I Venturieri. Un gruppo di cavalieri reduci dalla Terza Crociata, tanto variegato quanto ben assortito, si muove su uno sfondo storico venato di orrore gotico, tra il Veneto, il Friuli e il Trentino del XII secolo. Alain de Rebeq, nato nel Brabante, affascinante e spregiudicato; Ranuccio, figlio bastardo del conte di Mangona, senza nulla da perdere; Wolfram von Eschembach, cavaliere senza macchia e poeta senza musa; Imre ed Eszti, arcieri ungheresi segnati dalla maledizione del Lupo; Gemma di Altopascio, tessitrice divenuta avventuriera per amore. Avventure picaresche, tra maledizioni e demoni, magie arcane e trasformazioni spaventose, patti innominabili e storie d'amore destinate a trascendere il tempo e il destino.
Lo sterco del Diavolo A Venezia, I venturieri accettano dall’ebreo Shylock l’incarico di vegliare per una notte il corpo di suo zio, usuraio e cabalista. Non si aspettano però di dover lottare con il Diavolo dell’avidità, Mammon, che reclama l’anima del morto come sua. Ma è noto che le donne ne sanno una più del diavolo.
Giulietta, Romeo e Lupi In miseria per una imprevista pace, i venturieri prendono sotto la loro protezione due giovani in fuga da Verona, Romeo Montecchi e Giulietta Ciapeleti, per scortarli dalla zia di Giulietta, badessa di un ricco convento a nord del fiume Astico. Devono guardarsi da templari fanatici, frati imbroglioni e un branco di Lupi Mannari.
Il giardino di inverno Dopo aver combattuto per il Patriarca d’Aquileia, i venturieri sono di nuovo senza lavoro e denari. Il nobile Ansaldo d’Arcano li ingaggia per trovare un negromante che crei a gennaio un giardino fiorito, impresa che Madonna Dianora, moglie di un mercante, gli chiede per concedersi a lui.
Una raccolta di tre racconti puramente Sword & Sorcery, ambientati nel nord Italia tra il 1100 e il 1200. Un gruppo di avventurieri mercenari reduci dall'ultima crociata che cercano di arrabattarsi tra le varie guerre locali per campare. Patti con il diavolo, faide di lupi mannari e maghi secolari riempiono le avventure ben oltre il racconto storico, pur essendoci moltissima ricostruzione storica reale.
Lo stile di scrittura dell'autore mi è stato subito congeniale, lo trovo estremamente fluido, ma adeguatamente medievale e allo stesso tempo sagace e accattivante. I personaggi principali sono molto belli e caratterizzati, ci si affeziona subito al gruppetto principale di Alain, Gemma, Ranuccio, Wolfram e i due lupi.
Una nota negativa è che la narrazione sia molto stringata e a tratti sbrigativa, che da un lato rende la lettura molto rapida, ma dall'altro fa desiderare maggiori dettagli.
La ricetta perfetta per catturare (il mio) interesse: - Contesto italiano storico medievale. - Citazioni di personaggi di Shakespeare, magistralmente inseriti nella trama per dargli una nuova storia. - Creature sovrannaturali e magia come la si trovava nei cicli cavallereschi. - Una banda di mercenari, uomini e donne, con il loro personalissimo codice morale.
I Venturieri è tutto questo e molto di più, con uno stile che ti cala dritto dritto nel periodo storico e personaggi iconici. Se ci fossero più libri così, io sarei sempre una lettrice felice 😊
Bella scoperta questa di Giorgio Smojver, un libro breve e ben scritto, con uno stile particolare e abbastanza originale. Una sorta di fantasy storico con elementi presi dal folclore, dalla Storia e da Shakespeare. Lo so che detto così potrebbe sembrare un pasticcio, ma l'autore riesce a mescolare il tutto facendolo funzionare. Sicuramente incontrerò di nuovo Smojver nelle mie letture.
Innanzitutto, occorre precisare che non si tratta di un romanzo, ma di una serie di racconti. I protagonisti sono una compagnia di mercenari di varie nazionalità e dove non mancano le presenze femminili, letali e determinate quanto i loro compagni maschi. I vari racconti ci fanno conoscere le avventure della compagnia, sempre impegnata a cercare un ingaggio, ma anche a evitare infamie e tradimenti. L’autore ha scelto un registro narrativo che dà voce, di volta in volta, a diversi personaggi che raccontano in prima persona la storia, usando un linguaggio derivante da quello dell’epoca, ma senza rinunciare a sfumature moderne. Si nota la conoscenza dell’ambientazione scelta, in bilico tra Italia ed Europa del Nord, e dei miti che fanno parte della cultura popolare. Di racconto in racconto, ognuno dei protagonisti viene approfondito, aggiungendo sfumature caratteriali e dettagli del suo vissuto.
Man mano che i racconti si susseguono, la situazione dei mercenari si evolve, si riempie di colpi di scena, si colora di toni cupi dovuti all’entrata in campo di forze magiche i cui scopi sono spesso malvagi, ma a volte è proprio la magia a portare salvezza. Il dolore fa parte delle loro vite, così come la morte, eppure non mancano il tempo e l’occasione per legami romantici, a volte di breve durata, altre solidi come roccia. È un’epopea quella dei venturieri. Una storia di combattimenti, sconfitte, vittorie, amori e astuzia. Possono essere bari, ladri, bugiardi, ma anche fedeli alla parola data e difensori dei deboli. Eroici e audaci, profondamente umani, si trovano ad affrontare creature mitiche, maghi malefici, demoni astuti, ma una cosa è certa: possono sempre contare l’uno sull’altro. Possiamo giudicarli, amarli, criticarli, osservarli con stupore, ma nessuno di loro ci lascia indifferenti. Un’ottima lettura, piacevole e originale. Appassionante, senza alcuna lentezza, né una parola superflua. Aspetto con ansia il secondo volume. Cinque stelline. Copia fornita dalla Casa editrice. FERNANDA ROMANI PER BABETTE BROWN BLOG
Ricostruzione storica accurata, nomenclatura di accessori, costruzioni, armamenti, cibi assolutamente perfetta. Capacità di coinvolgimento del lettore, eccelsa. Donne protagoniste a dir poco strepitose. E magia, oscura, potente, come in un dark fantasy ma con le radici ben affondate nella storia d'Italia. Senza contare la capacità di inserire suggestioni poetiche e personaggi dal Decamerone a Shakespeare. Una lettura che è scorsa via fin troppo in fretta. Consigliato.
S’io fossi foco arderei lo mondo, diceva uno. S’io fossi Re o Imperatore o almeno Duca di vaste terre chiamerei a corte il Maestro Smojver e lo proclamerei Lord Bibliotecario perché potesse raccontare a tutte le genti le sue belle e antiche storie che procurano forte conoscenza e sommo piacere. Siamo tra l’Epica e la Fiaba d’Autore con un robusto pizzico di Storia: "non è successo, ma se ci credi, potrebbe essere accaduto". “Ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo” cantava un altro Maestro perché le pagine che incatenano il lettore sono intessute della sapienza di un savio, dell’eleganza di un artista e della meticolosità dell’artigiano quando combina parole e spade. Così seguiamo attenti i Venturieri in ogni azione e in questo libro avremmo voluto altre cento loro storie. Ad maiora.
Di ritorno dalla Terza Crociata, un gruppo di uomini e donne vaga per l’Italia del Nord cercando di sopravvivere come meglio può. Come i cavalieri del ciclo bretone, ma fedeli solo al denaro, venturieri al soldo del miglior offerente, affamati, assetati, donnaioli. Gemma d’Altopascio sarà difficile da superare come miglior personaggio femminile dell’anno.