Il profumo dei cedri libanesi, il colore ocra del tardo pomeriggio afghano, il sorriso di un uomo siriano che in silenzio studia un’ospite straniera per capire se raccontarle la propria storia. Sono solo alcune delle nitide immagini che vedremo attraverso lo sguardo oltre il confine di Francesca Mannocchi, giornalista di guerra sul campo che da molti anni porta nelle nostre case la cronaca di ciò che succede attorno a noi, nelle regioni di Iraq, Libano, Afghanistan, Libia, Siria, fino alle città dell’Ucraina. Paesi distanti e diversi dal nostro solo in apparenza, le cui vicende ci interessano da vicino perché fanno parte dell’oggi che conosciamo, con gli attacchi terroristici, le rivoluzioni, la povertà, le ondate migratorie. Francesca ci conduce nei territori di guerra in un viaggio fatto di luoghi, culture e tradizioni antiche, ma soprattutto di persone, adulti e ragazzi, vite vere di superstiti e combattenti chiamati a difendere la propria casa, i propri diritti, il proprio futuro. Una preziosa testimonianza diretta per ricostruire l’ingarbugliata trama della Storia, perché capire il passato aiuta a districarsi nel presente e, forse, a cambiare il domani. Età di lettura: da 12 anni.
Francesca Mannocchi scrive per «L'Espresso» e collabora da anni con numerose testate, italiane e internazionali, e televisioni. Ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia, Egitto, Afghanistan. Ha vinto vari premi giornalistici tra cui il Premio Ischia, il Premio Giustolisi e il Premiolino 2016.
"Ecco, l'Iraq mi ha insegnato proprio questo. Che la guerra non finisce quando viene dichiarato il CESSATE IL FUOCO. Non finisce con gli annunci di "missione compiuta" e avvenuta vittoria. La guerra è una lacerazione. Che si vede quando fa meno rumore. L'ho imparato così, guardandone gli effetti a distanza di tempo, prima ancora che osservando la guerra mentre viene - rumorosamente - combattuta.
Francesca Mannocchi ci racconta dei suoi viaggi in territori di guerra attraverso la voce delle persone che incontra. Ed è proprio questo a rendere profondamente vero, doloroso e reale questo libro.
I Paesi in cui viene accompagnato il lettore sono: Libano, Afghanistan, Ucraina, Libia , Iraq e Siria. Ogni volta si inizia dalla geografia per comprendere la Storia del Paese, per poi passare alle esperienze dirette dell'autrice e delle persone che ha conosciuto, fino a chiudere con una breve cronologia della Storia del Paese in oggetto.
Francesca racconta realtà complesse con parole semplici e dirette che arrivano dritte al punto e rendono il libro adatto anche ai più giovani. E questo è un innegabile punto di forza del libro. Inoltre, per ogni Paese ci sono un Glossario e degli approfondimenti sulle Parole Chiave che spiegano i termini che definiscono le realtà distanti dalla nostra.
Ho apprezzato il libro in ogni sua parte, non c'è davvero nulla che cambierei. Anzi, ora voglio leggere tutto quello che ha scritto l'autrice!
In conclusione, penso che sia un libro che dovrebbero leggere tutti e che si presta anche molto bene ad essere letto a scuola.
Audiolibro. Rivolto soprattutto a un pubblico giovane, una lettura affatto banale o semplicistica. Un’esplorazione tra alcuni degli Stati visitati da Mannocchi per lavoro, un’analisi geografica e politica per capirne un po’ di più dei rapporti tra potenze e di alcune delle guerre costanti e devastanti che scuotono il mondo.
Una raccolta dei viaggi/reportage fatti da Francesca Mannocchi scritto appositamente per essere fruiti da ragazzi, quindi con una sintassi semplice, seppur non semplicistica. Estremamente interessante perché contestualizza ogni regione e ogni storia, partendo dalle basi e cercando di fornire un quadro d’insieme. In più, e non meno importante, mostra come sia il lavoro di una reporter di guerra, quanta professionalità, umanità e quanto coraggio servano per fare un buon lavoro e non soccombere davanti a tanti orrori, ma anzi, saper cogliere anche gli sprazzi, seppur sempre brevi e fugaci, di umanità e speranza.
Questo libro mi è piaciuto molto. È diretto a ragazz* giovani, quindi utilizza un linguaggio semplice e diretto, non dando nulla per scontato, ma senza essere troppo "scolastico", passatemi il termine.
L'autrice racconta e spiega quello che ha visto nei territori in guerra dividendoli per stato (Libano, Afghanistan, Ucraina, Libia, Iraq, Siria) e raccontando di ognuno sia una breve cronologia dei fatti, sia quello che hanno vissuto le persone che vivono in quei posti e la cui vita è stata sconvolta dalla guerra.
Chi è esperto di questi argomenti potrebbe forse criticare questo libro perché, pur riportando correttamente quando accaduto/accade, resta comunque su un piano generale e non entra in maniera dettagliata e tecnica nel merito degli avvenimenti, ma è un libro per ragazz*, per cui trovo assolutamente giusto e normale che sia così.
La cosa che però più mi ha colpito è la capacità di farmi entrare in empatia con i terribili racconti, e questa credo che sia in generale una delle migliori qualità dell'autrice. Quello che racconta è terribile, ma è necessario che chi legge capisca. In questo senso credo che Mannocchi abbia fatto centro.
Infine, anche se è dedicato a giovani, lo consiglio agli adulti che conoscono questi temi in maniera molto superficiale o non se ne sono mai occupati, perché dà comunque un'infarinatura generale delle questioni, ma in maniera più "ordinata" e chiara di come vengono presentati in tv o nei giornali.
"...i conflitti di oggi raccontati ai ragazzi" dice il sottotitolo. "...i conflitti di oggi raccontati anche ai ragazzi" avrei scritto io, perché il libro di Francesca Mannocchi si presta alla lettura di tutti. Chi, come me, è alle soglie dei 50 anni, ricorda facilmente le sezioni più storiche dell'opera, anche perché le ha vissute, le colloca nella memoria della propria vita. Ma questa formidabile giornalista ha la capacità di tenere insieme la Storia e le storie, ti conduce all'interno dei suoi viaggi in giro per il mondo e alla fine ti fa comprendere come la storia sia fatta di tante Storie e sono queste a incidere dei solchi profondi nell'anima del lettore. Allora a quella domanda da tenere in tasca che l'autrice pone alla fine del suo libro, la più difficile da fare e da ricevere, "Come stai?", rispondo qui solo con un GRAZIE. Il resto lo tengo per me
Dalla Libia alla Siria, passando per l’Iraq, l’Ucraina e i paesi protagonisti di conflitti e oggetti di contese e ingerenze esterne, Francesca Mannocchi racconta la complessità in modo semplice e diretto, grazie anche ai racconti dei testimoni diretti che la accolgono nei vari Paesi. Un libro adatto, secondo me, a partire dalla prima adolescenza, per arrivare a comprendere il complesso mondo che ci circonda e per non chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie.
Dedicato ai ragazzi, è un libro leggibilissimo anche da parte degli adulti; ha il pregio di illustrare le maggiori aree di crisi umanitarie dei nostri giorni con un rapido excursus sui relativi avvenimenti ma principalmente con le vicende di singole persone che tali avvenimenti hanno vissuto sulla propria pelle e le loro sofferenze, per farci capire da cosa scappano coloro che tentano di trovare in occidente una vita dignitosa e scevra da pericoli.
Un saggio dal linguaggio accessibile che spiega capitolo dopo capitolo le vicende di alcuni paesi con le situazioni tra le più tragiche del mondo. Letto tutto d'un fiato. Utile da consultare in ogni momento quando si vuole comprendere meglio avvenimenti di geopolitica. La delicatezza e allo stesso tempo la professionalità della Mannocchi ci accompagna in questo viaggio. Stra-consigliato!
Un saggio per ragazzi , che consiglio vivamente anche agli adulti, in cui si descrivono i conflitti in Libano, Afghanistan, Libia, Iraq, Siria in modo sintetico ma esaustivo, spiegandone le cause storiche anche attraverso le testimonianze di coloro che stanno vivendo attualmente una situazione tanto complicata. Un libro che smuove le coscienze davanti al disinteresse del fortunato mondo occidentale, che fa comprendere quanto sia importante mobilitarsi affinché tutte le guerre possano un giorno concludersi ( sappiamo quanto sia utopistico) e a tutti siano concesse la pace e la libertà. La giornalista di guerra Mannocchi utilizza un linguaggio semplice e diretto e alla fine di ogni racconto di un determinato paese vi è un glossario che aiuta il giovane lettore a comprendere le parole più difficili, insieme a una cronologia dei fatti storici per semplificarne la comprensione. È un libro doloroso, che spiega in modo chiaro ai ragazzi che cosa accade oltre i confini europei, quanto per moltissime persone il mondo sia un luogo poco sicuro, dove è quasi impossibile ottenere libertà e diritti che per noi sono scontati. Consigliato a partire da 10/11 anni.
In maniera semplice, ma mai scontata, Francesca Mannocchi racconta alcuni dei conflitti moderni più vicini a noi. Un libro pensato per avvicinare le nuove generazioni alla complessità delle guerre, ma lo consiglio a tuttə coloro sentono il bisogno di capire qualcosa di più sui nomi di persone e luoghi che associamo ai servizi di guerra al tg negli ultimi 20 anni
Sei guerre in sei Paesi, raccontate attraverso esperienze di vita e fatti spiegati. Per ogni paese sono presenti anche una breve introduzione geografica, una linea del tempo sintetica e un glossario. È indicato dai 12 anni, ma secondo me anche per ragazzi un po' più grandi.
Un bellissimo libro per ragazzi ma non solo che riesce a fare capire la complessità degli attuali conflitti grazie alla geografia, alla storia e alle testimonianze delle persone che ci vivono.
3,5⭐️ È un libro che ci ha dato la professoressa da leggere. Questo non è proprio il mio genere, ma è veloce da leggere e abbastanza leggero. Ci sta dai
Francesca Mannocchi è bravissima a raccontare la storia partendo dalla geografia. Il testo andrebbe letto con le classi lentamente, aprendo UDA per ogni capitolo. Consigliatissimo.
Un capolavoro di geopolitica e umanità, alla portata di tutti: non ci sono scuse per non essere almeno un po' consapevoli di ciò che accade appena fuori dalle mura della nostra comfort zone.
“Ogni volta che definiamo la vita di un essere umano chiamandolo ‘rifugiato’, ‘profugo’ o ‘migrante’, dovremmo aver chiaro che rischiamo di associare a quella vita un’etichetta che non rende giustizia alla sua vita di prima”. Francesca Mannocchi.
Il libro contiene molte testimonianze raccolte dalla giornalista nelle zone di guerra che ha visitato. L’obiettivo è capire cosa provano gli abitanti della zona: “Provate a chiedervi ‘Cosa farei io se …’”.
Stimo Francesca Mannocchi come giornalista. Sono consapevole che il libro è stato pensato per giovani, ma non ho apprezzato questo libro. Mi è piaciuta la forma. Ogni capitolo presenta un glossario e la mappa della zona trattata. Purtroppo, ho trovato pochi spunti e molte cose scontate.
Francesca Mannocchi, con il suo sguardo giornalistico limpido e partecipe, raccoglie in questo libro una serie di reportage e riflessioni nate dai suoi viaggi e dal suo lavoro nei contesti di guerra, migrazione e marginalità. Il volume attraversa frontiere geografiche e umane, raccontando vite che solitamente restano invisibili: persone in fuga, famiglie sospese tra due mondi, esistenze schiacciate dai confini politici ed economici.
L’autrice cerca di mostrare la realtà senza filtri, mettendo in discussione stereotipi e narrazioni occidentali sul “noi” e “gli altri”.
Punti di forza • Scrittura intensa e onesta: Mannocchi ha una voce che riesce a unire rigore giornalistico e sensibilità personale. • Testimonianze potenti: le storie raccolte colpiscono e costringono a guardare più a fondo. • Capacità di contestualizzare: il libro offre spunti utili per comprendere dinamiche geopolitiche complesse senza perdersi nel tecnicismo.
Criticità • Tono talvolta frammentato: alcuni capitoli sembrano più vicini ad articoli o appunti di campo che a un’opera costruita in modo organico. • Emotivamente intenso ma non sempre equilibrato: in alcuni passaggi la forte partecipazione dell’autrice tende a sovrastare la narrazione dei fatti.
Impressione generale
Lo sguardo oltre il confine è un libro importante e necessario per ampliare la propria visione del mondo, ma lo fa in modo non sempre uniforme. Lascia momenti di grande impatto emotivo alternati a parti più deboli, che ne riducono un po’ la forza complessiva. Resta comunque una testimonianza preziosa, capace di riportare umanità e profondità nelle discussioni su guerra, migrazione e identità.
A chi lo consiglierei • A chi apprezza il giornalismo narrativo e le voci che raccontano il mondo da prospettive meno convenzionali. • A chi vuole capire meglio cosa accade “oltre il confine” mediatico europeo. • A chi cerca letture impegnate ma accessibili, che invitano alla riflessione senza essere troppo tecniche.
Ho voluto leggere questo libro dedicato a un pubblico giovane, perché sento di essere molto ignorante soprattutto sulle condizioni e dinamiche dei paesi del medio-oriente. Attraverso una scrittura semplice ma diretta, la Mannocchi getta il seme per farci chiedere, conoscere, approfondire storie di paesi geograficamente lontani da noi, ma umanamente così vicini.