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Uno in diviso

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Uno in diviso è una storia cupa, permeata da una simbologia ossessiva che si ripete e che ci indica le zone più recondite di noi stessi, dove tutto è duplice ma unito.

«Un esordio straordinario. Un'opera che ha una qualità pericolosamente definitiva» - Marcello Fois


Taiwo e Kehinde sono due fratelli, ma abitano assieme uno stesso corpo: sono gemelli siamesi. Nonostante siano molto diversi - come lo yin e lo yang, rappresentano due poli filosofici - la carne di cui sono fatti li lega, nel pensiero come nell'azione. Efferatezze e riflessioni lucidissime sulla società italiana, la Chiesa, l'omicidio, l'aborto, il terrore dello sfruttamento fisico e intellettuale si alternano e si avvitano in una spirale cruenta che porterà i protagonisti a perdere ogni moralità. Vera e propria stagione all'inferno, Uno in diviso è una storia cupa, permeata da una simbologia ossessiva che si ripete e che ci indica le zone più recondite di noi stessi, dove tutto è duplice ma unito.

192 pages, Paperback

First published May 31, 2006

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Alcide Pierantozzi

11 books21 followers

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1 star
6 (10%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Domenico Francesco.
304 reviews32 followers
February 13, 2023
Alla sua uscita Unoindiviso divenne un caso letterario, si parlava tantissimo di questo romanzo definito estremo, insostenibile, rivoluzionario persino. La critica - anche quella di un certo livello - salutò il giovanissimo autore diciannovenne come un futuro maestro della letteratura italiana dalla carriera sfavillante e nei paragoni si tirarono fuori persino nomi come Pasolini e Dostoevskij.

Inutile dire che c'è davvero poco di tutto questo.
Innanzitutto non ho idea in cosa sia stato visto Dostoveskij, se non nel fatto che i personaggi spesso si perdono in lunghe disquisizioni filosofiche e teologiche ma nient'altro. Idem per Pasolini (cui il libro - insieme ad Alda Teodorani - è dedicato), che viene più o meno indirettamente citato diverse volte, con una certa propensione per Salò o le 120 giornate di Sodoma.
La storia non segue un particolare sviluppo, in quanto consiste interamente in una serie di vignette di vario tipo di cui la maggior parte ruotano attorno a due gemelli siamesi dal doppio tronco ma uniti da un unico paio di gambe chiamati Kehinde e Taiwo (che, non ci viene detto esplicitamente, ma deduco dai nomi che potrebbero avere origine africana) i quali narrano l'intera vicenda.

Il punto di partenza poteva anche essere interessante se non fosse che, nonostante la scrittura qua e là affascinante, il libro non sembra avere un proprio stile definito il quale inoltre si perde nella voluta frammentarietà delle vicende. Nelle sequenze del romanzo si alternano con frequenza scene di violenza esasperata che vorrebbero essere shockanti ad ogni costo alternate a discussioni esistenziali che vorrebbero apparire coltissime e complicate per quanto in realtà superficiali. Il tutto sembra essere messo lì solo per spocchia e per un tentativo di provocazione a tutti i costi con un pizzico di elementi di pop culture per renderlo più scandaloso e attuale, tra cui un capitolo intero che non è altro che il resoconto delle indagini sul caso di Cogne e su Anna Maria Franzoni, caso di grande impatto mediatico ed emotivo all'epoca della pubblicazione.
Tutti i personaggi che appaiono sono solo esili macchiette che esistono esclusivamente per rapportarsi con i due protagonisti e per sfoderare vicende e descrizioni funzionali solo alle citazioni di riferimento (Pasolini in primis) e che sarebbe stato interessante approfondire (il nonno proveniente da un Abruzzo ancestrale, il padre). Anche gli stessi protagonisti non hanno una vera personalità, per quanto in maniera stereotipata e forzata si dica che i due gemelli siano uno malvagio e uno buono, ma questa rivelazione (per quanto banale) è inutile poiché non ci sarà alcuna occasione in cui questa affermazione possa essere funzionale o di qualunque peso per la storia rimanendo alla fine un personaggio unico e poco incisivo.
Se si può fare un paragone con altri autori al massimo mi verrebbero in mente i primissimi libri di Massimiliano Parente (il che non è del tutto un complimento) e alcuni di Isabella Santacroce, le cui atmosfere sono molto ma molto simili, con la notevole differenza che la Santacroce quando scriveva anche di scene estremamente violente o sessualmente esplicite aveva un suo stile estetico ben preciso e soprattutto esse erano perfettamente funzionali e a loro modo inserite all'interno della non-storia, qui no, avvengono e basta senza alcun motivo, come in un Guinea Pig o in un August Mordum Underground qualsiasi, senza spiegazioni né perché.
Pulp tardo-cannibale molto autocompiaciuto seppur curioso, questo bisogna ammetterlo, ma non un libro che consiglierei.

In un'intervista dell'epoca trovata online l'autore affermava che a breve avrebbe pubblicato un romanzo di oltre mille pagine e un saggio contro l'aborto per una grande casa editrice. Le due opere non sembrano essere poi uscite.
Profile Image for libriconfragole.
159 reviews378 followers
December 9, 2025
Ormai la mia missione è diventata leggere qualsiasi libro che Alcide Pierantozzi abbia scritto e direi meno male, perché questo suo esordio mi ha ricordato tantissimo Trilogia della città di K. e la attraente repulsione che proviamo per le catastrofi. Questo libro lo leggi a tuo rischio e pericolo, tra gli interstizi delle dita causa la mano che ti oscura lo sguardo per non assistere agli orrori che Alcide ci racconta, il turpe abbandono al lato più ferino che si nasconde negli uomini, il tutto attraverso gli occhi di due gemelli siamesi e strani personaggi che compongono, assieme a metafore e simboli come serpenti e croci, la commedia umana del vivere. Mezza stellina mancante solo perche alcune scene possono sembrare estremizzate per sconvolgere, ma questo libro è sicuramente imperdibile - stomaco forte, mi raccomando!
Profile Image for Carlo Venturini.
125 reviews2 followers
September 9, 2025
Ci arrivo solo nel 2025, ovviamente a seguito della lettura de "Lo Sbilico".
Esordio sicuramente evocativo e potente, ammantato di simbolismo e di una lingua un tantino autocompiaciuta.
Acerbo, per certi versi, nel suo alternare lirismo e violenza.
Sicuramente figlio dei "cannibali" per la sua esposizione pulp, ci ho ritrovato una anticipazione del mood surreale e cupo di Dalle Rovine di Funetta, altro esordio che ha segnato gli ultimi 20 anni di letteratura italiana.
Profile Image for Lordof Nothing.
63 reviews6 followers
February 21, 2023
“Io, Taiwo, per noi due la bellezza era una: quella. 
Quel ribrezzo, quella porcheria, quella ripugnanza.
Un buchetto, per fare un esempio. Sempre in quel bagno, sulla manecchia sozza dello sciacquone, c’era un buchetto funesto probabilmente causato da un vecchio chiodo. Attorno al buchetto ci stavano minuscole schegge di muro, un sottilissimo strato di calce, un’elementare striatura della parete, un’interna, nefasta, misteriosa, oscurità. Questa, per noi, era la bellezza. I fiori? le rose? le albe? i tramonti? Era tutto uno sfondo scialbo, inutile, uno scenario pallido e la nostra platonica idea di beltà era un grosso sacco nero, lucido, della spazzatura. Alcuni immaginerebbero una rosa immensa oltre il cielo sublunare: un oceano brioso tre metri sopra il cielo. Io, Taiwo, ci piacevano i sacchi neri e oltre il cielo sublunare vedevamo questa enorme balla lucida della spazzatura con due occhietti scintillanti sotto l’attaccatura.”


Premessa: Uno in diviso contiene scene che alcune persone potrebbero trovare disturbanti e inquietanti, tra cui scene di stupro e abusi su animali. Quindi consiglio la lettura ad un pubblico adulto. 

Taiwo e Kehinde sono due fratelli che abitano lo stesso corpo: sono gemelli siamesi. Nonostante siano molto diversi - come lo yin e lo yang - la carne di cui sono fatti li lega, nel pensiero come nell'azione, portandoli a perdere ogni moralità. La perfidia del secondo ha contaminato la bontà del primo e l’indulgenza di questi - il primo - ha inquinato lo spirito dell’altro. Assomigliano ad una Ypsilon, terribili e affascinanti. Sfruttati, abusati, schifati, costretti a vivere in condizioni di miseria, camminano sull’orlo del bene e del male fino a perdere ogni raziocinio.

Il romanzo d’esordio di un allora ventisettenne Alcide Pierantozzi è una storia cupa, visionaria ed efferata. A livello d’impatto emotivo potrei paragonarla a “Una stagione all’inferno” di Rimbaud. Vuoi perché Pierantozzi lo ha scritto da giovanissimo, quindi un romanzo bellissimo e imperfetto, vuoi perché mi ha trasmesso le stesse sensazioni selvagge, aspre e contrastanti del poema del poeta maledetto.

Una storia che procede per immagini, crudeli, efferate, poetiche. Come scrive Labbate nel suo L'orrore letterario, assomiglia ad un Eraserhead cartaceo. Un vero film horror in bianco e nero su carta.

“parevamo una padella storta, dove l’olio che butti a sinistra, puoi starne certo, finisce a destra e dove il calore lo fa bollire in fretta, sprizzare. Mentre l’altro lato si arroventa ma resta com’era, asciutto, certo: nessuno schizzo, nemmeno uno spruzzo. Devi essere tu a toccarlo per bruciarti le dita.”

Il romanzo è suddiviso in tre parti: Antinferno, Inferno e antipurgatorio, correlati dai loro vari gironi, in cui tra scene efferate e maledette i due gemelli siamesi disputerano sulla chiesa, l’aborto, l’assassinio, l’esistenza di Dio.
Pregno di elementi simbolici, tra i quali spiccano i riferimenti al serpente, all’avversario, all’ouroboro, all’eterno ritorno, scritto con un linguaggio crudo e metaforico al tempo stesso, è un romanzo che si legge d’un fiato, nonostante mi sia dovuto fermare, quasi bestemmiando, per alcune scene che mi hanno veramente turbato. 
Proprio la figura del serpente, di serpi tranciate in due, dell’albina a due teste, riverbera per tutta la narrazione   
I due gemelli siamesi cadono dentro una spirale perversa fino ad un evidente deterioramento psichico e intellettuale fino allo svelamento finale sulla loro sorte e condizione.

  
Profile Image for naturaviolenta.
71 reviews10 followers
May 3, 2024
Dal marcio all’empireo ~ una sessualità cannibale pervade queste pagine.
Profile Image for Signor Carunchio.
106 reviews2 followers
May 26, 2025
un libro bizzarro che nasce da un desiderio sincero di scrivere e per questo l'ho apprezzato molto
Profile Image for Baro.
6 reviews3 followers
December 17, 2012
“Kehinde, il fratello buono, forse non è così buono. Taiwo, il fratello cattivo, forse non è così cattivo.”

Sono due, uno, sono uno indiviso i due fratelli siamesi Kehinde e Taiwo. Nati così, a ipsilon, due busti e solo un paio di gambe. Due cervelli in due teste diverse come la lingua di un serpente, come due parti di una stessa medaglia indivisibile. Lavorano in una sauna per soli uomini. Nascosti dietro un bancone, hanno il compito di dare le chiavi degli armadietti, fornire asciugamani e preservativi e altri servizi, senza mai far vedere la parte inferiore delle loro arti. Intanto osservano tutto quello che succede lì dentro, dagli appuntamenti più normali alle esperienze sessuali più crudeli. Tutta quella violenza si riverbera su qualsiasi essere finché trova sfogo nell’omicidio di due donne.
Strutturato in gironi, il romanzo presenta l’inferno del mondo d’oggi. I due fratelli, simili ai vasi comunicanti, si raccontano ognuno dal suo punto di vista, scambiando discorsi filosofici e delicati come l’amore divino, la chiesa, l’aborto, il bene e la giustificazione perversa del male, l’omicidio ecc.
Con un linguaggio proprio del surrealismo dalle pagine rimbalzano immagini quasi ripugnanti, descritti a dovizia di dettagli che non ci si riesce più a distinguere tra sogno e realtà, tra ombra e luce, tra conscio e inconscio.
Dedicato alla memoria di Pier Paolo Pasolini, l’epilogo del romanzo ritrova una sorta di serenità solo nel passato: “Caspita, fratello. Vieni dal cielo profondo e mi racconti la storia del mondo con una grande metafora”.
Ci si ritrova a ricordare i versi di Pasolini:
“E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno d'ogni moderno
a cercare i fratelli che non sono più.”
(Io sono una forza del passato)
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