riferite a una certa produzione artistica contemporanea di nicchia a me pressoché ignota. E infine leggendo ho dovuto googlare parecchio perché:

1. termini per me un po’ aberranti come googlare -appunto- e cioè swappare, unfolloware, screenshottare, matchare ecc sono disinvoltamente usati come patrimonio linguistico acquisito dalla popolazione social (a cui appartengo ben poco e solo tangenzialmente);

2. tutti gli anglicismi che si utilizzano al posto o nel vuoto dei corrispondenti italiani non mi sono chiari (a parte i consueti producer, designer, influencer o videomaker di cui ho un’idea, cosa si intende per reebot, top-coat, touchdown, rehab, caption, hype, eccetera eccetera?
N.B.: la disseminazione di tutte queste parole è spesso usata in chiave ironica, o meglio satirica, per fare il verso allo snobismo di certi ambienti e di certi personaggi, quelli che se la tirano, per intenderci, ma la mia impressione è che il linguaggio diffuso e predominante sia questo e basta.

3. non avevo mai sentito nominare una serie di personaggi appartenenti a un universo artistico e culturale (?) che mi è sconosciuto. Immagino che voi sappiate chi sono Pamela Des Barres, Sophie Calle, Xavier Dolan, Carsten Höller, Félix González-Torres, Devendra Banhart, Florence Welch (al massimo so chi è Rachel), Spike Jonze e così via. Io no (e non ne so molto nemmeno adesso, a dire il vero).

Detto questo, l’esordio di Giada Biaggi non mi è dispiaciuto, anche se forse non sono in grado di apprezzarlo come chi appartiene alla sua generazione. Eppure la narratrice e protagonista della storia, la giovane Eva, ventisettenne attraente, sensuale, bionda e -guarda un po’- pure intelligente, assomiglia per certi versi a tutte le donne delle generazioni precedenti perché anche lei è il frutto di una millenaria cultura maschilista e paternalista.
A maggior ragione quando l’esemplare maschio di cui si innamora è il tipico rappresentante di un nuovo “paternalismo negazionista”, ovvero di quella tipologia di uomo che si proclama emancipato e femminista, ma che in realtà è sempre il solito manipolatore coatto e sfruttatore plateale di ragazze sotto mentite spoglie, cioè quelle che assumono la maschera della ‘complessità’: per abbagliare, imbrogliare e usare il corpo femminile a proprio (com)piacimento.

“Una persona che nella vita vera non mi aveva mai attratto nel suo essere un cumulo di cliché era diventato all’improvviso il mio centro gravitazionale. Come era potuto succedere?”
E infatti la colta e arguta Eva, proprio come una ingenua contadina dell’Ottocento cade nella trappola, complici i potenti mezzi social che permettono di praticare sexting online evitando accuratamente il contatto diretto tra i partner e mantenendo tuttavia la potente illusione della reciprocità.

Il racconto della linguisticamente esuberante Giada Biaggi (Walter Siti la nomina erede di Arbasino e Gadda, addirittura) è centrato soprattutto sui pensieri, le sensazioni e le vertiginose liste di Eva, sulla sua devastante dipendenza da sesso e cocaina (e cultura), sulla sua famiglia disfunzionale, sulle sue illusioni e allucinazioni, mentre il mondo fasullo che le ruota intorno è sottoposto a un implacabile setaccio critico dallo humor caustico dell’autrice.

Personaggio interessante, dunque (lei e la sua Eva), essendo la ragazza una filosofa, una stand-up comedian (cercate su Google), una sceneggiatrice, una blogger e pure collaboratrice di varie riviste.

Insomma. Un nuovo femminismo si aggira per l’Europa.
Speriamo che acquisti maggiore consistenza del solito spettro che noi boomer abbiamo già conosciuto.

3.5

E c’è pure il trailer: https://m.youtube.com/watch?v=24t8-MZ...
Profile Image for Beatrice.
477 reviews222 followers
April 30, 2023
L’equivalente letterario di uno di quei niche memes che siete in grado di capire solo tu e quell'amica a cui lo mandi in dm su instagram, ma purtroppo io sono esattamente nel target di questo libro e l’ho adorato.

Se questo libro fosse una poke bowl la base sarebbe della croccante satira sociale condita da una trama character driven degna di Ottessa Moshfeg, il tutto ricoperto da abbondanti manciate di name-dropping e di snobismo intellettuale.

Ho riso parecchio, mi ci sono ritrovata parecchio e mi sono gasata parecchio a cogliere citazioni o riferimenti: un grazie a Giada Biaggi per aver nutrito il mio ego neanche fosse un piccione di piazza Duomo a cui viene data una manciata di semi di girasole, ma un grazie anche per aver saputo ritrarre con tanta mirabile maestria il desolante panorama emotivo della nostra generazione.
Profile Image for Sara Giulia.
11 reviews4 followers
September 23, 2022
Al di là del valore di questo libretto, è un dispiacere per me vedere una casa editrice bella e meritevole come nottetempo, una delle case editrici del cuore, decidere di lanciarsi con tutto il peso in un'operazione del genere, il romanzo (?) velleitario di una influencer-comica (?). Capisco che bisogna trovare il modo di vendere cercando di non sputtanarsi completamente, e quindi confezionare un prodotto del genere può aver senso in astratto, ma poi con il prodotto finito davanti agli occhi un po' di malinconia comunque rimane.
53 reviews
October 25, 2022
Caustico, auto-ironico, deliziosamente self-indulgent.
Se Ottessa Moshfegh e l’admin di una pagina di niche meme dedicata a Chloë Sevigny scrivessero un libro insieme sarebbe probabilmente questo libro.
Profile Image for Laura Gotti.
600 reviews608 followers
Read
March 29, 2023
Copertina e titolo sono bastati a farmi acquistare il libro quasi a scatola chiusa. Dopo mi sono informata. Io no so niente della stand up comedy ( a parte il mio amore per Mrs Maisel) e non ho trovato questo libro divertente, ma non credo quello fosse il punto. Ti ha fatto schifo? No, anzi. Ti è piaciuto? Ma sì, ero in aereo, e l'ho letto con piacere pur trovandolo esagerato. Nelle scene, nella cocaina, nei paragrafi infarciti di filosofia da Vogue, nella Milano da bere 4.0 - io sono ferma alla prima, forse la seconda e già mi veniva fuori dagli occhi - nella cocaina e nelle feste. Ma, nel complesso, il risultato non è sgradevole. Chi l'ha letto? Chi mi dice la sua?
Profile Image for Edoardo Renna.
5 reviews2 followers
April 11, 2023
Apologia non richiesta di Giada Biaggi
- Se leggendo ai poli del perimetro cartaceo di pagina 198 i nomi di Kate Bush e Leni Riefenstahl non percepite il riflesso pavloviano di alzarvi in piedi ed esultare, questo libro non fa per voi.
- Se non condividete le spontanee esegesi pornografiche, il senso di colpa esistenziale di riconoscere i propri errori etico-morali pur continuando a commetterli, il costante bisogno di risemantizzare ogni evento grande o piccolo della propria vita e, consequenzialmente, trasformarlo in un pretesto per inveire contro qualche massimo sistema di oppressione, questo libro non fa per voi.
- Se non siete persone terribili-egoiste-maniacali alla ricerca dell'accostamento semiotico più singolare e depravato conseguibile che vi innalzi ad una temporanea e illusoria concezione di Nuovo del sé, questo libro non fa per
voi.
- Se siete ancora attaccati ai datati (e in qualche modo patriarcali dai) pilastri aristotelici di storia e narrazione, e non siete capaci di lasciarvi trasportare dai deliziosi e per l’80% fatui estetismi linguistici di una sibillina radical chic, questo libro non fa per voi.
- Infine, se assumendo questa sincera e intransigente scarica estrogena di radical-filosofia, complessi edipici irrisolti e autodeterminazione ai tempi del patriarcato negazionista, riuscite a frenarvi dal bisbigliare ai fantasmi di Virginia Woolf e Sylvia Plath con un dotto lacrimale occluso “So us <3”… questo libro non fa per voi.
Grazie mamma Giada
Profile Image for Suni.
551 reviews47 followers
June 5, 2025
Un bombardamento di citazioni colte filosofico/artistiche e pop (ovviamente il pop “giusto”, non certo quello da sfigati) nella cornice della Milano-da-instagrammare aka unico posto in Italia in cui ha senso vivere se si vuole contare qualcosa in quell’ambiente lì.
Quindi l’ho detestato? No, perché sotto tutto ciò c’è una relatableissima storia di amore tossico (in tutti i sensi), di fissazione, di umiliazione ma che alla fine lascia spazio alla speranza e apre la porta alla voglia e di cambiamento e di rinascita.
Giada Biaggi è una secchiona che non perde occasione per rivendicarsi tale, però è anche simpatica, a tratti molto buffa, e quindi tenera.
Profile Image for Alessia Arcuri.
5 reviews
December 25, 2022
Nora Efron, Dolly Alderton, Giada Biaggi si incontrano al Bar Basso e sorseggiano pastis
Profile Image for Giuliana Matarrese.
146 reviews200 followers
October 31, 2023
Dimenticatevi tt le ritrite versioni di Milano che avete letto di recente - ne sono pieni i libri dei Millennial da quelli che parlano della sua periferia a chi invece fa l’esegesi della città al centro dell’Europa ( se vabbè, direbbe Masneri). Milano nella sua giungla sociale precisissima ma non per questo meno patetica la racconta Giada Biaggi nel suo libro d’esordio. Forse vi incuorisirà, forse vi passerà la voglia di venirci a vivere ( se non bastassero gli affitti criminali) ma sicuramente la storia di Eva, che alla fine è una di noi , un complex female character, non vi lascerà indifferenti e anzi, vi regalerà una serie di nozioni e nomi con i quali fare name-dropping alla prossima cena tra amici. Senza prendersi sul serio. Come Eva, e come Giada.
Profile Image for Zooey Glass.
252 reviews19 followers
October 22, 2022
Perché? Perché?
Come la sua stand up comedy non fa ridere.
Valore letterario livello Cosmopolitan.
Certo che la ragazza crede in se stessa, forse troppo. Resta il mistero della casa editrice… Potere della raccomandazione?
Profile Image for Giulia.
118 reviews1 follower
March 29, 2023
le mie persone preferite al mondo sono quelle che trattano filosofi e personaggi della storia come se fossero dei grilli parlanti, io ti venero giada !
il fatto che sono povera é l'unica cosa che mi ferma dall'avere la vita di eva e non so come dormiró con questo pensiero
Profile Image for Librangolo.
115 reviews2 followers
November 10, 2022
Inusuale ma più comune di quanto non si pensi, è il fatto che molti lettori inizino un libro andando a sbirciare il finale. Non sono tra questi, ma ho sempre pensato che ciò, oltre ad una mal trattenuta curiosità, li illuda di avere il “potere” di non essere sorpreso da colpi di scena non intuiti o dall’ipotesi di essere deluso lettura facendo, se mi passate l’espressione.
Probabilmente sarebbero gli stessi a rispondere si, se chiedeste loro di voler essere messi al corrente, se si potesse sapere prima, di come andrebbe a finire una relazione d’amore/ lavorativa o di vita in generale, per poter valutare se sia il caso di intraprenderla oppure no.
Ma così facendo, non si perderebbe gran parte del divertimento per strada? Seppur con tutti pro e i contro di cui è fatto il mistero che compone le nostre vite, si intende. Chiunque di noi, ha dei giorni in cui tra tutti i super poteri (non) esistenti vorrebbe quello di poter sapere in anticipo cosa succederà nel nostro futuro, se o quando.
Il modo molto ironico e originale che ha trovato Eva, dottoranda in filosofia, per illudersi di saperne più degli altri, è quello di instaurare delle immaginarie conversazioni, tra passato e futuro appunto, con quelli che sono i suoi guru di riferimento universitari e non solo: Freud, Sylvia Plath, Virginia Woolf, Woody Allen, “confrontandosi” con loro su tutte le difficoltà di portare avanti le aspettative a volte eccessive, pretese dalla società in ogni campo.
Continua, leggi qui: https://librangolo.altervista.org/il-...
Profile Image for Sonia Purpura.
9 reviews4 followers
June 14, 2024
Questo libro non è Di Giada Biaggi, questo libro È Giada Biaggi, personaggio che apprezzo come stand up comedian più che come scrittrice ma d’altra parte questo è un esordio. Ho partecipato anche alla presentazione del libro che è stata schietta sui contenuti quindi sapevo cosa aspettarmi. È un genere di letteratura che ogni tanto mi piace fare, sperimentando generi diversi. Non ho compreso fino in fondo l’intento del libro, cosa avrebbe dovuto comunicarmi però do lo stesso tre stelle perché si vede che 1. L’ha scritto sicuramente lei (e non è scontato oggi come oggi per i personaggi pop); 2. È un ritratto della nostra società contemporanea milanese, un po’ grottesco, citazionista e stereotipato (apposta) che mi sono divertita ad immaginare con le note a più di pagina per il lettore del 3000 (spoiler: ci sarebbero più note che libro, un po’ come i promessi sposi).
1 review
November 6, 2022
Un piccolo romanzo di formazione, un frammento dell'evoluzione di una ragazza abbracciata alle sue ossessioni. La storia è divertente e ritmata, lo sfondo adatto a far emergere le nevrosi e le contraddizioni che contraddistinguono la protagonista. Da un lato appare come una critica a un sistema di vita velleitario e incosciente, dall'altro sembra validare il primato dell'ambizione e della 'leggerezza', in un equilibrio precario che attraversa tutto il libro e non disvela l'orientamento dell'autrice. In un'ottica naturalistica, i fatti si raccontano da soli. La cosa più importante, il personaggio emerge, il libro è sia trama che analisi. Il miglior contemporaneo che ho letto quest'anno.
Profile Image for Elisa.
73 reviews1 follower
August 14, 2025
3.5 ⭐️ Il libro, come anche definito dall’autrice stessa, è molto post-moderno e per questo “relatable”. Divertente e molto radical chic. Diciamo che se lo si legge con in mente queste due caratteristiche, lo si apprezza. Tuttavia, anche se non è nulla di indispensabile o indimenticabile, lo consiglio.
Ovviamente la mia scena preferita è quella dell’apparizione di freud!!!
Profile Image for Alessandra.
13 reviews1 follower
May 3, 2024
Sono troppo poco intelligente per capire il susseguirsi infinito dei riferimenti di questo libro.
Nice try, see you next time
Profile Image for Miriam.
94 reviews
December 1, 2024
Da questo momento in poi ogni mezza frequentazione fallita con il malessere disagiato di turno mi deve essere narrata dalle mie amiche in questo esatto stile.
Profile Image for Sylvie19.
179 reviews9 followers
October 1, 2022
Ho letto il libro perché l’autrice mi fa simpatia e ho trovato molti dei suoi contenuti arguti e divertenti. La satira è sicuramente la sua cifra e mi piace come riesce a farla.
E arguzia e (auto)ironia sono qualità che senza dubbio emergono anche da questo libro ma non sono bastate a renderlo un buon romanzo ma piuttosto, come spesso succede, un polpettone dei temi dei suoi contenuti che la caratterizzano( la newsletter con le liste, il podcast ecc…) e se in quella forma funzionavano bene, trasportati in un romanzo alla lunga annoiano.
Forse sarebbe riuscito meglio un saggio di satira, non so.
Profile Image for Carola Balboni.
22 reviews1 follower
April 12, 2023
3.5/4

Grazie Giada, mi hai fatto riscoprire la bellezza e la ricchezza del pensiero filosofico.
Profile Image for Livuoiqueiqualia.
72 reviews6 followers
July 14, 2023
Se fossi nella casa editrice farei firmare un nell’accordo in cui l’autrice garantisce di non rispondere su Instagram alle recensioni dei lettori.
Che figuraccia imbarazzante.
Profile Image for Maria Giardina.
94 reviews3 followers
April 18, 2024
"Internet per noi era stato un po' come la selva nell'Orlando Furioso; un posto in cui non si capiva niente ma in cui tutti avevano una gran voglia di fare sesso: alberi, uccellini e sette nani compresi"

Davanti alla Possibilità si apre l'esistenza del peccato, del delitto. È successo non a caso alla prima Eva e al serpente che l'ha tentata, e succede e succederà ancora a questa Eva grazie a internet (la manifestazione più materiale del concetto di possibilità), studentessa di filosofia che sopravvive all'incertezza di questo secolo (tra daddy e mommy issues) con sexting e super-analisi del quotidiano con i fantasmi dei suoi maestri di arte e di pensiero.
Sentirsi o bella o intelligente davanti agli occhi degli uomini e mai tutta insieme, elemosinare gesti di cura, sapere di occupare un posto sbagliato come il ceto intellettuale borghese di Milano, una realtà vuota ma estremamente pomposa e presuntuosa, affogare tutto questo con la cocaina sniffata sui libri più importanti della letteratura mondiale; tutte cose per cui empatizzo ma mi repellono.
Le parti più belle secondo me sono quelle in cui l'autrice smaschera attraverso la filosofia il nostro rapporto con i social; l'essere come mai prima d'ora obbligati per esistere a fissare in rettangoli il nostro mondo, il nostro essere e mostrarlo, mostrarci, la scarica di endorfine dopo che un micro-cuore rosso viene aggiunto in calce ai nostri DM. Infatti i personaggi vengono descritti in base a cosa mostrano, come vestono, che prodotti culturali e musicali consumano, che posti frequentano, siamo davvero diventati la generazione del "consumo dunque esisto".
Eva poi mi ha fatto comprendere un po' di più l'arte moderna così concettuale, anche se attraverso una parodia della "performance", più riuscita di quella di Virginia Raffaele.
È stata un'esperienza umiliante e demoralizzante leggere questo romanzo, plausibile che l'abbia scritto una stand up comedian, perché come l'umorismo pirandelliano prima mi ha divertito e poi mi ha distrutto.
Profile Image for Max.
204 reviews6 followers
March 30, 2024
C'è una stimata scrittrice nonché bookstagrammer, che anche io stimo, e di cui non farò il nome, si dice il peccato ma non il peccatore, che legge tutta la Letteratura Alta, da Proust a Eco, Cervantes e Tolstoj e Hemingway, e chi più ne ha più ne metta. Non gliel'ho chiesto ma scommetterei che ha letto pure il Finnegans Wake, e sa tante cose che io non so. Conosce Ishmael e Raskolnikov, Jean Valjean, Pip, Winston Smith e Jim Incadenza, ma questa stimata scrittrice nonché bookstagrammer, non sa chi sia Dua Lipa...

Mi è venuta in mente la canzone "Gli intellettuali" di Giorgio Gaber (non glielo dico che magari rimane male), e quando ho letto questo libro di Giada Biaggi, che ovviamente ho preso a scatola chiusa solo per titolo e copertina, mi è venuta in mente lei, questa stimata scrittrice, nonché bookstagrammer.

Biaggi credo sia un po' come lei, sa tante cose che io non so, ma Biaggi conosce anche Dua Lipa, e Kanye West, Kate Moss, Brandi Love, Pikachu eccetera.

È proprio questa commistione tra cultura snob e cultura pop a farmi apprezzare il romanzo, schietto, diretto, divertente, intelligente.

Parla di sexting, patriarcato, artisti contemporanei, fauna da Fondazione Prada e tante altre cose, con elegante ironia, si prende in giro a colpi di cliché, e dopo ogni pagina ti viene voglia di leggere quella successiva: che altro chiedere a un romanzo?

Femminista e femminile, sì, ma gradevole a tutti, anche ai voyeur maschilisti travestiti da intellettuali engagé che guardano Uomini & Donne con a fianco l'Ulisse di Joyce.
Profile Image for Giorgio.
1 review
February 28, 2023
Il senso di Giada per i cinquantenni

E’ ormai una settimana che sono senza Eva. L’ho amata, detestata, persa e ritrovata, ho dovuto riaprire la mia collezione di Einaudi paperbacks per ricordarmi quelle quattro cose che so di filosofia. L’ho seguita a Venezia, Milano, nelle sue notti deliranti, nel suo sexting divertente e disperato. Il gioco della citazione non è mai fine a se stesso, ho ascoltato la sua musica (che poi è anche la mia), rivisto i suoi film, mi sono immerso in una scrittura raffinata e in un rassicurante senso estetico fatto di personalità, ironia e intelligenza. Eva è una Venere in pelliccia fluent in sarcasm, con la preparazione musicale di un dj calvo cinquantenne, romanticamente autodistruttiva come le rock star della mia generazione, e danza elegantemente al ritmo della sua poesia punk rivoluzionaria vestita di rosso come Kate Bush. Giada Biaggi da’ una grande lezione di scrittura a una generazione di cinquantenni sopravvissuti a Le mille luci di New York di Jay Mcinerney. Prima di Wallace, prima di American Psycho, prima di tutto questo nessuno era riuscito a fare interagire Instagram e i video dei Talking Heads, mescolare down da cocaina con Sartre, vestire Freud come Mr Fantasy. Il tutto probabilmente con una certa inconsapevolezza, Giada Biaggi sa cose, ma tocca istintivamente corde che sembrano un riff improvviso e il suo non diventa solo un romanzo transgenerazionale, ma una fiamma che accende, tra noi quattro vecchi di merda, la speranza che il punk non sia davvero morto.
Profile Image for Paride .
81 reviews3 followers
September 14, 2024
Finalmente un'autrice giovane che si discosta dalla litania insopportabile che è ormai la voce di ogni singola scrittrice emergente italiana. Niente provincia, nessun paesino del sud arroccato nel buco del culo del mondo, povertà non pervenuta, zero stupri. Inizialmente ho pensato a un'allucinazione, poi ho capito che era tutto vero. Sicuramente non si tratta di un romanzo mainstream; Biaggi sarà pure bionda ma non stupida, come si evince dalla sua opera prima, e doveva essere consapevole al momento della pubblicazione che il pubblico di riferimento nel nostro paese poteva essere alquanto limitato. Troppe le references che l'italiano medio non è in grado di cogliere, super contemporaneo il contesto che destabilizzerà sicuramente i più âgé catapultandoli in un mondo che non credono reale. Per quelli che, invece, in quel mondo ci sono nati e lo vivono e masticano tutti i giorni, sarà un viaggio divertente, crudo, politicamente scorretto, spietatamente ironico. Unica pecca: a volte eccessivamente citazionista.
In conclusione, come potremmo leggere in caps lock rosa su un qualsiasi muro grigio di via Melzo durante una serata in cui alcool e coca hanno avuto il sopravvento, + Biaggi - Vagnoli.
Profile Image for Carolina Castelnuovo.
12 reviews3 followers
January 23, 2023
Ho ricevuto questo libro come regalo per Natale e, a essere sincera, non avevo minimamente idea di chi fosse l’autrice.
Giada Biaggi sicuramente è una ragazza talentuosa, ironica e con una profonda cultura.
Tutto questo traspare dal suo libro, ci sono alcune sue riflessioni che davvero colpiscono nel segno, altre che mi sono sembrate dei veri no sense, eccessive ma che forse (forse!) vogliono essere delle provocazioni dell’autrice.

In sintesi però la storia che viene raccontata nel libro l’ho trovata forzata, le contraddizioni della protagonista tra leggerezza e critica al sistema sono davvero portare all’esasperazione e lo sviluppo fino all’epilogo finale mi hanno lasciata un po’ insoddisfatta.
In fin dei conti credo che la trama è solo un’espediente utilizzato dall’autrice per le sue elucubrazioni che però, a causa dei numerosi(troppi) richiami ad opere,filosofi, scrittori, cantanti e artisti di ogni genere a volte risulta saccente e anche un po’ snob.

Mi ha fatto sentire profondamente provinciale... il che probabilmente è vero.
Profile Image for Asja.
186 reviews11 followers
July 28, 2023
2.5 alzato a 3 perchè l'autrice, al di fuori della carriera letteraria, mi fa molto ridere. Penso di non aver apprezzato a pieno il libro perchè sono stanca di leggere di protagonisti benestanti che passano la giornata a farsi di droghe e, anche se gli interessi filosofici di Eva la rendono a tratti interessante, ho fatto fatica a concludere queste 250 pagine. La componente comica c'è sicuramente se si vive a stretto contatto con la Milano intellettuale forse la si può comprendere ancora di piú.
Profile Image for Almosstfamous.
13 reviews1 follower
August 24, 2025
Un po’ Ottessa Moshfegh, un po’ la mia board di Pinterest, un po’ il ricordo dei miei esami di estetica all’Università.
Un romanzo di formazione femminile autoironico che racconta, seppure con esagerazione narrativa, cosa significa essere una giovane donna che, esattamente come gli uomini, non vuole più dover scegliere tra sostanza ed esteriorità per essere credibile.
Displaying 1 - 30 of 44 reviews

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