Una coppia consolidata, durante un periodo di stallo, decide di dare nuova linfa alla relazione aprendo l’intimità a nuove persone. In questo esperimento tanto coraggioso quanto irrazionale, Alfonso e Martina si ritroveranno faccia a faccia con emozioni forti e la gelosia, la paura, l’istinto. Si possono riscoprire, dopo tanti anni, il desiderio e la voglia di esplorare l’altro tipici dei primi atti di un rapporto? Ossitocina è una ricerca delle origini dell’amore nella sua essenza più pura. Cos’hanno in comune il sentimento per una madre, un rapporto sessuale, l’affetto per un animale domestico? Ormone chiave delle relazioni sociali, l’ossitocina è fondamentale nella gravidanza ma anche nel favorire l’empatia, la vicinanza, l’intimità. Dopo il successo di "Clorofilla", Giulio Mosca torna a raccontare i sentimenti con il suo tratto seducente e romantico, indagando l’origine di quella “cosa” misteriosa che ci fa stare bene.
Ossitocina è una parola davvero strana. Funziona che non la conosci ma la vivi ogni giorno. È un po' come quando, a vent'anni, ti accorgi che le taschine nei jeans di cui teatralmemte ti lamentavi, hanno un loro perché. Esistono perché devono esistere, e tu ci fai i conti solo quando ormai non ti serve più saperlo. L'ossitocina, dicevo, funziona uguale. Vive lì, appostata, nasce dalle cose semplici che ci fanno stare bene, muore nel tempo che ci mettiamo a realizzare che non è un ormone a dettare un sentimento. Quindi a volte, purtroppo, tiene duro a lungo. Avere una relazione non è facile. Per prima cosa con se stessi, figuriamoci con gli altri. E questo, principalmente, perché inseguiamo l'amore come si fa con le lucciole: a intermittenza. C'è. Non c'è. Brevi intervalli di dubbio e insicurezza che sgretolano progetti e promesse. Fine. Ho letto "Ossitocina" con un grande peso sul cuore. Un peso tutto mio, condivisibile nella misura in cui non esistono problemi che non siano già stati affrontati da altri. Il dolore non è unico ma si somiglia, no? Ne sono uscita più leggera, e con una grande certezza: quando ami non ricordi. Quando ami non ricordi. No, non ricordi perché ami. Quello viene dopo, quando perdi. E solo quando ricordi, poi sistemi.
È difficile questo testo perché fa riflettere. Non la lettura, non il ritmo narrativo, non i disegni, quelli sono leggeri e comunicativi. Il "problema" è il tema. Qui c'è qualcosa di distruttivo... Qui c'è qualcosa che ha già fatto crak. Mi dispiace per la storia dei personaggi. Rimangono i pensieri di come potrebbe essere. Di come sia andato storto. Siamo più complicati di quanto sappiamo reggere. E il mondo non riesce ad essere solo bianco e nero. Comunque non male.
Fa riflettere...le relazioni nei romanzi sono spesso o bianco o nero, o va bene o va male, o si tradisce o si è fedeli...qua siamo su tutto un altro livello!
“Te lo dicevo che tornare single ti avrebbe fatto bene!” “E certo che si sta bene. Decido quello che devo e voglio fare senza dover rendere conto a nessuno, è l’apiche della pace! Egoista, forse? Chissenefrega! Finchè il mio egoismo non incide negativamemte sugli altri, è egoismo buono. Dovrebbero trovare in termine per definire questo «egoismo buono»…” “Esiste! Si dice amor proprio.”