Ritornare tra i vivi dal sepolcro non è cosa da poco; rimanerci e sopravvivere ad oltre trecento anni di grande letteratura è cosa rara e preziosa. È questo il destino del Vampiro, che non conosce oblio sin dalla sua comparsa nelle tradizioni popolari più antiche.
Pur mantenendo integra la propria identità e i caratteri distintivi infernali, ha saputo adattarsi ai tempi presenti, modellandosi tra le varie culture e correnti letterarie e artistiche, evolvendosi al pari della società che ne narrava le sciagure. E viaggiando nel Tempo e nel Mondo tra diverse sensibilità, in questo volume proviamo a scoprire come il demone si sia adattato alla letteratura latinoamericana, e come da essa sia stato assorbito e plasmato.
Sebbene nella letteratura del Sud-America sia possibile riscontrare la presenza di queste creature sin dalla fine del diciottesimo secolo, è solo dalla seconda metà dell’Ottocento che la sua presenza comincia a farsi ingombrante, per trovare infine grande spazio nel periodo modernista, in cui l’ombra si trova spesso a spogliarsi delle canoniche maschere infernali per adattarsi a ben più spaventosi caratteri umani, plasmando i tratti tipicamente soprannaturali come metafora delle perversioni e pulsioni più tragiche della contemporaneità.
Così i vampiri che incontreremo in questa breve antologia saranno i più diversi, poiché l’intenzione principale degli autori pare non tanto quella ripetere il mito del mostro, quanto piuttosto di esplorarlo, adattarlo; meglio ancora, l’intuizione profonda è di smettere di scandagliare oscuri castelli e villaggi sperduti, non scavare nella terra, bensì nell’animo umano, in cerca della bestia, nelle perversioni dell’uomo-mostro e nella società che lo morde al collo per corromperlo.
Ci allontaneremo – col progredire dei racconti della raccolta – dalla visione più “rassicurante” dei primi, in cui il vampiro apparirà riconoscibile nel suo più scintillante abito usuale, addentrandoci in un’esplorazione che ci porterà a doverlo distinguere tra pieghe più celate, turbandoci, poiché la sua sete di sangue non pare placarsi neppure se privato delle abituali e rassicuranti fattezze, per domandarci se il Vampiro sia effettivamente tanto distante da ciò che ci accade intorno.
Sorprende forse che il vampiro meno canonico, celato dietro la metafora, sia tanto tragicamente somigliante alla realtà, folle e crudele? L’inganno che si dipana con il progredire dei racconti è che egli non sia altro da noi, minando fino a far crollare la sicurezza data dal fatto che fossero differenti nature a distinguerci.
Il confine con il soprannaturale pare allora assottigliarsi e confondersi, corrompersi, poiché a terrorizzarci con i caratteri del Vampiro è la natura perversa dell’uomo, e tali vampiri-umani si rivelano assai più terribili poiché la loro forza non è soprannaturale, la loro malvagità non è instillata dal diavolo; la follia, il crimine, la disperazione sono cosa ben più spaventosa.
Ci allontaniamo dalla tradizione dunque, ma ci avviciniamo forse all’archetipo, alla vera essenza del mostro: la sua natura, umana.
3,5⭐ Altra bella raccolta offertaci dai tipi di ABeditore, che dopo i classici stereotipi di donne-vampiro e creature fredde come il marmo su cui il cinema in particolar modo ha attinto a piene mani per i suoi più o meno capolavori, riserva l'exploit però solo in dirittura d'arrivo. Tra racconti sconclusionati (Il vampiro di Horacio Quiroga, perdonami ma: eh? Il potenziale lo avevi!) ed altri seppur ben scritti ma poco hanno a che fare con l'argomento non fossero conditi dai sempreverdi cliché, troviamo i presenti che andiamo a premiare:
Bianco e rosso di Bernardo Couto Castillo🥇 Le vampire di Clemente Palma🥈 Il vampiro di Rubén Valenti🥉
Letteralmente divorati e amati dalla prima all'ultima parola! Testi come questi sono nettare per gli animali notturni... o sangue fresco, a dir si voglia. Primo e secondo classificato valgono l'intera antologia e meritano di finire nella scatola dei ricordi più neri e sublimi di ogni buon lettore.
Su avanti, ditelo. “Le opere di ABEditore sono delle piccole opere d’arte.” Grazie, ora che ci siamo tolti la solita frase di repertorio veniamo al libro in sé. Resurgir è una antologia a tema vampirismo riguardante la produzione degli autori dell’America Latina. Siamo così abituati ad associare la figura moderna del vampiro alla narrativa europea che molte novelle di primordine provenienti da altre parti del mondo ci passano sotto il naso senza fermarsi a salutare. Il che è un vero peccato. È stato quindi interessante vedere come siano stati elaborati questi racconti, anche se vi ho trovato una certa ripetitività nei vari elementi. Gente che viene prosciugata male causando lo scompiglio generale, donna vista sia come santa che come demonio, uomo di chiesa o di medicina che prova a porre rimedio, e poi il protagonista che o se ne va tranquillo per la sua strada o finisce male. Insomma, più o meno come contenuti siamo lì. Ho apprezzato Un altro caso di vampirismo, Thanathopia e Le vampire, ma anche La vergine di cera e Il vampiro avevano un loro perché. Le altre novelle sono comunque piacevoli, ma come precisato prima ci sono diversi cliché che non mi hanno appagata del tutto. Nel complesso è un’opera che consiglio a tutti gli appassionati.
Un'interessante raccolta di racconti sudamericani a tema vampiresco, scritti tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Curatissima la veste grafica, come in tutti i libri di Abeditore. I racconti non sono eccelsi e probabilmente li dimenticherò rapidamente, purtroppo. I migliori sono "Le vampire" di Clemente Palma, sensualissimo, che mette in scena il desiderio e il piacere femminile, cosa senz'altro rara all'epoca; e "Bianco e rosso" di Bernardo Couto Castillo (che a quanto si dice è stato scritto dall'autore a 13 anni?!), anche questo sensuale e orrorifico, di sicuro mi suona strano che possa averlo scritto un ragazzino perché presuppone una maturità ben maggiore.
A volte ci sono libri che appaiono più belli di ciò che sono e probabilmente "Resurgir" è uno di questi.
Innanzitutto però vorrei dividere il libro in due parti: una fisica, l'oggetto, ed una di contenuto, le storie.
L'oggetto è meraviglioso, l'edizione è curata, splendida nelle illustrazioni, nella sua copertina, in tutta una serie di dettagli che lo rendono, secondo me, un libro, un paperback per l'esattezza, che non se la crede troppo e che ogni amante della letteratura horror vorrebbe e forse dovrebbe avere.
Si, ho detto che appare più bello di ciò che è in realtà, ma fatemi spiegare meglio. Resurgir è una raccolta di racconti di vari autori sudamericani nati e vissuti nel 19XX secolo. Da un punto di vista storico, dell'evoluzione del racconto dell'orrore, questo libro è a dir poco meraviglioso con storie che descrivono molto bene l'epoca in cui sono ambientati, permettendo al lettore di sbirciare e riempirsi i polmoni di leggende, superstizioni e del modo in cui, nell'800, veniva concepito l'orrore.
Però, perché c'è un però, mentre due racconti specifici, che non dirò per non influenzare eventuali futuri lettori, mi sono molto piaciuti per stile e trama, gli altri sono risultati, ai miei occhi, un po' troppo fiacchi, ingenui e a volte affrettati nello sviluppo della trama, soprattutto nei finali, tagliando quindi parti che avrebbero, magari, dato maggiore vigore alla storia. Anche perché, senza voler mancare di rispetto a nessuno, il più delle volte si tratta di trame\strutture\idee già lette e scritte, meglio, in altri romanzi\racconti del passato.
Ho apprezzato invece tantissimo l'aver inserito, prima di ogni racconto, una breve biografia dell'autore così da introdurci e conoscere in poche righe gli scrittori.
Quindi tirando le somme questo è un libro che magari non vi farà saltare dalla sedia ma che vi trasporterà in un'epoca che fu, insegnando anche un po' di cosine e che, sicuramente, farà bella figura nella vostra libreria.
Luce volutamente soffusa per questi due libri, divorati in un pomeriggio, editi dai magnifici ragazzi di Abeditore. . Mi vorrei soffermare un po' sulla grafica e sull'impaginazione che questa casa editrice cura fino a creare queste "piccole" meraviglie. . Per me loro sono una garanzia, nella scelta delle illustrazioni, della carta, nell'editing e in tutto il lavoro che c'è dietro alla pubblicazione di un libro, primo tra tutti quello dei traduttori e dei revisori.
𝐑𝐞𝐬𝐮𝐫𝐠𝐢𝐫. 𝐕𝐚𝐦𝐩𝐢𝐫𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐬𝐮𝐝𝐚𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐢 . Questa è stata una piacevole novità. Insieme di racconti tradotta da Federica Marsili, che ci porta nel mondo della letteratura sudamericana, con nove racconti brevi di autori che provengono per l'appunto dal Sud America, che trattano di vampiri e che fino a metà dell'Ottocento non hanno avuto molto spazio. Forse perché in questi racconti è il lato umano del vampiro che emerge, sotto a cui viene mascherato quello prettamente diabolico. Tra leggende, discese e cadute, le tre sezioni in cui è diviso il libretto, autori e traduttrice vi catapultano in un mondo vario, che non è fatto di castelli e di rovine, ma di villaggi e case comuni, di taverne e di luoghi che si frequentano abitualmente. Ciò che emerge è il lato psicologico del vampirismo e, come scritto poco sopra, il lato umano, legato alle passioni, alla corruzione della carne e a tutta una serie di emozioni che si impadroniscono del lettore e lo rapiscono. . Grazie per queste due meraviglie. Sono bellissime, come tutto il catalogo di questa casa editrice.
Immagine del profilo di gothic_booklover Resurgir - Vampirismi Sudamericani, Abeditore
“Ritornare tra i vivi dal sepolcro non è cosa da poco; rimanerci e sopravvivere ad oltre trecento anni di grande letteratura è cosa rara e preziosa. È questo il destino del Vampiro, che non conosce oblio sin dalla sua comparsa nelle tradizioni popolari più antiche.”
Si apre così questo volume e come dar torto a questa affermazione; la figura del vampiro è mutata e si è evoluta insieme alla società, dalle storie popolari alle dalle classiche storie di vampiri nei loro oscuri castelli isolati fino all’inserimento di questa figura all’interno della quotidianità, si è adattata rimodernizzandosi e assumendo fattezze umane comparendo in situazioni meno circoscritte. Questo è quello che accade anche in ambito Sudamericano, sebbene queste storie abbiano radici antiche ( le prime tracce si hanno dalla fine XVIII secolo ) solo nella seconda metà dell’Ottocento la figura del vampiro sarà ripresa e riadattata, trasformandosi da mostro a pretesto per scavare nell’animo umano e indagarne l’oscurità e le perversioni. Più o meno riconoscibile, il vampiro diventa specchiò della società moderna, metafora di un messaggio;
Uomini che prosciugano le amate dal deperimento fino alla morte, donne che desiderano ardentemente un figlio al costo di compiere empie azioni, donne o uomini che colti dalla passione più sfrenata degenerano nel sadismo e nelle perversioni più violente, oppure ancora follia, estasi o disperazione. Il vampiro è corruzione, lo è sempre stato;
Di seguito i racconti contenuti in questa raccolta, tutti con una doppia chiave di lettura;
𝕷𝖆 𝖛𝖊𝖗𝖌𝖎𝖓𝖊 𝖉𝖎 𝕮𝖊𝖗𝖆, di Abraham Valdelomar (1910)
𝕿𝖗𝖎𝖘𝖙𝖆𝖓 𝕮𝖆𝖙𝖆𝖑𝖊𝖙𝖙𝖔, di Julio Calcano (1892)
𝖀𝖓 𝖆𝖑𝖙𝖗𝖔 𝖈𝖆𝖘𝖔 𝖉𝖎 𝖁𝖆𝖒𝖕𝖎𝖗𝖎𝖘𝖒𝖔, di Alfonso Hernandez Catà (1907)
𝕲𝖆𝖘𝖕𝖆𝖗 𝕭𝖑𝖔𝖓𝖉ì𝖓, di Juan Montalvo (1858)
𝕿𝖍𝖆𝖓𝖆𝖙𝖍𝖔𝖕𝖎𝖆, di Rubèn Darìo (1893)
𝕷𝖊 𝖁𝖆𝖒𝖕𝖎𝖗𝖊, di Clemente Palma (1906)
𝕴𝖑 𝖁𝖆𝖒𝖕𝖎𝖗𝖔 di Horacio Quiroga (1907)
𝕭𝖎𝖆𝖓𝖈𝖔 𝖊 𝕽𝖔𝖘𝖘𝖔 di Bernardo Couto Castillo (1893)
𝕴𝖑 𝖁𝖆𝖒𝖕𝖎𝖗𝖔, di Rubèn Valenti (1903)
Leggere questo volume, come qualsiasi altro di abeditore è sempre un viaggio mistico, una discesa infernale nell’oscurità e nella perdizione. Ho adorato le atmosfere di questi racconti, seppur non classiche forse ancora più orrorifiche e molto attuali, uno sguardo nell’abisso per scorgere il mostro che perfido si insinua e risiede dentro ogni animo umano.
#1 pag.17 (primo racconto) "UN RE..." "Sempre racconti sui re!" "Sono splendidi e generosi, i re. Trionfa sui loro capi l'oro cesellato, e di pietre d'Africa risplendono i loro troni. Sono costoro a rendere magnifiche le nostre narrazioni. Posseggono donne, gioielli e schiavi. Favorite dal Cairo e letti in marmo rosa. Comprano le ballate ai trovatori e le massime più profonde ai filosofi; l'onore dei gentiluomini, la discrezione delle dame e la preziosa condiscendenza dei cavalieri. Parliamo dei re! Capaci di rendere splendide le nostre storie e infondere sfarzo ai nostri pensieri. Parliamo dell'oro e dei re!" #2 pag. 127 (racconto "Bianco e rosso") La mia immaginazione era incapace di starsene quieta; sconclusionata, insaziabile, era sempre in cerca di novità: furono capricci amorosi... senz'amore, passioni che fingevo di provare, la cui cerca fiammella cercavo inutilmente di alimentare. La freddezza del mio cuore era evidente; non provavo affetto per niente e nessuno; mi esibivo, facevo finta di amare alla follia, nel tentativo di sentire, anch'io, anche un solo alito di quel soffio divino che tanto felici ha reso i grandi appassionati... Ma non riuscivo a sentire alcunché. #3 (introduzione) Sorprende forse che il Vampiro meno canonico, celato dietro la metafora, sia tanto tragicamente somigliante alla realtà, folle e crudele? L'inganno che si dipana con il progredire dei racconti è che egli non sia altro da noi, minando fino a far crollare la sicurezza data dal fatto che fossero differenti nature a distinguerci. Il confine con il soprannaturale pare allora assottigliarsi e confondersi, corrompersi, poiché a terrorizzarci con i caratteri del Vampiro è la natura perversa dell'uomo, e tali vampiri-umani si rivelano assai più terribili poiché la loro forza non è soprannaturale, la loro malvagità non è instillata dal diavolo; la follia, il crimine, la disperazione sono cosa ben più spaventosa. Ci allontaniamo dalla tradizione dunque, ma ci avviciniamo forse all'archetipo, alla vera essenza del mostro: la sua natura, umana. #4 pag. 89 (racconto "Le vampire")
Per il #girodilibriinlibrihorror ho viaggiato per il Sud America!
Messico, Venezuela, Nicaragua, Uruguay, Perù, Ecuador sono i paesi di provenienza degli autori di questi racconti: piccoli tasselli che si aggiungono al mosaico della ricchissima letteratura latinoamericana.
La figura del vampiro, mutata nel corso del tempo, dalle novelle e credenze popolari al mondo "moderno", si trova nelle taverne, case diroccate e villaggi. Prima di ogni racconto, l'autore di turno viene presentato in una breve introduzione, cosa che ho apprezzato molto, non conoscendone nessuno.
(piccolo fun fact della serie "casualità tra libro e vita vera": in vacanza ho visitato Palma Di Maiorca e ho casualmente trovato la statua dedicata ad uno degli autori presenti nella raccolta, il nicaguaregno Ruben Dario, autore presente nella raccolta di questi racconti e che non conoscevo)
"Resurgir", in breve, è un piccolo excursus sulla figura letteraria del vampiro nel Sud America. Ma il suo grande pregio è la cura dell'edizione: graficamente è un gioiellino, con immagini evocative, una copertina che nasconde un segreto, quel tocco in più che rende fa spiccare ancor più il suo contenuto.
Sfogliando queste pagine in tranquillità mi sono resa conto di quanto questa raccolta sia esteticamente molto più bella di quanto pensavo: i dettagli, la carta, le illustrazioni, i font utilizzati... È tutto talmente curato che l'esperienza di lettura ne ha sensibilmente giovato! I libri di ABEditore sono entrati tutti in wishlist.
A parte la veste grafica, devo dire che questo libro mi ha piacevolmente sorpresa. Ho apprezzato molto il fatto che la figura del vampiro, man mano che si prosegue nella lettura, venga spogliata sempre più dei tipici elementi soprannaturali e venga adattata ai caratteri umani che possiamo ritrovare nella nostra quotidianità. Dopo i primi racconti, che onestamente mi hanno lasciata un po' indifferente (quanti cliché!), possiamo infatti concludere con "Le vampire", "Bianco e rosso" e "Il vampiro" (Valenti) che sono secondo me i più meritevoli e valgono da soli tutta la raccolta.
una raccolta molto variegata e piacevole, che introduce al lettore diversi tipi di vampiro letterario, che si discostano totalmente dal classico succhiasangue elegante, composto e sensuale che siamo abituate a leggere!
essendo una raccolta, presenta diversi alti e bassi, racconti più e meno gradevoli, dunque dare una valutazione oggettiva e inflessibile risulta complicato. bene o male ho apprezzato tutti i racconti, ma ho adorato in particolar modo:
•'Un Altro Caso di Vampirismo' •'Le Vampire' •'Il Vampiro'
menzione speciale per 'Thanathopia' e 'Bianco e Rosso', che ho apprezzato per alcune delle tematiche trattate, che non toccano la sfera del vampirismo!
sull'edizione, poi, c'è poco da dire: spettacolare, curata nei minimi dettagli e piena di illustrazioni da urlo!
consigliato, soprattutto a chi ama queste creature della notte così terribilmente affascinanti! 🦇
Una raccolta di racconti sicuramente particolare, alcuni di questi racconti però non mi hanno entusiasmata più di tanto quindi non mi sento di dare 5 stelle piene.
In ogni caso è stato molto interessante vedere come è stata interpretata la figura del vampiro da un punto di vista diverso da quello più diffuso, anche se pure dall'altra parte del mondo ci sono i cliché. Tra i vari racconti "Le vampire" è sicuramente quello che mi è piaciuto di più.
Ho apprezzato molto la scelta di inserire una brevissima introduzione sugli autori all'inizio di ogni racconto così da permettere a chi legge di saperne un pochino di più.
Un'antologia breve ma piena di suggestioni e racconti capaci di dare incubi e brividi al lettore. Il terrore è effetto del dubbio instillato in ognuno dei racconti: siamo di fronte a un vero vampiro o il mostro in verità ha forma umana? Nelle novelle, alcune piuttosto inquietanti, infatti le creature della notte assumono le forme di fidanzate troppo presenti, di morbose anime senza pace, di psicopatici, di criminali, di coppie male assortite vinte da passioni oscure e malate... Insomma, più mostri dell'anima che denti aguzzi. Una lettura breve e veloce ma che lascia il segno!
ABeditore non delude mai: letture studiate ed inusuali, edizioni splendide, c'è davvero tanto studio dietro ogni aspetto dei volumi pubblicati. Gli autori presentati sono stati delle scoperte davvero interessanti, in particolare Bernardo Couto Castillo il cui racconto è una spanna sopra tutti gli altri, per stile narrativo e per lo sviluppo della breve trama. Complimenti a Federica Marsili per la traduzione❤️
È un libro che si legge tutto d'un fiato, mi sarei aspettata però qualcosa di "nuovo" in fatto di vampiri e sicuramente più a tema. Il libro viene presentato come una raccolta di racconti su questo soggetto, ma di fatto ne ho trovato ben poco tra le pagine. Ad ogni modo l'ho trovato molto scorrevole e interessante
Il libro già si presenta benissimo visivamente, con quella "doppia" copertina a sorpresa, con una illustrazione che rapisce sia per la sorta di l'effetto ottico che crea, sia per lo stacco di colori scelto per valorizzarla. I due buchi sul collo della donzella che sono davvero ritagliati nella carta? Un'idea semplice ma che finisce per essere un dettaglio stupendo. Ho adorato.
Inutile dire che anche gli interni sono ricchi di disegni e dettagli grafici. Le illustrazioni trasmettono appieno l'angoscia, la follia, l'agonia, il senso del gotico. Lo so, con tutti i libri di questa casa editrice che ho e che ho letto dovrei essermi abituata ormai a questa impostazione, eppure vi giuro ogni volta resto incantata e sorpresa dalla cura con la quale si è pensato a rendere il libro interessante sia dal punto di vista estetico che da quello letterario.
Parlando di quest'ultimo e quindi degli scritti, il testo ci propone una leggenda e poi due sezioni di racconti: - "discesa", che ne contiene cinque; - "caduta", che invece ne presenta tre.
Nonostante sia lampante e chiarissimo che la raccolta abbia come argomento cardine i vampiri, ci si sorprende nel leggerla perché la selezione di racconti non si è fossilizzata solamente sulla versione "classica" di queste figure. Il lettore si trova a conoscere ed esplorare diverse versioni di vampirismo: in senso lato, classico, letterale, originale; autori e storie sono ricercati ed è sempre bello poter scoprire opere nuove o "di nicchia", poco popolari, specialmente su un tema molto comune nella letteratura horror e gotica, così trattato e ampio che si finisce quasi per credere che non ci siano più incognite a riguardo, che sia tutto già stato visto.
Il mio racconto preferito è stato "Le vampire", di Clemente Palma (autore a me completamente sconosciuto prima di questa lettura). Ha un qualcosa di subdolo che mi ha attratta molto, perché si capiva (e non solo dal titolo) quale fosse la causa di tutti i problemi elencati nella storia; eppure quando si è venuti al dunque, la sorpresa non è mancata. Ha anche veicolato un certo tipo di messaggio sottinteso, per come la vedo io.
non il migliore della serie ma comunque una valida aggiunta a Draculea. È sempre interessante vedere come si evolvono le figure del fantastico nel mondo
Piacevolissima lettura. Questo piccolo libro offre storie brevi, molte delle quali ben costruite, frutto della fantasia di autori minori dell'area geografica che il titolo espone. Autori che altrimenti non cadrebbero sotto l'attenzione del lettore e che trovano in quest'opera uno spazio degno, con tanto di paginetta informativa a livello biografico. Molto bella poi la creazione editoriale, dalla copertina all'interno, con raffigurazioni suggestive e da brivido. Veramente un piccolo gioiello per gli amanti del genere "vampiri e dintorni...."