I primi tre romanzi e i racconti inediti dell'acclamato ciclo di Alec di Kerry e Seregil di Rhíminee: la più contemporanea delle saghe epic fantasy, una nuova terra immaginaria per la letteratura "di genere".
«Tirfaie, così li chiamiamo: coloro che hanno una vita breve.»
Avevo il ricordo di un vecchio volume di mio papà, che poi ho smarrito nei traslochi con mio grande rimorso. Tutto questo per spiegare perché mi sono ritrovata a leggere i primi tre romanzi della saga soltanto ora. In effetti, ancora mi chiedo come ho fatto a non conoscerla prima... Iniziare NIGHTRUNNER per me è stato spalancare una porta su un universo complesso e affascinante. Ci sono cascata dentro di brutto, centellinandomi le 1620 pagine del cartaceo, sera dopo sera, e usando un cuscino come leggio (pesa, ragazzi, pesa).
FORTUNA NELL'OMBRA si apre nell'imminenza di una guerra. I due regni di Skala e Plenimar sono nemici storici, ma mentre il primo popolo si caratterizza per essere dedito al commercio e allo sviluppo di una magia "bianca", oltre che essere governato da una dinastia di regine, quella di Plenimar è gente crudele e sanguinaria, misogina e seguace di sacrifici e negromanzia. Alec di Kerry è un giovane arciere orfano che vive molto più a nord, lontano, e ritiene di non essere coinvolto nel conflitto. Finché non viene imprigionato e salvato da uno strano individuo, un giovane bellissimo quanto misterioso, Seregil di Rhíminee, ora menestrello eccentrico, ora spia e ladro, ora ricognitore e rappresentante, in esilio, di un popolo non umano e secolare, che in passato si è mescolato agli uomini mentre nel presente preferisce restarsene in un isolamento neutrale quanto fragile.
I due iniziano ben presto a collaborare nel nome di Skala, con il sostegno del mago Nysander e del guerriero Micum. Ma il loro è un rapporto complicato fin dall'inizio, perché la vita dei mortali Tirfaie (gli umani) è veloce e fuggevole, mentre la ruota della Storia procede con tempi molto più lenti, e ciascuno dei due nasconde più di un segreto, come scopriremo in IL BUIO IN AGGUATO e LUNA DI CONGIURA.
Il tomo contiene i primi tre libri della serie, molte pagine, ma anche troppo poche. Questo è uno di quei libri dove le descrizioni sono così vivide che ti pare di essere lì con loro, tra foreste, ghiaccio, vita cittadina, mercati e campi di battaglia. Alla fine, e nonostante l'aggiunta dei racconti, ho chiuso con la netta sensazione di una sorta di perdita. Sino alla prossima avventura, Alec e Seregil mi mancheranno. La Flewelling è femminista e supporta i diritti QLGBT. Tutto questo si vede nella sua opera, dove le donne sono regine e guerriere indomite, e dove i suoi personaggi principali hanno una sessualità fluida, non ristretta tra canoni rigidi. Inutile dire che adoro il suo stile, attento a costumi, aspetti religiosi, bellici e sociali, e spero di proseguire la serie al più presto (dita incrociate per la sua pubblicazione).
Immagina di viaggiare in terre dove le leggende camminano per strada sotto la luce del giorno.
Ho finalmente trovato IL LIBRO, quello che non riesci a mettere giù e fai le tre del mattino pur di andare avanti; quello che divori con avidità assaporando ogni pagina; quello i cui personaggi sono talmente belli, reali e interessanti che prendono vita davanti ai tuoi occhi. Ma non solo questo. Ho trovato la mia saga preferita e sono veramente felice. Lo stile è perfetto: c’è azione, spiegazioni, avventura e descrizioni, il tuo mescolato in modo uniforme e ben amalgamato. I personaggi sono meravigliosi, tutti, dal primo all’ultimo. Hanno uno sviluppo ben fatto, e man mano che la storia procede evolvono e cambiano, pur rimanendo fedeli a loro stessi e ai propri ideali. Potrei citarli praticamente tutti, ma i miei preferiti in assoluto sono Alec, Seregil, Thero, Micum, Nysander e Beka. Per non parlare poi delle relazioni, che sono tutte stupende e ben approfondite. Non solo quella tra Alec e Seregil, che ho amato profondamente, ma anche quelle tra loro e gli altri personaggi. Oltre allo stile e ai personaggi, abbiamo anche un’ambientazione incredibile. Ogni luogo, ogni città ha le sue tradizioni e sue caratteristiche. Nel corso della lettura mi sembrava di fuggire con Alec e Seregil in mezzo ai boschi, passeggiare per le vie di Rhìminee, rilassarmi sulle colline di Watermead o addentrarmi tra le pietre misteriose di Sarikali. In conclusione, lo consiglio veramente col cuore. Se amate il fantasy classico, fatto di avventura, scritto divinamente, con personaggi incredibili, ma che ha anche donne forti, magia e una delle coppie M/M più belle e ben scritte di sempre, leggetelo!!!!
RECENSIONE A CURA DI SLANIF La prima cosa che mi viene da dire è che questi romanzi sono scritti “alla vecchia maniera”, così come erano scritti i Fantasy una volta. Non c’è fretta nelle scene o nella scrittura. Ogni cosa è spiegata, argomentata, raccontata, vissuta. Ci permette di entrare nel mondo in cui i personaggi si muovono e di poterlo quasi vedere, facendoci sentire parte di qualcosa di molto più grande e importante. Era tanto tempo che non mi innamoravo così di un romanzo (o una serie di romanzi, a essere precisi) ed era altrettanto tempo che non davo 5*, ma stavolta ne darei pure 10 o 20, se potessi. Un romanzo meraviglioso, imperdibile, con dei personaggi stupendi, una storia avvincente e ricca di intrighi e un proseguo che prego arrivi prestissimo, perché già sono in astinenza da Seregil e Alec. Continua sul nostro blog!
5⭐️ Io ne assegno 10 con lode. Sono triste, ed è la stesa tristezza che mi ha pervasa la prima volta che sono arrivata alla fine di questa fantastica saga. Ne vorrei ancora e, a causa della mia inettitudine nello studio delle lingue straniere che non mi permette di andare avanti con gli altri capitoli, sono sicura che, tra non molto, mi cimenterò nuovamente verso la terza rilettura. Perché? Perché mi mancheranno moltissimo tutti i personaggi ai quali la mia immaginazione ha creato volti e voci e ai quali ormai do del tu come se fossero amici di vecchia data. Mi mancheranno le avventure, il pizzicore della magia e lo sguainar di spade. Le cavalcate a perdifiato tra esotici boschi, il condividere una coperta in una notte stellata, abbracciare un amato. Le conversazioni, le interazioni che nascono, crescono e a volte muoiono, le lacrime salate e il dolore per una perdita. I viaggi, l’odore della salsedine mentre scruti all’orizzonte le vele nemiche e la pace donata dal rumore di due lontre che scherzose giocherellano nelle acque di una polla nascosta. Di tutto questo avrò tantissima nostalgia soprattutto perché il ritrovarmi assorta a ripensarci mentre magari stavo facendo altro non ha prezzo. E credo che questo sia il complimento più bello di tutti. Infine ci tengo a ringraziare la casa editrice per la splendida edizione. Adoro guardarla, nella sua dorata magnificenza, spiccare tra i vari tomoni della mia libreria.
Dev'essere ormai tradizione, che le sorprese più belle e inaspettate arrivino verso la fine dell'anno. Questa saga è stata una scoperta bellissima, me ne sono totalmente innamorata. Mi ha fatto tornare il piacere di leggere per il puro gusto di farlo, una sensazione che avevo dimenticato da tanto, troppo tempo. Nel complesso un 5\5, proprio perché a livello emotivo mi ha coinvolta tantissimo, e questo per me al momento è il parametro più importante di tutti. Se riesci a mantenere la mia attenzione e a costringermi a restare incollata alle pagine malgrado tutto il caos che mi circonda, allora hai già vinto, that's all folks. Adesso aspetto la pubblicazione degli altri 4 volumi (mai arrivati in Italia). . . . . (OK, DOVE SONO? QUANDO ARRIVANO?? OSCAR VAULT NON FACCIAMO SCHERZI EH!!!!)
Serie consigliatissima, nel caso non si fosse capito ❤
Leggere questo tomone è stato come andare sulle montagne russe. Salite lente, altezze vertiginose e discese a precipizio. In questo volume sono raccolti i primi tre dei sette romanzi che compongono la saga heroic fantasy di Nightrunner.
Per essere un fantasy degli anni Novanta ha elementi innovativi e che precorrono i tempi. Non dico quali perché potrebbero influenzare il PREgiudizio di qualcuno.
Una trilogia che non mi ha soddisfatta completamente ma che di sicuro mi ha regalato belle emozioni.
Spero vivamente che la Oscar Vault prosegua con la pubblicazione dei restanti romanzi della saga, (ancora inediti in Italia) che a mio parere merita di essere letta e conosciuta.
La fortuna nell'ombra: primo libro largamente introduttivo, che parte lento e con una scrittura a tratti pastosa e pesante. Si inizia a conoscere l'ambientazione, i popoli e i vari personaggi, tra cui in larga parte i protagonisti. Alec, un giovane arciere rimasto solo al mondo e Seregil, trasformista, ladro e spia. La minaccia che si troveranno ad affrontare è quella di un Fantasy classico, il male incarnato nei negromanti al servizio di Plenimar, che ritorna all'attacco dopo cinquecento anni dall'ultima grande guerra. Intrighi, sotterfugi e arti magiche condiscono una trama che si lascia leggere senza troppi intoppi. ⭐️⭐️⭐️
Il buio in agguato: Il vero cuore della storia. Qui il gioco si fa serio, c'è una buona dose di avventura, battaglie epiche e dramma. Ma c'è anche la splendida evoluzione dei personaggi, in particolar modo del duo principale Alec e Segegil, si scopre il loro passato e si esplora la loro personalità. Un finale epico, amarissimo ma al contempo dolcissimo. ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Luna di congiura: Flewelling, cosa mi combini? Decisamente il peggiore dei tre. Centinaia di pagine di noia mortale. Mi ha lasciata mezza agonizzante. Politica, cerimoniale, politica e cerimoniale all'infinito. Avete presente l'Entaconsulta di Lotr? Bene, quella situazione ma all'ennesima potenza in quanto a frustrazione, tedio e lentezza.(anche perché dura praticamente per 600 pagine). E comunque agli Ent gli si vuole bene, agli Aurenfäie li si vorrebbe prendere solo a craniate. ⭐️⭐️
Barlumi: Una manciata di racconti che esplicano a approfondiscono vicende precedenti al primo libro, largamente nominate nella saga. Qui si riprende fiato e soprattutto si rialza il livello di interesse. Grazie Lynn Flewelling per avermi ridato ossigeno dopo il terzo deludente volume. ⭐️⭐️⭐️⭐️
Questo piccolo mattoncino di 1600 pagine racchiude i primi 3 romanzi e alcuni brevi racconti, della serie che racconta le vicende di Alec e Seregil. Ma non solo… Attorno a loro e alla guerra imminente tra Skala e Plenimar si aggirano una miriade di personaggi uno più bello dell’altro. In particolar modo le donne vengono qui rappresentate come vere e proprie forze della natura, sono regine, guerriere e arrivano anche a comandare interi eserciti.
Ovviamente si tratta di un fantasy, o meglio di un epic fantasy, quindi guerre e intrighi a parte è normale che ci siano anche molte parti descrittive. Un world building costruito così bene necessita della giuste presentazioni, non possiamo addentrarci nella storia se non conosciamo luoghi, eventi e personaggi. Quindi anche se alcune parti, soprattutto all’inizio, potrebbero sembrarvi lente, proseguite perchè ne varrà la pena.
Tornando alla trama… La fortuna nell’ombra è il primo romanzo e inizia subito con l’incontro tra Alec e Seregil, entrambi tenuti prigionieri dal signor Asengai. Seregil aiuta Alec, che all’epoca è solo un ragazzo, a fuggire e poi decide di tenerlo con sè, portarlo a Rhiminee e addestrarlo come spia. In realtà sarà poi Alec a riportare un Seregil mezzo moribondo a casa.
Il buio in agguato è stata la lettura più intensa. Qui entra in gioco una profezia che vedrà coinvolti Alec, Seregil, Micum e Nysander. Aggiungeteci anche colpo di scena finale e io che impreco contro l’autrice. Poi però ultime pagine mi hanno riempito di gioia🥹🫶🏻.
Luna di congiura è forse il romanzo più soft. Alec e Seregil seguiranno la principessa Klia fino ad Aurenen per convincere i Fae ad aiutarli nella guerra contro Plenimar. Soft si fa per dire, perchè anche qui ci saranno omicidi, aggressioni e il rischio per Seregil di non tornare vivo a Skala.
I racconti sono la ciliegina sulla torta❤️
Ora non resta che sperare di avere anche gli altri quattro libri, perchè questa saga è un capolavoro e merita di essere completa.
"… scenari, questi, che aiutano a incasellare entro una cornice integra le vicende narrate in libri che, altrimenti, potrebbero addirittura apparire più dissimili, per scopi e strutture, che accomunabili. Nello specifico, al primo dei tre (La Fortuna nell’Ombra) spettano, per forza di cose, l’onore e l’onere di guidare il lettore in un mondo contraddistinto da sagome e luci che, apparendo familiari a molti di coloro che sono soliti bazzicare nei più svariati universi di fantasia, potrebbero incontrare diverse difficoltà nel proporsi come freschi, nuovi, accattivanti. Se di tale capitolo introduttivo, tuttavia, volessimo isolare un pregio, il pregio principale, a parer mio dovremmo puntare proprio su questo: sull’entusiasmo, tipico di un’appassionata di lunga data del genere, con cui la Flewelling sembra ricercare a ogni costo, anziché rifuggire, il ricorso ai tropi più tipici dello sword and sorcery, resi vivaci non da reinterpretazioni originali (sebbene il passaggio da una prospettiva, spesso e volentieri, di stampo machista a quella di un ragazzo mite, bisessuale e caratterizzato da un’indole da avventuriero curioso, più che da uomo d’azione, finisca comunque per inquadrare il tutto da uno scorcio gradevolmente insolito), bensì dal genuino affetto da cui appaiono ritratti… dal loro presentarsi, insomma, come un porto sicuro e sempre piacevole da esplorare perfino nei suoi anfratti più noti, esattamente da chi, in quegli anfratti – vantino essi le sembianze di maghi dalla moralità ambigua o di principesse guerriere, ma anche di lande desolate o di castelli diroccati, di malvagi intenzionati a usurpare il più ambito trono di turno o di popoli in secolare guerra l’uno con l’altro – , ha conservato un frammento di cuore. Se, al contrario, volessimo stigmatizzarne un difetto, non potremmo che parlare dell’ingenua tendenza dell’autrice a utilizzare monologhi interminabili e dialoghi monocromi per fornire informazioni a proposito delle caratteristiche sociopolitiche del mondo via via delineato… senza, peraltro, riuscire ad agganciare i monologhi e i dialoghi in oggetto a degli spunti di conversazione credibili, che non suonino come dei dubbi sorti a convenienza nella mente di personaggi che non avrebbero ragione di porseli; ciò che ne emerge è una sorta di mappa costellata da dei – diciamo così – “punti ristoro” ben definiti e inaggirabili, al cospetto dei quali il dispiegamento della trama non può far altro che arrestarsi e mettersi al servizio di qualunque scusa venga scelta, di volta in volta, per sciorinare nozioni non sempre fondamentali, non sempre interessanti, che non si è trovato il modo d’illustrare. Peculiarità, quest’ultima, che va fortunatamente a opacizzarsi nel secondo volume del ciclo, Il Buio in Agguato, cioè quando si presume che il lettore sia ormai entrato in possesso degli strumenti necessari a orientarsi da sé fra i regni di Skala e Plenimar, ne conosca quasi a menadito gli usi e i costumi; forte di tale consapevolezza, la voce della Flewelling si sente libera di concentrarsi non solo sulla dimensione sentimentale (bisognosa, manco a dirlo, più d’immagini che di spiegazioni) di quanto rappresentato, ma anche sul gusto per il conflitto e per l’aspetto più prettamente esoterico dello sword and sorcery di cui sopra. Risultato? L’azione qui tratteggiata risulta accompagnata, finalmente!, da un autentico senso di pericolo, da un crollo della percepita invulnerabilità dei protagonisti che finisce per servire su un piatto d’argentea inquietudine il coinvolgimento emotivo nelle peripezie messe in scena, la speranzosa attesa della mossa giusta da compiersi dai personaggi in difficoltà e la messa a fuoco delle ombre di ambientazioni che, in precedenza, avevano mostrato soltanto i propri angoli più soleggiati. I fantasmi del passato di figure come quelle di Seregil, Nysander e Thero si fanno meno evanescenti, le mattanze più grafiche, le tragedie imminenti per davvero; e, in ultimo, anche la storia d’amore fra Alec e Seregil si conquista lo spazio da sempre meritato e … traumi pregressi che, con la puntualità di un orologio svizzero, vengono sviscerati nel successivo Luna di Congiura, che all’esplosione di magia del predecessore contrappone una netta virata verso una ragnatela di veleni d’impronta molto più terrena, d’intrighi di corte e di complotti – di matrice familiare o, in alcuni casi, vantanti radici risalenti a inimicizie ancestrali fra popoli – volti a decretare lo scoppio di guerre fratricide. Verso l’elemento “sword” del plurisuccitato (?) sword and sorcery, in pratica. Mossa, questa, che permette di chiudere il cerchio simbolico del genere di riferimento, sfruttandone le potenzialità non ancora esaminate a dovere e arricchendo la rosa di protagonisti di profili che, pur guardandosi bene dal sottrarre la luce dei riflettori alla coppia principale, riescono a incidere quanto basta nel dipanarsi dell’intreccio da non correre il rischio di essere presi per superflue guarnizioni del worldbuilding. Unico neo: il posizionarsi subito dopo un libro avvincente come Il Buio in Agguato, in cui il dramma raggiungeva le massime vette espressive, fa apparire diverse delle situazioni in divenire parecchio sottotono, anziché cariche di quell’adrenalina che sarebbero riuscite a trasmettere solo se la Flewelling non avesse stabilito di renderle il climax di un racconto che aveva già dato il proprio meglio. Servono, le storie brevi raccolte in Barlumi, a rattoppare in maniera accettabile questo stonato calo di ritmo? In parte sì, considerato che si preoccupano di consegnarci diversi tasselli mancanti relativi sia all’evoluzione del rapporto fra Alec e Seregil, a cavallo fra secondo e terzo volume, sia – cosa, questa, fondamentale! – a ciò che, negli anni, ha reso l’avvenente spia di Skala l’uomo da noi incontrato all’inizio de La Fortuna nell’Ombra. Non un’accozzaglia di ripensamenti o di zuccherini pensati per un fandom esigente, in sostanza, ma un’appendice necessaria ad assaporare appieno sfumature che la decisione di non proseguire la lettura oltre i libri “regolari” potrebbe nascondere alla vista…
… e qui chiudiamo, direi. Un po’ bruscamente, me ne rendo conto, ma perché bruscamente si è chiusa, per il momento, l’avventura editoriale di questa saga in Italia, allo stato attuale priva dei suoi ultimi tre atti; mancanza, quest’ultima, che non rende certo impossibile accontentarsi di un finale “temporaneo”, che a numerose domande poste dalla trama riesce comunque a rispondere, ma che mi frena dal porre un punto, anziché un punto e virgola, al giudizio sull’opera. Rimarrò in attesa, dunque, di un nuovo macigno targato Oscar Vault, grata a prescindere per quanto letto finora…"
Uno dei miei fantasy preferiti in assoluto, un must per tutti gli amanti del sword and sorcery. Ci sono tutti gli ingredienti necessari: magia (che però non è mai soverchiante), combattimenti, intrighi di corte e macchinazioni politiche, artefatti malvagi, draghi e oscuri negromanti ... Il world building è perfetto, vengono approfonditi e presentati i culti religiosi e le festività, così come usanze e tradizioni dei vari popoli del continente. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e sfaccettati; i due protagonisti, Alec e Seregil, in particolare è impossibile non amarli perché sono veramente vivi e ti entrano nel cuore. La loro amicizia e l'affetto (che evolverà in un rapporto amoroso, una grande novità per un fantasy degli anni 90) è davvero molto toccante. Vivono mille peripezie, sempre sull'orlo del rasoio, che non possono che essere lette con il fiato sospeso e l'angoscia nel cuore. I due sono eroi atipici: si destreggiano infatti non solo a colpi di spada, ma anche e soprattutto come spie, ladri e scassinatori, attori e trasformisti. La lettura è davvero piacevole, leggera e scorrevole. Molto consigliato!
Son riuscito ad arrivare a cento pagine ed è stato un supplizio, lento e noioso. Un libro che nelle prime cento pagine non ti sa dare un emozione a mio parere non merita di essere continuato. Oltretutto, pieno di descrizioni che potevano essere tranquillamente evitate, in modo da rendere il tutto un po' più snello e scorrevole. Non aggiungo altro, libro almeno per me, da dimenticare.
I STARTED READING THE NIGHTRUNNER SERIES FOR THE GAY, BUT I ACTUALLY RATHER LIKE IT FOR THE PLOT /o\
LOL M2. IT'S FUN!
I'VE NEVER HEARD THAT THE NIGHTRUNNER SERIES BREAKS UP THE GAY MAIN COUPLE BUT THEY KEEP MENTIONING THE CRUSH ONE OF THE DUDES HAD ON HIS CHILDHOOD LADY FRIEND AND THEIR MUTUAL ATTRACTION AND I'M JUST WORRIED IT'S A LONG SLOW BURN TOWARDS THEM AS END GAME. IT'S NOT THE IDEA OF A HET SHIP THAT BOTHERS ME BUT THAT I RLY DO SHIP THE DUDES :(
IT HAS TAKEN ME TILL PARTWAY THROUGH THE SIXTH BOOK, BUT I'VE FINALLY FIGURED OUT WHY ALL THE BOOKS IN THE NIGHTRUNNER SERIES AFTER THE FIRST TWO ARE BORING: THERE'S NO TENSION BETWEEN THE POV CHARACTERS AT ALL. THE MAIN COUPLE GOT TOGETHER AT THE END OF BOOK TWO AND NEVER FIGHTS EXCEPT FOR SOME TINY CONTRIVED THINGS IN BOOK FIVE, THE MAIN DUDE AND HIS RIVAL GOT OVER THEIR PROBLEMS OFF SCREEN AND ARE BUDDIES NOW (NOT EVEN BANTERING BUDDIES, JUST BUDDIES), AND THE RIVAL'S TUTOR IS DEAD SO THEY CAN'T ARGUE ABOUT STUFF EITHER. IT'S JUST BAD EXTERNAL STUFF HAPPENING TO WELL-BALANCED PEOPLE WHO GET ALONG WITH EACH OTHER. EVERY TIME A SIDE CHARACTER HAS ANY UST OR RIVALRY OR ANYTHING THEY GET WRITTEN OUT OF THE SUBSEQUENT BOOKS, TOO.
THIS IS THE WORST EXPOSITION I'VE READ IN AWHILE AND QUITE A LOT OF PEDOPHILES. D:
SOME SOLDIERS WERE GOING TO RAPE THE POV KID BUT DECIDED THAT MIGHT HURT HIS PRICE WHEN HE WAS SOLD INTO SLAVERY TO PEOPLE WHO WOULD RAPE HIM. AND THEN THE GUY WHO SAVED HIM THOUGHT ABOUT HOW COMELY HE WAS BEFORE LOLING AT HIM FOR NOT UNDERSTANDING ABOUT A COMPLETELY DIFFERENT GROUP OF PEDOPHILES. AND THEN SOME MOAR SOLDIERS WANTED TO RAPE HIM BECAUSE THERE WEREN'T ENOUGH WHORES.
THE EXPOSITION WAS DIRECTLY EXPLAINING THINGS WITH PHRASES LIKE "OH, BY THE WAY I SHOULD TELL YOU ABOUT [THIS IMPORTANT PLOT POINT YOU SHOULD DEFINITELY ALREADY KNOW ABOUT]." AND "ANYWAY I WAS TALKING ABOUT [THIS OTHER IMPORTANT PLOT POINT YOU ALSO SHOULD KNOW ABOUT] AND DON'T WANT TO GET SIDETRACKED BY [THIS OTHER PLOT POINT]."
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Seregil is an amazing guy. He came from bad circumstances and into very good ones although nothing is ever certain for him. I understand his lifestyle among the grandest and having his cozy little hideaways too away from that high society. Alec was a stranger to the cruel world as he was tucked away in the forests. He had no idea that his heritage was a violent one since birth. I had no idea what he may blossom into as a man. I laughed at his blushing when he was taken into the towns at first. When left on his own for a while Seregil had warned him to be wary of strangers. Saying, about soldiers' common saying, "when women are few a boy will do." I had no idea that this series would be about certain relationships but, it hasn't turned me off. I am from a rural area so there are certain things we are told around here to not openly accept. Which is why I probably I get away in great stories!
Recensione solo della Fortuna nell'ombra, perché non ho voglia di spararmi tre romanzi in uno.
Ambientazione e caratterizzazione dei personaggi molto interessanti, i luoghi delle vicende sono descritti in una maniera vivida e così i rapporti con i vari personaggi. Tutto bello ma dobbiamo parlare dell'elefante nella stanza: dov'è la trama?! Perché l'inizio è molto incalzante, con i due protagonisti che fuggono da una origine a pagine 2 e iniziano a conoscersi viaggiando e imparando l'uno dall'altro fino al fatidico furto della moneta maledetta che metterà a dura prova le vite di Alex e Seregil. Ma poi? Leggo di questi avanti e indietro tra lavori di spie e cospirazione contro Seregil e la regina della città - molto poco chiare e interessati ad essere onesto - sul finale arriviamo quasi senza accorgerci perché i preparativi per incastrare il nemico sono meticolosi e descrittivi e poi cosa succede? Tutto offscreen, ho pensato "ah ma è finito così?" In una maniera deludente per il carico di materiale che ci è stato raccontato. Poi di punto in bianco nell'ultimo paio di pagine c'è un sogno violento e macabro completamente fuori contesto rispetto al resto della storia. Se i personaggi e il background fossero stati brutti come la trama avrei dato una stella. Vedrò se continuare a leggere i prossimi due.
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A Nightrunner ho assegnato 5 stelline e vi spiego il perché.
🔹Presenta tutti quegli elementi, quelle caratteristiche e quei tropi familiari dell'epic fantasy che ho letto mille volte e leggerei mille volte ancora. Classico! Non banale, grossa differenza. 😉
🔹Per i personaggi, in primis Alec e Seregil, che sono stati una vera rivelazione per come la Flewelling li ha magistralmente ritratti e per il fascino atipico (non i soliti eroi da romanzo cavalleresco) che riescono a esercitare; ma anche per il rapporto che tra loro si è creato e che li lega. Per i personaggi femminili credibili che non si limitano a fare da tappezzeria e per la rappresentazione queer (un po' di romance c'è ma non è il fulcro, questa saga è e rimane puramente fantasy).
🔹Per la narrazione "morbida" (l'autrice si prende tutto il tempo necessario), descrittiva, vivida e coinvolgente. Niente é messo giù a caso ma serve a creare un'immagine o a infittire le sottotrame in modo inaspettato. Se questo non vi ha convinto aggiungo che c'è un bel worldbuilding, accurato e stratificato, un sacco di intrighi politici e tradimenti, bardi 🖤, 'faie, draghi e negromanti.
L'unica pecca è che questa edizione contiene i primi tre romanzi (3 di 7) e il primo libro è abbastanza introduttivo, il secondo chiude il ciclo ed è pazzesco, mentre il terzo è conclusivo come sottotrame ma lascia a metà una parte, o due, importanti per la trama principale. Si può leggere così e ne vale la pena ma incrociamo le dita perché Mondadori pubblichi il resto della saga.
Ho ufficialmente finito di leggere tutto ciò che è stato tradotto di questa meravigliosa saga fantasy.
Sono un po' in lutto perché, almeno per ora, non si sa ancora nulla della traduzione degli ultimi 4 volumi né della trilogia spin off che, mi è stato assicurato da lettrici molto più brave di me perché leggono in inglese, essere davvero bella.
È difficile raccontare in breve questa saga, questi primi tre libri, questi personaggi che sono straordinari, e di cui ci si innamora senza alcuna fatica.
È una saga che consiglio ovviamente a tutti coloro che amano gli epic fantasy, perché quello è. Ci sono maghi, draghi, cavalieri, spie, nemici oscuri, faie, e chi più ne ha più ne metta. Ci sono amici a cui affidare la vita, e tradimenti che feriscono. C'è un viaggio, una guerra, degli alleati, c'è sangue e dolore, amore e gentilezza, ci sono risate, danze e calore. C'è il trovare il proprio posto e scoprire che "casa" non è un luogo, trovare la propria famiglia e scoprire che non deriva solo dal sangue di appartenenza, che le radici da cui provenivano possono essere importanti, ma la nostra forza non deriva solo da lì.
Ci sono Seregil e Alec, e già basterebbero loro, ma non sono soli, sono accompagnati da un gruppo di vecchi e nuovi amici.
1600 pagine che non si sentono, anzi alla fine vorresti averne ancora e io non smetto di sperare di averne.
A tutte voi che ho stressato durante la lettura mandandovi pagine intere di citazioni o taggandovi in tutte le storie, grazie di avermi sopportato e speriamo di poter leggere presto insieme i prossimi.
A tutte le persone a cui ho consigliato direttamente in chat di recuperarla senza che loro mi avessero chiesto nulla, perdonatemi ma ascoltatemi.
È triste lasciare questo mondo, ma spero di tornarci presto leggendo (e quindi vivendo) nuove avventure con tutti loro.
Questa trilogia è stata un'altalena di emozioni, ed è proprio per questo motivo che ho dato 4 stelle e non 5. I primi due libri sono molto belli: il primo è lento all'inizio (ma ci sta in quanto l'autrice deve presentare tutto il mondo); il secondo l'ho divorato e non riuscivo a posare il libro, mentre il terzo l'ho trovato il più debole dei tre, tanto che per un periodo l'ho accantonato dato che mi annoiava proseguire nella lettura. Fortunatamente nel finale si risolleva ma a poco serve dato che ci sono altri 4 libri ancora non tradotti e quindi per scoprire come prosegue bisogna aspettare una traduzione italiana (se mai si farà) oppure continuarlo in inglese. Un plauso alla caratterizzazione dei personaggi, mi resteranno dentro per un bel po'. Nel bene e nel male, sono diventati miei amici ❤️
Che dire che gli altri non abbiamo già abbondantemente sottolineato? Un libro (tre in realtà) magnifico. Mi ha continuamente ricordato perché amo la lettura e, orfana dei dei seguiti non ancora tradotti, terrò I racconti per i giorni a venire. Quanto amore per Seregil e Alec, quanto!