«Voglio parlare d'amore, saperlo riconoscere, non lasciarlo andare via, coltivarlo, vedere che si moltiplica, che contagia tutti, che non l'ho sprecato, stavolta mo, stavolta no.»
«Io l'amore lo conosco ma non lo capisco, lo conosco ma non lo controllo. Non lo so dosare e non lo so proteggere. Lo sapevo fare, forse, poi è stato sempre più difficile, qualche volta è andata bene, altre no; imparerò di nuovo, se sarò fortunata, se sarò attenta.»
«Allora ho capito che l'amore è una cosa che si fa da soli e con gli altri, in parti uguali, se tutto va bene, come nei vasi comunicanti.»
«[..] forse con il bisogno d'amore nasciamo tutti, chi più chi meno, vai a capire come si fa poi a farci i conti.»
«Ho imparato e sudato che l'amore è il mio, quello che ho io, quello che ho dentro, che do e che sento fluire verso tutto.»
«[..] le planimetrie delle case riflettono come uno specchio la condizione sentimentale ed esistenziale di chi le abita.»
«[..] ognuno scrive il suo libro, arreda le sue case, racconta le sue storie. E l'amore certe volte è un accrocco dolce e soppalcato, condonato male, arredato peggio.»
«Chissà se è questo l'amore vero, quello libero dal futuro, che si nutre del qui e ora e ci porta lontano dai posti che conosciamo, che ci fa avvicinare agli sconosciuti senza preoccuparci di quanto abbiamo in comune, di quanto sia fattibile tutta la vita insieme. Magari è così che dovrebbe essere sempre: la scintilla, e poi dirsi ciao. Sarebbe bello, sarebbe un'altra vita, ma avremmo sempre quindici anni.»
«Siamo talmente spaventate dal giudizio e dall'approvazione altrui che vogliamo apparire perfetto per uno sguardo che non sappiamo nemmeno se avremo voglia di incrociare di nuovo in futuro?»
«Insomma pare che sia universale: esattamente come quando stringiamo la mano di qualcuno per la prima volta siamo più preoccupati di dire bene il nostro nome che ti ascoltare quello dell'altro, allo stesso modo al primo appuntamento ci interessa come necessaria strategia di sopravvivenza apparire al meglio e piacere, nella peregrina eventualità che ci si innamori perdutamente tra il dolce e il caffè.»
«É una cosa che si sottovaluta, stare una nelle braccia dell'altro.»
«L' abbraccio è una condizione esistenziale in cui possiamo dimenticare di essere soli, si può tornare a respirare dopo una pausa o scambiarsi l'energia durante una felicità.»
«[..] nulla mi sembra la summa del sentimento d'amore come lo è stringersi l'una all' altro; forse perché l'abbraccio racchiude le sfumature per me imprescindibili nelle relazioni a due: l'accoglienza, la fiducia, la cura, la speranza. Abbracciare qualcuno significa letteralmente aprire il proprio corpo, renderlo casa e conchiglia, formare un nido protetto, all'interno del quale (le braccia che si chiudono) non può succedere nulla di brutto. Lasciarsi andare, di contro, e credere che questo accadrà davvero, che in quello spazio saremo difesi, al sicuro, saremo liberi, e soprattutto che dopo staremo meglio.»
«[..] io però ho il terrore che ormai sappiamo solo leggere tra le righe, e non abbiamo più righe da leggere.»
«Insomma, tutto ci restituisce Preziosi informazioni su chi abbiamo davanti, peccato che il più delle volte, quando ci vengono elargiti, questi segnali di allarme ci scivolino addosso come pioggerellina londinese su un impermeabile Burberry.»
«L' uomo è un animale sociale, e questo lo dice la storia, ma riesce a esserlo davvero solo con chi riempie la lavastoviglie col suo stesso sistema, e questo lo dico io.»
«[..] a volte la difficoltà Maggiore nelle relazioni non è tanto amarsi o no, ma fare in modo che si crei un canale linguistico, semantico, valoriale in cui ci si capisca, in cui si parli lo stesso slang.»
«Invece siamo così come siamo, nasciamo e cresciamo con una naturale inclinazione. A volte la deriviamo dai nostri genitori (per analogia o per distacco), a volte sono i primi amori che ce la insegnano, e da lì è tutto un affinare, perfezionare, limare. Insomma, l'amore è un esercizio di traduzione e come al solito vale il tentativo e non il risultato. E prima di chiedervi se lui o lei vi ama, chiedetevi invece come lo fa: potresti avere una sorpresa.»
«[..] una donna è tale anche senza il miracolo della vita, la genitorialità non può e non deve essere un presupposto per sentirsi realizzate, riconosciute, socialmente accettate.»
«[..] e cioè che l'amore non è per sempre, è per ora, è difficile, caotico, irrazionale, in comunicabile, a volte malato, distruttivo [..]»
«[..] ma l'amore prende forme strane in variopinte e spesso ti porta lontano da dove sei partito. Perfino me, che sono inamovibile per vocazione e tigna. Di certo, lontano così non ero mai finita.»
«Poi esci, cammina, prendi l'autobus, vai al Colosseo, che non è un nostro posto, ma è abbastanza banale da farti concentrare ancora solo su di me nello spazio, quando esistevo e cambiavano le cose e tu le cambiavi a me.»
«Lo dichiaro in apertura, così mettiamo le carte in tavola: per me non esiste IL tradimento, esistono infinite specie dello stesso fenomeno comunemente chiamato "corna", che io preferisco registrare con una dicitura vagamente meno giudicante e moralista, ossia "essere nel mondo".»
«La monogamia è una costruzione (e costrizione) culturale che scegliamo di perpetrare perché avere il controllo sugli altri e sentirci speciali sono due delle cose che all'essere umano contemporaneo piacciono di più. Impensabile prevedere che il partner possa lasciarsi attrarre da qualcun altro, che mantenga zone di privacy in cui non entriamo, che ci sia un desiderio che si divide a metà: questo apre il baratro delle incertezze e dei confronti, due delle cose che all'essere umano contemporaneo piacciono di meno.»
«"Nella vita succede tutto, a tutti". Non l'ho più dimenticato, e non come alibi a uso e consumo personale, ma come strumento di comprensione per le storie degli altri.»
«È ricordarsi che nessuna persona felice si esaurisce in una vita sola, che la felicità è fatta di pezzi imprevedibili, a volte in un numero maggiore di due. È avere presente che dove non c'è più niente che ci faccia crescere, si muore, e che nessuna promessa di bontà vale la perdita di sé, che nessuna finta sicurezza guarisce una certissima paura di vivere, che conoscersi è meglio di controllarsi, che a volte chi ci tradisce si (e ci) regala la possibilità di scoprire cosa c'è di autentico dentro di noi e dentro la nostra vita. Beato chi ci riesce. Beato chi sa accogliere se stesso. Beato chi ha cuore la propria crescita personale e quella di chi ha avuto la fortuna di riconoscere come affine, come oggetto del suo desiderio: e forse lì che alberga la felicità, è forse così si può costruire l'amore vero.»
«[..] tanto lo sappiamo che per il pesce che vuole abboccare l'esca è l'ultimo dei problemi.»
«Come mi sentissi non lo so, non mettevo a fuoco, ma mi piaceva la scoperta dell'altro, guardavo con i suoi occhi, parlavo con la sua voce, mi accaparravo un pezzetto di mondo che io, da sola, nel mio, non avrei conosciuto.»
«[..] ma l'amore per me era, ed è ancora, occasione di apertura: raccontami quello che non so, inondami.»
«Il perdono è degli dei, io non c'ho il tempo, non ho le competenze, non ho voglia. Sono troppo impegnata a ripulire le acque mie, per pensare alla coscienza di tutti.»
«Ho visto storie concludersi quando c'era ancora tanto amore, perché purtroppo non basta; ho visto coppie capitolare sotto il peso di una vita complicata, perché nessuno vive nelle favole e nel mondo dei princìpi; ho visto brave persone diventare orrende per allontanare qualcuno o allontanarsi; ho visto maschere cadere come mosche nell'ultimo istante, dopo anni di bugie.»
«È così, dobbiamo farci pace, l'amore germoglia, esplode, dilaga quando meno ce lo aspettiamo, quando non siamo pronti, quando siamo spaventati, scomodi, brutti, feriti, immaturi, e da solo si ferma, fa come vuole.»
«E anzi, sarebbe bello riuscire a intravedere nella violenza della fine la potenza di ciò che è stato, pensare che, a volte, più dello strazio, del rapporto malato, del dolore, una relazione che si chiude sia stata in altrettante misura anche piena di magia, di luce, di amore.»
«È il gioco di equilibrio più faticoso di sempre, anche quando ci si odia, fare in modo che l'altro non sia schiavo dopo essere stato per tanto tempo re.»
«[..] perché, spesso, quanto ci metti a guarire lo decidi tu.»
«Era molto pesante, ma lo gestivo ormai con una giacca sulle spalle in piena primavera: non serve a nulla, ma senza ti senti nudo.»
«[..] mi sono fidata di qualcosa che non potevo controllare e, nonostante la diffidenza, la paura accumulata, il terrore di essere ancora umiliata e rifiutata e ferita a morte, ho voluto che fosse la vita a scegliere per me.»
«Non era una vendetta, era rendere giustizia alla vita. Io voglio tutto, non voglio perdermi nemmeno una briciola, ho fiducia nel tempo, nella mia età, nelle novità che arriveranno e in quelle che imparerò, e voglio tutto l'amore che posso [..]»
«[..] verso l'amore, quello indispensabile che è il vostro, per voi, per la vita. Quello, ci scommetto soldi che ho, che vale la pena di tutto.»
«Amate e imparate chi siete, piangete e fate altrettanto, vi servirà a capire se avrà senso amare e se avrà senso piangere, che va bene lo struggimento romantico, ma qui io vi voglio sani e felici.»
«Ci siamo scelti l'argomento di conversazione migliore di sempre, ora concentriamoci sulle storie più belle da raccontare.»
Ma per favore con leggerezza
raccontami ogni cosa
anche la tua tristezza.
[Patrizia Cavalli]
«In queste parole c'è tutto quello che chiedo a chi amo: fiducia, perché possa aprirsi, leggerezza, perché possa proteggermi, tristezza, perché possa crederci.»
«Questa ero io. Fuori di me, pura, senza argini, senza schema, senza necessariamente riconoscersi in nulla, oltre; oltre l'amore, oltre la morale, oltre il giudizio, fuori, oltre. Pura di me stessa, qualunque forma fosse, ma almeno in purezza.»
«Infine grazie alla vita, che resiste. E a me.»