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Diario degli errori

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Pochi libri sono rappresentativi di Flaiano come questo Diario degli errori, con il suo irresistibile blend di illuminismo tenebroso e pessimismo comico prima che cosmico. Disteso lungo l'arco di un ventennio (dal 1950 ai primi anni Settanta) e costruito avendo negli occhi i luoghi e i volti di tanti viaggi (da Fregene ad Atene, da Parigi a Hong Kong, da Zurigo a New York a Bangkok), il Diario brulica infatti di pensieri che sperimentano tutte le forme possibili del rapporto tra la mente e la realtà. Vi troviamo velenosi calembour concentrati come saggi, aforismi e massime perforanti e definitivi, microritratti di taglio, apologhi surreali e corrosivi, sequenze interrotte, tra incanto e sarcasmo: sugli hotel francesi, dove i mobili sono «come nella tavola che sul Larousse accompagna la voce: camera da letto», sulle vetrine olandesi accanto alle case secentesche, sui bambini monaci thailandesi che ridono e bevono il tè, sulla sporcizia e le costruzioni nuovissime di Beirut, sulle «riscattabili» taxi-girl di Hong Kong, sui filippini che cantano senza tregua, e ovviamente sul «paesetto italiano» di giocatori al Totocalcio. L'irrefrenabile tendenza all'autodistruzione della specie umana pervade Diario degli errori come un malinconico Leitmotiv: ma la crudele esattezza della tassonomia è in Flaiano venata della pietas del moralista disilluso. Quella pietas che gli fa citare la sublime e disperata invocazione di Pierre ai massoni in Guerra e pace: «Occorre che l'uomo, governato dalle proprie sensazioni, scopra nella virtù attrattive sensuali».

170 pages, Paperback

First published January 1, 1976

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About the author

Ennio Flaiano

63 books51 followers
Flaiano wrote for Cineillustrato, Oggi, Il Mondo, Il Corriere della Sera and other prominent Italian newspapers and magazines.
In 1947, he won the Strega Prize for his novel, Tempo di uccidere (The Short Cut). Set in Ethiopia during the Italian invasion (1935–36), the novel tells the story of an Italian officer who accidentally kills an Ethiopian woman and is then ravaged by the awareness of his act. The barren landscape around the protagonist hints at an interior emptiness and meaninglessness. This is one of the few Italian literary works (which has been constantly in print for sixty years) dealing with the misdeeds of Italian colonialism in Eastern Africa.
In 1971 he suffered a first heart-attack. "All will have to change", he wrote in his notes. He put his many papers in order and published them, although the major part of his memoirs were published posthumously. In November 1972 he began writing various autobiographical pieces for Corriere della Sera. On November 20 of the same year, while at a clinic for a check-up, he suffered a second cardiac arrest. His daughter Lelè, after a long and grave illness, died at age 40 in 1992. His wife Rosetta Rota, sister of composer Nino Rota, died at the end of 2003. The entire family is buried together at the Maccarese Cemetery, near Rome.
[edit]Flaiano's Rome
Flaiano's name is indissolubly tied to Rome, a city he loved and hated, a caustic witness to its urban evolutions and debacles, its vices and its virtues. In La Solitudine del Satiro Flaiano left numerous passages relating to his Rome.
In the Montesacro quarter of Rome, the LABit theatre company placed a commemorative plaque on the facade of his house where he lived from 1952.
Critic Richard Eder wrote in Newsday: "To read the late Ennio Flaiano is to imagine a bust of Ovid or Martial, placed in a piazza in Rome amd smiling above a traffic jam. In his antic, melancholy irony, Flaiano wrote as if he were time itself, satirizing the present moment."

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21 (6%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 45 reviews
Profile Image for capobanda.
70 reviews57 followers
May 14, 2018
Dieci anni fa gli avevo dato quattro stelle, tra dieci anni gliene darò sei.
Sarà anche che ha sempre meno concorrenti.
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews91 followers
October 16, 2017
Non sono uno di quelli che dicono che Flaiano aveva capito tutto. Poi, però, lo rileggo e aveva capito quasi tutto e comunque parecchio.


Storia di un passeggero che non sa l'inglese e che non si allarma affatto quando il capitano avverte che l'aereo deve fare un ammaraggio di fortuna. Viene scambiato per coraggioso e alla fine, quando si accorge dell'equivoco, diventa coraggioso davvero, per non deludere l'hostess.

1968
I porti invecchiano
Venezia è sempre da salvare
L'inps assediata
Gli statali in sciopero
L'edilizia in crisi
I treni ritardano
Le acque sono inquinate
Napoli paralizzata
La circolazione in crisi
Lo sciopero dei benzinai
La crisi del latte
La pornografia in crisi
Il divorzio è in crisi
La crisi delle correnti dei partiti
Posta che non viene distribuita
Il comune di Roma aumenta il disavanzo
I giovani svedesi non si sposano più
Crisi dell'istituto familiare
Ferma la metropolitana a Roma
I cinesi preparano una sorpresa?
Gli arabi preparano una guerra?
Il centro-sinistra in crisi
La sinistra in crisi
La destra in crisi
Fine del parlamentarismo?
Il freddo ritorna

Le cose che oggi ci irritano domani ci commuoveranno. L'ultima guerra, tra poco, si tingerà di rosa, perché ci ricorderà la giovinezza.

Lamento del giornalaio.
Vorrei andarmene nei Paesi Bassi.
Guardi le fortezze, so' tutte cadute. Il Colosseo, invece, che s'è sempre fatto i cazzi sua, è ancora lì. (Qui non succede niente). Alla morte ogni fesso ci arriva.

Seguendo la moda la donna e l'uomo si mettono nelle condizioni dei fachiri, cioè respingono il dolore.

1972
Piangere a dieci anni dalla sua morte su Marilyn Monroe è come piangere su Cleopatra. I giovani di vent'anni non la conoscono, è un evento storico che non li tocca, hanno altri amori, altri miti. E allora? Niente, parliamone lo stesso, ma attenti a non commuoverci. Marilyn Monroe è l'ultimo personaggio che ci ha dato l'America, l'unico sopportabile e naturale.
Profile Image for SCARABOOKS.
293 reviews265 followers
November 23, 2014
Incredibile, Flaiano. Lo (ri)leggi e ti sembra che potrebbe aver scritto stamattina.
Un esempio?
Un passo famoso. Lo titolò "Filosofia del rifiuto".

"Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell'individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, poligrafi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l'amore alla guerra, perché anche l'amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo.
Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà il modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo."
Profile Image for Ginny_1807.
375 reviews161 followers
September 7, 2012
"Chi vive nel nostro tempo è vittima di nevrosi. Per vivere bene non bisogna essere contemporanei"

Flaiano, ti adoro.
Profile Image for Asclepiade.
139 reviews81 followers
February 2, 2022
Temo proprio che Flaiano sia di quegli scrittori di casa nostra che, come Pavese o la Morante, non riesco a farmi piacere. Dopo essermi decisamente annoiato con Tempo di uccidere, con questo libro mi sono annoiato e anche irritato parecchio. Certo, qualche frase, qualche aforisma pungente ogni tanto cascano sotto gli occhi: ma per quasi tutto il libro a me sembra che a farla da padrone siano il qualunquismo, il pessimismo, il disgusto per tutto e per tutti, il gusto per il sordido e lo sporco. Flaiano, si dice, vedeva i difetti degl’italiani: sì, ma vedeva solo e sempre quelli, e additandoli come se lui, anziché essere un italiano a sua volta, venisse da Zurigo, da Londra o da Marte. Flaiano vedeva i cambiamenti dell’Italia: ma negli anni Sessanta che l’Italia cambiasse lo vedevano anche i parroci di montagna, i marescialli di P.S. e le casalinghe di Voghera, né occorreva particolare acume per discorrerne con le considerazioni elementari (talune curiosamente, pericolosamente vicine a quelle, più o meno coeve, di Nelson Page o di Gianna Preda) che faceva il Nostro nelle noterelle buttate giù nei suoi taccuini. Apprezzabile appare semmai qualche paradosso: ma in mezzo ad altri scipiti. Non è neanche incredibile che certi suoi vezzi – come il dir peste e corna del Festival di Sanremo – sopravvivano rigogliosi dopo più di mezzo secolo (basta, in questi giorni, fare un giro per i cosiddetti social): Flaiano era infatti meno “alternativo” e dirompente di quanto sembri: aveva tutti i riflessi condizionati del provinciale, qual era, che vuol darsi un tono, anche se può pure darsi che, quando sciorinava facezie con De Feo e gli altri sodali seduto a un caffè di Via Veneto riuscisse, a piccole dosi, divertente. Non so, io avverto molto puzzo di chiuso e di vecchio in questa prosa schifata e risentita. Mi pare altrettanto significativo che due tra le frasi più divertenti e graziose scritte in questo “diario” non siano di Flaiano, trattandosi di citazioni di Aragon e di Stendhal da lui trascritte; perlomeno a merito del Nostro va l’averle scelte bene in mezzo a molte altre. Una cosa, soprattutto, non capisco di lui e di molti suoi consimili, che in letteratura ottengono in genere notevole successo (penso a qualche scrittore vivente, che con questa sorta di pessimismo cosmico diletta legioni di lettori): va a Parigi e vede solo “balli di negri”, pederasti e carampane, scappa da Roma perché odia il Natale e a Capodanno fanno i botti e buttano roba vecchia dalla finestra, sta male dappertutto, gli danno fastidio tutti: ma quest’uomo avrà mai goduto prendendo in mano un frutto maturo, un fiore, ammirando un’alba silenziosa lungo una marina, gustando un buon pasto in famiglia fra visi cari e chiacchiere, ammirando la bellezza d’una bella donna o d’un bel ragazzo, guardando la livrea d’una farfalla o d’un uccello, leggendo una bella poesia, sentendo un preludio di Bach o un’aria di Mozart, ridendo con gli amici davanti a un bicchiere di vino – cioè vivendo e sollazzandosi con le piccole gioie che sono parte della vera vita quanto le sconfitte, i dolori e le perdite? Non so, a me questi pessimisti cosmici sembrano un po’ fasulli e un po’ disumani, la loro solitudine mi sembra meschina, il loro isolamento mi pare grottesco; e i loro sfoghi mi annoiano.
Profile Image for arcobaleno.
650 reviews163 followers
June 6, 2012
Pensieri, note, descrizioni di personaggi e di luoghi, ricordi, idee…: alcuni lapidari, spesso ironici, perché l’assenza d’ironia è alla base del tranquillante narrativo, eppure intrisi di pessimismo (o realismo?!). Scritti dal ’50 al ’70, appaiono, in modo sorprendente e per tanti aspetti, attuali. La lettura li insegue e, arrivati alla fine, nasce il desiderio di rileggerli, di tornare a riflettere, di riscoprirli con gusto rinnovato, sorprendendosi ancora a quei primi pensieri, dal [37], che con la loro inaspettata malinconia completano la figura di Flaiano: non solo dunque un disilluso, sarcastico e pungente, ma soprattutto un uomo di notevole, seppur celata, sensibilità. Qualità indispensabile, insieme all’intelligenza, per poter riconoscere e descrivere, in modo così arguto e graffiante, ogni aspetto della società e dei comportamenti umani.

[305] Sono offeso da come va il mondo – dalla volgarità delle masse. In Italia Canzonissima, Sanremo, campionato di calcio, la macchina nuova, nient’altro. (1968)
Profile Image for Amanda Rosso.
337 reviews29 followers
September 18, 2021
Flaiano non alterna genio e sregolatezza, perché la sua penna visionaria è futuristica ancora oggi.

Ma Flaiano è anche estremamente limitato nei suoi giudizi su ciò che non conosce, e anche nell'ironia, non si può fare a meno di pensare che forse avrebbe dovuto interrogarsi di più su ciò che non conosceva, anziché applicare lo stesso metro di giudizio su tutto senza cambiare prospettiva.

Si deve fare uno sforzo per non chiamare Flaiano Nostradamus, perché davvero ci sono passaggi indimenticabili, di una poesia mordace, una penna affilatissima e una visione d'insieme così accurata che fa gettare il cappello, altro che toglierselo.

Però si deve dire ciò che si deve dire di questi uomini luminari che per troppi decenni hanno vissuto intoccabili sull'Olimpo dei grandi.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
June 12, 2018
Nel 1968

I porti invecchiano
Venezia è sempre da salvare
L’Inps assediata
Gli statali in sciopero
L’edilizia in crisi
Gli ortofrutticoli danneggiati dal Mec
Il turismo regredisce
Le acque sono inquinate
I treni ritardano
La circolazione in crisi
Lo sciopero dei benzinai
Gli studenti preparano la protesta
Rivolta nelle carceri
La riforma burocratica ferma
Napoli paralizzata
Sciopero dei netturbini
La crisi del latte
La pornografia è in crisi
Il divorzio è in crisi
Crisi dell’istituto familiare
I giovani svedesi non si sposano più
La torre di Pisa ancora in pericolo
Il porto di Genova paralizzato
I telefoni non funzionano
Posta che non viene distribuita
La crisi dei partiti
La crisi delle correnti dei partiti
Lo Stato arteriosclerotico
Il Mezzogiorno in crisi
Le regioni in crisi
Il Comune di Roma aumenta il disavanzo
Ferma la metropolitana a Roma
Duello di artiglieri a Suez
I colloqui di Parigi stagnano
Nel Vietnam si attende l’attacco
I cinesi preparano una sorpresa?
I negri preparano la rivolta?
Gli arabi preparano la guerra?
I russi nel Mediterraneo
De Gaulle in pericolo
La sinistra in crisi
La destra in crisi
Il centro-sinistra in crisi
Fine del parlamentarismo?
Il freddo ritorna.

Per sua natura frammentario. Spesso fra un'idea un bozzetto una sensazione una battuta una citazione ci si perde. Ma con Flaiano è un bel perdersi.
Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
August 28, 2017
***"Cercava la verità nella fica: e tutto quello che otteneva era addormentarcisi sopra - dopo."***

Basterebbero poche pagine o pochi passaggi tratti da questo "Diario degli errori" per capire quanto l'Italia di oggi sia a digiuno di menti come quella di Ennio Flaiano.

Ironia pungente, ritratti di un'Italia e di un mondo che sanno essere esaustivi in pochissime righe; aforismi indimenticabili e irripetibili, roba da sottolineare e trascrivere ovunque se ne abbia l'occasione.
Non solo una sconfinata cultura, non solo brecce di genialità e assenza totale di conformismo, ma anche una capacità di osservazione e intepretazione della realtà fuori dal normale.

"[...] Io penso invece che il giornalismo e in genere la rapidità di diffusione delle notizie inutili e mostruose è il danno maggiore che l'umanità sopporta in questo secolo. Si sa tutto di tutto. Che noia. E che tristezza".
Profile Image for Vittoriano.
19 reviews
March 25, 2021
Sarò anche stucchevole, ma, più leggo Flaiano, più mi rendo conto che aveva ragione praticamente su tutto. Un'attualità sconvolgente permeata da una certa (auto)ironia di fondo e un sarcasmo irresistibile; sorprendersi leggendolo è una sensazione assolutamente impagabile.

"Io penso invece che il giornalismo e in genere la rapidità di diffusione delle notizie inutili e mostruose è il danno maggiore che l'umanità sopporta in questo secolo. Si sa tutto di tutto. Che noia. E che tristezza."

"Un altro anno ci lascia. Abbiamo vissuto commettendo errori, l'unico modo di vivere senza cadere. Vivere è una serie ininterrotta di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia sul seguente. Finiti gli errori, finito tutto."
Profile Image for Michelangelo Cianciosi.
3 reviews2 followers
April 5, 2013
Un maestro in punta di penna. Flaiano ha la grazia di un Voltaire senza la sua prosopopea e la sua spocchia. Grande ritrattista degli italiani e grande italiano lui stesso. Anzi, meglio, abruzzese.
Profile Image for Francesco Feola.
49 reviews5 followers
August 31, 2024
Acquistato, dopo una giornata di mare, su una bancarella di libri usati a Castiglioncello (peraltro insieme a una edizione del 1924 del “Trionfo della morte” di Gabriele D’Annunzio), il “Diario degli errori” di Ennio Flaiano mi ha tenuto ottima compagnia durante questa estate, in giro tra Valencia e tre diverse regioni d’Italia. Ho conosciuto la figura di Flaiano all’Università, e ho ritrovato nella sua scrittura aforistica (genere letterario che apprezzo molto), ossia nei suoi appunti ordinatamente raccolti in una cartella ma pubblicati postumi, la sua verve critica, ironica, ma soprattuto caustica, spietata e tagliente riservata all’Italia degli anni a cavallo tra il 1950 e il 1972, agli italiani “mandolinisti” e ai più disparati aspetti del costume, della società e della cultura popolare di casa nostra (ma non solo). Riflessioni acute sulla letteratura, il teatro, il cinema, con riferimenti talvolta puntuali, talaltra velati fino ai limiti dell’autocensura. Ragguagli dei suoi viaggi in giro per l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti e l’Asia, e dei relativi incontri di varia umanità, con lo stupore per certi piccoli particolari. Abbozzi di racconti più o meno imbastiti e lasciati tra le sue carte, quasi affinché lui o chi per lui potesse un giorno completarli. Poesie, quasi sempre politiche, che sono piuttosto delle sferzate, rese semmai poetiche dal fatto di andare volentieri a capo. E poi le massime di vita, che partendo da quella dell’autore in particolare diventano buone per la Vita in generale, e che si fanno via via più generose, oltre che più sagge, specie dopo l’infarto del 1970, il primo e l’unico di cui potrà prendere nota tra i suoi appunti…
Durante la lettura è stato inevitabile, per me, ripensare ai miei appunti, disseminati in taccuini, fogli “volanti”, note del telefono. Altrettanto irresistibile è stato andarne a rileggere alcuni, ma forse ridicolo aver pensato di scriverne di nuovi ispirato da, o più semplicemente volendo imitare il modo (non lo stile!) di Flaiano. Tuttavia questa lettura, l’autobiografia involontaria di un uomo straordinario alle prese con una vita spesso più che ordinaria, avrà suscitato in me anche questo bisogno, rendendomi magari più ricettivo alle cose che mi accadevano intorno, che vivevo e che pensavo nel frattempo, e al conseguente impulso di lasciarne traccia in un mio taccuino. Una lettura avvincente, piacevole e stimolante, che con ogni probabilità lascerà una traccia anche nella mia scrittura.
Profile Image for Marco Svevo.
434 reviews21 followers
August 23, 2017
"forse la nostra salvezza è nel non credere che la perfezione esista, o semplicemente nel trovarla noiosa"
"triste ritorno in italia, che mi appare un paese di giocatori di totocalcio. squallore"
"Le soir, cafard tres fort" (c'est plus facil, imparare il franscese accussì)
"bonjour stronzesse" (appunto, v.sopra) l'alcol uccide lentamente. non abbiamo fretta.
"Vivere è una serie ininterrotta di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia sul seguente. Finiti gli errori, finito tutto"
"Cercava la verità e quando la trovo' rimase male, era orribile, deserta, ci faceva freddo".
Profile Image for Manuela.
2 reviews
August 26, 2021
Letto e riletto, è sempre sul mio comodino. Quello che non ho compreso anni fa, diventa oggi la mia voce. Il crudo realismo di Flaiano e la malinconia derivante dal disincanto, appartengono all’esistere dell’ Uomo che ha il coraggio di porsi domande.
- Chi ti ha creato è messo al mondo?
- Non lo so.
- Non è Dio?
- È possibile. Ma siccome Dio ha creato e messo al mondo anche Il ministro [...], la cosa mi lascia indifferente.
- Per quale fine sei stato creato?
- Per dire no
- A che cosa vuoi dire no?
- A te, principalmente.
- Che cosa ti ho fatto?
- Mi hai tolto la fede.
13 reviews1 follower
January 25, 2025
"Amsterdam. Ogni volta fuori d'Italia, lo stesso discorso. Siamo rimasti tagliati fuori nel Sei e Settecento quando qui si stampava Voltaire e D'Alembert e da noi non si stampava che l'Arcadia."

"In Italia i perseguitati non fanno fortuna né suscitano simpatie, perché sono deboli.
L'italiano é profondamente realista (biologicamente) cioè profondamente naturale. Puo' apparire vile, è soltanto troppo inserito nella natura. E gli animali assalgono il più debole, i vecchi, quelli che non possono più difendersi. Accettando la realtà crede di fare il suo bene, prolunga invece la sua schiavitù."

"Libro di Simone de Beauvoir sulla vecchiaia, La Vieillesse. Leggerlo. La tesi è semplice: il vecchio è un espulso dalla società perché non partecipa più al gioco del consumo. Il vecchio rattrista, lo si isola con gli altri vecchi. (..) La società non lo sopporta più.
Per assurdo, il vecchio potrebbe rientrare nella società moderna se si trovasse il modo di renderlo economicamente interessante: come è stato per il giovane, che dà impulso alle varie mode da quando puo' disporre di denaro."

"La ragazza bacio' il ranocchio e divenne una rana"

"Perché a una certa età é difficile tornare, anzi restare dopo esservi tornato, nel paese natale. I tuoi compaesani sono à la page, tu sei rimasto indietro, nella grande città. Tu sogni la vita semplice, le amicizie senza implicazioni, sei nelle buone letture, hai capito che l'oro é la merda del diavolo (oh, la ripugnanza nel ricevere un assegno da versare in banca!): li' invece credono ancora che la felicità sia nel darsi da fare, sia altrove. Sono fieri delle loro conquiste tecnologiche, tutti hanno una barca a motore, tutti credono nell'arredamento."
Profile Image for Monica Veronesi.
191 reviews3 followers
August 6, 2021
Che dire di Ennio Flaiano se non geniale, attento osservatore e soprattutto cinico e irriverente in questo diario di riflessioni, elzeviri, aforismi, memorie. Anche se il periodo di scrittura va dal 1950 al 1972 quello che Flaiano scrive è di un'attualità quasi assoluta, a dimostrazione che la storia si ripete sempre e che dagli errori non sempre si impara.
Profile Image for Elisabetta Felici.
62 reviews5 followers
April 29, 2022
A tratti sessista, a tratti omofobo, a tratti razzista. Dico a tratti, perché per l'80% del libro quando non è uno, è l'altro.
Tuttavia, vi ho trovato quello che non ho trovato ne "La Nausea": malessere di vivere, dolore e cinismo.
Lo terrò nella libreria, per rileggermi le frase migliori di volta in volta (e ne ho segnate davvero tante).
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
September 30, 2017
"[262] Un altro anno ci lascia. Abbiamo vissuto commettendo errori, l’unico modo di vivere senza cadere. Vivere è una serie ininterrotta di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia sul seguente. Finiti gli errori, finito tutto." (pp. 90, 91)
Profile Image for Paolo Ventura.
375 reviews2 followers
March 15, 2020
...della serie: libri da tenere sul comodino e "consultare" periodicamente.
(ri)leggendolo mi rammarico sempre non abbia voluto scrivere altra narrativa (vedi "tempo di uccidere").

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Ricordarsi i sorrisi di tutti. Bambini, donne, ragazze uomini.
==========
1 review
May 9, 2021
Sarcastic e pungente

In libro sarcastico e pungente, Sal contenuto ancora attuale e che all'epoca faceva discutere. Si legge d'oh fiato e non annoia mai. É la vista della grande città e della società, che crescent e si arricchiva die piú disparati personaggi.
Profile Image for Maria Sole C..
13 reviews
December 27, 2025
La mia stima di Ennio Flaiano è finita il giorno in cui ho letto che lamentava che Fellini se lo era bevuto come una Coca Cola o qualcosa del genere. Ha fatto bene a berselo. Di questo “diario” salvo sì e no tre periodi.
3 reviews
October 24, 2021
Sagace, cinico, ironico, capace di dedurre il principio dallo spicchio di vita, dopo un'attenta osservazione. Un'ottima lettura.
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
March 30, 2023
Zibaldone alla rovescia, sbagliato, contraddittorio, perfetto. Il senso che suppura dopo il riso, l'arguzia. Lettura inspiegabile e meravigliosa.
Profile Image for Rebecca Berenice.
11 reviews
April 1, 2023
L’ho trovato a tratti noioso, a tratti geniale. Una cosa però va detta: è inquietante l’attualità di certi argomenti, nonostante siano passati oltre 50 anni
111 reviews2 followers
August 20, 2023
Pungente e attuale ma troppo pessimista e ossessivo su alcuni temi
300 reviews1 follower
March 9, 2025
Primo libro di Flaiano letto, devo dire non male, proseguirò con altri due.
Displaying 1 - 30 of 45 reviews

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