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La cantina dei rospi

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"La cantina dei rospi" è la raccolta di racconti con cui Thomas Owen si dedica compiutamente a narrare la paura, quella che nasce come una sottile inquietudine e si sviluppa in contesti all’apparenza familiari, innocui, a prima vista del tutto innocenti. Nei venti racconti qui contenuti, come sua abitudine Owen prende dolcemente sottobraccio il lettore e lo guida a toccare con mano la propria poetica del bizzarro, a sfiorare quel confine sottilissimo tra il mondo reale, consueto, e un insolito dove invece la normalità cambia aspetto e prende la forma di evocazioni macabre, scenari diabolici, personaggi ambigui e pericolosi. Ed è qui dove chi legge cessa di essere un semplice spettatore, ma si trova catapultato tra le pagine a condividere l’angoscia pennellata con sapienza da questo artista del fantastico.

352 pages, Paperback

Published October 14, 2022

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About the author

Thomas Owen

57 books13 followers
Pseudonym for the Belgian author Gérald Bertot.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Fabiano.
335 reviews125 followers
Did Not Finish
June 20, 2023
DNF Pag. 179

Purtroppo questi racconti sono fuori dal mio target di apprezzamento.
Profile Image for Leonardo Di Giorgio.
140 reviews302 followers
June 24, 2023
Ligotti, nel suo Nottuario, traduceva (sostantivandolo) il termine weird con “fato”¹ e, sintetizzando la sua posizione, sottolineava come queste narrazioni avessero tanto a che vedere con una dimensione di fatalismo: l’evento fuori dall’ordinario che stupisce per il suo modo di mostrarci uno scarto possibile con la realtà quotidiana.
Questo è ciò che interessa maggiormente a Thomas Owen².

Nei suoi racconti si “respira un profumo di antica tradizione (gotica) misto alla puzza di un sogno andato a male”³; qui i suoi protagonisti abbandonano velocemente il quotidiano per ritrovarsi in balia dell’assurdo, e consequenzialmente catapultati nel cuore dell’orrore. Il sentimento dell’assurdo, che fa capolino nella monotonia del quotidiano, inizia ad esistere come abitudine, per protrarsi fino alla fine di queste macabre storie⁴.

Quando leggevo questi racconti avevo la sensazione che a un certo punto mi franassero velocemente sotto i piedi e, mentre all’inizio mi sembrava poco credibile questo inserimento brusco dell’assurdo, con il passare dei racconti ho capito che non era un inciampo ma una mirata scelta narrativa: è questo l’orrore di Owen, il fatto che l’ignoto ci si possa rivelare in qualunque momento⁵.

“C’era, nella semplice parola ‘urgente’, un’intrusione insolita della vita vera nel dominio severo e un pò cristallizzato della sua esistenza”.

L’orrore e l’assurdo sono due temi diversi per Owen, il primo è più auspicabile del secondo, perché l’orrore è più radicale dell’assurdo. Owen si diverte (con malizia) a scomporre, come un veleno, il nostro rapporto con il quotidiano: non è l’orrore ma l’assurdo ad avvelenare la nostra tranquilla esistenza⁶.


Owen è un autore particolare (la bara è vuota e la gente va vestita a festa ad un funerale senza un defunto da piangere): riesce ad essere straniante e disturbante, con qualche sprazzo di umorismo⁷ e una buona alternanza tra dimensione psicologica e weird.

Grazie @alcatrazedizioni per avercelo portato, perché un autore che rischia di essere dimenticato ha bisogno di "incisori su memoria". Ma anche di lettori che si prendano l'incarico di farli sopravvivere.

Ringrazio la CE per la copia omaggio #giftedby


¹ “Nottuario”, Thomas Ligotti edito IlSaggiatore (pag. 11)
² Nella raccolta troviamo un racconto intitolato “Il destino delle mani”, e questo tema ritorna in molti racconti
³ La cantina dei rospi, Thomas Owen: “Polvere eri…” (pag 124)
⁴ La morte dei protagonisti nelle narrazioni horror è un tema fin troppo ampio, ancora irrisolvibile.
⁵ La cantina dei rospi, “Deve accadere velocemente. Perché prolungare questo spettacolo pietoso” (pag. 128)
⁶ E nell’assurdo possiamo supplire alla realtà, “tanto l’ossessione lancinante aveva preso possesso dei pensieri”
⁷ Altro mondo nel quale si rispecchia l’assurdo
Profile Image for Federico.
345 reviews21 followers
November 2, 2022
In Cerimoniale Notturno nella maggior parte dei racconti vieni preso a schiaffi dalle ultime righe della storia, che creano un'epifania inaspettata e sconvolgente. Tanti racconti de La cantina dei rospi hanno la stessa caratteristica, ma vengono alternati con altri ancora peggiori, nei quali è impossibile decifrare la sottotrama nascosta, facendoci pensare più volte "ma cosa sto leggendo? cosa non sto capendo?". Aspettando con pazienza si arriva alla fine della storia e qui... le domande NON troveranno risposta! Sta a noi lettori cercare di interpretare quello che abbiamo sotto gli occhi.
La lettura di questo volume è molto più criptica, più stupefacente e più intrigante rispetto alla maggior parte dei libri che ho letto nella mia vita da lettore. Posso solo immaginare quanto si sia divertito Owen a scrivere queste storie che spiazzano completamente chi ha il coraggio di leggerle.

In aggiunta, in questo lugubre sotterraneo di anfibi, è preminente la vena cupa, orrorifica, inquietante e disturbante di Owen. Gli ambienti hanno già di per sé qualcosa che turba, ad esempio una strada desolata, un buio sotterraneo, una funzione funebre, e Owen li descrive in maniera incredibile, con un sadismo particolare per i dettagli più tristi. Non solo la vista, ma anche l'olfatto e l'udito vengono colpiti: odori e rumori sono descritti nel dettaglio e ci immergono ancora di più in quegli angoscianti ambienti.
L'autore ci porta in queste atmosfere decadenti e grigie che ci fanno girare la testa guardando qua e là con gli occhi sbarrati o tendere l'orecchio, immobili o rannicchiarci con la coperta fino al mento.

Rimango stupefatto dal tesoro letterario che è Thomas Owen, ingiustamente nascosto ai più e che solo grazie alla passione Agenzia Alcatraz ho potuto scoprire.

Manca ancora un po' alla fine dell'anno, ma per me è già il miglior libro letto del 2022.


Notte singolare, quella in cui morì Midilev. La tramontana fuori soffiava in continuazione, con subdoli assalti che facevano passare sotto la porta malmessa taglienti lame di freddo, che si arrotolavano come cinghie attorno alle nostre gambe.
Avevamo messo a dormire il povero ragazzo su un materasso lurido, gettato in fretta sul pavimento della stanza dal soffitto basso. Il nostro amico era livido, con un'aria da mummia maltenuta nella coperta da cavallo in cui lo avevamo maldestramente avvolto.
La sua bardatura e la sua bella sella chiodata erano appoggiate lì vicino. Le staffe, toccando il pavimento, produssero un rumore come di campana.
In quel locale male illuminato stagnavano odore di zuppa di barbabietola, sudore acido e caldo di cavallo, cuoio grasso, uomo sfinito.


Votazione singoli racconti:
Profile Image for Matteo Vincenti.
60 reviews2 followers
March 21, 2024
A parte 3/4 racconti (quelli iniziali e verso la fine) che non mi sono piaciuti molto/ho capito poco, in generale una bellissima raccolta. Con alcuni racconti veramente stupendi e degni di nota.
Author 30 books11 followers
January 14, 2023
Io credi che gli amanti del fantastico dovrebbero essere grati ad Agenzia Alcatraz di diffondere questo autore in Italia. "La cantina dei rospi" è migliore del già ottimo "Cerimoniale notturno". 20 racconti che contengono molte sfumature di fantastico: l'orrore, la ghost story, il racconto grottesco, il weird, l'assurdo, il bizzarro e molto di più. C'è, pensate, anche qualcosa di edificante. La prefazione di Jean Ray, poi, è un'apologia della letteratura dell'orrore che può, da sola, mettere a tacere detrattori, sedicenti esperti e presunti giudici di ciò che merita credito e cosa no. Lo consiglio caldamente.
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