Alla propria «autobiografia mentale» Croce ha dedicato, oltre al «Contributo alla critica di me stesso», numerosi luoghi delle sue opere, della corrispondenza e, soprattutto, del diario che per oltre quarant’anni ha tenuto nell’austero intento di «invigilare» sé stesso. Ritagliando da queste fonti i passi più rivelatori, con una finezza pari alla sua competenza, Giuseppe Galasso ha costruito un’antologia capace di farci vivere «dall’interno» l’ininterrotto dialogo che Croce ha intrattenuto con sé stesso e di svelarci così le ragioni profonde di un’attività tanto prodigiosa. Un’attività che nasce da un’intima tendenza per la letteratura e per la storia e che, dopo avergli consentito di superare gli anni dolorosi e cupi successivi alla scomparsa dei genitori e della sorella nel terremoto del 1883, varca i confini dell’erudizione per poi aprirsi alla vita politica e sociale. Anche di questo ruolo centrale sulla scena pubblica cogliamo qui i risvolti più personali e se dall’«amaro compiacimento» che gli deriva nel 1925 – dopo il rifiuto di sostituire Gentile come ministro dell’Istruzione – dal «sentirsi libero tra schiavi», al senso di liberazione «da un male che gravava sul centro dell’anima» suscitato dall’arresto di Mussolini, sino all’emblematica con fessione del 1951: «La morte ... non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare».
From 1902, Benedetto Croce, noted Italian historian and critic, wrote the four-volume Philosophy of the Spirit as a major work of modern idealism to 1917, and staunchly opposed Fascism.
This politician wrote on numerous topics, including aesthetics. A very strict Catholic family reared Benedetto Croce. After an earthquake in 1883 killed his parents and only sister and buried him for a very long time, he barely survived. From Catholicism around the age of 18 years in 1884, he turned away as an atheist for the rest of his life. After the incident, he inherited fortune of his family and ably lived the rest in relative leisure, which enabled him to devote a great deal of time.
Benedetto Croce served as the minister of education. He openly resisted participation in World War I. He openly hated the party till his death in 1952.
Una piccola antologia di pezzi dei varii diarii personali di Benedetto Croce: lettura sulla carta agile per poter approcciare il filosofo senza grande fatica, ma che purtroppo nella pratica rimane monca. In primis è molto breve, e poi non è dotata di un apparato critico (a parte una brevissima introduzione all'antologia -neppure troppo esplicativa- e qualche riga di contestualizzazione di ogni brano). Data la figura, sarebbe stata opportuna quantomeno una buona introduzione su vita, opere e pensiero del Filosofo, così da poter essere un'antologia ottima per una introduzione a 360 gradi. In ogni caso i brani riportati sono diarii scritti in concomitanza di importantissimi eventi storici (es. l'ascesa e poi caduta del Duce), e forniscono un ottima testimonianza dei tempi, quindi la buona scelta dei testi compensa il resto, altrimenti sarebbe stata una raccolta piuttosto mediocre, e non troppo utile. Anche qui, però, se uno non mastica bene gli eventi storici e la figura del filosofo, potrebbe non cogliere a pieno i testi, per questo sarebbe servito un minimo di apparato critico/introduzione.
Una breve ma significativa selezione di alcune delle migliaia di pagine dei taccuini di Benedetto Croce, che scrisse ogni giorno per quarant'anni. C'è il Croce filosofo, lo storico, il politico, l'anti-fascista, il letterato, tutti racchiusi nella stessa, grandissima persona che ha rappresentato il pensiero italiano più alto di un secolo fa.
Nel soliloquio si legge la sintesi del suo pensiero: "la morte non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perchè in ozio stupido essa non ci può trovare." Un inno alla vita vissuta appieno, fino all'ultimo.
"Le anime pie […] si affannano a propiziarsi Dio con una serie di atti che dovrebbero correggere l’ordinario egoismo della loro vita precedente, e che invece sono l’espressione ultima di questo egoismo." (p. 122)