I due gruppi di dannati finalmente si riuniscono nel Paradiso Terrestre, dove imperversa il Messaggero Matelda, il cui scopo è sterminare tutte le anime non purificate che si sono rifugiate lassù. Pier delle Vigne convince tutti che la relativa pace del Paradiso Terrestre sarà sempre in pericolo finché ci saranno i Messaggeri: per neutralizzarli una volta per tutte, propone di recuperare dalla Valle dei Principi una spada forgiata dai seguaci di Manfredi. Quest’arma potrebbe tagliare le catene con cui sono tenute imprigionate le Stelle Cadute nel cuore della montagna, una minaccia davanti alla quale anche i Messaggeri verrebbero ridotti alla ragione. Una pericolosissima missione che porterà i dannati, in un susseguirsi di colpi di scena, fino all'apocalittico e sorprendente finale.
Laureato in Storia delle Religioni all’Università Cattolica di Milano, è stato giornalista e redattore. Attualmente collabora con varie case editrici come traduttore, editor e consulente: tra le sue traduzioni figurano opere di Douglas Preston e Lincoln Child per Rizzoli, e di Jonathan Stroud e Nahoko Uehashi per Salani.
Ha esordito come scrittore nel 2006 con il romanzo urban fantasy Pentar (Alacran) (ripubblicato nel 2008 con il titolo Pentar – Il Patto degli Dei).
Sempre nel 2006 ha dato alle stampe il saggio-biografia a tema spirituale La Sciamana del Deserto (Lindau – L’Età dell’Acquario), sulla vita di Doña Maria, un'italiana istruita nello sciamanesimo dagli Huicholes del Messico.
Nel 2008 ha pubblicato Il Libro dei Peccati (Alacran), raccolta di racconti di varia natura (storici, fantasy, horror) e ambientazione (la Costantinopoli del VII secolo, la protostoria biblica, l'Italia del XIII secolo, la Scandinavia medievale e il mondo contemporaneo), tutti sul tema della colpa e della redenzione.
Nel 2009 ha partecipato all’antologia Sanctuary (Asengard) con il racconto Saint Vicious, e ha pubblicato Le Due Lune (Alacran), primo urban fantasy ambientato a Milano; il romanzo, descritto dal punto di vista di una ragazza diciassettenne, ha per tema la licantropia e basa buona parte della propria ambientazione su leggende tradizionali italiane, personaggi storici (come il conte Giuseppe Gorani) e luoghi realmente esistenti (la chiesa di San Bernardino alle Ossa, la cripta di San Giovanni in Conca, il Cimitero Monumentale di Milano).
Nel 2010 ha pubblicato per Asengard il romanzo breve Il Sentiero di Legno e Sangue, rielaborazione in chiave new weird di Pinocchio; ha poi partecipato all'antologia Stirpe Angelica (Edizioni della Sera) con il racconto Il Re, l'Angelo e il Serpente, ambientato alla corte di Salomone.
Nel febbraio 2011 viene pubblicato Quando il Diavolo ti Accarezza, edito da Salani: il romanzo, sempre di genere urban fantasy, è ambientato nella stessa Milano de Le Due Lune e ha per tema principale gli angeli e i demoni; anche in questo caso l'autore si rifà a figure reali della mitologia inerente (Arioch, Azazel, Hadraniel), della storia (il conte Manfredo Settala) e della città in cui il racconto si svolge (in particolar modo vanno ricordate la Stretta Bagnera, Piazza Mercanti e Piazza Vetra).
Appassionato di occulto, cinema, telefilm e giochi di ruolo, prosegue tuttora i suoi studi di storia delle religioni e ha tenuto numerose conferenze in Lombardia e Piemonte. Alan D. Altieri lo ha definito “il geniale autore italiano che ha portato in primo piano la variazione di genere nel genere chiamata urban fantasy”.
Vive ad Arona con la moglie Erica, veterinaria, in una casa piena di animali.
E così finisce questa storia, questa folle cavalcata fantastica che ha preso la Divina Commedia e l'ha trasformata nell'incipit di una saga fantasy che sfocia nel classico, nello storico, nel supereroistico.
Abbiamo la resa dei conti, abbiamo i nostri eroi che completano i propri percorsi di evoluzione. Chi a livello caratteriale, come Filippo Argenti (chi potrebbe riconoscere nell'uomo rinato che si affaccia nelle ultime pagine la stessa furia primordiale degli inizi del primo libro?), e chi anche solo fisicamente (Pier delle Vigne, Ugolino e Bertran che grazie al Purgatorio tornano integri). E anche lo Spezzato finalmente torna integro, trovando una risposta alle domande che lo attanagliavano senza neanche che lui lo sapesse.
Epica la scena di Ugolino contro il Messaggero, così come lo scontro con Catone, o l'eroismo di Francesca. Un po' prevedibile la mossa di Filippo, ma con lui non si sa mai, c'era sempre il dubbio che stesse facendo altro.
Le uniche perplessità vengono dall'onniscienza di Pier delle Vigne (che alla fine sembrava sapere ben più di quanto non mostrasse, come fosse in contatto con qualcuno o avesse accesso a informazioni riservate) e dal non aver più tirato fuori la cosa del misterioso aiuto ricevuto dai Dannati, così come il mistero su cosa accada ora che hanno infranto Inferno e Purgatorio.
Ma del resto non tutto deve essere spiegato, va benissimo così. E non riuscirò più a leggere la Commedia con gli occhi di prima, ora che ho visto cosa viene dopo...
“La Guerra” è il volume conclusivo della trilogia dei dannati di Luca Tarenzi, pubblicato da Giunti. Si tratta di un libro incredibile, colmo d’azione e colpi di scena, tradimenti e alleanze e strategie di battaglia: una degna conclusione di una saga fantastica. Tarenzi è riuscito a farmi appassionare ai personaggi della Divina Commedia in modo magistrale, tanto che da adesso in poi mi mancheranno perchè non potrò leggere altre loro avventure. A meno che non inizi da capo la Trilogia dei Dannati…mmm non una brutta idea! C’è poco da dire se non che la consiglio veramente a tutti, una delle migliori saghe in circolazione del genere epic fantasy, mi ha lasciato molto soddisfatto! Complimenti a Luca per il grande lavoro svolto!
La prima cosa che colpisce, in questa trilogia, è l’originalità dell’idea: una storia ambientata nell’Aldilà che ci è stato raccontato da Dante nella Divina Commedia. Un’operazione che richiede una conoscenza profonda dell’opera del grande poeta., conoscenza che certo non manca a Luca Tarenzi. I protagonisti principali sono personaggi storici, alcuni noti, altri devono la loro fama universale proprio a Dante, i cui versi li hanno portati al di là dei loro ruoli storici. Un gruppo eterogeneo che metterà in atto un progetto senza eguali: una fuga dall’Inferno.
Virgilio non è più l’illustre poeta che accompagnò Dante nel suo viaggio. Sono passati secoli, nemmeno lui sa quanti, ma quell’episodio ha rovinato la sua esistenza nell’Aldilà, poiché non è più riuscito a rientrare nel Limbo, dove la sua anima riposava pacificamente assieme a quella dell’uomo che amava. Virgilio è rimasto bloccato nell’Inferno, dove ha passato secoli a vagare, nascondendosi dagli Spezzati, i guardiani che hanno il compito di sorvegliare e torturare i dannati. È divenuto un uomo spietato e pieno di rancore verso chi lo ha abbandonato nell’abisso.
Bertran de Born era un nobile francese del Medioevo, militare e trovatore. È stato condannato a vagare tenendo in mano la propria testa, pena comminata ai seminatori di discordia. Quando Virgilio gli propone di partecipare a un’evasione di gruppo sembra impossibile che i fuggiaschi abbiano bisogno di lui, eppure la sua fama di condottiero non è affatto una leggenda e Bertran saprà dimostrarlo.
Il conte Ugolino della Gherardesca sappiamo tutti chi era: un nobile che venne murato dai propri nemici in una torre, assieme a figli e nipoti, dei quali la leggenda dice che egli si sia cibato per sopravvivenza. Quando Bertran, su ordine di Virgilio, va a liberarlo dal ghiaccio che lo imprigiona è poco più di un folle bruto ormai incapace di parlare. Eppure il suo apporto alla fuga sarà fondamentale, spesso sorprendente, e l’amicizia che si svilupperà tra lui e Bertran sarà basata sulla stima reciproca.
Pier delle Vigne era un alto dignitario alla corte di Federico II di Svevia. Accusato di tradimento, si suicidò nella sua cella in seguito alle torture subite e finì all’Inferno, nella Selva dei Suicidi, trasformato in un albero rinsecchito. È una mente brillante ed è lo stratega del gruppo. Il piano di fuga è suo e Pier ne rivela soltanto un pezzetto alla volta, consapevole che all’Inferno non ti puoi fidare di nessuno. Non vuole rischiare che gli altri evadano senza di lui.
Filippo Argenti era un contemporaneo di Dante. Impulsivo e violento, condannato alla Palude degli Iracondi, è una carogna senza scrupoli, privo di qualunque sfumatura positiva. Il suo unico scopo è fare ciò che gli conviene. Non ci si può fidare di lui, ma è un ottimo combattente.
Francesca da Rimini, finita all’Inferno per la sua relazione con il cognato Paolo, non è più la ragazzina ingenua che sognava un amore romantico. È diventata una combattente feroce, capace di radunare seguaci attorno a sé e suscitare il rispetto dovuto a chi sa decidere. Quando Virgilio le offrirà una speranza di libertà, non avrà dubbi.
E poi c’è lo Spezzato, il più implacabile dei loro inseguitori, una creatura deforme che li braccherà con astuzia e tenacia poiché l’unico scopo della sua esistenza consiste nel perseguitare i dannati. Nell’Aldilà di Luca Tarenzi non ci sono diavoli né angeli. Gli Spezzati sono coloro che condividono l’Inferno con le anime umane e sono povere creature sgraziate e infelici che si crogiolano nella propria crudeltà, consapevoli di essere condannate. Il loro contraltare sono i Messaggeri, entità dalle forme più svariate, ma dotate di altrettanta crudeltà.
Luca Tarenzi, con uno stile fluido ed efficace, ci racconta una storia articolata e complessa, disseminata di colpi di scena, di situazioni che ci lasciano senza respiro, di scoperte e tradimenti, di personaggi da amare e da odiare. Piena di passioni umane e di sentimenti portati all’estremo. Si formano coppie che diventano energia vitale. Si costruiscono alleanze, ma chiunque potrebbe cambiare campo da un momento all’altro. I nemici evolvono e scoprono nuovi obiettivi. Gli strateghi mentono, perché la loro visione degli eventi è troppo audace. La redenzione è possibile, l’amicizia incrollabile, l’amore trasforma il futuro. Una lettura che dà piena soddisfazione e ci travolge con un finale al di là di ogni aspettativa. Cinque stelline. FERNANDA ROMANI
Finora il romanzo che mi è piaciuto di meno della saga... che credevo fosse una trilogia! Ecco spiegata la mia leggera delusione di fronte ad un finale così brusco che, soprattutto, lascia un bel po' di questioni in sospeso (). Mettiamoci pure la mia solita difficoltà nel seguire le scene più dinamiche - et voilà, 3 stelline assicurate. E invece no. Perché non posso non riconoscere l'immensa bravura dell'autore nella tecnica del montaggio, grazie alla quale egli riesce a portare brillantemente avanti le vicende dei singoli personaggi con un equilibrio straordinario, dedicando cioè ad ognuno il giusto spazio. Come al solito, il dannato che ritengo più interessante, , si è rivelato la principale fonte di colpi di scena. A stupirmi sempre di più, in particolare, è il modo in cui, pur restando fedele al modello originale (storico o dantesco che sia), i vari Virgilio, Lucano, Pier delle Vigne, Francesca, Ugolino, Bertran de Born stiano finendo per acquisire vita propria. L'evoluzione che essi subiscono si fa sempre più interessante, e le infrazioni all'originale sono sempre molto innovative ma in qualche modo rispettose dell'essenza del personaggio. Penso ad esempio al Infine, ci tenevo a riportare questo appassionato intervento di Francesca, una sentita arringa per sé e i suoi compagni d'avventura, che non sono più disposti a pagare il prezzo, troppo alto, della loro colpa. Se di colpa possiamo parlare.
"Tu te ne stai seduto su quella sedia a blaterare di giusto e sbagliato: te la racconto io la giustizia che è stata usata con noi. Io ero una ragazzina che ha creduto alle promesse d'amore di un figlio di puttana. Manto ha mentito a tiranni che l'avrebbero fatta spellare viva se non avessero gradito le sue risposte. Virgilio e Lucano, poi, l'hanno fatta davvero grossa: sono nati nell'epoca sbagliata. E in cambio di tutto questo? Secoli di dolore. Morire tra gli strazi ogni giorno, per un milione di giorni. [...] Se tu e quelli comete chiamate questa “giustizia”, allora chiamerete un crimine anche la nostra evasione. [...] rigettatemi pure giù all'Inferno e mi vedrete scappare ancora! Ci riproverò ogni giorno da qui alla fine del tempo".
Io non ce la faccio a dare meno di cinque stelle a questo libro, perché fosse per me ne darei tante quante ne ho trovate tra le pagine. Spesso capita che un finale di saga mi deluda, ma niente in questa trilogia mi ha delusa: ho amato alla follia ogni parola, ogni passaggio. L'ho già detto tante volte da quando mi sono innamorata del primo volume, ma lo ripeto: il mio consiglio più spassionato per voi è quello di leggere "L'ora dei dannati". Grazie a Luca Tarenzi per aver scritto questa meraviglia.
È finita davvero. Non so se scoppiare a ridere o a piangere. Per parafrasare uno dei loro dialoghi: "Siete dei pazzi amici miei, lo siete sempre stati". E mi mancherete tantissimo.
Quando scoprì il primo volume di questa trilogia compresi subito, che racchiudeva in sé tutto quello che avrei mai voluto leggere. Quindi immaginate il mio stato d'animo dopo la fine. Mi sento anch'io salva, come sospesa su una nuvola di pura pace. Esattamente come Virgilio e gli altri a conclusione della loro fuga. Ammetto, che se il primo è il mio preferito della saga, questo scala al podio ottiene meritatamente la medaglia d'argento. Tutto quello che mancava, o quasi, è stato svelato, tutti i dubbi sanati e i buchi chiusi. (Anche se quei nomi non rivelati sul finale, mi tormentano). Eppure, quando ho visto Filippo controtradire Catone, chiedere perdono a Lotte per averla trascinata in quella storia, Pier delle Vigne liberarsi dalla corteccia, Bertran riattaccarsi la testa al collo (era tutto il volume che aspettavo ci provasse e continuavo a chiedermi quanto ci avrebbe messo per accorgersi di quella possibilità) e Ugolino, che dopo avermi straziato per tre libri con il suo mutismo, scioglie la lingua e parla. Mamma mia, quanta soddisfazione! Anche se la prima volta ho temuto che non ce l'avrebbe fatta. Il timore che tutto si dimostrasse inutile mi ha fatto appiccicare il naso alle pagine, e quando quelle maledette catene si sono spezzate ho tirato un sospiro di sollievo. Mi è quasi venuto da piangere e ridere all'unisono. Questo finale è stato una tale mescolanza di emozioni, che non esagero ad innalzare la trilogia de "L'ora dei dannati" come la mia preferita. Non avevo mai letto nulla di tanto bello, con un registro tecnico invidiabile, uno stile che ritenere pulito significa minimizzare e dei personaggi che ho amato e che, contenta o meno, rimarranno sempre in un angolo del mio cuore. 🤗
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Finisce nel migliore dei modi l’avventura dei nostri dannati, quelli che ho amato fin da subito (Bertran, Francesca, Manto, Lotte, Ugolino), quelli che hanno dovuto aspettare un po’ per entrarmi nel cuore (Virgilio, Filippo, Manfredi) e quelli che nel cuore non mi ci entreranno mai (Pier delle Vigne, Lucano): non importa che posto abbiano tra le mie preferenze, questa storia non sarebbe stata la stessa senza tutti loro. E mi mancheranno. Grazie, Luca Tarenzi.
Salve gente Bellissimo! Ho letto quasi 300 pagine in un giorni, non riuscivo più a staccarmi, l'ho amato tantissimo. La trama, l'ambientazione, i personaggi, Bertran <3, tutto! Credi che ogni personaggio abbia avuto un'evoluzione perfetta. Secondo me anche il finale è una degna conclusione della trilogia, perfetta!
Aver finito questa serie mi ha riempito di gioia, perché sono felice di aver fatto questo viaggio, ma anche di tristezza, perché non volevo abbandonare questi personaggi e questo mondo che ho sempre amato. La "Divina Commedia" mi ha sempre ammaliato con il suo mondo e le sue atmosfere, in particolare l'inferno (ci stupiamo? No). Quindi aver trovato un libro fantasy ambientato in quei posti, con gli stessi personaggi per di più, mi ha conquistato. L'autore poi è stato bravissimo a cogliere tutti gli aspetti essenziali dei posti e dei personaggi originali e renderli vivi, ma senza annacquarli. La scrittura riesce a mantenere le atmosfere giuste per ogni posto, a far sorridere con il suo umorismo cupo e a far emozionare con una prosa asciutta, ma anche romantica. I personaggi (come avrete capito) sono uno degli aspetti che ho amato di più. Sono caratterizzati benissimo, sono profondi, così vivi da essere reali. Rappresentano appieno l'umanità con i suoi pregi e le sue caratteristiche peggiori. Adoro la loro crescita e i rapporti che si creano tra di loro. Non saprei dirvi quale personaggio mi piace di più, perché tutti sono bellissimi e mi ci sono affezionata. Sicuramente quello più vicino a me come personalità è Virgilio. Ma anche Filippo Argenti sarà un personaggio che non dimenticherò facilmente. I temi trattati in questi libri sono palesi e vengono portati avanti dall'inizio alla fine, senza perdersi per strada. Spiacca sopra tutti il tema della giustizia e della punizione, della vendetta e della rivincita. Ma troviamo anche il tema del ritrovare se stessi, del non lasciarsi abbattere, continuare a lottare, dell'amore e dell'amicizia. Anche la storia in sè è piena di emozioni, colpi di scena, rivelazioni sempre più scioccanti e sorprendenti e tanta azione. In particolare l'ultimo volume ci svela segreti inconcepibili. Il finale della storia è meraviglioso, nonostante non vengano chiarite tutte le domande che potrebbero sorgere ( e io ne ho molte), perché il punto principale non sono quelle, ma la storia dei nostri personaggi, che comunque è solo all'inizio.
Secondo me questo libro non intrattiene solo, ma lascia anche tanto. Potrei stare a parlarne per ore, davvero. Quindi è qualcuno lo ha letto, sentitevi liberi di scrivermi e possiamo parlarne insieme!
All'esito di questo libro e alla conclusione di questa saga, non posso che esprimere la mia ammirazione per l'autore, che ha dimostrato, con grande originalità, di saper creare un fantasy dal taglio tutto italiano.
La trama è intrigante e creativa, i personaggi sono ben delineati, non mancano i colpi di scena.
Nel complesso, è un ottimo libro, anche se ci sono due aspetti che non mi hanno convinto.
Il primo è che ci sono troppi personaggi senza nome. Oltre ad una cerchia ristretta di personaggi principali, il libro si avvale di due gruppi piuttosto folti di persone, il gruppo di Aragne e quello di Manfredi. Tuttavia, questi due gruppi sono composti essenzialmente di figure inesistenti. L'autore non ha avuto il coraggio di fare un passo che avrebbe potuto fare: poiché la trama si svolge all'incirca ai giorni nostri, avrebbe potuto pescare a piene mani da tutta la storia tra Dante ed oggi e collocare nell'Aldilà un po' di figure che ai tempi di Dante non erano esistite.
L'altra pecca è una sottotrama che non mi ha del tutto convinto. Già dai libri precedenti, sembra che ci sia qualcosa che "bolle in pentola": gli Spezzati si stanno preparando a qualcosa, Pier delle Vigne ha come la percezione che ci sia qualcosa che li assiste, e così via. Alla fine, tutto questo non è reso particolarmente chiaro. Questo aspetto si ricollega alla conclusione, che mi ha lasciato un po' perplesso. In pratica, sembra che venga detto - piuttosto in sordina - che c'è una volontà dietro a quello che succede nel libro, la quale vuole portare all'esito che si ha nella conclusione. Ma quale è questa volontà? Se si tratta della volontà divina, perché l'ha fatto? E non avrebbe potuto fare e disfare a suo piacimento senza bisogno di servirsi di un gruppo rabberciato di dannati? E se non è una volontà divina, chi o cosa è? E che ruolo avrebbero avuto in tutto questo gli Spezzati che si radunavano alla Porta dell'Inferno nel libro precedente?
Insomma, sembra che l'autore abbia gettato i semi per una sorta di trama aggiuntiva che alla fine non ha fatto germogliare.
Nel complesso, grandissima saga, assolutamente meritevole di essere letta da qualsiasi appassionato di fantasy.
4,5⭐ Questo terzo libro della saga de "L'ora dei dannati" si rivela avvincente come i due precedenti. Bello e dinamico, ci porta ad una conclusione molto particolare, anche se un po' agrodolce.
Partendo dai protagonisti principali, ho amato il loro sviluppo, come sono cambiati e cresciuti, in particolare alcuni mi hanno davvero fatto emozionare. Purtroppo non posso dire la stessa cosa dei personaggi secondari che sono stati lasciati da parte e alcuni non sono stati usati al massimo della loro potenzialità, però è anche normale in un libro con così tanti caratteri e comunque la loro personalità è stata delineata al meglio.
La trama è ricca di avventura e molto dinamica, onestamente l'ho trovata quasi troppo veloce in certi punti e sicuramente il finale è uno di questi. Davvero troppo rapido, si poteva scrivere qualche pagina in più al riguardo e dare un arco conclusivo a tutti. Mi ha un po' deluso. La prosa molto fluida e sicuramente adatta al tipo di storia che Terenzi a voluto costruire, mi è piaciuta molto.
Ma il vero punto forte del romanzo, nonché l'elemento che mi ha fatto amare tutta questa saga, è sicuramente l'importanza dell'essere umano. Infatti gli esseri umani, le persone, vengono esaltate e la loro umanità diventa il mezzo mediante quale combatte il destino, la divinità, la società e i pregiudizi. Ognuno vale e ognuno deve essere libero di affermarsi e di amare indipendentemente da dogmi o da leggi assurde che qualcun'altro decide per noi. Per questo motivo non posso far altro che consigliare questa serie tutta italiana che pone al centro di tutto la persona e la sua dignità oltre ogni cosa.
Dopo varie peripezie durate quasi 4 mesi, ho finalmente finito la saga di Terenzi! HORAY! Dunque, vediamo di tirare le fila del discorso: - L'Abisso, primo libro della saga, è un perfetto ⭐⭐⭐⭐/5. Un po' lentino a partire, ma poi CAZZO, pensavo mi sarebbe esploso il cervello. I piani di Pier delle Vigne sono spettacolari e Virgilio è palese la mia best cruch libresca da Sinbad. Il finale ha il cliffhanger perfetto che ti COSTRINGE a leggere il resto della saga - La Montagna, secondo volume, è un classico secondo in cui succede poco o nulla, quanto serve per arrivare al succo del finalone. Avevo dato ⭐⭐⭐/5 per le figure femminili introdotte e per il rapporto tra Bertan, Pier delle Vigne e Ugolino. Il multipov mi aveva onestamente messa a terra - Che dire dunque dell'ultimo volume della saga "L'ora dei Dannati - La Guerra"? Non vi tengo sulle spine e vi dico subito che assegno ⭐⭐⭐/5. Non è il mindblowing finale che mi aspettavo, anche qui una narrazione coerente con la storia costruita, ma per i miei gusti un po' lenta. La storia prende la svolta a 50 pagine dal finale, ma mi aspettavo qualcosa di diverso... Un aspetto un po' meh, è stato anche tutto questo appaiare le persone: Virgilio e Lucano era canon, Filippo e Lotte forse me lo potevo aspettare, ma Francesca e Manto... non dico di no, sono carinissime😍 ma non ho seguito la logia della loro relazione. Non hanno tipo mai parlato e di colpo boom! Ti amo. Meh... In conclusione una bella saga, che rispecchia il cuore della Divina Commedia di Dante. La consiglio sempre e comunque perché il primo vale tutta la saga😂
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“La guerra” è l’ultimo libro della trilogia de “L’ora dei dannati” di Luca Tarenzi edito da Giunti Editore. Un libro che ho aspettato per mesi e che non vedevo l’ora di avere per le mani ed è stata la conclusione perfetta di una serie davvero molto molto interessante.
C'è sempre una grande speranza e grande tristezza quando si approccia la fine di una serie, l'ultimo volume di una trilogia. Ho trascorso tutto il tempo di lettura oscillando tra la voglia spasmodica di sapere e la voglia di far durare l'esperienza del libro quanto più a lungo possibile. Luca Tarenzi è riuscito nell'impresa di creare una storia coerente, epica, geniale che dura per quasi mille pagine in un equilibrio che si nutre di un mondo già esistente e lo sconvolge fino all'ultima pagina. Finalmente è arrivato il momento di tirare le fila e il convergere di tutti i protagonisti sulla montagna del Purgatorio diventa allora fondamentale. Le vicende ormai hanno ampiamente superato i contorni della Commedia dantesca, i personaggi vivono di vita propria e sono così tridimensionali da inglobare e superare gli aspetti descritti dal poeta trecentesco. Da un lato allora l'azione diventa sempre più concitata, dall'altro gli aspetti che rendono unici i protagonisti vengono messi sempre più a fuoco. Virgilio che d'altronde è stato sempre la mano che ha iniziato l'azione è uno che vive con l'ansia di essere scoperto, si guarda sempre le spalle e percepisce il pericolo sempre in anticipo. Arrivare al Purgatorio con la sua persona più importante gli consente di cercare finalmente un po' di pace ma è lo stesso Pier delle Vigne, immobile, imperscrutabile, stratega che rivela a tutti la verità: non ci sarà mai pace finché non verrà rovesciato l'intero ordine. Il Purgatorio non è fermo come l'Inferno che viene spazzato da correnti diverse ma immobili ed eterne, il Purgatorio è solo una fase di passaggio in una ascesa verso la salvezza che può essere lunga quanto vuoi ma prima o poi finisce. Il Purgatorio è guarigione, purificazione, mutazione, miglioramento. Il Purgatorio per quanto crudele e punitivo non mira alla dannazione eterna. Ed è questo che forse sconvolge di più i vari protagonisti. Francesca che non si è mai arresa e che costringe il vento a seguire la sua volontà è una forza che non si ferma, che desidera arrivare dove nessuno è mai arrivato ma che più di tutto desidera essere libera, libera da qualsiasi costrizione, che non lascia mai nessuno indietro, non lo ha fatto con Manto e non lo fa con nessun altro. Ugolino che con la sua risolutezza non si perde mai ed è un amico fedele in ogni angolo dell'aldilà, ed è questo che lo rende un personaggio così speciale: la condanna infernale che viene rinnegata ad ogni passo dalla sua intera personalità. Rimane lì, solido, sicuro, determinato e non si spezza. Il mio preferito resta sempre Bertran, il condottiero, il coraggioso, l'ardito, uno che resta sempre presente a se stesso anche se la sua testa vola via lontano dal suo corpo. Bertran è il leader che rassicura anche quando tutto sembra perduto. Se Pier delle Vigne è il cervello, Bertran è la testa che lo muove. E poi i dannati si riuniscono anche con Filippo Argenti, che pur se ce la metti tutta, non puoi mai odiare davvero (e lo avrei voluto immensamente). Filippo è un'egoista rabbioso, ma il Purgatorio non lascia indifferente neanche lui, "la montagna" agisce anche sulla sua personalità sconsiderata ed impudente. La resa dei conti porta tutti ad unirsi contro il nemico comune, allearsi è l’unica strada verso la vittoria anche con chi in realtà non vorresti. È una serie di compromessi che portano al raggiungimento degli obiettivi di tutti i protagonisti che in un modo o nell’altro scendono a patti con sé stessi. Ma è questa la forza della storia di Tarenzi che riesce a far evolvere i suoi personaggi e a rendere la storia molto memorabile. E ora che l’ho finita vorrei non averla letta per ricominciare da capo.
Il particolare da non dimenticare? Una spada…
Un finale scoppiettante per una storia spettacolare che muove la fila di una rivolta che sconvolge l’ordine cosmico e alimenta il sogno di un gruppo di dannati che vuole di più. Da leggere tutto d’un fiato e da rileggere ancora. Buona lettura guys!
L’Ora dei Dannati, vol III – La Guerra Questa recensione sarà breve. Sì, perché l’autore si è mantenuto costante e coerente fino all’ultima pagina, per cui tutte le mie impressioni su personaggi, stile, ritmo, etc. sono simili a quelle dei precedenti volumi. Forse, se proprio proprio dobbiamo evolverci in criticoni noiosi, questo libro è stato quello con meno “pepe”. Essendo l’ultimo mi sarei aspettata un’onda tsunamica di epicità (un po’ alla Sanderson, insomma), mentre la narrazione è stata molto “regolata” e “controllata”, così come il finale che lascia tracce dolceamare e prevede una chiusura meno netta e definitiva di quanto mi aspettassi. Detto ciò, questa è una saga che consiglio davvero tanto. Chi l’avrebbe detto che un’idea così bizzarra e apparentemente superficiale mi avrebbe trasmesso così tanto? La lotta per la libertà, la redenzione, le ingiustizie sugli ingiusti e sui giusti, l’oppressione e il potere sconfinato, l’amore ritrovato anche dopo aver perduto l’ultima speranza. Il tutto raccontato in uno stile immersivo, ordinato, ma tanto connesso all’emotività. Le saghe da cinque stelle sono davvero rare, ma credo che questa sia riuscita a conquistarsele tutte, girone dopo girone.
Degna conclusione di una splendida trilogia. Permane l'accuratezza di Tarenzi nel ritmare le vicende del gruppo più assurdo di evasori del fantasy italiano. I personaggi si fanno amare, ed in questo l'autore è un maestro di tecniche descrittive, così come il susseguirsi dei colpi di scena, tanti e mai banali. Ogni conclusione di capitolo è un invito a non chiudere il libro ed andare avanti con la lettura. Il mio lato maniacale avrebbe desiderato un maggior dispendio di dettaglio in ambito di worldbuilding e logica dell'ambiente ultraterreno dove si svolgono le vicende della trilogia. Ma il bello di questa opera forse è proprio questo: toccare un tema "sacro" in tutti i sensi dando giù di adrenalina e intrighi piuttosto che invischiarsi in luoghi complicati come la logica che sovrintendente l'aldilà. Considero ad oggi Tarenzi, insieme al duo Mazza-Sensolini, le migliori penne del fantasy italiano!!
Quattro stelle non tecniche - lo stile di scrittura di Tarenzi continua a non appassionarmi e il finale, per quanto mi sia piaciuto, se non precipitoso l'ho trovato prevedibile, -, ma sentimentali: è assurdo quanto mi sia legata emotivamente ai personaggi di una trilogia alla quale ho dato 3/3.5 stelle ai primi due volumi. Questo è secondo me il volume con la trama migliore, e anche con il migliore sviluppo dei personaggi: per quest'ultimo aspetto davvero tanto di cappello a Tarenzi, non credevo mi sarei affezionata a Virgilio che bestemmia. In realtà pagherei per un'altra serie ambientata nello stesso mondo, però forse è meglio che rimanga una piccola chicca. Grazie Giunti della mia città che ha sempre gli scaffali pieni di questa trilogia.
Sono stata felice di poter leggere la conclusione dell'arco narrativo di tutti i personaggi, di poterli seguire nelle loro ultime avventure e poter osservare la loro evoluzione nel corso della trilogia. Alcuni sono stati sorprendenti (Filippo ❤️), altri sono diventati un poco insopportabili (la saccenza di Pier delle Vigne ha stufato), altri si sono persi nei miasmi dell'amore (sì, Virgilio, parlo di te). Francesca è il personaggio migliore della trilogia, con lei Manto e Bertran. Ugolino ha regalato grandi soddisfazioni e negli ultimi capitoli è stato davvero fondamentale, ritornando davvero l'uomo che doveva essere.
L'idea di dare una vita fantasy alla Divina Commedia ha sicuramente funzionato!
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Wow. Bellissimo. Forse non ho abbastanza parole per descrivere questo libro. Degna conclusione di una trilogia meravigliosa. Filippo e Lotte, Virgilio e Lucano, Manto e Francesca, l'amicizia di Bertran e Ugolino ❤️❤️ Unico difetto: il mistero attorno a questa "onniscienza" di Pier delle Vigne. È proprio uno di quei libri che quando lo chiudi ti sembra di aver appena vissuto e completato mille vite: vorrei solo tornare in quel mondo e viverci (senza gli strazi della dannazione lol) Sembra quasi di aver raggiunto la salvezza assieme ai protagonisti. Grazie Luca Tarenzi per aver scritto questa trilogia e grazie anche al mio beniamino, Dante, per aver creato il mondo che ha dato ispirazione a questi romanzi.
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Purtroppo sono un po’ delusa… Gli altri due libri mi aveva i fatta innamorare dei personaggi e della scrittura, i collegamenti con la Divina Commedia erano chiari, frequenti e soprattutto rivisitati in chiave “moderna” In questo testo non ho ritrovato le caratteristiche degli altri tre, non ho molto apprezzato la suddivisione della storia in più “punti di vista” e trovo poco approfondito il tema di base.
Forse 4,5 È una trilogia in crescendo. Il primo libro non mi aveva convinto del tutto, il secondo è stato molto godibile e avvincente, mentre il terzo è stato azione pura e l'ho divorato. Sono indeciso sul finale, forse è il finale che ci si aspettava dalla serie, ma mi aspettavo qualcosa di più amaro. Vedere il mondo dantesco in questa nuova prospettiva mi ha fatto amare alcuni personaggi, che credo rimarranno nel mio cuore per sempre.
Degno finale per una saga che merita molto... scritta bene, originale, avvincente. I personaggi compiono tutti il loro personale percorso di crescita e, chi più chi meno, si prendono un pezzetto del tuo cuore durante la lettura. È stato un bellissimo viaggio!
- scrittura 5 - velocità di lettura 5 - trama 5 - personaggi 5
Totale = 5 La valutazione riguarda l'intera trilogia. É un interessante trilogia, unica e soprattutto riguarda il fantasy italiano prendendo in considerazione l'inferno Dantesco. Consiglio a chiunque di leggerla
Ahimè meno convincente degli altri volumi, manca di mordente, si sente che la storia è stata allungata troppo ed arriva stanca al finale. Comunque piacevole.