In Occidente è in atto una tendenza che potrebbe estendersi all’intero mondo globalizzato: l’attività sessuale è in costante diminuzione, specialmente tra i piú giovani, mentre è aumentata l’età media del primo rapporto. Nemmeno l’avvento delle app per incontri ha corretto questa rotta, rivelandosi persino controproducente. Eppure, intorno a una questione tanto cruciale, inedita e ricca di implicazioni, non si è ancora costruito un vero dibattito. Qual è l’origine di questa rinuncia? E com’è possibile che un fenomeno di tale portata avvenga in una società che, grazie alla rivoluzione sessuale, pareva essersi liberata da tabù e costrizioni? A queste domande prova a rispondere lo psicoanalista Luigi Zoja, partendo dai numeri e andando alla ricerca delle motivazioni profonde di una generale «fuga dall’intimità dei corpi», nel tentativo di riportare finalmente la sessualità al centro del discorso, come aveva fatto Freud per primo oltre un secolo fa.
Luigi Zoja Luigi Zoja Ph.D. (1943) is an Italian psychoanalyst and writer. He took a degree in economics and did research in sociology during the late 1960s. Soon thereafter he studied at the C. G. Jung Institute in Zurich. After taking his diploma, Zoja returned to Zurich to work at a clinic for several years. He maintains a private practice in Milan. He also practiced for two years in New York City, during a period that bracketed the terrorist attacks on New York and Washington, D. C. He has taught regularly at the Zurich Jung Institute, and also on occasion at the Universities of Palermo and Insubria. From 1984 to 1993, Zoja was president of CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), and from 1998 to 2001 was president of the IAAP (International Association of Analytical Psychology). Later he chaired the IAAP's International Ethics Committee. His essays and books have appeared in 14 languages.
Most of his essays interpret present-day predicaments (addiction, limitless consumption, the absence of the father, hatred and paranoid projections in politics, etc.) by placing them in the light of persistent ancient patterns, as expressed in myth and classical literature. Archetypal psychologist James Hillman has called Zoja an "anthropological psychologist" as one way of indicating the range and depth of his thinking.
Libro che mette in luce un argomento effettivamente poco trattato. Si può riassumere: 1) il troppo stroppia; 2) la mancanza di mistero e tabù rende una cosa, anche il sesso, meno appetibile 3) la facile reperibilità di materiale sessuale su internet crea nei ragazzi aspettative troppo alte che creano ansia con conseguenze che vanno dall'inattività sessuale all'evitamento fin anche a dubbi sul proprio genere 4) la sessualità è diventata ormai semplice elemento commerciale ed economico e come tale viene vissuto, come una cosa che si può facilmente avere, anche tramite insiti di incontri online, e poi stufa. L'uomo sta, in questo modo, andando naturalmente verso la sua estinzione.
Nel complesso è abbastanza interessante sulle considerazioni relative alla sessuologia umana, che non è proprio da sottovalutare per le conseguenze storiche. In particolare il cambiamento, in negativo, della sessuologia è vista in chiave particolare secondo quella che Zoja definisce la "curva di Bonaiuti" (altresì nota come la curva del troppo che stroppia) e in questa luce si può pensare che arrivati al secondo stadio tutto sia troppo: le immagini sessuali a cui siamo immersi, alle numerose opzioni che ci vengono presentate per sviluppare la nostra sessualità, a quanto la scuola in sé sia troppa e produca aberrazioni... Ma c'è un particolare che il ricercatore ha citato e mi ha ricordato: la repubblica di Weimar. Quel rimpianto lontano di ogni persona di sinistra un po' più acculturata del piddino di riferimento. In quel piccolo intermezzo tutto era già stato sperimentato di quanto vediamo oggi, con forme di trasgressione più o meno spinte oltre all'accostamento di figure che includono il duale maschile e femminile. Forme alle quali siamo già ampiamente bombardati da anni, attraverso il woke nelle serie televisive, film, eventi eccetera. Ma il professore dimentica che il liberismo in nuce ha in sé l'hybris dell'uomo che si fa da sé, perché per citare Michéa, la libertà di determinare da sé il proprio sesso biologico è un concetto che già esiste nell'ideale liberista. Perché dunque Weimar è un rimpianto lontano? Ma perché in quel periodo tra gli imperi il socialismo trovò un suo stato al di fuori della Russia bolscevica (che all'epoca era già un tantino turbolenta) e invece fu soppiantata dagli altri socialisti sbagliati, quelli nazionali. Quindi, quello che penso sia un errore di valutazione da parte di Zoja, è il pensare che sia un "post-", che giunge al declino, mentre è in realtà soltanto una storia che si sta ripetendo forse anche per il solo fatto che la sinistra di oggi è concettualmente ferma al 1945.
♠ Si potrebbe forse riassumere questo libro con un semplice "il troppo storpia"? Quando negli anni 80 e 90 il sesso era taboo tutti volevano farlo, c'era il rischio, c'era la volontà di infrangere le regole, di sconfiggere il puritanesimo, il sesso era vietato e il divieto lo rendeva desiderio. La trasgressione aggiungeva eccitazione e la mancanza il bisogno. Negli anni 2000 la rotta si è invertita con l'avvento principalmente di internet che ha permesso a chiunque di usufruire di porno di bassa lega gratuitamente. Ha permesso a chiunque di entrarne in contatto in qualsiasi momento, di esplorarlo, di provarlo e tutta questa disponibilità ha stancato. Semplicemente. Ormai il sesso è dovunque e la gente è stanca di vederlo e anche quando lo guarda non se lo gode più. A volte c'è quasi un senso di rifiuto.
Non condivido la limitazione al solo 'mondo occidentale' quando questa situazione è presente gia da anni in Asia - Giappone su tutti - dove questo calo dell'interesse ha portato alla nascita di parole che sono ormai finite nel vocabolario di tutti i giorni. Anche in quel caso gli studiosi lo hanno attribuito all'avanzamento tecnologico, per quanto lo ritengo corretto penso che dipenda molto anche dal fatto che le persone stanno mettendo al centro della loro vita altre priorità e il sesso ormai semplicemente non ha più quell'attrattiva che aveva qualche decennio fa. Anche l'allontanamento dalla religione e il fatto che ormai non regoli più le vite e le scelte delle persone ha sicuramente aiutato a togliere altri taboo.
El libro es interesante en su planteamiento y el desarrollo del tema. Tiene páginas con reflexiones e intuiciones originales que exigen replantearse los problemas vinculados al Eros y sus dimensiones sociales.
No obstante, el libro me resultó muy desordenado, con capítulos y secciones con poca estructura y siguiendo una argumentación más intuitiva que analítica.
È un manuale che cerca d’indagare il declino del desiderio. Zoja approfondisce da studioso le varie possibili cause e da ottimi spunti bibliografici. Un buon testo per chi cerca informazioni sul tema.
Lettura interessante non tanto perché dia risposte nette - non ne dà - ma per gli spunti di riflessione che offre su sessualità, tecnologia, identità di genere.
Eccessivamente tecnico e, a tratti, di difficile comprensione, ma interessante nelle parti centrali e divulgative. Comunque, non c'è da stare allegri...
Entrega varias líneas de análisis, pero no concluye mucho ninguna. Sentía que cada explicación quedaba inconclusa y abierta, pero entrega muy buenos puntos de análisis y reflexiones. Vale mucho la pena leerlo.