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Vite mie

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Amare non è sufficiente, bisogna sapere come si fa. Talvolta una vita non basta a impararlo per bene, oppure l'abilità coltivata negli anni si dissolve misteriosamente e non rimane altro che un senso di inadeguatezza e di nostalgia. Serve più di una vita, a Claudio Prizio, per poter sentire che sta davvero ricominciando da capo. Gli serve, anzitutto, cercare sé stesso negli altri. Claudio chiede riparo, come ha sempre fatto, alla famiglia, ma anche gli equilibri domestici si stanno ormai modificando. La sua è una famiglia particolare e al tempo stesso normalissima, che custodisce grandi dolori, legami insoliti e momenti di autentica felicità. Tutti devono trovare la forza di lasciar andare il passato: la sua compagna Agata, i suoi quattro figli - due dei quali ormai adulti - e soprattutto lui.

Claudio cerca sé stesso in casa, ma anche nella sua città: Roma è così prodiga di incontri che finisce per stordirlo in un vortice di coincidenze. Da qualche tempo, infatti, Claudio non fa che ravvisare somiglianze tra sé e le persone in cui si imbatte: un guidatore distratto che quasi lo investe al semaforo, un rocker attempato, un agente immobiliare, una donna che si è rifugiata in campagna. I suoi simili sono specchi, ma anziché aiutarlo a comprendere la propria identità, sembrano avvilupparlo in un gioco di riflessi senza scampo.

Come si fa a passare oltre preservando la memoria, ma senza diventarne schiavi? Roma, che tutto custodisce e a niente pare far caso, è una maestra in quest'arte, e suggerirà a Claudio lo stratagemma - l'ultima illusione, forse - per liberare sé stesso e coloro che ama.

Vite mie è una impetuosa esplorazione esistenziale spinta avanti da domande brucianti: cosa vuol dire amare a un certo punto della vita, e quando la vita ha già colpito duro? Come si fa a non dare per scontati i nostri legami e renderli invece speciali, unici e duraturi?

Un romanzo pervaso di riflessioni sull'amore, sulla famiglia, sul nostro rapporto con il tempo che passa. Un libro emozionante e commovente che con una scrittura ipnotica, nitida, plastica, prova a raccontarci qualcosa di essenziale che sempre ci sfugge.

280 pages, Kindle Edition

Published October 11, 2022

3 people are currently reading
104 people want to read

About the author

Yari Selvetella

15 books13 followers
Yari Selvetella è uno scrittore e giornalista italiano. Nel 1994 vince il premio Grinzane Cavour per la giovane critica promosso da La Repubblica. Esordisce con libri di argomento musicale. Suoi la prima biografia di Rino Gaetano (Bastogi, 2001) e un saggio su La scena ska italiana (Il levare che porta via la testa) (Arcana, 2003).

Si è a lungo occupato di storia della criminalità romana, tema di cui è considerato uno dei maggiori esperti grazie a Roma Criminale (scritto con Cristiano Armati) del 2005, prima opera di non-fiction a ripercorrere un secolo di cronaca nera della capitale, e ai successivi Banditi, Criminali e Fuorilegge di Roma e Roma, l’impero del crimine , che anticipava il tema della diffusione delle mafie a Roma.

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Nood-Lesse.
428 reviews328 followers
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December 17, 2022
Lessi un romanzo di Selvetella che si intitolava “Le regole degli amanti” e mi piacque molto.
Un mio contatto aggiunge alla sua libreria “Vite mie”. Decido di acquistarlo al buio, senza documentarmi.
Si è tolleranti con autori già letti e apprezzati. Quella che segue è la cronologia della (in)tolleranza

-Occorre aver superato i quaranta per apprezzare questo libro, un tempo mi sarebbe sembrato un libro per vecchi, ora mi sembra un libro che ha fotografato lo scorrere del tempo qualche ora dopo il mio passaggio

-La presentazione dei personaggi è finita, la prosa è fluida ma completamente priva di tensione, per quanto quella descritta sia una famiglia allargata, è priva di frizioni, conflitti, non desta interesse, non è abbastanza romanzesca. Andiamo avanti.

-E’ un libro marcatamente romano, di una Roma meno nota maneggiata con disinvoltura ma comprensibile solo a chi vi abita. Una Roma tutt’altro che cinematografica.

-Meta letteratura o letteratura a metà?

-Meno poesia più ironia, meno serietà più ilarità. Ti sei preso sul serio (sarà l’età). Forse sarebbe arrivato il momento lo facessi anch’io.

I miei appunti sono sempre meno concilianti, il passaggio all’intolleranza è sancito da:
Non riesco più a prestare attenzione, la maggior parte del tempo lo passo a veder sfilare le parole come fossero figuranti di una rappresentazione a cui sono stato costretto a partecipare. Il libro è pieno di Roma, ma è la Roma di qualcun altro, è il libro di qualcun altro.

Credo che sia stata la totale mancanza di immedesimazione ad indispettirmi, a causa di essa ho iniziato a notare solo i difetti e mi son parsi marchiani. Troppi elenchi, troppe descrizioni, troppi palazzi: Pagine Bianche, Gialle e Tuttocittà in un unico volume (servizi che oggi Google svolge freddamente e efficacemente da solo) in sottofondo in un loop continuo Unchained Melody (*1), tant’è che ho creduto per lunghi tratti che l’io narrante si sarebbe rivelato egli stesso un fantasma.
I lettori non necessariamente vogliono immedesimarsi in ciò che leggono e poi c’è il fatto che ciò che è medesimo a me è probabile non lo sia a te. Sono stato in difficoltà a scrivere cosa pensassi sinceramente del libro dopo aver letto:
“Quello che scrivo un giorno, non lo ritrovo il mattino dopo. E allora ricomincio. In questo consistono il mio vizio e la mia sfida: fare e rifare, scrivere meglio, in modo più sintetico ed esaustivo…”

Il mio commento è stato scritto in tre quarti d’ora, il libro deve esser stato frutto di lunghe giornate di gestazione e revisione. Che ne sa un lettore del processo creativo? Io di sicuro niente, dunque prendete il mio commento per quello che è: un punto di vista; leggete il libro e maturate il vostro.


(*1)
https://www.youtube.com/watch?v=MhAE3...
Profile Image for Fraaasa.
111 reviews5 followers
November 3, 2022
Quattro figli, nessuno dei quali ha gli stessi genitori dell'altro, due adulti e "il caso" di vivere in una casa in via del Colosseo. Avrei letto questo libro anche se per 250 pagine avesse parlato soltanto della storia di questa famiglia originale, composita e compatta.
E invece Selvetella scava nella psicologia del protagonista e ne tira fuori un libro profondo, onesto e schietto, che lavora sulle emozioni senza rallentare né farsi strappalacrime e insieme porta avanti la storia fino a un finale quasi geniale.
Non un libro esente da qualche difettuccio (come l'insistenza sugli oggetti di G. da disperdere o lo scivolamento fuori scena dei figli nell'ultima parte), ma così ricco di spunti da avermi fatto piegare più angoli delle pagine di quanti io abbia mai fatto.
Profile Image for Memy.
23 reviews
January 10, 2023
Un libro che andrebbe letto quando si raggiunge la mezza età per comprendere a fondo determinate emozioni che sono step di cresciuta. Tolto questo consiglio, è un libro dolce, caldo che arriva al cuore.
Profile Image for Giovanna Tomai.
407 reviews5 followers
November 12, 2022
[Deve trattarsi di qualcuno che, come me, forse ha capito che cos’è il presente, ma comunque riesce, a differenza mia, anche ad avere fiducia nel futuro e quindi, proprio per questo, ad amare.

Ecco, dunque, la sua conclusione: conoscere il presente e credere al futuro dev’essere quel che si chiama amore.]

Yari Selvetella ha scritto un romanzo magnifico, di non-trama, più che commovente.
Straziante.
Romanzo senza alcuna retorica, che avviluppa e contorce le budella.
Un uomo che mi ha ricordato il protagonista del Libro dell'inquietudine, Bernardo Soares, alterego di F. Pessoa, nel suo essere remissivo alla vita ma super affascinante nelle alte elucubrazioni.
Romanzo maturo e scritto benissimo.
Profile Image for Lydia Ferraris.
356 reviews4 followers
November 12, 2022
Uscito da qualche settimana per Mondadori, Vite mie è l’ultimo romanzo di Yari Selvetella pubblicato. Nella storia del nostro blog abbiamo già parlato di questo autore, con il suo Le stanze dell’addio Qui. Torniamo a parlare in queste pagine di vita e famiglia.
L’autore si fa voce narrante e protagonista del racconto, chiamandosi con il nome di Claudio. Claudio racconta come riflettendoci ha la sensazione di aver smesso di amare, di non essere più in grado, di andare avanti nella vita in casa per equilibri precostituiti. Ci racconta della grande famiglia allargata che vive sotto lo stesso tetto: abbiamo Carlo e Tiziano, il primo dottorando di astrofisica, il secondo studente universitario di cinema, entrambi figli di G., la prima moglie di Claudio. G. è morta circa dieci anni prima per una leucemia, lasciando un grande vuoto nella vita di tutti. Nella casa poi vive Nico, il figlio che G. e Claudio hanno avuto assieme, Agata, la nuova moglie di Claudio e Micol, la loro figlioletta.

Così i rapporti che normalmente verrebbero considerati staccati, qui vengono tenuti assieme da un collante affettivo che va a smussare i contorni predefiniti di famiglia. Agata è diventata madre e consigliera di tutti, Claudio è un padre anche per i più grandi. Leggiamo le centinaia di sfumature della vita di Claudio: il lavoro alla radio, le preoccupazioni per i figli, le aspettative sul futuro dei più grandi, che prima o poi andranno via di casa, per cercare il loro posto nel mondo, le abitudini, la sigaretta serale con Agata, e tante altre cose.

In questa costellazione di persone, momenti, Claudio cerca se stesso e si ritrova nel volto del passante sotto casa con un foulard, nei tratti dell’automobilista che per poco lo investiva, nell’inquilino della casa che è andato a visitare, nell’aspetto dell’agente immobiliare che vorrebbe vendergli casa. A fare da sfondo una città, Roma, che conserva e dimentica, nel suo disordine, nella sua magnificenza.

A farla da protagonisti in questo romanzo sono i sentimenti e l’amore, amore che si esprime nella volontà di vivere il dolore della perdita per G., restituirle qualcosa, un viaggio, una mappatura di oggetti e luoghi, per ricordarla anche se non c’è più.

Vite mie diventa un romanzo che ha molto dell’autobiografia e che diventa traccia e ricordo di amore, credo sia un atto bellissimo da regalare ai propri figli: un romanzo che parli di loro e a loro, che se anche il tempo dovesse cancellare, avrebbe risposto alla volontà dell’autore.

Voglio portare con me la mia famiglia, voglio parole per raccontare l’amore che abbiamo costruito insieme.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 250
Prezzo: 18,50€
Voto: 7/10
Profile Image for Jessica.
294 reviews15 followers
November 21, 2022
"Yari Selvetella con Vite mie, racconta la ricerca di se stessi nel mondo, dentro se stessi, nel proprio amore, quello che non giudichiamo mai, perché sembra esser giusto il modo in cui lo usiamo con gli altri, ma è così? Sappiamo amare bene?
Nel suo ultimo libro Yari Selvetella si muove in una dimensione familiare, ampia; un contesto di vite racchiuse in una casa che immagino senza muri eppur poco luminosa, luogo da dove partono spessi fili attaccati alle vite di ogni suo abitante per contenerlo, tenerlo stretto, non lasciarlo andare.
Una Roma di luci e ombre, di luoghi conosciuti, teatro della vita di una famiglia numerosa e allargata, quella di Claudio, che spezzando e ricucendo la sua esistenza dopo un grande lutto, cerca il collante perfetto giorno dopo giorno, affinché tutto resti insieme, in modo che quel che sembra normale, resti tale.
Eppure per quanto Claudio cerchi di vivere quella vita con Agata e i loro quattro fra bambini e ragazzi, c’è qualcosa che lo avviluppa a sé, un richiamo a ciò che è stato, a ciò che poteva essere e allora comincia a vedersi riflesso negli altri, come se certi incontri fossero specchi pronti a rimandargli una nuova o vecchia immagine di sé. Somiglianze, pezzi di se stesso sparsi per Roma, per gli appartamenti che decide di vedere nello slancio di voler cambiare casa o vita o, magari, trovare quella che si è perso da qualche parte, in un tempo ormai sfuocato.
Vite mie sembra essere una ricerca continua di qualcosa che non si conosce; un modo di recidere quei fili, di darsi o trovare pace. A volte questo romanzo confonde, tende a mischiare. Gli eventi sono così tanti, il tempo pare stringersi, il fiato mancare, la mente opporsi. La ricerca del modo giusto di amare è così stressante? [...]"
Per leggere la nostra recensione completa, andate sul seguente link: https://bookshuntersblog.com/2022/11/...
Profile Image for Elvio Mac.
1,023 reviews22 followers
January 8, 2024
Claudio Prizio, vive con la sua famiglia allargata, costituita da figli e figli acquisiti, parenti non parenti, riuscendo a creare un clima di condivisione e convivenza placida. Il suo amore nei confronti degli altri non è in discussione, ma lo è per lui, visto che vorrebbe dare di più. Questa ricerca, di amare come vorrebbe, lo porta ad un'analisi personale profonda. Si sente inadeguato, anche a causa del suo ricordo struggente per la ex compagna morta che non riesce a lasciare andare. Nelle sue passeggiate per Roma, evoca ricordi e situazioni che lo aiuteranno a comprendere cosa vuole realmente e cosa dovrà fare. Il libro è ispirato a esperienze personali e familiari, un tentativo ambizioso di assimilare i fatti dell'autore a quelli di altri, tanto che Claudio vede lungo il suo percorso alcuni sosia, ma quello che lui vede nella somiglianza fisica in realtà non c'è. È la comunanza nel dolore che rende la somiglianza.
Aleggia una profondità vera nelle parole dell'autore, sa esprimersi benissimo, alcuni passaggi mi hanno davvero colpito per lucidità e chiarezza. È come se si conoscesse benissimo: "Mentre programmo il futuro il passato mi spolpa e mi addolora, mentre desidero mi vergogno, mentre mi consolo ho paura, mentre sento che il pericolo è trascorso, allora il pericolo mi divora. E questo sarebbe amore? Questo inghippo tra terrore e sopportazione, questo timore organizzato, questa sensazione di non essere compreso da nessuno e men che mai da me stesso, questa impressione di non riuscire a dare il giusto".
Ho trovato invece meno efficaci le descrizioni di Roma e quello che non riguarda la sfera personale.
143 reviews
December 19, 2022
Questo libro è la storia di un uomo e della sua famiglia sgangherata e bellissima: quattro figli con genitori diversi, un lutto alle spalle e un amore tra le mani. È una bella storia, perché racconta di come per superare un dolore grande a volte si debba solo sopravvivere, in attesa del momento giusto per lasciarlo andare, e di come la bellezza resista al male. L'atmosfera a tratti è sognante e paradossale: il protagonista frantuma il dolore in tanti pezzi, li riconosce nei passanti, accumula fantasmi fino a quando poi, finalmente, è pronto per chiuderli da qualche parte e continuare la sua vita fuori. Onora i suoi mostri, però: ci scrive storie, dà loro voce, solo non si fa dettare la vita da un passato che può essere zavorra, ma anche àncora con un filo lunghissimo: evita di perdersi, ma lascia liberi di esplorare.
I primi due capitoli di questo libro mi hanno coinvolta ed emozionato al punto tale che ho pensato che mi avrebbe spezzato in due. Purtroppo poi ha perso un po' di quella tensione emotiva e di quella introspezione profonda, o forse solo ha perso la presa che aveva su di me, esasperando alcuni concetti e lasciando passare sullo sfondo proprio quella famiglia che avrebbe dovuto avere più spazio, a mio parere, avrei voluto saperne di più. Ma se c'è una cosa che si percepisce dalle prime righe è che la scrittura di questo libro è un procedimento di resa e affronto al dolore, è curativa, e probabilmente, in fondo, poteva essere scritto solo così.
Profile Image for Cristiana Facchini.
219 reviews3 followers
May 26, 2025
Romanzo di autofiction o autobiografico, flusso di coscienza...
a dire il vero catalogare questo libro mi riesce difficile, soprattutto per il finale,
che ovviamente non dirò, perchè mette davvero in discussione tutto il precedente
letto.

Lo stile di Selvetella è molto elegante, forbito, ti trascina dentro
alla trama, ti porta in giro per Roma e non ti molla un secondo.
Ti fa commuovere, ti stordisce, ti emoziona, senza banalità
e senza eccessi.
Intrecciare così abilmente vicende personali e descrizioni di angoli
della città eterna non è facile senza scadere nella didascalia
da sceneggiatura dell'ennesima fiction.

Quello che Selvetella riesce a fare è pura narrazione:
ed è un vero piacere leggerlo.
E la sua cifra stilistica lo rende assolutamente originale
nel panorama italiano.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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