“I libri vivono una vita propria che si incrocia con la nostra. Se li lasci abbandonati sugli scaffali per troppo tempo si intristiscono. Non basta comprarli e leggerli. Vanno vissuti, curati, consumati, soprattutto quelli che ti sono piaciuti di più o che ti hanno colpito, emozionato, magari turbato. Devi continuare a viverli anche dopo che hai finito di leggerli. I libri si sentono soli Luigi, come noi”. Le parole di un padre al figlio passano il testimone di una biblioteca di famiglia e di tutte le storie che quei libri, raccolti per tre generazioni, hanno l’impazienza di raccontare. Luigi Contu le insegue con l’intuito del cronista e la grazia dello scrittore, in un’indagine che parte da un appunto perduto per dare vita a un appassionante viaggio che attraverso i libri conduce nella storia di una famiglia, intrecciata con le vicende italiane, dai primi del Novecento ad oggi. Tra epiche imprese di banditi sardi, pagine di diari in trincea, testi futuristi e una poesia ritrovata di Ungaretti, I libri si sentono soli è un romanzo di avventure letterarie, per chi ama i libri e i segreti che nascondono.
"I libro si sentono soli" brought to memory my own experience with my father's books which I inherited when he passed away in 2011. I remember that it was nice, though a little painful, to dig into his memories, to reread notes hidden between pages, postcards, bookmarks. It was a journey in my father's life, the same journey that Contu lived when he had to reorder his father's library and that he describes with lucidity in this precious little book. A simple, delightful, gracefully-written volume that I fully recommend to all those whom, like me and its author, still love books.
Difficile racchiudere in un'unica definizione questo libro. Non é totalmente un romanzo ma nemmeno una semplice biografia; non vuole essere un'autocelebrazione ma non può non suscitare ammirazione la storia di una famiglia che ha attraversato un secolo fra i suoi protagonisti; non é un libro di storia per quanto la storia del nostro paese, dalla fine dell'800 a X-Factor, sia l'indiscusso personaggio principale. La sterminata libreria di famiglia é il pretesto ed il protagonista del racconto, a tratti sorprende, a momenti coinvolgente, spesso noioso
Tre cose: 1) invidia massima per la biblioteca e le frequentazioni dei contu. 2) plauso per la capacità dell’autore di coniugare in scioltezza la Storia con le storie di una famiglia 3) tenerezza e commozione per avere ritrovato in quelle pagine la mia “bravissima e implacabile docente di greco”, persona fondamentale per la mia formazione.
Non mi è piaciuto molto come libro, ma ha stimolato una grande curiosità a riscoprire la mia storia familiare e a conoscere quanto possibile di ciò che è venuto prima di me.
“Ogni volta che sento qualcuno disprezzare il partito o il politico di turno mi chiedo se abbia votato. E se ho davanti più di tre persone sono statisticamente sicuro che almeno uno abbia messo la croce sul simbolo di uno di quei partiti tanto denigrati.”