Ho scoperto Alba Donati quando la ascoltai per la prima volta a Mantova, al Fesitval della Letteratura di Mantova nel 2014, quando presentò la sua raccolta poetica Idillio con cagnolino, pubblicato nel 2013 da Fazi Editore.
In questo libro "La libreria sulla collina" riscopro Alba Donati come narratrice, in cui racconta il suo progetto, il suo sogno divenuto realtà: una libreria sulla collina, appunto, a Lucignana, un paesino di cento ottanta abitanti.
Notevole risonanza ha avuto in me incontrare durante la lettura la notizia della morte di Sergio Claudio Perroni:
"Alle dieci del mattino del 25 maggio del 2019 un uomo cammina in via Roma. Siamo a Taormina, da via Roma si vede la bellezza pura. Entra nel solito bar, chiede il solito caffè. L’uomo esce, riprende la via sul mare, tira fuori una pistola e si spara. Quest’uomo è Sergio Claudio Perroni, traduttore, editor, scrittore, caratteraccio, perfezionista, onirico, traduttore di Edward Carey. La sua morte mi ossessiona, non c’è giorno che non la pensi. La penso insieme a quella di Majakovskij per una semplice ragione. Sono suicidi attivi, coerenti, azioni, schiaffi ai benpensanti. Sono suicidi che rivendicano la purezza dell’arte, dell’ispirazione, sono in poche parole performance, nel senso piú vitale e autentico che si possa immaginare."
Il giorno dopo sarei partita per Roma e da lì in poi la mia vita si sarebbe rivoluzionata: ecco perché per me la morte di Sergio Claudio Perroni è stata un po' un giro di boa; non solo, è come se fosse stata la morte di un parente stretto. Perché questo fa la letteratura: per vie misteriose accomuna, unisce, lega.
E così fa Alba Donati, legando i due suicidi
"Il mattino del 14 aprile del 1930, il poeta russo Vladimir Vladimirovič Majakovskij esce di casa per rientrarvi poco dopo. È molto agitato. Indossa una camicia gialla chiara comprata a Parigi in rue de la Madeleine, pallida eco della blusa gialla delle prime performance. Alle 10,11 circa si spara al cuore."
Questo libro, che ho letto come un diario personale della scrittrice, una sorta di scrigno dal quale attingere titoli di scrittrici poco note, ha tanto da donare: c'è la forza di non rinunciare ai propri sogni, visioni che altri possono etichettare come pazzie; c'è il coraggio di ricominciare e ricostruire tutto dopo un incendio; c'è la valenza del passa parola e della comunità che sostiene; c'è lo spirito guida che unisce scrittrici e scrittori di ogni tempo.
"Il fatto è che per me questo posto sperduto è il centro del mondo perché lo guardo con gli occhi di una bambina che ha salito scale traballanti e vissuto in case gelide, in gelidi inverni, una bambina che ha riparato come poteva le cose rotte. Riparato: mi torna in mente il saggio di Seamus Heaney, La riparazione della poesia."
E non solo per lei.
Note a margine: 1. quest'anno sono stata in vacanza in Toscana, a Saturnia. Lucignana sarà una delle mie prossime mete vacanziere.
2. Sono curiosa di scoprire quali sono le vostre liste dei desideri (sui libri da leggere) dopo aver letto questo libro.