Nelle sue vesti di editore, direttore del Salone del libro e scrittore, Ernesto Ferrero ha avuto il privilegio di conoscere molti grandi protagonisti della nostra cultura. Ha lavorato con loro, ne ha curato i libri, ha goduto della loro amicizia. E ce ne consegna ritratti brillanti e rivelatori, restituendoli alla loro verità umana. Sono «maestri, padri e fratelli elettivi, amici, compagni di lavoro e di viaggio, presenze vive con cui dialogare». Forti personalità che hanno ancora molto da dire e da insegnare. Ecco sfilare in un intreccio di incontri e di storie sorprendenti editori come Einaudi, Garzanti, Inge Feltrinelli, Roberto Calasso, Elvira ed Enzo Sellerio. Padri nobili come Pavese, Montale, Bobbio, Mila, Foa, Revelli e Rigoni Stern. Signore di ferro come Natalia Ginzburg, Elsa Morante, Lalla Romano, Chichita Calvino. Maghi e funamboli come Gianni Rodari, Bruno Munari, Fruttero & Lucentini, il fisico Tullio Regge, Guido Ceronetti. Inquieti come Parise, Del Buono, Sciascia, Consolo, Celati. Vittime di destini crudeli, come Fenoglio, Atzeni, Del Giudice. Mattatori come Guttuso, Pasolini, Garboli, Eco. In apertura, due autori a cui Ferrero si è sentito particolarmente vicino, Italo Calvino e Primo Levi. Veniamo introdotti nel backstage della loro vita professionale e privata, alla scoperta di tratti rivelatori, magari segreti o poco noti, tra arte e vita, dramma e commedia, confessione e narrazione. Sono capitoli di un avvincente romanzo della conoscenza, sullo sfondo di una stagione di intense passioni intellettuali e civili, colte nella loro vitalità creativa.
Ernesto Ferrero è stato uno scrittore e critico letterario italiano ed è stato il direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino fino al 2016. Dagli anni sessanta agli anni ottanta ha lavorato presso Einaudi, iniziando nel 1963 come responsabile ufficio stampa, diventando poi direttore letterario e infine, dal 1984 al 1989, direttore editoriale. Ha collaborato così con intellettuali come Elio Vittorini, Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Franco Venturi, Giulio Bollati.
È stato poi segretario generale della Bollati Boringhieri, direttore editoriale in Garzanti e direttore letterario presso Arnoldo Mondadori Editore. Dal 1998 al 2016 è stato il direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Cinque stelle perché è un vero piacere leggere la prosa di Ferrero, scoprire o riscoprire o semplicemente aggiungere un tassello, con questi ritratti dal vivo, a tanti personaggi così rappresentativi del novecento italiano, dell’editoria, della letteratura e dell’Einaudi. E infine cinque stelle perché è un libro che ti fa venir voglia di leggere altro e tanto di questi autori così ben ritratti e raccontati da sentirli ancora vitali.
Uno scrigno di tesori perché c'è un materiale ricco, non solo di ritratti di numerosi personaggi tra i più illustri della cultura italiana del Novecento, ma anche di spunti da cui cogliere a piene mani per nuove letture, dimenticate o sconosciute. Un vero gioiello, scritto con vivacità, non logorroico, molto umano, gustoso e da cui traspare che la cultura può essere divertente, e i protagonisti di questo mondo, si sono sicuramente divertiti tra loro. Concordo con la vena amara con cui l'autore chiude il suo libro con il capitolo intitolato "Finestre illuminate nella sera" (azzeccatissimo): "Con questi famigliari elettivi parlo tutti i giorni, mi chiedo cosa penserebbero, come si comporterebbero loro. Ci sono morti che stanno con noi con un’evidenza anche maggiore di quando erano vivi. Non è la sterile nostalgia a muoverci verso di loro, il rimpianto di età dell’oro che esistono solo nella pietosa immaginazione con cui ci reinventiamo il passato, depurandolo delle negatività. È la stessa necessità di rivisitare i «classici», di darne letture sempre nuove. L’ammirazione che proviamo per loro è inversamente proporzionale alla deprimente pochezza dei nostri giorni. Sono contento che non possano vedere questo interminabile tramonto d’Occidente, una crisi di civiltà fatta di ignoranza, appiattimento verso il basso, arroganza, conformismo di massa, frustrazione che diventa violenza verbale e fisica, uso sempre piú sciatto e truffaldino del linguaggio. Mi solleva sapere che non debbano rammaricarsi che ancora una volta, come sempre, la Storia non insegna mai niente e nei millenni si ripetono gli stessi tragici errori, le stesse insensate violenze. Ha scritto Primo Levi: «Tu, uomo, sei stato capace di questo; la civiltà di cui ti vanti è una patina, una veste: viene un falso profeta, te la strappa di dosso, e tu nudo sei un mostro, il piú crudele degli animali».
“Gli autori di cui ho raccontato in questo libro hanno dedicato alla scrittura un impegno assoluto, totalizzante. Forse questo album è proprio un romanzo della scrittura”.
Dai prediletti: Calvino e Levi, ai capitribù: Einaudi, Bollati, Sellerio, Feltrinelli, Calasso…, ai capi nobili: Pavese, Montale, Bobbio…alle signore di ferro: Ginzburg, Morante, Romano… Una ricca e intensa galleria di ritratti che celebrano l’impegno, la dedizione, il genio individuale, ma anche l’amicizia, con uno sguardo sempre amorevole verso la persona e l’artista. Perché si tratta di focalizzare i tratti significativi di intellettuali che hanno attraversato la stessa avventura editoriale, sono diventati membri della stessa variegata famiglia: “ramificata, bizzarra, sorprendente, eccessiva, dispersa, perfino conflittuale, come tutte, ma straordinaria, coesa nelle stesse passioni, nello stesso sentire”.
Un tuffo negli anni migliori della nostra cultura e della nostra vita.