Torino. Il buio della notte fa spazio al chiarore dell’alba, che timidamente ravviva i colori dell’elegante palazzo al numero 7 di via Armando Diaz. A quell’ora la strada è ancora silenziosa. Finché, attraverso le finestre, non arriva il suono struggente di un sassofono, che turba la quotidianità degli inquilini. O quasi. La musica, infatti, non ha svegliato la bella Gemma, abituata ormai a notti insonni, che si tormenta da ore chiedendosi dove sia Marcello, suo marito, che non è ancora rientrato. Anche il suo vicino di casa, Nevio, solleva le palpebre stanche e guarda il giovane vicino a lui con una tristezza profonda e ingiustificata. Almeno non è solo come Egle, già pronta per la sua corsa mattutina, l’unico modo per togliersi dalla testa un amore non corrisposto. Solo il figlio di Gemma, Tommaso, dorme profondamente, troppo stanco dopo una notte trascorsa girovagando a vuoto. Eppure quelle note stanno per cambiare la sua vita. Perché a suonare è un vagabondo, che vive per strada con la sola compagnia della sua cagnetta e della custodia del suo sax. Ma dietro il volto emaciato e la capigliatura incolta, c’è un uomo che ha conosciuto il dolore e forse nella musica ha trovato la via per la redenzione. Sarà lui, giorno dopo giorno, a far riscoprire a chi vive nel palazzo la bellezza delle piccole cose, come il profumo degli oleandri che circondano l’edificio. Antonella Frontani torna con un nuovo romanzo che tocca i cuori. Una storia di riscatto e speranza che invita a guardare la vita senza dare per scontato il suo splendore. Una storia che insegna a non fermarsi alle prime impressioni. Perché solo con il dialogo si creano ponti e si abbattono pregiudizi, ritrovando così la felicità.
Il percorso è breve, un piano, ma diventa interminabile se fatto in silenzio. È così, tra vicini e, soprattutto, tra generazioni. *** È l'imprenditore illuminato che affronta le difficoltà come il capitano di un veliero quando naviga in un mare in tempesta: non lascia mai il timone, non perde mai il controllo, né le speranze. *** "Sono una creatura immatura che non sa sbocciare". Che modo aggraziato di darsi del cretino, sorride Gemma. *** L'apparenza che ci veste può essere un abito con paillette, il resto è invisibile a chiunque. *** È sorprendente come la sordità dell'anima si ripercuota sull'udito rendendoci stanze vuote e insonorizzate, bunker irraggiungibili. *** Anche il dolore a volte non si assomiglia e non concede riparo. Ognuno soffre da solo e a modo suo. *** L'isolamento è la condizione in cui viene meno ogni desiderio. Si cancella la speranza di incontrare l'altro, dunque, l'intuizione di infinito. L'isolamento più doloroso, spesso, si prova proprio restando tra la folla. La solitudine, invece, è una condizione dell'anima che rappresenta un' apertura continua ... È il bisogno di infinito, condizione necessaria per aprirsi agli altri. A volte, abbiamo bisogno di stare da soli per capire e tornare ad abbracciare il mondo. *** Ai suoi occhi appare bellissima questa ragazza che conosce bene, di cui stima l'intelligenza e la forza di volontà. Un vero soldato nella trincea della vita, ma così fragile nel villaggio degli umani. *** La felicità è sempre un attimo fugace dall'intensità insopportabile. A volte, bisogna condividerla per non soccombere al suo impeto. *** A cosa serve essere colti se si resta arroccati nel proprio feudo, lontani da tutti, incapaci di conoscere e sentire nel contempo? Sordi, dunque soli. Presuntuosi, dunque fragili. *** Il silenzio può essere interminabile se viene riempito di significati. Non hanno bisogno di parole ora, ma di gesti. *** A volte la vita è bella senza preavviso. Così, semplicemente. *** UBI ORDO DEFICIT NULLA VIRTUS SUFFICIT. Dove manca l'ordine, nessuna virtù è sufficiente.
Vite che si intrecciano, punti di vista e pensieri differenti allo stesso problema. Libro che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo, quando finalmente si scopre la storia di Batman