Il en va des civilisations et peuples comme des étoiles : ils naissent, s’épanouissent et disparaissent. Sumériens, Spartiates, Étrusques, Mochicas, Aksoumites, Mayas ou nomades mongols ont en commun d’avoir, durant plusieurs siècles ou quelques décennies, connu un mode de vie remarquable, développé des savoir-faire élaborés, brillé par leurs réalisations artistiques, leur culture, leur médecine ou leur connaissance des astres. Aztèques au funeste calendrier, Pascuans aux étranges Moai scrutant l’horizon, ou plus près de nous Tasmaniens et Héréros au tragique destin, Onas et Alakalufs de la Terre de Feu, cet atlas invite à une exploration poétique du monde, à une rencontre avec quelques unes des civilisations brillantes ou plus obscures, qui jalonnèrent l’Histoire.
Nei libri scolastici si studiano sempre le grandi civiltà del passato, senza però soffermarsi troppo sui motivi della loro caduta. Eccetto per l’Impero Romano. L’Impero Romano non può crollare in pace senza venire prima bullizzato nei testi scolastici di tutto il mondo. Ebbene, in questo atlante verranno esaminati non solo i popoli in testa ai libri di storia, come Sumeri, Egiziani, Greci, Maya ecc, ma anche popolazioni di cui si parla poco o addirittura sono solo una nota a margine. Popoli scomparsi come Khmer, Anasazi, Ghiliachi, Ona, Alakaluf, Ik e via discorrendo. Ebbene sì, adoro scoprire cose “nuove”. Ogni popolo ha un paio di pagine a disposizione, correlate con illustrazioni degli utensili rinvenuti e scorci d’infrastrutture. Nel complesso si è rivelata una lettura assai interessante, anche se avrei gradito qualche argomentazione in più. Non tanto per le popolazioni più conosciute, ma per quelle che meritano di avere un loro momento di ribalta e tramandare la loro storia ai posteri. E proprio per questo, ho apprezzato il commento finale in cui si ribadisce che tutt’oggi molte popolazioni rischiano di essere sterminate a causa del cambiamento climatico, della deforestazione e, ovviamente, del nostro egoismo. Sembra quasi una bufala, ma purtroppo è la triste realtà. I governi dovrebbero puntare a salvaguardare le minoranze etniche nel loro paese, invece di perseguitarle e isolarle. Ormai avremmo dovuto imparare dai nostri errori, ma di questo passo nessuno piangerà se l’umanità scomparirà del tutto. Anzi… Consigliato a tutti i curiosi e agli antropologhi in erba.
La chiamerei "breve introduzione ai popoli scomparsi". L'argomento e' infatti talmente vasto che bisognerebbe dedicarvi piu' di un paio di pagine, ma apprezzo comunque l'idea di riassumere in poco per dare un'idea generale e nel caso approfondire. Quello che non mi ha convinto piu' di tanto e' stato il mondo disgiunto in cui l'autore ha trattato la loro "scomparsa": per esempio, nel capitolo dedicato ai Nativi Americani non c'e' nessun riferimento alla loro struttura attuale o ai movimenti di sensibilizzazione, per alcuni popoli non si parla per niente di assimilazione. Molto apprezzata la nota finale dell'autore che riassume le ragioni delle "scomparse" e la situazione ad oggi di chi sono i popoli che rischiano di scomparire.