Nelle oscure profondità del gigantesco Cratere che domina lo sperduto paese di Anerbe, si combatte la battaglia senza fine per il predominio della luce che salva il mondo sull'oscurità che tutto inghiotte. A intrecciare i fili di questa trama antichissima, personaggi distanti nel tempo e nello spazio. Ai giorni nostri, il commissario Verne tenta di riscattare la sua ingloriosa carriera indagando sull'affascinante Rina Monforte e sull'amante di lei, leader di una setta esoterica che vuole combattere i "figli del buio". E proprio nel buio di un monastero isolato da tutto e tutti, quarant'anni prima, cresce un orfano che, grazie agli insegnamenti alchemici del suo maestro gesuita, impara a trasformarsi in angelo vendicatore. Alla fine degli anni Cinquanta due bambine, le sorelle Klun, muoiono in un tragico incidente e sembra che si siano reincarnate in due gemelle dalle inquietanti capacità soprannaturali. Storie apparentemente senza legami che sono in realtà unite in un intreccio forsennato di vite e destini, ultimo atto di una vicenda che Manlio Castagna ci restituisce con il ritmo serrato di un montaggio cinematografico e l'intensità della sua scrittura.
Il nuovo romanzo di Manlio Castagna ci proietta in un mondo in bilico tra luce e tenebre, tra quello che conosciamo e l’ignoto, passando dall’horror, al fantasy fino al thriller. Due storie ambientate in epoche diverse, dagli anni ’50 ad oggi, prendono vita da un fatto incredibile: la nascita delle gemelle Klun, Gloria e Felicita, dopo la morte straziante di Gorizia e Fiorenza, le prime figlie di Dora e Augusto. Ma Augusto da tempo sente la presenza delle sue prime bambine, le percepisce, le agogna e, quando vede le gemelle, capisce dentro di sé che Gorizia e Fiorenza sono tornate. Nel frattempo ai nostri giorni Attila Mesmeri Tribolati, scrittore dal passato misterioso, incontra Rina Monforte dando vita al Sodalizio, una sorta di setta esoterica al seguito della Venerabile che lo sta chiamando nel Cratere, ad Anerbe, cittadina desolata dove aleggia l’oscurità. Ed infine Irin, abbandonato alla nascita e raccolto da Padre Garino che lo aiuta a scoprire il suo enorme potere da utilizzare per il bene del mondo. Tutto si unirà e darà vita alla battaglia tra il bene e il male, quel confine labile che Irin si troverà ad affrontare per riportare equilibrio sulla Terra. La storia, molto complessa e stratificata, prende vita pian piano incastrano pezzi del puzzle fino a svelare il quadro completo. E Castagna lo fa magistralmente, senza sbavature né rallentamenti, mi ha tenuta incollata ad ogni passaggio, facendomi empatizzare con lo sfortunato Irin e con la storia atavica della reincarnazione delle gemelle Klun. E Castagna lo fa magistralmente, senza sbavature né rallentamenti, mi ha tenuta incollata ad ogni passaggio, facendomi empatizzare con lo sfortunato Irin e con la storia atavica della reincarnazione delle gemelle Klun. Perfette le descrizioni ambientali che interagiscono “visceralmente” con i personaggi così come l’aspetto psicologico di questi ultimi. Sono rimasta colpita dalle due madri presenti nel testo: Dora e Rina, entrambe alle prese con scelte estreme che, da madre anche io, mi hanno fatto riflettere profondamente. Un romanzo che affascina, inquieta, pone domande e ci illumina sulla possibilità di altri mondi ed altre vite. "La voglia violacea è nello stesso punto dove Gorizia aveva la cicatrice...Gorizia, amore di papà, sei tornata"
Questo è uno splendido thriller con delle sfumature horror, scritto in maniera impeccabile, con tutti i sacri crismi messi al loro posto. Devo dire che non ho mai letto nulla di Castagna ma sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo primo titolo: per me è stato un ottimo inizio! La storia è ambientata nel paesino di Anerbe, dove nelle profondità del Cratere si combatte la guerra fra bene e male attraverso personaggi di ieri e di oggi. Nel tempo attuale il commissario Verne indaga su Rita Monforte e sul suo amante, leader di una setta esoterica. Quarant'anni indietro un orfano viene cresciuto da un monaco che lo trasforma in un angelo vendicatore. Nel 1957 due sorelle vengono travolte e uccise da un'auto pirata. Il romanzo è ben costruito, è evidente il grande lavoro di progettazione che c'è dietro. La narrazione è impreziosita da citazioni della Bibbia, e scorre via, pagina dopo pagina senza che ci si accorga di essere arrivati alla fine. Bellissimo!
Era dai tempi di Addie Larue che non prendevo una fregatura del genere,ma almeno quello l’avevo pagato 2€ in ebook. Questo a prezzo pieno l’ho preso,mannaggia a me.
La premessa era interessante: reincarnazione,sette e rituali esoterici, tutto sullo sfondo di un paesino grigio e morente, soffocato dalla miniera di amianto poco distante (che poi l’amianto non fa tantissima strada nell’aria,ma vabbè,tanto non si capiva quanto cacchio fosse distante ‘sta miniera) Purtroppo però la narrazione viene sviluppata attraverso parecchi punti di vista,alcuni dei quali poco utili come Erika,della quale sappiamo che amava i Linkin Park e che era un’adolescente arrabbiata,ma nulla di più, o risolti in maniera brusca come l’ispettore che ha l’unico scopo di mostrarci qualche scorcio della discesa nel fanatismo di Rina e far commenti sinceramente WTF su tutte le donne che incontra. Per non parlare del lato esoterico…non è che se ci infili tre parole ebraiche e qualche riferimento a caso alla cabala allora è un thriller esoterico. Del finale poi non parliamo,che sennò divento volgare.
Lati positivi sono invece lo stile,che è molto scorrevole , e il ritmo della storia che ti tiene incollato alle pagine con capitoli brevi che ti lasciano con la curiosità di sapere come va avanti.
Questo romanzo, è un mix di generi, un dark fantasy che trasuda di orrore, una saga familiare diversa dal solito, dove l'oscurità predomina sulla luce, dove l'eterna lotta tra il bene e il male sconfina nelle viscere del cratere di Anerbe.
Li si intrecciano le storie, apparentemente diverse, di varie persone, vicende che si snodano attraverso archi temporali diversi, dagli anni cinquanta agli anni settanta, fino ad arrivare ai giorni nostri, tutte collegate tra loro da un filo invisibile che lega i loro destini di vita e morte con il più nobile dei sentimenti... L'amore
Sì perché questo libro, intreccia tre storie, ed ognuna di esse ha come base di fondo l'amore per qualcuno...
Quello di un padre per le sue figlie.
Quello di una donna, che sacrifica tutto per un uomo a capo di una setta.
Quello di un orfano, per l'uomo che lo ha cresciuto.
Ma questo sentimento è ostacolato da forze oscure, da antiche maledizioni, da streghe, da una setta esoterica, ma soprattutto dalle reincarnazioni e dalla potente dualità che da sempre contraddistingue i gemelli.
Le gemelle klun, regine indiscusse di questo gotico horror, portano con sé echi di lontane maledizioni, due facce della stessa medaglia ma con tratti ben distinti, seppur entrambe sono anime oscure, in una di loro il Male è più radicato, a tal punto da essere venerata come portatrice di luce.
Altri personaggi chiave di questo horror sono Attila ed Irin, anche loro uniti da un destino fatto di luce e tenebre...
Una trama fittissima, ricca di eventi, che mette radici nell'occultismo e nell'esoterismo, con tantissimi accenni alla bibbia.
Una scrittura ricercata e molto dettagliata che trascina il lettore in un atmosfera cupa e mefistofelica.
Un viaggio ombroso che vi porterà spesso a domandarvi fino a cosa si è disposti a sacrificare per raggiungere l'illusione di un qualcosa di più grande di noi.
Non leggevo da tanto un romanzo così, sono rimasta affascinata dal linguaggio, dall'atmosfera, ma allo stesso tempo è mancata la scintilla, seppur abbia provato varie emozioni nel corso della lettura, come rabbia, sgomento, terrore, l'effetto wow è un po' mancato, è un buon libro, scritto magistralmente, curato nei minimi particolari, scorrevole, è per questo mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti del genere, a chi ama le emozioni forti condite da una buona dose di puro orrore ed anche da tanto dolore.
La scrittura di Manlio Castagna riesce ad avvolgerti in un aura di grande magnetismo, sicuramente recupererò altro di questo autore!
Una scrittura ricercata quella di Manlio Castagna, che in questo libro ci fa entrare in un altro mondo. Quanto la mente umana può condizionarci? Seguiamo per tutto il libro diverse linee temporali e diverse storie tra presente e passato, un tipo di narrazione che ho apprezzato molto. All'inizio può sembrare confusionario, proseguendo con la lettura tutto diventa sempre più chiaro. Seguiamo la storia delle sorelle Klun, quella di Attila e Rina (che è quella che mi ha stupito di più) ed infine quella di Irin. Proprio quest'ultima è la più complessa, non si capisce bene in che parte temporale e collocata, aggiunge alla storia quel tocco di magia che non ci si aspettava. Devo ammettere che ho avuto qualche difficoltà nelle prime 100 pagine; perché non capivo come storie così diverse e lontane nel tempo potessero collegarsi tra loro. Più si va avanti più ci si affeziona ai personaggi; ero sempre curiosa di continuare ed infatti mi sono letteralmente mangiata questo libro in poco tempo. Cosa succederà quando un singolo elemento collegherà tutte queste storie insieme? Questa oserei dire è la parte migliore del libro, pur conoscendo bene tutte le linee temporali con i suoi personaggi unici e strampalati tra di loro, ci troveremo a mettere in dubbio tutto quello che sapevamo. Solamente andando avanti con la lettura avremo le risposte alle mille domande che l'autore ci crea. Con questo libro sono uscita dalla mia comfort zone appassionandomi a questo thriller con note horror ricco di colpi di scena. Una storia che tiene incollati alle pagine senza risultare pesante. Se state cercando una storia diversa dal solito con intrighi particolari e sette segrete, allora sono sicura che questo libro possa fare per voi. Un thriller costruito benissimo che non lascia nulla al caso, leggerò sicuramente altro di questo autore. Invito anche voi ad uscire dalla comfort zone scoprendo nuovi libri che vi lasceranno soddisfatti.
Quando ho comprato questo libro mi aspettavo una storia horror sulla reincarnazione di due sorelle. Ma questo è solo l’inizio di una trama molto più complessa che copre sessanta anni di storia.
L’autore salta continuamente tra diversi linee temporali: nel 1949 con la morte delle sorelle Klun, poi a diversi anni dopo con Irin, un orfano con poteri particolari, e infine nel 2017 con una donna e il suo amante capo di una setta.
Cosa accomuna questi personaggi? Beh il viaggio per scoprirlo è lungo, a tratti tortuoso, ho faticato inizialmente ad ingranare nella storia per questo.
Poi, però, andando avanti con la lettura si capisce di come proprio questa tecnica sia idonea allo scopo dell’autore, ovvero creare un intreccio narrativo che porti tutti i nodi al pettine solo nelle ultime cento pagine.
La cura del testo è eccezionale, Manlio Castagna ha fatto una ricerca meticolosa riguardante i temi trattati e si nota, il linguaggio e i ragionamenti sono coerenti in ogni personaggio. L’incredibile magnetismo di Attila, il capo della setta, la freddezza di Gloria Klun, la grettezza dell’animo di Rita, amante di Attila.
La scrittura non è semplice ma è evocativa, quasi poetica, enfatizza i sentimenti. I capitoli sono perlopiù molto corti e questo è sicuramente un punto a favore.
Un lavoro sublime che, a tratti però, ho trovato, a mio modestissimo parere, un po’ pesante. Soprattutto per quanto riguarda il tema religioso, le citazioni bibliche e l’esoterismo in generale.
Una lettura non leggera, molto intensa, ci sono parti inquietanti e alcuni colpi di scena ben piazzati che invogliano il lettore a proseguire. Non sono presenti parti troppo macabre, il tema centrale è altro, ovvero l’eterna lotta tra il buio e la luce..
Se perciò cercate un libro discretamente complesso, con una trama tutta da scoprire lungo il percorso, un finale ricco di ribaltamenti inaspettati, questo è sicuramente il libro che fa per voi.
Voi avevate mai letto un thriller esoterico? Io no, nemmeno sapevo esistesse. Grazie Oscar Vault per questa opportunità e per la copia del libro, e grazie a Manlio Castagna per averlo scritto.
La reincarnazione delle sorelle Klun è una storia narrata nel tempo. Anzi, no, sono tre storie narrate in tempi diversi. Quella delle piccole Klun negli anni cinquanta, quella di Rina, Attila e il commissario Verne ai giorni nostri e quella di Irin, collocata appositamente in un tempo imprecisato. Ognuna di queste è completamente diversa, ma, allo stesso tempo, ognuna di queste è uguale all’altra. Sembra quasi un ossimoro, è vero, eppure vi assicuro che sto dicendo la verità.
"L’aria è opaca sulla valle. Tendaggi di foschia ricoprono il Monte delle Benne. Ha smesso di piovere da poco, ma nel cielo sembra che una miriade di gocce sia rimasta aggrappata a pareti invisibili. La strada che conduce ad Acerbe è spalmata della solita melma. Non venire ad Anerbe se vuoi continuare a respirare.”
La vita dei coniugi Klun cambia tragicamente dopo la morte delle figlie Gorizia e Fiorenza, ma non quella delle due bambine. È infatti anni dopo, quando Dora partorisce due gemelle, che iniziano ad accadere strane coincidenze: è l’immaginazione di Augusto o le sue figlie sono tornate in altri corpi? Credere nella reincarnazione non è certo un processo da nulla, ma fin quando si può negare l’evidenza?
La vita di Rina, invece, cambia quando conosce il carismatico Attila Mesmeri Tribolati, scrittore eccentrico che ritrova in lei qualcuno che già conosce. In una vita passata, dice. Anzi, in tutte. E Rina gli crede perché sente le stesse cose anche se ancora non ricorda.
E poi c’è Irin, la cui collocazione temporale non ci è dato saperla subito, cresciuto da padre Garino e Abadessa, allergico al sole, con sei dita per mano e un dono straordinario. Far del male o del bene con le sue capacità sarà solo una sua scelta.
Il thriller di Manlio Castagna è prolisso, lungo. Si prende più di cinquecento pagine di tempo per introdurre le vite che andremo a esplorare, facendoci assaporare ogni angolo della loro esistenza, facendoci ascoltare ogni loro voce interiore. È per questo che durante la lettura si provano emozioni quasi in contrasto l’una con l’altra. Si ha paura, come i genitori delle gemelle reincarnate. Si ha speranza, come Irin. Ci si ritrova ad imprecare contro Attila e Rina. Ma sapete qual è la cosa più bella? Che per metà del libro, nonostante la conoscenza dei personaggi, non ci si capisce un bel niente. Se dividessimo in due il racconto, sembrerebbero tre storie completamente differenti che non hanno niente in comune l’una con l’altra, almeno finché ad un certo punto non vediamo intrecciarsi le loro esistenze. Come un puzzle da mille pezzi difficile da mettere insieme inizialmente, ma che poi d’un tratto trova da solo la via per incastrare ogni tassello.
Un’altra caratteristica del racconto è che è totalmente inaspettato e ricco di colpi di scena. Non si può stare tranquilli sul destino di nessuno, la linea tra bene e male, come in ogni storia, è sottile e nessuno è davvero mai salvo. Mi sono chiesta il perché del titolo, prima di leggerlo, visto che è un grande spoiler, ma sapete? Quello è solo l’inizio. O, se voglio essere proprio precisa, non è nemmeno quello, questa storia ha inizio agli inizi del tempo. Molto prima di Gorizia e Fiorenza.
Non è un thriller canonico e sinceramente anche la parola “esoterico” non gli rende giustizia. È una storia di culti, a volte di magia, di religione e stregoneria tutte fuse insieme. Se cercate un racconto alla Agatha Christie, lasciate perdere. Se siete pronti ad avere larghe vedute su un thriller speciale, allora fa al caso vostro. Ho trovato la scrittura di Manlio giusta per questo tipo di racconto. Una scrittura che ci sa accompagnare attraverso gli anni, con dialoghi sempre azzeccati e credibili. Le espressioni sono diverse in base all’anno in cui ci spostiamo, più moderne nel 2017, molto meno negli anni 50, ma senza pomposità artificiali. Si vede chiaramente che questo libro è stato scritto in parecchio tempo, studiato nei minimi particolari e sviscerato all’inverosimile.
Quello che ho provato leggendo La reincarnazione delle sorelle Klun è stata una profonda inquietudine. Lungi da me fare dei paragoni così grossi, ma mi ha ricordato molto alcuni racconti di Lovecraft quanto a sensazioni di disagio e terrore. Una paura più che altro lontana di un qualcosa che speri non ti succeda mai, ritrovandoti a pensare “cosa farei io?”, o più in dettaglio “cosa farei se le mie figlie sembrassero ricordare di vite passate?”. Probabilmente, come i Klun, finirei per credere nella reincarnazione.
“Quello che ignoriamo può colpirci in ogni momento, perché non riconosciamo le sue forme, i suoi suoni, i suoi temperamenti. Siamo privi di difesa di fronte allo sconosciuto.”
Consiglio questo libro agli amanti del brivido, a chi non si impressiona nel sentir parlare di argomenti delicati come reincarnazione, stregoneria e sette, e a chi cerca un mattone da divorare capitolo dopo capitolo. A proposito, questi sono molto brevi ed è un pregio da non sottovalutare.
Nell'ultimo, avvincente romanzo di Manlio Castagna, la parola (mi si consenta di allinearmi al profluvio di citazioni bibliche che aprono gli oltre cento capitoli), si fa carne. Più volte, e non solo: si fa amianto, si fa tenebra (ora pesante come piombo, ora eterea chiave per l'invisibilità); si fa libri e pistole, bricchi di latte e grembiulini, ascesi mistica e corporeità estrema. Il paratesto, con la splendida copertina di Will Staehle, il titolo rosso su fondo nero, la sinossi e gli hashtag scelti da Oscar Vault, sembra collocare il volume entro i confini del thriller-horror a sfondo esoterico, ma sarebbe un errore volerne limitare la portata, quando il testo stesso fornisce tutti gli elementi per viaggiare nel tempo, lungo un sofferto albero genealogico, e nello spazio, da e verso Anerbe, paesino che dona o nega la vita a seconda dello schieramento di cui si fa parte. Luce e ombra, bene e male, il bianco e il nero su una scacchiera che tuttavia confonde, perché in fondo ogni giocatore è convinto di muovere i pezzi d'avorio. Il nero però è evidente a tutti: "Non venire ad Anerbe se vuoi continuare a respirare", avvertono i residenti sempre più sparuti, via via scacciati (quando non spacciati) a causa della grossa amiantifera scavata nella montagna. A-nerbe, o An-erbe, alfa privativo che spegne la vita, che si tratti di vigore umano o di linfa vegetale. Per altro Anerbe in tedesco significa anche "unico erede", tema cardine del libro che si rifrange in mille deviazioni per poi tornare a ricomporsi in modo inatteso. È dunque in questo plumbeo paesino che la storia ha inizio, nel 1949, ed è sempre qui che si conclude, all'inizio del 2018, dopo un percorso labirintico perfettamente orchestrato che non vi tolgo il piacere di esplorare. E il piacere deriva innanzitutto dal lavoro preparatorio che ha consentito all'autore di creare una struttura talmente solida da essere incastonata nella cava d'amianto, alla quale riconduce infine ogni diramazione. La reincarnazione delle sorelle Klun ha un po' il gusto del miglior Dan Brown, ma senza i pesanti limiti della produzione browniana nel suo complesso, ovvero la costante trasposizione di un framework sempre uguale a se stesso e l'abuso dei cliffhanger (che per altro spesso si annullano proprio per via del ritorno dell'identico). Castagna costruisce un'impalcatura inedita, di portata molto più ampia rispetto al suo solito, ma è comunque in grado di mantenerne costantemente il controllo, guidando il lettore da un capitolo all'altro con richiami, citazioni e anche con gli stessi cliffhanger, che tuttavia sono dosati ad hoc per incalzare senza frustrare. Parimenti, il personaggio di Irin, cresciuto da un frate gesuita e affetto da una malattia che gli impedisce di esporsi al sole, potrebbe ricordare in apparenza il monaco albino Silas del Codice Da Vinci, protegé del vescovo Aringarosa dell'Opus Dei; se però Silas diveniva motore diegetico in virtù della sua cieca, monolitica obbedienza, Irin è invece un personaggio a tutto tondo, al tempo stesso trascendente e inesorabilmente avviluppato dalle vicende, che affronterà con piena coscienza. E le sorelle eponime? Non temete, avrete loro notizie dalla prima all'ultima pagina... e quando giungerete all'attesa conclusione, vi verrà voglia di ripartire dall'inizio. E perché no? In fondo sarete già senza fiato, pronti per Anerbe. PS: gli omaggi vanno dal dottor Mabuse a Walter White. Cosa si può volere di più?
Da una parte quindi abbiamo una classica indagine di polizia, con il nostro bel cadavere di turno. Ma l'indagine corre parallela ad un filone senza tempo che tramite salti temporali ci racconta storie apparentemente slegate, che finiranno per incontrarsi nel modo più perfetto possibile. Streghe, reincarnazione, omicidi e sette improbabili. Ecco come posso riassumervi in poche parole cosa troverete dentro questo libro.
Questo romanzo mi ha regalato una nuova definizione di cringe.
Fuffa esoterica spalmata su un canovaccio da sceneggiato di Canale5, per la regia di René Ferretti. Di originale poco o niente (mai sentito parlare di Shining? Hereditary?). In una parola: nope. Ma proprio: NOPE.
PS. Ho trovato che il personaggio del commissario fosse di un sessismo aberrante, e lo dice una che di solito il sessismo aberrante se lo lascia scivolare addosso come l'acqua...
Un thriller esoterico che mi ha piacevolmente colpito! La narrazione avviene su 2 linee temporali (a partire dagli anni 50 e ai giorni nostri). Sono 3 storie che sembrano apparentemente slegate, ma che in realtà sono fortemente intrecciate.
Credo proprio che recupererò altri libri di Manlio Castagna!
É il primo thriller originale che leggo in tanti anni e mi é piaciuto tanto da non riuscire a staccarmi dalle sue pagine. Sapiente, ben costruito e con uno stile prezioso intriso di simbologia. Non vedo l'ora di leggerne altri!
Un commissario che indaga su una morte sospetta. Uno scrittore carismatico che sembra saper accentrare su di se una grande attenzione. Un uomo misterioso e dall'aspetto poco comune cresciuto nel buio di un monastero gesuita. Una coppia di sorelle morte tragicamente in un incidente molti anni prima. Una coppia di gemelle con strani poteri. Cosa lega tutti questi personaggi vissuti in momenti e luoghi diversi? Ce lo svela Manlio Castagna con una storia dalle trame oscure, capace di insinuarsi sotto la pelle come un brivido che ti scuote dall'interno, una cupa nube che presagisce mistero e sventura. Non avevo mai letto nulla di Manlio Castagna, ma conoscevo la sua fama e credo si sia guadagnato un posto in prima fila nelle mia libreria. La sua scrittura ricercata, piena, densa, dal ritmo cadenzato e incalzante è capace di risucchiarti in un vortice dal quale non si è più in grado di uscire. Narrare la trama di questa storia non è facile e non sarebbe nemmeno giusto perchè il bello di questa lettura dai risvolti variegati e dai molteplici quadri, risiede nel progressivo disvelarsi dei segreti, degli intrecci, dei misteri e degli eventi speso inspiegabili se li si guarda con occhio scettico. Il tema centrale della Reincarnazione delle sorelle Klun è proprio la credenza di una vita dopo la morte, di più vite dopo la morte, di essere nel mondo ancora prima di averne coscienza e poi ricordo. Qui si intrecciano credenze popolari, fede e superstizione, il tutto guarnito da un tocco di sovrannaturale. Con una narrazione che procede attraverso un andirivieni di passato e presente, le vite delle sorelle Klun, nate negli anni sessanta e vissute nel piccolo paese di Anerbe, si intrecciano con eventi avvenuti nel 2017, quando una serie di morti sospette allerta il commissario Verne che punta la propria attenzione su Rina Monforte e sullo scrittore Attila Mesmeri Tribolati. Eventi e personaggi apparentemente sconnessi cominciano, pagina dopo pagina, a prendere forma, si incastrano, legandosi a doppia mandata. Ogni personaggio mostra il suo vero volto, si denuda completamente permettendo al lettore di scorgere la vera essenza e fare le proprie considerazioni, di credere o di non credere, di essere smossi da un brivido di paura o da un impeto di incredulità. L'atmosfera cupa e claustrofobica è esacerbata dall'ambientazione. La città di Anerbe con la sua amiantiera, il "Cratere", le fredde montagne all'interno della quale è incastonata una realtà fatta di poche anime che si affannano attorno a nuvole di polvere tossica che diventa melma nera che tutto inghiotte. E di questo buio che alcuni personaggi si nutrono, prosperano, tessono le oro trame presenti e future. Ammetto che in molti punti ho vissuto momenti di tensione e il brivido dell'angoscia mi ha attraversata inaspettatamente, io che non sono facilmente impressionabile e magio pane e horror sin da quando ero appena adolescente. Forse è la capacità di Manlio Castagna di tirarti all'interno della storia, l'alchimia che si crea nella commistione di sacro e profano, l'eterna lotta tra il bene e il male, tra buio e luce, eros e thanatos che si dibattono nei cuori e nelle anime, ma il fatto incontrovertibile è che La reincarnazione delle sorelle Klun ha assorbito tutte le mie energie e non riuscivo a pensare ad altro se non a riprendere il libro ogni volta che ne avevo l'occasione. Difficile incasellare questa storia in un genere ben definito: è un horror, un dark fantasy, un mystery thriller con influenze mistiche. Se proprio devo paragonarla a qualcosa mi verrebbe da pensare al Codice Da Vinci, e ancora sarei lontana dal rendere pienamente una trama tanto complessa. Se cercate una storia da brivido, una scrittura superba, personaggi misteriosi, fermatevi. L'avete trovata! https://ariaswild.blogspot.com/2022/1...
Con questo romanzo Manlio Castagna diviene il primo autore italiano ad entrare nelle fila di Oscar Voult (Mondadori), e visto il romanzo, per motivi più che validi.
Con una narrazione che si divide tra presente e passato, e molteplici POV, Manlio Castagna dà vita ad una trama che trova il suo equilibrio tra il thriller, l’esoterico e un dark fantasy sempre più difficile da trovare, fondendo horror e inquietudine con una semplicità incredibile.
I personaggi sono stati ideati per esasperare, coinvolgere e lasciare con il fiato sospeso i lettori, dando loro modo di immergersi nella storia fin dalle prime pagine. Non troverete Eroi senza macchia e senza paura, ma piuttosto personalità estremamente reali, assortite per mostrare di cosa sia in grado l’umanità.
Personaggio migliore è a mio parere Gloria Klun: ricca di frasi inquietanti e vuoti sorrisi, strani poteri e d’ingegno macchinoso, si è dimostrata personaggio dalla morale estremamente complessa e i fini misteriosi.
Sebbene vi siano salti temporali e cambi di pov, l’autore riesce a rendere ogni passaggio semplice e immediato, proponendo più misteri al tempo stesso: l’intreccio si dimostra fin da subito struttura portante dell’intero romanzo, facendo sì che ogni personaggio coinvolto abbia i suoi momenti di gloria.
Avrei preferito che alcuni eventi venissero raccontati più nel dettaglio, ma non si può dire che alla narrazione manchino avvenimenti o spiegazioni.
“La reincarnazione delle sorelle Klun” è un romanzo complesso e avvincente, non privo di parti inquietanti – a tratti grottesche – e dal finale particolare: forse non quello che vi aspetterete, ma quello a cui i personaggi erano destinati fin dall’inizio.
Se amate i dark fantasy e l’esoterismo vi affascina; se inquietanti apparizioni sono ciò che cercate, se figure stregonesche esercitano su di voi un certo fascino, se sentite provenire voci dal Cratere, fatevi sotto.
La lettura di questo libro mi ha lasciata con la sensazione di aver assaporato un dolce dagli ingredienti variegati, ma perfettamente bilanciati tra loro. Troverete una storia cupa e a tratti angosciante rivestita però da una scrittura ipnotica, semplice e ricca allo stesso tempo, in grado di cesellare frasi melodiose scegliendo le parole più crude; descrizioni di paesaggi e stati d'animo scarnificati fino all'osso, ma resi vivi e dinamici da un ritmo serrato e permeato da una costante sensazione di minaccia che ti porta a divorare una pagina dopo l'altra. Ci sono situazioni e passaggi adrenalinici, ma anche momenti molto malinconici dove il tempo quasi si annulla. Ogni tassello del passato trova il suo incastro nel presente, con un sapore cinematografico per i thriller più moderni senza però apparire già visto o scontato. Forse non è la lettura più congeniale per chi necessita di immedesimarsi con i protagonisti perché qui tutti i personaggi sono "entità" piuttosto particolari, spinti da motivazioni che non sempre si indovinano con immediatezza. L'effetto è quello di vederli dall'esterno, ma io personalmente ne sono rimasta affascinata, specie dalle gemelle Klun. Ho apprezzato anche che, per sopperire a questo "vuoto emotivo", si sia dato spazio ai genitori delle sorelle e alle loro emozioni; pur essendo di fatto personaggi secondari sono gli unici davvero genuini e che hanno le reazioni che tutti potrebbero avere nei loro panni. E' difficile anche incasellarlo in un genere, ma io ho sempre amato le commistioni e questo è un vero e proprio viaggio in posti oscuri e pregno di suggestioni.
Una storia che si dilata tra gli anni '50 e il 2017.Una trama intricata, dove buio e luce si combattono attraverso il tempo, attraverso fili intrecciati in modo perfetto e con estrema calma, quasi chirurgica. E' la storia di due sorelle che muoiono in un tragico incidente e tornano tra le braccia dei loro genitori nei corpi di due gemelline e ricordano, ricordano tutto Gloria e Felicita. Soprattutto una di loro che ha particolari poteri.Spostandoci avanti negli anni ritroviamo invece un giovane affetto da protoporfiria eritropoietica, allergico alla luce del sole, che vive con un gesuita che gli ha insegnato a sparire, letteralmente. Irin è il suo nome ed è l'angelo della sorte.
Non posso dirvi molto altro o rischierei di spoilerarvi parti importanti del libro tutte da scoprire e assaporare pagina dopo pagina.
Ho conosciuto la penna di Manlio Castagna nell'ottobre del 2020, quindi esattamente quattro anni fa con il libro Le belve, scritto insieme a Guido Sgardoli. Devo dire con molto piacere di aver notato una crescita nello stile di scrittura, era già fantastico prima, ma ora devo dire che ha acquisito un fascino tutto suo, tenendoti incollato alle pagine, attirandoti a continuare la lettura, infittendo di mistero e intrecci la storia.
Nonostante le sue belle 564 pagine si fa leggere velocemente, ma attenzione, vi consiglio anche di leggerlo attentamente per non perdervi nei dettagli. E' un thriller dalle tinte h0rr0r, in cui si amalgamano stregoneria, sette religiose, reincarnazione, legami famigliari che vincono il tempo e la mort3.
Posso aggiungere che spero scriva il continuo di questa storia? Sì, perché secondo me ci potrebbe essere del buon materiale per un secondo libro. Nel frattempo mi faccio i miei filmini mentali e vi auguro una buona lettura, perché lo leggerete, vero?
Non venire ad Anerbe, se vuoi continuare a respirare
Sapevo per sentito dire di quanto fosse bravo Manlio Castagna, visto che di suo non avevo ancora letto nulla, ma non immaginavo così bravo. Un romanzo che si districa tra il genere horror e il thriller con un'aura di sovrannaturale che permea tutte le pagine, grazie alla magistrale scrittura dell'autore. Sebbene il prologo e gli iniziali salti temporali e di POV mi abbiano confuso al primo approccio, dopo poco tutto mi è sembrato naturale, grazie ai toni incalzanti dell'intera vicenda.
Ci troviamo ad Anerbe, un paesino dell'Italia del Nord, dove ha inizio la storia delle sorelle Klun, Gorizia e Fiorenza e dei loro genitori Augusto e Dora, sul finire degli anni '50; Poi ancora ad Anerbe, negli anni '60, ma le sorelle Klun adesso sono Gloria e Felicita; Poi ci troviamo in un monastero, la Pieve dei Morti agli inizi degli anni '80, dove facciamo la conoscenza di Irin che in prima persona racconta la propria storia; Poi nel 2017, dove una serie di omicidi vedono coinvolti un commisario di polizia (alla Winchester, ma con più sale in zucca), l'affascinante Rina Monforte e il suo amante Attila Mesmeri Tribolati.
Una storia che non sa cosa vuole essere. Un thriller?un horror in stile the ring?un fantasy? La storia si divide in due filoni narrativi (che poi diventano 3) e che per ben oltre la metà non hanno una congiunzione anzi sembrano proprio essere racconti totalmente scollegati. Si parte con l'incidente in cui muoiono le sorelle klun investite da una donna in crisi per aver perso il figlio e la nascita delle gemelline(di Shining )tra gli anni 50 e gli anni 60 per passare poi a delle morti sospette nei primi anni 2000. Tra spettri, visioni e mistificazioni la fa da padrona la suggestione e il fanatismo tipico delle sette. Sicuramente la parte migliore è la voce narrata che imprime nella lettura terrore, angoscia e follia. Che abbassa l'asticella è la scelta degli intrecci temporali che rendono non fluido il racconto e non creano la suspance tipica dei trhiller.
Vorrei poter mettere un 3,5, perché la prosa di Castagna, di cui questo è il primo libro che leggo, ammalia. Anche laddove gli avvenimenti narrati sono a volte poco utili allo svolgimento della trama, e in qualche punto addirittura irritantemente non necessari, tutto fila liscio a livello di scrittura e te li bevi come niente fosse.
Per il resto, mi è piaciuto? Non lo so dire. Ha la forma di uno dei mie romanzi preferiti, Il pendolo di Foucault si Eco, forse vorrebbe averne anche la sostanza ma qui le crepe si vedono molto bene: parte con una storia di streghe che si dipana poi in qualcosa di più simile a un thriller con la setta. Onestamente avrei preferito più delle prime che della seconda ma sono gusti. Rimane comunque che a fronte di una prosa davvero bella il contenuto rimane un massimo 3 stelle, bello, ma ecco, non sconvolgente.
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Alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, Gorizia e Fiorenza, due bambine residenti in un piccolo paesino, vengono investite e uccise. I genitori sono distrutti dal dolore, ma alcuni anni dopo nasceranno due gemelle che fin da piccole avranno fin troppe caratteristiche e ricordi in comune con le figlie morte. Altra protagonista del racconto è Rina che ai giorni nostri decide di cambiare completamente vita e immolarsi alla causa di Attila Mesmeri Tribolati, uno scrittore che dice di averla già conosciuta in una vita precedente. Irin, invece, un ragazzo cresciuto in un monastero con Padre Garino e Abadessa, ha un dono particolare e molto pericoloso. Queste persone, che appaiono lontane e apparentemente senza alcun punto in comune, si incontreranno in una storia nella quale horror, thriller ed esoterismo si fonderanno e doneranno al lettore un tripudio di emozioni e paure. La prosa è inquietante, incalzante e ricercata, capace di ricreare un’atmosfera spaventosa, inquieta e angosciante, sopratutto ad Anerbe. Inizialmente non è facile comprendere come proseguirà il racconto, e questo renderà il lettore ancora più curioso, grazie ai numerosi colpi di scena inaspettati. Nella seconda parte invece si inzia a capire come si concluderà l’intera vicenda, anche se alcuni aspetti rimangono irrisolti, forse per un possibile seguito.
La reincarnazione delle sorelle Klun è un romanzo thriller /horror scritto da Manlio Castagna ed edito Mondadori. Mi aspettavo qualcosa di più! Mi è piaciuta molto la struttura del libro, seguiamo vari personaggi in diverse linee temporali e, solo alla fine, tutti i tasselli si incastrano. Le vicende delle sorelle Klun mi hanno incuriosita molto e mi hanno tenuta incollata alle pagine mentre quelle dell'angelo vendicatore le ho trovate lente e a tratti un po' noiose. Scrittura molto scorrevole ma troppe pagine e un finale che forse non ho compreso appieno. Una lettura a tratti inquietante e mai splatter. Un insieme di horror, thriller, crime e dark fantasy mischiati perfettamente. Troviamo streghe, magia, vita e morte, bene e male, reincarnazione, sette e molto altro. Un intreccio narrativo particolare, ricco e ben costruito ma sento che mi è mancato qualcosa.