Ci sono casi che più di altri scatenano forti sentimenti. L’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco, da anni tiene vive le tifoserie di colpevolisti e innocentisti. Ed ora inizia un nuovo iter giudiziario, perché la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha messo in dubbio la correttezza del processo. Questo libro porta per la prima volta allo scoperto protagonisti della vicenda sconosciuti al pubblico, come una giovanissima e caparbia avvocata e un consulente legale molto sui generis, che decidono di lavorare insieme per scoprire la verità. Ne nascono risvolti e contesti inediti destinati a riaccendere un gran baccano mediatico. Personaggi, sentimenti, momenti di vita narrati come un romanzo, in una scrittura fluida e cinematografica, “in presa diretta”. Una ricostruzione basata su migliaia di pagine processuali, interrogatori, intercettazioni e la conoscenza diretta dei protagonisti. Una documentazione inoppugnabile che smonta dalle basi una condanna infondata.
L'inizio è stato un po' ostico, poi l'ho letto tutto d'un fiato. Lo stile può piacere o meno: sembra avvicinarsi al lettore, per certi versi, romanza un po' le vicende, alza l'asticella usando qualche termine di registro più elevato. A volte sembra fare avanti e indietro con la linea temporale. A me non è piaciuto tantissimo questo stile, avrei preferito un linguaggio più consono e una cronologia più lineare. Detto ciò, l'autrice ha fatto un grande lavoro di ricerca: si intuisce molto chiaramente che crede nel dubbio (molto più che ragionevole) e non nella certezza di colpevolezza (tra l'altro, non solo di Stasi, ma anche di qualche altro caso giudiziario evocato en passant). Uno dei pregi è l'umanità con cui tratta i personaggi collaterali coinvolti (dal vecchio professore alla giovane avvocata al laborioso consulente), pregio che diventa difetto quando descrive dettagli che aggiungono fumo al romanzo e niente ciccia alla storia (che ce ne importa che la futura avvocata era in vacanza in Grecia (?) col ragazzo?). Bello il rapporto di fiducia che nasce e cresce tra Stasi e l'avvocata, prima si annusano, sono relativamente diffidenti, poi si scelgono. Alla figura di Chiara Poggi è dedicato un passaggio alla fine. Ci voleva: la sua vita e i suoi sogni sono ciò che mancavano in questo garbuglio.
Questo caso fa riflettere sui percorsi che può prendere la Giustizia. E questo libro ricentra i processi sulle carte e non sulle voci: anche questo, ci voleva.
Una panoramica su quello che è stato uno dei casi di omicidio peggio gestito nella storia. Da ottimi spunti di riflessione con un’ottica innocentista. Speriamo si arrivi presto ad un colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”, perché che se ne dica, stasi non lo è.
Ricco di informazioni e di spiegazioni sui grandi equivoci di questo caso (es:bicicletta/pedale). Forse il pov é troppo difesa di Stasi ma é un bel libro
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