L’enigma dei numeri primi è uno dei più grandi di tutti i tempi: quelle cifre, divisibili solo per sé stesse, sono infatti gli «atomi» di ogni sistema numerico; su di esse si fonda la validità dell’intera matematica. Nel suo primo libro divulgativo, l’astrofisico veneziano Fabrizio Tamburini svela la sua lunga ricerca verso la dimostrazione dell’ipotesi di Riemann, che potrebbe avere implicazioni non solo in matematica ma anche nel mondo reale: sulla fattorizzazione dei numeri primi sono basate le password criptate utilizzate nella crittografia classica per le transazioni bancarie, le comunicazioni fra cellulari e lo stesso web. Ma il suo libro è anche l’affascinante racconto autobiografico di un veneziano nato da una famiglia nobiliare e di orafi che fin dalla più tenera età ha mostrato una grande vocazione per lo studio delle stelle e dei numeri, che lo ha portato a lavorare con molti celebri scienziati internazionali, a utilizzare i vortici elettromagnetici in astronomia e in astrofisica relativistica. Nella sua narrazione di genio e sregolatezza la magia della matematica si alterna al fascino del violino o degli scacchi, e le ricerche o le scoperte sono condivise prima di tutto con gli amati gatti.
Fabrizio Tamburini, nato a Venezia e laureato in Astronomia all’Università di Padova, ha conseguito il PhD in Relatività e Fisica quantistica presso l’Institute of Cosmology and Gravitation di Portsmouth.
Dopo circa un decennio di ricerca e insegnamento all’Università di Padova ha lavorato all’istituto ZKM di Karlsruhe, occupandosi di ricerca pura e del rapporto fra scienza e arte, per poi assumere a Venezia un nuovo incarico scientifico.
Le sue scoperte gli sono valse la prestigiosa Ångström Lecture a Uppsala, sotto gli auspici dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze e dell’istituto Nobel per la Fisica.
non capisco davvero come si possa utilizzare un titolo del genere per scrivere quella che e' semplicemente una autobiografia dell'autore, in cui in pratica in nessuna parte si affronta l'argomento che ci si aspetterebbe trattato menzionato dal titolo e che sarebbe anche l'argomento per cui un lettore si avvicina a questo libro, in tutto il libro ci sono un totale di due righe molto confuse che introducono a l'argomento menzionato nel titolo. Fortunatamente l'ho solo preso in prestito in biblioteca e non lo consiglio per nulla e' anche a tratti noioso alcune parti sono interessanti quando vengono raccontati incontri con grandi personaggi e scienziati... ma di fatto e' complessivamente esageratamente autorefenziale.