Binarismo e fluidità rischiano di collidere. Il mondo sarà di eguali, se saranno unici. Le nostre società continuano a basarsi sul dualismo uomo-donna. Una struttura che costituisce una barriera sociale per coloro che (transgender, transessuali, di genere non-binario...) desiderano cambiare, mescolare o identificarsi in più espressioni di genere. Nonostante i generi multipli, i pronomi e i bagni neutri, le denominazioni X e altre manifestazioni di degendering stiano diventando comuni, le categorie giuridiche e sociali dell'emancipazione sono ancora modellate sulla struttura binaria. Viviamo perciò una situazione paradossale: per identificare e combattere concretamente la disuguaglianza di genere, qualunque essa sia, abbiamo a disposizione solo quelle categorie - frutto anche delle lotte femministe per la parità all'interno di una struttura patriarcale di fatto non modificata - che oggi risultano però troppo riduttive per riconoscere le molte maschilità e femminilità possibili. I nuovi paradossi dell'identità: e se il genere non fosse più il modo efficace per rendere inclusiva la società? Se aspiriamo all'uguaglianza, dobbiamo desiderare un mondo dove si possa andare verso l'unicità.
Judith Lorber is Professor Emerita of Sociology and Women’s Studies at the CUNY Graduate Center and Brooklyn College of the City University of New York. She is a foundational theorist of social construction of gender difference.
" Il binarismo non solo persiste senza che ne venga evidenziata l'ubiquità, ma trova sostegno nelle abituali ricerche di genere, nell'attenzione posta sulle caratteristiche distintive delle donne e nella maschilità egemone."
Questo libro è interessante, forse uno di quelli che più mi hanno portato a tanta riflessione; premetto che ci sono argomenti su cui non sono pienamente d'accordo e altri su cui mi rendo conto di avere lacune, ma nonostante ciò l'ho trovato abbastanza specifico sul tema anche se non ancora abbastanza completo. Il testo racchiude uno studio su quanto la teoria di genere non frammenta - nella maggior parte dei casi - i ruoli e stereotipi di genere, ma anzi li rafforza.
Finalmente un libro femminista contrastante il politicamente corretto che maschera un persistente binarismo di genere e maschilismo, che dire: era ora!
Trovo che ci sia molta confusione sul tema, vi è un inneggiamento euforico del genere dimenticandosi le insidie che rappresenta come costrutto sociale e l'oppressione che porta. Il genere è il cavallo di battaglia del patriarcato, ma sembra che la maggior parte del femminismo - ossia quello liberale/transfemminista - cerchi di lottare contro il patriarcato ma non troppo. Sembra doveroso ( e in parte lo è ) sottostare alla soggettività di ognuno e viene additato con odio chi non è d'accordo nel concetto di identità di genere, non parlo da persona conservatrice che vuole riportare allo stato "Io Tarzan, tu Jane" ma come femminista preoccupata che questo sia solo l'ennesimo travestimento del caro e vecchio patriarcato. Vorrei tanto chiedere a chi sostiene questa teoria cosa intende per sentirsi "donna" o "uomo" e questo è sicuramente il fulcro della questione dove poi crolla il ponte che cerca di unire il femminismo e la teoria di genere.
"alla maggioranza delle persone transgender viene oggi concessa l'identità di genere che ciascuna di esse preferisce, con o senza chirurgia e con o senza assunzione di ormoni, purchè si adattino alle norme accettate in riferimento al comportamento di genere e alla presentazione di sè."
Ciò su cui sono rimasta perplessa di questo libro è la confusione che a volte fa tra il sesso (biologia) e il genere (costrutto sociale) e a volte definisce la sessualità "fluida", legata al genere e penso di dover approfondire ulteriormente questo ultimo punto poichè l'autrice non ci si è soffermata a sufficienza.
Degna di nota è l'estesa bibliografia, riporta accuratamente libri di cui cita concetti e sicuramente utili per poter approfondire le varie tematiche.
A lot has changed in the last 30 years, and in many ways queering gender has become a more common practice with non-gendered bathrooms, non-gendered pronouns, non-binary and intersex identities, and intersectional research. However, the gender binary persists strongly in the west with gender still being a legal institution, gendered division of labor, and gendered violence. How do these two conflicting forces interplay? Lorber provides a general overview of ways the gender binary has been fragmented and upheld in the last 30 years since their writing of The Gender Paradox.
The reading through this book can be a touch disjointed at times. Each chapter is broken in subsections which most of the time do not directly interrelate. Instead, they act as overviews into their particular subject matter such as birthing men or standpoint theory. The sections are small enough such that the quick switch in context is very manageable. They also allow for quick and easy rereading which can be helpful considering how quickly the book moves.
Overall, Lorber provides an informative and concise overview of the current state of research as well as a thoughtful analysis on how to move forward. If you are interested in gender research and want a good entry point, or you just want a quick refresher with some analysis, this could be a good book for you.
"The New Gender Paradox" is a thought-provoking read that challenges our perception of gender's role in society. Judith Lorber's insight into the connection between patriarchy and a binary gender system is intriguing. Discontinuing gender assignment could potentially disrupt patriarchal structures. However, gender also helps us find our identity and highlight underappreciated groups. Yet, it can lead to feelings of inadequacy when not conforming to assigned gender roles. The book delves into society's intricate relationship with gender and offers hope for a future beyond its constraints. As a trans individual, I relate to the struggle against gender norms and Lorber's observation about perpetuating gender inequality while conforming to conventional gender norms. The book encourages self-reflection, leaving me with more questions than answers, but these questions hold personal significance.
4.25 ⭐️ Un saggio breve e alla portata più o meno di tuttə che spiega sia in modo più teorico e statistico sia con esempi concreti come il binarismo di genere influisca sulla nostra società e sugli effetti e l'opportunità di un suo possibile smantellamento. Capitoli brevi e forse a tratti un po' ripetitivo (per un'esplicita scelta narrativa), ma secondo me nel complesso funziona tutto benissimo, dall'analisi femminista a quella queer, e soprattutto i capitoli finali con la conclusione, la riflessione finale, che tira le fila di tutti gli elementi esaminati ed equilibria una visione più drastica e radicale e una invece più di compromesso e graduale.
Un libro corto sobre los efectos que está teniendo en la actualidad el cuestionamiento del binarismo de género, tanto a efectos del feminismo como de la realidad trans. No entra en profundidad en los debates pero como repaso de algunas de las cuestiones más candentes funciona bien.
Lorber brilliantly explains the paradox of how - as a feminist, ally, or educated individual - we could be fighting the gender binary as well as upholding the gender binary.
Short, easy to read chapters detailing the pros and cons of fragmenting or continuing the gender binary, as well as an empathetic and realistic view of how each of us can make small steps in our lives to reach actual "gender" equality.