Anouk ricorda molto bene l’ultima volta in cui ha visto la sua famiglia. È stato poco prima che il loro pianeta esplodesse. Da allora ha continuato a cercarla mentre si muove di rotta in rotta come marinaio per l’ESA-GENESIS, la compagnia che ha colonizzato la Via Lattea. Tuttavia la ragazza appartiene all’etnia romaní e, per quanto lo spazio sia vasto, non è ancora grande abbastanza per accettare chiunque. Quando sarà costretta a recarsi sul pianeta Ptolemaios, la sua vita si intreccerà con quella di altri personaggi: Tamar e Bilal, appartenenti a due fazioni che portano avanti un conflitto ereditato dai propri antenati; il magnate George Satō, affamato di vendetta e determinato a ottenere l’immortalità; e Yonah, che vive in simbiosi con una misteriosa creatura chiamata Leviatano.
Unendo space opera e romanzo di formazione, Sete intesse una storia corale che mette al centro temi estremamente attuali come ecologia, discriminazione e antispecismo.
Rilettura. Se possibile, mi è piaciuto persino di più della prima volta e in futuro devo proprio ricordarmi di consigliare aggressivamente Sete a chiunque cerchi un romanzo che conduca tra le stelle, tra sfide, pericoli e avventure grandiose, mentre racconta di persone come noi, in tutta la loro imperfetta e commovente umanità.
Una space opera davvero eccezionale.. Con una penna davvero matura,a livello dei grandi autori della fantascienza internazionale, Radley costruisce un romanzo pieno di fascino, di avventura, di sense of wonder ma altresì ricco di umanità.. attinge a piene mani dalle opere dei Maestri del genere come Hamilton, Reynolds, Herbert, Vandermeer, S.A.Corey, per poi farne propria la lezione e trasformare il tutto in modo toccante e profondo.. non sono un fan dei finali buonisti, ma qui ci poteva stare, e in effetti conclude bene il tutto.. sapientemente toccati temi come la diversità, la solitudine, gli abusi, i rapporti difficili, senza renderli scontati o banali.. che dire, mi ha conquistato, mi ha trasportato in un viaggio (breve perché divorato in pochi giorni) lungo e distante tra i pianeti, e mi ha completamente immerso nei suoi personaggi.. meriterebbe una traduzione a livello internazionale..
Sete è epico e dolcissimo insieme. Si tratta di un classico sci-fi, dove ogni vivente che incontri, tuttavia, offre un nuovo tassello di quello che il mondo è, o almeno potrebbe diventare. Da qualche parte. Grazie a qualche creatura. Buona fortuna per il vostro viaggio su Ptolemaios, attenzione a non frignare troppo perché le lacrime sono pur sempre acqua.
Se potessi descrivere “Sete” di A. B. Radley con una frase sarebbe questa: Fantascienza con la F maiuscola. Pubblicato da Moscabianca Edizioni, si tratta di un romanzo dai toni maturi che nulla ha da invidiare ai maestri del genere, una Space Opera in grande stile, ricca di sense of wonder e worldbuilding.
L’uomo, nel giro di un millennio, ha conquistato e colonizzato la Galassia, tuttavia il progresso tecnologico non è stato accompagnato da una sperata crescita umana ed empatica. La nostra specie tende a ricadere sempre negli stessi errori, come una maledizione, l’essere umano rimane intrappolato nel fango del suo egocentrismo.
“Sete” è una storia profonda e toccante che affronta temi socialmente complessi come la discriminazione etnica e razziale, gli abusi, la vi0lenza e i pregiudizi. Argomenti di difficile trattazione che l’autore approfondisce con estrema cura, inserendoli con competenza e coerenza all’interno di un contesto narrativo molto più ampio.
Il cast di personaggi messo sul palco ritrae un’umanità varia e diversificata, dove sentimenti quali l’odio, la paura del diverso e l’egoismo vengono messi in contrapposizione a emozioni più genuine quali l’amore, la gentilezza e l’altruismo. I protagonisti, grazie ai loro caratteri peculiari, regalano un’immersione mozzafiato, trascinando il lettore in un vortice emotivo dirompente.
Una narrazione che coinvolge e affascina, dove lo spirito avventuroso della Space Opera si mischia perfettamente a un ritratto chiaroscuro dell’essere umano. Luci e ombre da cui traspare un messaggio finale di coraggio e, soprattutto, di speranza. Un gioiellino da leggere!
3.5 stelle. Una space opera classica con astronavi e colonie. Una trama "romantica" in definitiva, dove si esalta il coraggio, l'inclusività, le seconde occasioni.
In un space opera I personaggi sopravvivono in una galassia poco ospitale e creano nuovi rapporti.
Essendo un fantascientifico, non mi ha fatto impazzire sopratutto quando si parlava con termini che si trovano in questo genere. Quindi qui si tratta estremamente di gusto personale. Tutta via, mi sono piaciuti molti i singoli personaggi e penso che siano l’elemento di forza del libro. Ogni protagonista è pensato in modo efficiente per mandare avanti la trama. Sono tutti diversi e quello che si può notare è una certa attenzione per le varie etnie. Il romanzo presenta molti argomenti interessanti sopratutto quello del razzismo e lo fa in modo da far riflettere chi legge.
Se vi piace il genere, darei un’opportunità. Potrebbe rivelarsi interessante.
Non avrei dovuto fare le due per finirlo (e domanoggi non sarò d'accordo con me stessa su questa decisione), ma non mi pento (per ora) di nulla. Ci sono stati diversi momenti in cui ho pensato che, se le space opera fossero tutte così, ne leggerei di più. E con "così" intendo "sorrette dai personaggi", ma anche "capaci di accompagnare nella scoperta del mondo e delle sue regole e di mettere la scienza (e la sua componente speculativa) al servizio della meraviglia". Ptolemaios è vivido nella mia mente, con i suoi colori, i suoi abitanti umani e non. E ogni riga di queste quasi cinquecento pagine è leggera come una nuvola perché sorretta dalle emozioni di questi personaggi così tanto variegati e, nell'insieme, armoniosi.
Stupendo. Il build up di mondo, personaggi e trama porta a un climax pazzesco. Gli attori che danno vita a questo romanzo corale hanno tutti una propria storia e personalità, sono variegati e tutti interessanti. Temi come diversità, relazioni di ogni genere (amorose, amicali, familiari, lavorative), speranza in un futuro migliore alimentata dalle proprie scelte e azioni, me lo hanno fatto apprezzare ancora di più.
Primo libro di fantascienza italiano che mi piace da morire. Grandissima figata. Ancora una volta la space opera si riqualifica come il mio genere preferito di sempre.
Sete è un romanzo ambizioso e di ampio respiro. Ha tempi lunghi e pacati tipici delle space opera. L'inizio è ostico perché è diviso in tanti punti di vista e ognuno di loro vive in un contesto diverso da decifrare. La prima metà del romanzo serve quasi unicamente a imbastire la vicenda e costruire i personaggi, la storia vera e propria ingrana nella seconda metà.
È interessante che per affrontare il tema della discriminazione e del razzismo, nonostante l'intera galassia a disposizione, siano stati scelti elementi del nostro pianeta, ma proiettati in un altro contesto. Nello specifico ci sono due popolazioni, una di ebrei e l'altra di arabi, che si odiano. C'è un personaggio rom discriminato per quella sua etnia. Se da una parte mi fa strano immaginare queste distinzioni in un contesto galattico, sicuramente dipinge uno scenario originale e realistico. Le space opera spesso peccano di eccessiva semplificazione uniformando pianeti e imperi con un'unica ideologia, mentre invece è assolutamente plausibile che all'interno di comunità così mastodontiche sopravvivano e si differenzino piccole minoranze con una propria cultura.
I personaggi sono ben costruiti e rappresentati. Forse solo il villain sfora nella stereotipata malvagità, e più che altro nella parte conclusiva, quando scopriamo i suoi trascorsi. È un peccato che arrivino a intrecciarsi tra loro solo nella seconda metà e fino a quel momento si relazionino solo con personaggi secondari.
Sete è un romanzo che chiede pegno di pazienza e attenzione, soprattutto nella prima parte. Se gli si può offrire questa fiducia regala in cambio una storia molto originale. Non mi ha toccato corde emotive, ma credo che questo sia più che altro questione di gusti. Lo reputo un ottimo esordio e un buon libro, anche se non uno di cui sono entusiasta.
Quando uno scrittore, oggi, ha il coraggio di costruire una narrazione ampia e profonda, senza lasciarsi risucchiare dal vortice della velocità e dell’immediatezza, c’è sempre da ammirarlo. L’autore di quest’opera ci ha provato, e a mio parere ci è riuscito per un buon 80%.
“Sete” è un romanzo che si serve di scenari futuristici da space opera per parlare dell’umanità, sempre uguale a sé stessa, nonostante il passare dei secoli e il crescere esponenziale delle sue capacità tecnologiche.
Qui ritroviamo messi in scena gli impulsi fondamentali che muovono le azioni umane: l’odio, l’intolleranza, la violenza e la sopraffazione da una parte; la solidarietà, l’empatia, l’amore e il sacrificio dall’altra.
Ancor più interessante (e d’effetto) è vedere queste pulsioni fondamentali a confronto e in contrasto con un’entità altra, un essere molto più grande (fisicamente, anche), più antico, più potente e più saggio di quanto noi potremmo mai essere, e che nonostante tutto interagisce con noi, povere formiche affannate, e prende a cuore le nostre sorti.
Lo stile scorre piuttosto bene, per quanto la densità concettuale e i tempi dilatati della storia permettano, anche se non risulterà digeribile a tutti. Avrebbe potuto essere un po’ più agile e concedere meno spazio al narratore esterno, ma non pecca mai di complessità e pomposità inutile.
Sento di dover spiegare questo punteggio: avevo un sacco di aspettative su questo romanzo, che però sono rimaste parzialmente deluse.
Il problema più grosso, ma immagino che sia un gusto personale, è che non ho trovato davvero interessante nessun personaggio della storia. Un po' di più Yonah e Anouk, ma gli altri non mi hanno fatto emozionare. Sato in particolare, quello che è a tutti gli effetti il villain, è caratterizzato in maniera così stereotipata che i capitoli a lui dedicati mi suscitavano addirittura fastidio: il classico cattivo da fumetto che vuole un potere di cui non saprebbe davvero che farsene, e che tenta di eliminare chiunque si metta sulla sua strada spesso senza avere delle motivazioni sensate. La grande quantità di personaggi secondari poco caratterizzati aumenta la confusione, spesso li ho vissuti solo come dei nomi nell'aria che dimenticavo dopo poche pagine.
Il romanzo ha però degli aspetti positivi: la storia è nel complesso molto buona (anche se ci vogliono quasi 200 pagine prima che inizi a ingranare), con metafore e sottotesti sociali sempre interessanti. I fan dell'hard sci-fi inoltre saranno contenti: le spiegazioni su viaggi spaziali, terraformazione e altre tecnologie sono risultate molto convincenti.
Insomma, non un cattivo libro, ma probabilmente non era un libro per me.
Mi sono approcciata alla lettura di questo libro grazie alla sua trama, insomma una space opera ma anche un libro di formazione? Insomma mi ha chiamato.
Beh, non ha solo rispettato le mie aspettative ma le ha anche superate! Mi sono ritrovata a leggere un opera corale con personaggi molto diversi e con caratteristiche ben distinte, il vero punto di forza dell'opera sono i suoi protagonisti: dalla temeraria e testarda Anouk, al timido e impaurito Jonah.
Per essere un romanzo di esordio l'ho trovato quasi perfetto, un libro molto valido che merita di essere conosciuto e letto da molte più persone.
Poi è autoconclusivo, le vicende narrate hanno una fine...anche se spero di leggere altre vicende su questo mondo.
P.S. conservate le lacrime, ogni singola goccia d'acqua è assai preziosa per placare la 'sete'.
Perfettamente incastrato tra la fantascienza moderna e contemporanea, Sete è un romanzo corale che riesce a presentare temi come il disastro ecologico, il razzismo e il conflitto religioso in maniera interessante e che io personalmente non avevo letto prima.
Si sacrifica un po' l'andare a fondo nella psicologia dei vari personaggi per una trama a intreccio che mi ha tenuta incollata alla pagina. Mi sono sorpresa comunque alla fine al commuovermi, soprattutto per ciò che riguardava Yonah e Wadi.
Un libro che riesce a buttar dentro temi così importanti dandogli il giusto peso, senza però rendere tediosa la storia, con anche varie coppie queer che mi hanno reso piuttosto felice.
Bravo ma potrebbe impegnarsi di più la storia è nel complesso molto buona anche se ci vogliono quasi 200 pagine prima che inizi a ingranare. Il problema è che non ho trovato davvero interessante i personaggi presentati a parte Yonah e Anouk. La grande quantità di personaggi secondari è poco caratterizzata, aumentando così la confusione generale della prima metà del libro. Sato in particolare è caratterizzato in maniera così stereotipata, classico cattivo da fumetto che tenta di eliminare chiunque si metta sulla sua strada spesso senza avere delle motivazioni sensate. In generale non è male, ma la storia poteva essere un attimo ridimensionata.
Ci sono pochissimi titoli che in un anno di letture mi colpiscono davvero. Sete è uno di questi.
La vera forza di Sete sta in una narrazione che può anche sembrare tediosa ma che alla fine non ti stanca mai. Sono una persona che si annoia facilmente nella lettura e leggere Sete è stato un piacere, tanto che gli ultimi capitoli erano triste nel sapere che dopo poco il libro sarebbe finito.
I personaggi sono l'altro punto di forza del romanzo. Anche se l'autore non si prende molto spazio per farceli conoscere, in realtà le poche informazioni che ci vengono fornite ci sono sufficienti per affezionarci ed empatizzare. Trovo che questo sia un punto di forza enorme: è semplice farti entrare in contatto con un personaggio in pagine e pagine di racconto della sua storia, molto meno è dando al lettore informazioni centellinate.
Mi sono molto piaciute anche l'ambientazione e la storia generale che ho trovato originali e imprevedibili. Sete è composta da elementi e personaggi grigi, a volte buoni e a volte cattivi, che ti rendono impossibile prevedere come andrà a finire. Ho pianto in compagnia di questo libro, ho riso e mi sono sentita sulle spine nei momenti di tensione.
Space opera corale che tratta (bene) di temi come r4zzismo, c0l0nialismo, comunità queer e solitudine.
I punti forti di questo romanzo nella mia opinione sono due: personaggi e temi trattati. La storia segue, attraverso pov differenziati, le vicende di diversi personaggi che partono come separate tra di loro e finiscono per intrecciarsi mano a mani che il romanzo prosegue.
I temi trattati sono molteplici e appartengono tanto alla sfera dei sentimenti individuali (un personaggio, ad esempio, tratta molto della sua solitudine, mentre un’altro parla molto di lutto) quanto a quella delle grandi tematiche della storia. Si parla di r4zzismo e delle sue conseguenze sulla vita degli individui, si parla delle continue guerriglie tra 3br3i e 4r4bi (capite cosa intendo quando dico che è molto attuale?), ma anche di colon1zz4zione di terre e creature.
I personaggi sono molteplici, ma tutti perfettamente riconoscibili e caratterizzati, ognunə di loro ha una sua storia e una sua voce cui è dato il giusto spazio nel romanzo. Un paio di questi in particolare mi sono entrati proprio nel cuore: Jonah con la sua solitudine e il suo dolore, ma anche con l’affetto incrollabile che ha per Wadi (un Leviatano, creatura mastodontica con la quale vive in simbiosi) e Tamar, con la sua imperscrutabilità che all’inizio la rende ostica da digerire ma, alla fine, porta a capirla e amarla infinitamente.
Unico elemento su cui ho qualche perplessità è un personaggio (portatore di uno dei pov) col quale ho faticato tanto ad entrare in sintonia quanto a comprendere. Verso la fine della storia (no spoiler) avviene in lui un cambiamento che non so se ho del tutto capito e apprezzato!
Un dolcissimo space-opera, pieno di meraviglie e fascino. Un romanzo non privo di difetti, ma ricco di umanità, che tocca temi come la diversità, la solitudine, gli abusi, i rapporti difficili, senza renderli scontati o banali. Un viaggio verso il profondo e oltre.