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Contemporaneo occidentale

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Contemporaneo occidentale non è un’antologia di racconti nel senso canonico del termine. Non è un best of dei migliori autori della parte occidentale del globo. Tra gli autori e le autrici di questo libro, ce ne sono molti di fama internazionale, ma il criterio della fama non è un criterio letterario.

Gli autori presenti in questo libro, ognuno con le sue caratteristiche e in vario modo, sembrano aderire a questa postura: il compito di un’esperienza artistica non è quello di simulare la realtà, o di descriverla, o di rappresentarla.

Gli autori di questo libro sembrano tentare – e data la natura umana possono certamente fallire – un’altra strada: andare incontro all’ignoto. Vivere il testo come un’esperienza vivente. Procedere cioè, nella stesura di un testo, lasciandosi la possibilità di restare sorpresi.

Proviamo a immaginare un essere umano che si immerga da solo nelle profondità di una grotta, nella più nera oscurità, lontano da tutti i suoi simili, senza alcun modo di misurare il tempo. Una volta tornato alla luce, saprà cosa significa sentire radicalmente la paura, cosa si prova a sentirla sempre su di sé. In quel «sempre» alberga ciò che più si avvicina a una certa idea di letteratura: che cioè la letteratura, come la vita, sia un tuffo nell’ignoto, un cammino del pellegrino, una meditazione.

Quell’energia, che chiamiamo letteratura, non è un prodotto del pensiero: è creazione.

332 pages, Paperback

Published January 1, 2022

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Andrea Gentile

53 books4 followers

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Leonardo Di Giorgio.
139 reviews296 followers
October 27, 2022
Difficile stupirmi con la forma breve, i racconti, eppure questo libro, Contemporaneo Occidentale, entra di diritto tra le migliori letture che ho fatto quest’anno.

Andrea Gentile confeziona un’antologia che ha tutta l’aria di essere la summa filosofica, uno dei testi più rappresentativi, della casa editrice ilSaggiatore, proponendoci nomi giganteschi del panorama contemporaneo che giocano con il weird, il surreale, il grottesco, l’ignoto, ma facendo sempre rimanere al centro, come propulsore narrativo, la realtà. Andare incontro all’ignoto, secondo Gentile, ci offre la possibilità di compiere un cammino, di vivere il momento presente, sgomberare la mente e cedersi alla mutevolezza del nostro Io, dimenticare l’immagine di sé, infilarsi nello spazio vitale che si insinua tra un pensiero e l'altro, e finalmente sentirlo. Andrea Gentile, con un’introduzione che vale tanto quanto i racconti presentati, pone per questo libro ambiziosi gigantesche (e le raggiunge pienamente): un viaggio a partire da una zona liminale, verso e dentro di noi, oscura, per passare alla meditazione, al contemplare attivo di ciò che semplicemente è, fino ad accogliere l’apparizione, apparentemente casuale, che genera il mutamento. Per questo l’antologia deve essere assolutamente letta nell’ordine scelto dal curatore.

Due parole per ogni racconto:
La montagna di tutti i santi (Tokarczuk): Nella prosa perfetta dell’autrice permane un senso di solitudine, curiosità, mistero, distopia, morte e riconciliazione. Clamoroso inizio.
Metaphysica Morum (Ligotti): Un Ligotti perfetto, al massimo delle sue potenzialità, ci illustra la sua filosofia dell’orrore organico, in un racconto che ha tutta l’aria di essere un pamphlet pieno di ossessioni.
Tre giorni in un borgo di frontiera (VanderMeer): A metà tra Dick e Lovecraft, etereo ed elegante, scritto molto bene. VanderMeer però non è un autore nelle mie corde.
Dopo la caduta, prima della caduta (Peace): Esercizio di stile magistrale per uno degli autori migliori della CE. Peace coniuga la sua scrittura piena di ripetizioni e balbettii maniacali in un racconto ipnotico che affonda le radici nel folklore giapponese.
Consenso (Glass): Racconto molto breve, forse troppo, con una scrittura cruda atta costruire immagini taglienti e vivide.
Sul valore della letteratura (Knausgard): Il Knausgard del Season Quartet, più retorico, più Tolstoj, ma sempre una delle voci più interessanti della letteratura contemporanea. Amato.
Omaggio a Michele Avantario (Dyer): Se addolcissimo la voce di Daniela Ranieri uscirebbe questo breve testo. Bello.
«There are more things...» (Cartarescu): Riflessione interessantissima ma sembra essere stata costruita con disattenzione e frettolosità.
La sua lettera per il matrimonio (Strauss): Un’intensa e sincera meditazione con se stessi.
Ragnatela (Enriquez): Riesce ad essere molto evocativo ma mi aspettavo qualcosa di più da questa autrice.
Lama (Darvasi): Intenso nella sua brevità, fa venir voglia di leggere altro di questo autore per poter essere compreso al meglio.
Maggio (Ali Smith): Mi sono innamorato di questo racconto come la protagonista si innamora di un albero. Pazzesco
I cavalieri bianchi (Vollmann): Come scrive Vollmann nessuno mai. 50 pagine meravigliose.
Un dito tagliato (Mehr): Una chiusura che rappresenta (e racconta) il nostro breve passaggio su questa terra. (In)usuale.







Difficile stupirmi con la forma breve, i racconti, eppure questo libro, Contemporaneo Occidentale, entra di diritto tra le migliori letture che ho fatto quest’anno.

Andrea Gentile confeziona un’antologia che ha tutta l’aria di essere la summa filosofica, e uno dei testi più rappresentativi, della casa editrice ilSaggiatore, proponendoci nomi giganteschi del panorama contemporaneo che giocano con il weird, il surreale, il grottesco, l’ignoto, ma facendo rimanere al centro, come propulsore narrativo, la realtà. Andare incontro all’ignoto, secondo Gentile, ci offre la possibilità di compiere un cammino, di vivere il momento presente, sgomberare la mente e cedersi alla mutevolezza del nostro Io, dimenticare l’immagine di sé, infilarsi e sentire con tutto noi stessi quello spazio vitale che si insinua tra un pensiero e l’altro. Andrea Gentile, con un’introduzione che vale tanto quanto i racconti presentati, pone per questo libro ambiziosi gigantesche (e le raggiunge pienamente): un viaggio a partire da una zona liminale, verso e dentro di noi, oscura, per passare alla meditazione, al contemplare attivo di ciò che semplicemente è, fino ad accogliere l’apparizione, apparentemente casuale, che genera il mutamento. Per questo l’antologia deve essere assolutamente letta nell’ordine scelto dal curatore.

Due parole per ogni racconto:
La montagna di tutti i santi (Tokarczuk): Nella prosa perfetta dell’autrice permane un senso di solitudine, curiosità, mistero, distopia, morte e riconciliazione. Clamoroso inizio.
Metaphysica Morum (Ligotti): Un Ligotti perfetto, al massimo delle sue potenzialità, ci illustra la sua filosofia dell’orrore organico, in un racconto che ha tutta l’aria di essere un pamphlet pieno di ossessioni.
Tre giorni in un borgo di frontiera (VanderMeer): A metà tra Dick e Lovecraft, etereo ed elegante, scritto molto bene. VanderMeer però non è un autore nelle mie corde.
Dopo la caduta, prima della caduta (Peace): Esercizio di stile magistrale per uno degli autori migliori della CE. Peace coniuga la sua scrittura piena di ripetizioni e balbettii maniacali in un racconto ipnotico che affonda le radici nel folklore giapponese.

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[CONTINUA NEI COMMENTI]






[CONTINUO]

Consenso (Glass): Racconto molto breve, forse troppo, con una scrittura cruda atta costruire immagini taglienti e vivide.
Sul valore della letteratura (Knausgard): Il Knausgard del Season Quartet, più retorico, più Tolstoj, ma sempre una delle voci più interessanti della letteratura contemporanea. Amato.
Omaggio a Michele Avantario (Dyer): Se addolcissimo la voce di Daniela Ranieri uscirebbe questo breve testo. Bello.
«There are more things...» (Cartarescu): Riflessione interessantissima ma sembra essere stata costruita con disattenzione e frettolosità.
La sua lettera per il matrimonio (Strauss): Un’intensa e sincera meditazione con se stessi.
Ragnatela (Enriquez): Riesce ad essere molto evocativo ma mi aspettavo qualcosa di più da questa autrice.
Lama (Darvasi): Intenso nella sua brevità, fa venir voglia di leggere altro di questo autore per poter essere compreso al meglio.
Maggio (Ali Smith): Mi sono innamorato di questo racconto come la protagonista si innamora di un albero. Pazzesco
I cavalieri bianchi (Vollmann): Come scrive Vollmann nessuno mai. 50 pagine meravigliose.
Un dito tagliato (Mehr): Una chiusura che rappresenta (e racconta) il nostro breve passaggio su questa terra. (In)usuale.
Profile Image for Jaroslav Zanon.
226 reviews183 followers
November 11, 2022
Questa raccolta aveva tutto per piacermi: alcunx autorx che mi piacciono, racconti disparati e non solo eurocentrici, e anche una bella prefazione. Niente, regà, non mi è piaciuta la scelta dei racconti perché sembra si siano scelti dei racconti di scarto di queste persone. Un gran peccato, trascurabile.
Profile Image for Minime recensioni .
168 reviews19 followers
December 2, 2022
"Il valore della letteratura sussiste nel tentativo di raggiungere la luce, non nella luce in sé." (Karl Ove Knausgård).

Andrea Gentile propone una raccolta polifonica di racconti, che traccia una sorta percorso. Dalle tenebre dei primi racconti, dai toni più oscuri e surreali (Nel bardo) si passa a una sezione dal sapore più filosofico (Meditazioni), per concludere con la parte più luminosa (Apparizioni).

Le voci narranti sono tra le più interessanti della letteratura contemporanea: Tokarczuk, Ligotti, Knausgård, Cartarescu, Smith, Vollmann.
Il mio preferito? László Darvasi, di cui mi è rimasta la voglia di recuperare altro.
Profile Image for Simone Nieddu.
30 reviews
January 23, 2023
Bella raccolta di racconti. Divisa in tre sezioni (la seconda forse la più debole), l’antologia raccoglie delle perle come “La montagna di tutti i santi” o “Tre giorni in un borgo di frontiera” o “I cavalieri bianchi”. La prefazione, introduzione alla raccolta, è molto interessante e esprime idee importanti. Bello proprio, a me è piaciuto.
Edit: bellissima la copertina, come tutte quelle del Saggiatore, infatti l’ho sfruttata un sacco per le foto sui social. Consiglio quindi anche per chi non vuole leggerlo veramente.
Profile Image for Martina (polveresucarta).
155 reviews178 followers
December 1, 2022
Non sono solita leggere raccolte di racconti, in generale ne leggo molte poche perché devono colpirmi molto per invogliarmi a continuarne la lettura.
Non so quale sia il motivo di tale scelta, forse lo stesso che mi spinge ad amare i mattoni: le storie lunghe che mi fanno immergere totalmente nella narrazione sono solitamente quelle che prediligo.

Eppure, talvolta, qualcuna mi stupisce e mi affascina a tal punto che la trovo estremamente godibile e avvincente nonostante la brevità, e questo è stato il caso di “Contemporaneo Occidentale”.
La raccolta è stata curata da Andrea Gentile, che ha messo insieme racconti di autori superlativi del panorama contemporaneo, del calibro di Olga Tokarczuk, Jeff VanderMeer,, Ali Smith, William Vollmann, Mircea Cartarescu, Thomas Ligotti et al.

Con alcuni di questi autori mi sono approcciata per la prima volta, mentre altri mi erano già noti, ma quasi tutti hanno saputo colpirmi in qualche modo, mescolando temi umani, filosofici e psicologici, creando una realtà parallela che mira a esplorare l’ignoto: la realtà non è sempre infatti quella che si vede, ma quella che si esperisce, osservata attraverso lenti soggettive.
Per questo motivo, ogni racconto deve essere affrontato come fosse una situazione nuova che può condurre alle più disparate conclusioni, compiendo, racconto dopo racconto, un cammino verso l’ignoto, l’incertezza della realtà e di chi siamo veramente, la deformazione dell’Io così come lo conosciamo, frantumato in mille pezzi, che si ricompongono solo alla fine, in un climax ascendente.
Ciò attraverso scritture apparentemente simili (ma che, in realtà, non lo sono affatto) che sfruttano il tema del grottesco e del surreale, per manifestare la perdita di coscienza e consapevolezza che implica un tale viaggio.

Un consiglio: lasciatevi trasportare da ogni racconto senza porvi troppe domande, ma immergetevi fino alla fine nel filo della narrazione e non rimarrete delusi.
Profile Image for Valentina.
14 reviews9 followers
June 13, 2025
Come tutte le antologie di autori diversi, ha i suoi alti e i suoi bassi. Due racconti non mi sono piaciuti per niente e uno mi ha impressionato poco, ma per il resto ci sono delle vere chicche: le considerazioni sulla scrittura di Knausgard, i racconti di Glass, Tokarczuk e Peace, il racconto di Alice Smith.
Ho voluto premiare con quattro stelle specialmente per le considerazioni sulla scrittura e i sopracitati racconti, penso che sia un'antologia non perfetta ma che merita di essere letta.
Alcuni di questi racconti in Italia non erano ancora stati pubblicati. Ho avuto l'opportunità di avere un assaggio di autori che ancora mancano sui miei scaffali, come Ligotti.
32 reviews1 follower
November 21, 2022
Di questa raccolta mi sono piaciuti molto i racconti di Olga Tokarczuk, di Ali Smith e di William T Vollman. Gli altri per me sono poco significativi e dimenticabili, alcuni proprio senza senso e privi di qualunque attrattiva, come se gli autori non avessero nulla da comunicare e scrivessero solo per il gusto di riempire delle pagine. Comunque i tre racconti che ho citato sono sufficienti per salvare tutto il libro. Forse altre persone potrebbero apprezzare altri racconti e non quelli che sono piaciuti a me, per fortuna essendoci una certa varietà è difficile non trovare proprio nulla di soddisfacente
Profile Image for leggere.con.leggerezza.
151 reviews77 followers
December 14, 2022
Nella seconda di copertina ci viene spiegato che 𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 non è un'autologia di racconti nel senso canonico del termine bensì un best of dei migliori autori della parte occidentale del globo.

Troveremo autori come lo scrittore e saggista statunitense di letteratura horror Thomas Ligotti, l'ungherese László Darvasi, il drammaturgo tedesco Botho Strauß , la talentuosa Mariana Enriquez, autrice argentina del libro 𝐿𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑒, letto con un mio gruppo di lettura l'anno scorso, David Peace autore brittanico dell'osannato 𝑅𝑒𝑑 𝑅𝑖𝑑𝑖𝑛𝑔 𝑄𝑢𝑎𝑟𝑡𝑒𝑡, la quadrilogia di 1437 pagine che gli è valsa l'epiteto di maestro del noir al pari di James Ellroy.
Ed ancora.... il rumeno Mircea Cărtărescu, l'eccentrico autore brittanico Geoff Dyer e lo statunitense Jeffrey Scott VanderMeer.


Nel mio caso leggere 𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 mi ha dato la possibilità di leggere autori che desideravo conoscere da tempo come lo scrittore Karl Ove Knausgård, di cui ho tutta la sua serie autobiografica in wishlist da tempo, Emma Glass l'autrice brittanica di 𝐿𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒, un libro che mi incuriosisce moltissimo, e la polacca Olga Tokarczuk premio nobel della letteratura della quale ho in wishlist il suo libro 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑎 𝑖𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑐𝑎𝑟𝑟𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑖.
Oppure altri autori come la brittanica Alì Smith, la poetessa zingara e svizzera Mariella Mehr , morta a Zurigo recentemente, William T. Vollmann, una delle figure più complesse e affascinanti della scena letteraria americana.


𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 è una raccolta di racconti di vari autori contemporanei della parte occidentale del globo. Hanno in comune storie realistiche e molto particolari, direi anche irreali, surreali e grottesche. Sebbene possa sembrare un controsenso, vi assicuro che il realismo trattato in questi racconti ha come base la quotidianità, la vita reale e l'autobiografismo.

Vi starete chiedendo quali autori mi hanno affascinato di più?
•••

Be' diciamo che 𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 ha rimescolato le carte.
Alcuni autori che non conoscevo si sono rivelati delle meravigliose scoperte, come ad esempio Botho Strauß.
𝐿𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑎𝑙 𝑚𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜, è un straziante monologo di una donna che scrive una lettera al suo amato in procinto di sposarsi con un'altra donna. Bellissimo e tormentato.
Di questo autore sicuramente recupererò altro, tra l'altro edito sempre da #ilsaggiatore

Non mi ha convinto invece Mircea Cărtărescu, sicuramente di grande spessore letterario ma troppo filosofico per i miei gusti. Ma non è detto che non ci riprovi con 𝑆𝑜𝑙𝑒𝑛𝑜𝑖𝑑𝑒, 𝑀𝑒𝑙𝑎𝑛𝑐𝑜𝑛𝑖𝑎 o 𝐴𝑏𝑏𝑎𝑐𝑖𝑛𝑎𝑛𝑡𝑒, tutti libri sui quali avevo posato gli occhi.

Autori invece che ho apprezzato tantissimo David Peace, Emma Glass nel suo scioccante racconto 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 che mi ha fatto accaponare la pelle, - ovviamente ora 𝐿𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒 devo assolutamente leggerlo -, Olga Tokarczuk, Lászlo Darvasi, Ali Smith nel suo fascinoso 𝑀𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜, Mariana Enriquez, già apprezzata nel libro 𝐿𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑒 ed ovviamente non poteva mancare l'americano William T. Vollmann, con lui mi sono sentita a casa.

Thomas Ligotti, nel suo 𝑀𝑒𝑡𝑎𝑝ℎ𝑦𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑀𝑜𝑟𝑢𝑚 mi ha incuriosito molto anche se non e il mio genere, appena prenderò il coraggio vorrei leggere il suo horror 𝐿𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑎

L'autore norvegese Karl-Ove-Knausgard invece mi lasciata indecisa, sicuramente proverò a leggere altro, come vi ho già accennato, ho in wishlist i sei volumi intitolati 𝐿𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑏𝑎𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎, più di 3500 pagine autobiografiche.

In breve 𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 è
un pout pourri di storie assemblate seguendo una semplice regola, il meglio degli autori del contemporaneo occidentale che con le loro storie di grande immensità letteraria, permettono di vivere il testo come un'esperienza particolare e suggestiva, un viaggio verso l'ignoto, senza tempo, che vi farà vivere la letteratura nella sua forma più libera.

Un libro che in due parole lo definirei : Intellettuale e Contemporaneo.

Se cercate un middle letterario che vi permetta in piccole pillole di letteratura di qualità di conoscere svariati autori, non perdetevi questa lettura che ritengo un'ottima opportunità per conoscerli in breve e farvi un'idea generale.

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 è un libro che mostra una forza universale, l'amore per la letteratura.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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