Michael Seifert è un uomo come tanti. Ha un lavoro, una famiglia, frequenta la parrocchia. Eppure, alla fine degli anni Novanta, riceve presso l’indirizzo di casa sua, a Vancouver, un avviso di la Procura militare di Verona ha aperto un fascicolo su di lui. Gli sono contestati fatti molto gravi – sevizie, omicidi – avvenuti a cavallo tra il 1944 e il 1945 nel Lager di Bolzano. Dove sorgeva il Lager, dopo la guerra, sono state costruite delle palazzine, forse per dimenticare una storia troppo dolorosa. Eppure, sessant’anni dopo, un procuratore riapre il caso, fino alla condanna di colui che per molti fu “il boia di Bolzano”.
«Quanto accaduto nel Lager di Bolzano – e più in quanto accaduto con l’orrore delle persecuzioni nazifasciste – segna un blocco nel fluire della storia. C’è un prima e c’è un dopo il nazifascismo. C’è un prima e c’è un dopo i Lager. C’è un prima e c’è un dopo l’Olocausto. C’è un prima e c’è un dopo il genocidio. Quando vengono commessi crimini contro l’umani¬tà, la continuità della storia diventa un problema non è possibile “lasciarsi tutto alle spalle”, non è possibile andare avanti come se nulla fosse successo. E qui torna l’esigenza di fare memoria pubblicamente, di non dimenticare.»
Libro breve, ma intenso. Riesce senza retorica a raccontare in modo affidabile (bibliografia ampia) la storia del lager di Bolzano da un punto di vista insolito, dal momento che ha come che ha come protagonista il carnefice. Le vittime con le loro testimonianze, l’attività della procura e la stampa diventano strumenti per ricostruire la vita di Seifert cui poi si aggiungono tutti coloro che gli sono stati vicini nella latitanza e nel procedimento giudiziario. Ottima lettura, veloce, ma estremamente arricchente.
La storia dimenticata del lager di Bolzano e l'iter giudiziario contro uno degli aguzzini che massacrarono centinaia di vittime inermi. Un racconto di quello che è successo dopo il 1945, tra persone che vogliono ricordare e persone che preferiscono coprire tutto, aiutando assassini a nascondersi e a sfuggire alla giustizia.