«Non c'è nulla di te che sia mediocre, Harper. Nulla. Sono solo stronzate.»
In quante avremmo voluto sentirci dire queste parole, nella vita?
«Tutti hanno qualcosa che gli piace fare e forse dovresti partire da lì per capire chi vuoi diventare.»
E chi di noi non avrebbe voluto incontrare qualcuno che ci guardasse negli occhi, ci prendesse per mano e ci spronasse a cercare la scintilla di quei sogni chiusi in fondo al proprio cuore?
Harper da troppo tempo ha messo in stand-by la sua vita. Ha un lavoro che le piace, per carità, degli amici fedeli su cui poter contare, un fidanzato che... vabbè, lasciamo perdere. Ma che ne è stato di quei sogni che l'avevano spinta così giovane a trasferirsi nella città degli angeli?
Joel, invece, quei sogni li ha inseguiti, con grinta e perseveranza, stringendo tra le mani le bacchette della sua batteria. Il bambino che sognava di poter vivere di musica, ora, è il batterista degli ScreamDreams, uno dei gruppi più amati degli Stati Uniti. Eppure, quando incontra la receptionist dell'albergo in cui il gruppo alloggia a Los Angeles, capisce che c'è ancora un tassello mancante nel perfetto puzzle della sua vita. E allora, con la stessa tenacia in cui ha inseguito la musica, insegue Harper, con galanteria, ma anche l'ironica spregiudicatezza a cui ci ha abituati in Ancora un po' di Charlie, quando faceva il filo a Grace.
Ah sì, perché Amore+1 è lo spin-off del dolcissimo young adult della Pratelli ambientato a New York. Non ve lo avevo ancora detto, vero? E sapete perché? Perché a differenza di tanti spin-off che mi è capitato di leggere, Amore+1 ha un cuore tutto suo, viaggia su un binario completamente diverso e, anche là dove sulla scena sono presenti Charlie e Grace, la presenza degli altri personaggi conosciuti non offusca mai Harper e Joel. Cosa non facile, quando si scrive di storie collegate.
Così come la storia d'amore non toglie spazio all'introspezione dei personaggi. Ai tormenti di Harper che, dal primissimo incontro con il bel batterista, quasi è chiamata a fare i conti con sé stessa. Alla profondità dei pensieri di Joel, che appare come uno scavezzacollo, ma che poi scopriamo di una sensibilità disarmante, quando riesce finalmente a mettere a nudo i suoi dolori, le aspettative per il futuro, l'amore...
Quell'amore che, nella vita, può essere banale, o acerbo, magari da subito profondo, immenso e... forse qualcosa di più. Amore+1.
La Pratelli, diciamocelo, ci ha abituato alla dolcezza delle sue parole, alla scelta sempre azzeccata dei tempi, delle ambientazioni, eppure è sempre una sorpresa immergersi nelle sue storie. Tutte così diverse e tutte capaci di lasciare una traccia nell'animo del lettore.
Quindi, che abbiate amato Ancora un po' di Charlie, o che vi imbattiate per la prima volta in Joel, Charlie e Grace, non posso che consigliarvi questo bellissimo romanzo.