La verità sul terribile caso Orlandi è più dura di quanto si pensasse, ed era già da tempo sotto i nostri occhi.
La scomparsa di Emanuela Orlandi, quindicenne cittadina del Vaticano sequestrata nel giugno 1983, è uno dei misteri più oscuri e terribili nella storia d'Italia. Mentre la famiglia lotta da anni in cerca di una verità con cui fare i conti - anche solo di un corpo da seppellire - negli anni sono state seguite piste di ogni genere: dal terrorismo internazionale, con il coinvolgimento dell'attentatore di Giovanni Paolo II Alì Agca, a festini pedofili finiti male, dal legame con il crack del Banco Ambrosiano di Calvi alla Banda della Magliana. Per la maggior parte, ricostruzioni fantasiose, talvolta diffuse ad arte per confondere inquirenti e un'opinione pubblica già inquietata dai silenzi del Vaticano, da sospetti su alti prelati, da documenti dalle oscure allusioni, tombe vuote e sepolture inattese, un nastro che registra agghiaccianti torture sessuali. Questo libro vuole mettere la parola fine ai misteri del caso Orlandi, districando alla luce di testimonianze e documenti inediti una tela che negli anni si è fatta sempre più fitta. Come in una spy story, ma basandosi unicamente sulla realtà dei fatti, Maria Giovanna Maglie racconta torbidi segreti sullo sfondo della Guerra fredda, perversioni, ricatti e lotte di potere, lo zampino dei servizi tra insabbiamenti e depistaggi. E infine consegna al lettore una drammatica e clamorosa rivelazione su Emanuela. Come spesso accade, la verità era già da tempo sotto i nostri occhi.
Brutto, confusionario, ed anche ingannevole in quanto non racconta proprio niente di nuovo. Conoscevo la Maglie dai suoi reportage dall’Iraq e la sua “madre di tutte le note spese” ma come scrittrice la trovo veramente scarsa. Ci sono libri migliori per approfondire l’argomento, e cercare di capire cosa è successo a questa povera ragazza di cui mi ricordo benissimo i manifesti sparsi per tutta Roma. Da evitare.
Se avete mai visto una puntata dei Teletubbies, dove ti fanno vedere la stessa cosa almeno due volte uguale identica, avete un’idea di che cosa sia questo libro. Ripete le cose all’infinito. Sempre quelle. E poi sembra scritto come un flusso di coscienza, così come viene: si salta da un argomento all’altro, da un preciso periodo a un altro, senza un senso. Se non conoscessi già abbastanza bene il caso, non ci avrei capito nulla. Senza contare che qua siamo davanti a una vera fan di Giovanni Paolo II : lui non c’entra niente, lui non ha mai colpe lui voleva addirittura proteggere la famiglia Orlandi. Gli altri papi forse avevano colpe ma lui no sicuro. Fa quasi ridere se non fosse che fa venire il nervoso. E a un certo punto si insinua anche che forse Emanuela aveva più libertà di quello che la famiglia fa pubblicamente credere… che chissà in che giri potrebbe esserci cacciata… ci sono rimasta male. E per concludere un bel finale con soluzione totalmente inventata ma spacciata per praticamente ovvia. IO BOH.
Alcune parti del libro sono molto interessanti, in particolare ho apprezzato il penultimo capitolo. Certo la scrittura non è delle migliori in quanto molto spesso ci sono ripetizioni che vanno a rendere la lettura monotona. Spesso mi trovavo a chiedermi se avevo sbagliato pagina visto che avevo già letto le stesse cose. Ad ogni modo offre spunti interessanti anche se non capisco bene perché nel finale l'autrice faccia passare per vera la sua teoria quando per un libro intero si è detto come la fonte di questa teoria (il documento) non si sappia se sia vera o falsa. Alla fine la cosa non è stata minimamente dimostrata. Comunque do tre stelle in quanto alcuni punti mi sono interessati molto anche se non consiglierei il libro se non si conoscono già in parte le vicende. Meglio altri titoli, mentre questo è buono per avere aggiornamenti.
Libro interessante, specialmente per chi come me ha sempre sentito parlare dei questa triste storia, ma non ha mai approfondito l'argomento. Purtroppo la narrazione risulta a volte un po' pasticciata, con frequenti ripetizioni che non giovano alla comprensione di una vicenda già di per sé molto complicata. Alla fine non mi sembra che si arrivi ad una chiara soluzione, come vorrebbe fare credere il sottotitolo dal libro, ma suggerisce un'ipotesi plausibile, come tante altre. Ho dato 3 stelle perché si vede che è stato fatto un bel lavoro di approfondimento ma seppure il linguaggio sia scorrevole e renda la lettura appassionante, le continue ripetizioni e l'ordine sparso in cui vengono esposti gli argomenti, lo rendono piuttosto confusionario.
❤ Fine lettura ❤️ ⭐⭐⭐⭐⭐/5 È stato un libro molto interessante e leggendo mi ha rivelato alcuni punti che non sapevo. Mi sono sempre interessata del caso di Manuela Orlandi e vorrei sapere (come la sua famiglia) la verità, che per anni non ci è stata detta. Spero che in questo nuovo anno ci sia una svolta finalmente, soprattutto per la sua famiglia, che si è sempre battuta e non si è mai arresa per le tante porte chiuse che ci sono state. La famiglia Orlandi va solo ammirata e sostenuta. Un grazie particolare va a questa giornalista, che purtroppo non c'è più. Scritto veramente bene. Super consigliato. 😍 ❤ . . . Titolo: Addio Manuela Autore: Maria Giovanna Maglie Editore: Piemme Pubblicato: il 20 settembre 2022 Pagine: 208
Mi ero chiesta in che modo si poteva parlare del caso Orlandi in sole 200 pagine e dopo poco ho capito: gli argomenti sono trattati in maniera decisamente sbrigativa. Non è adatto a chi non conosce nulla della vicenda, ma nemmeno a chi non è del tutto ferrato sulle dinamiche interne dello Stato del Vaticano. Pagine su pagine di storia della banca del Vaticano assolutamente incomprensibili che ho rinunciato a leggere perché perdevo il filo di continuo, idem per l'ultimo capitolo.
Lettura scorrevole che ti cattura ad ogni pagina mostrandoti non solo tutti i passaggi della vicenda, ma anche i dietro le quinte ed i personaggi che si nascondono dietro le quinte di questo grande mistero. Tante piste vengono affrontate, tanti dettagli fatti affiorare ma nessuna conclusione chiara, anche se le poche parole espresse dai protagonisti fanno immaginare come si sia conclusa.
Non posso dare di meno ad un libro che comunque si imposta come obiettivo quello di tenere alta la memoria di questo caso, ma l’ho trovato scritto male. Tantissime ripetizioni (non citazioni, attenzione), tanto da farti pensare “ma ho sbagliato pagina? Ho già letto questo passaggio” più volte, come diceva anche un’altra recensione. Peccato, si poteva fare di più.
Il libro mi ha emozionato nelle sue pagine finali; nonostante lo abbia trovato noioso e ripetitivo in alcune parti, gli assegno 4 stelle per la tenacia e il coraggio dell’autrice di raccontare i presunti retroscena della fine di Emanuela Orlandi.
Interessante ma ripetitivo su alcuni punti. Certamente molto esplicativo della situazione generale nei rapporti banche-chiesa-criminalità. La teoria finale però risulta una delle tante, senza prove, se non il fatto di essere probabile, appunto come tante altre.
Il caso di Emanuela Orlandi mi ha sempre incuriosito e questo saggio offre spunti interessanti su una possibile risoluzione del puzzle. La giornalista, però, non é riuscita a gestire bene la narrazione ripetendo gli eventi cardine all'infinito e risultando confusionaria e pesante.