Un gran bel libro!
Ambientato nel cuore dell'Oceano Indiano, nell'arcipelago delle Chagos, a nord delle Mauritius. Uno di quei posti che siamo abituati a chiamare un paradiso terrestre, ma dove l'uomo ha scritto per l'ennesima volta una pagina impietosa della storia taciuta. Dove il colonialismo, gli interessi economici e militari, la discriminazione e il razzismo, e quel diritto alla supremazia da parte dei sedicenti paesi
"democratici" fanno da sfondo alla vita di Marie e agli abitanti di Diego Garcia.
Questo romanzo denso, intenso, travolgente, ben costruito e tradotto magistralmente da Giuseppe Allegri, ha il grande pregio di essere anche un atto di denuncia. Perché dopo lo strazio arriva la rabbia, e con essa la rivolta.
Un libro che mi sta ancora vibrando dentro... leggetelo!
"Cosa significa, indipendenza? chi è indipendente? Voi lo siete?
Ho creduto a lungo a questo sogno. Libertà, autonomia.
Applicabile sia alla politica che all'intimità. Ti amo, non ti amo più, se non ti amo più me ne vado, una vita aperta ai quattro venti.
Mi sa che sbagliavo. L'indipendenza, voglio dire quella pura, vera, assoluta, non esiste.
Si è sempre colonizzati da qualcun altro.
Dobbiamo molto a tale constatazione.
Le Chagos dipendevano da Mauritius, che dipendeva dal Regno Unito, che dipendeva dall'Europa, che dipendeva dalle Nazioni Unite, che dipendevano dal mondo democratico. Chi ha mai sentito parlare di noi? Diego Garcia, Peros Banhos?
No, non conosco. Chi sa quello che il mondo democratico ci ha inflitto?
Credetemi. Il nostro destino riguarda tutti voi, e forse ancor più di quanto possiate immaginare.”