Se l’amore rende ciechi, esiste un modo per vedere l’altro per come è davvero, fin da subito? Aurora ha una tesi: se nella sua ultima relazione, iniziata alla perfezione, le cose sono finite malissimo, allora la prossima volta, cominciando malissimo, tutto andrà alla perfezione. Non è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, soprattutto se ci si mette di mezzo l’innamoramento che, si sa, rende ciechi. Meglio partire con il piede sbagliato, quindi, per capire fin da subito chi è davvero la persona che si ha davanti ed evitare brutte sorprese, come le è successo con Michelangelo. Dopo due anni di vuoto sentimentale, Aurora incontra Falco e, di fronte alla forte attrazione che entrambi provano e che è impossibile da ignorare, scatta in lei un meccanismo di difesa. Gli propone così di firmare un contratto in cui i due accettano di cominciare male la relazione, di dare il peggio di sé, e solo alla fine, se riusciranno a sopportarsi e a piacersi nonostante tutto, potranno concedersi un vero primo appuntamento romantico. Ci arriveranno oppure la loro storia finirà prima ancora di cominciare? La teoria di Aurora verrà confermata oppure malamente smentita? Dopo “Non ti ho chiamato amore, ma ti ho pensato tale”, Dario Matassa torna con una storia d’amore decisamente poco convenzionale, raccontata con il suo stile inconfondibile.
comincio col dire che stimo molto Dario, lo seguo da tempo e lo apprezzo, infatti sono arrivata a comprare questo libro con molto entusiasmo. La trama mi intrigava ed ero curiosa di come si sarebbe svolta la vicenda. con molto dispiacere devo ammettere che questo libro non ha in alcun modo rispettato le mie aspettative, sono rimasta alquanto delusa. lo stile di Dario, che solitamente apprezzo, in questo romanzo mi è risultato pesante e inutile. Troppe ripetizioni, troppi dettagli inutili al fine di raccontare la storia che senza questi giochi di parole e descrizioni si sarebbe benissimo potuta raccontare in un racconto di poche pagine, anziché in un romanzo intero. la conclusione è stata una non-conclusione dal mio punto di vista. mi spiace dario
l’ho amato dal profondo del mio cuore. Seguo Dario da sempre e quando ho letto la trama ho capito che dovevo leggerlo. La leggerezza dell’amore che Dario descrive mi ha fatto emozionare. Aurora e Falco conoscendosi partendo dal peggio sono riusciti ad amarsi in maniera più semplice. In senso lato, sono riusciti a connettersi (cosa che ad oggi non succede tanto facilmente).
E siamo al secondo libro del nostro (ma di chi?) carissimo Dario. L'ho mangiato, divorato, buttato giù tutto insieme perché scollarsi da queste pagine è stata dura. La trama è tanto originale, cosa non così tanto scontata visto che ormai i libri parlano sempre delle stesse cose. Un patto strambo, in questo caso efficace, una vita complessa che parla di una realtà che sembra quasi surreale, ma che ahimè è più reale di quanto si possa sperare. Bravo Dario, continua così, io continuerò a leggerti con entusiasmo.