A partire dagli anni ottanta l’unico perno della nostra civiltà è diventato l’individuo e la sua ricerca di illimitata libertà e di crescente appagamento materiale. Il Covid-19 e la guerra in Ucraina ci obbligano a un repentino cambiamento di prospettiva. Ma i segnali di fragilità etica dell’Occidente erano già visibili da molti anni: la confusione tra desideri e diritti; la politica ridotta a mutevole stile di consumo; la cancellazione della storia e dunque dell’identità; l’assenza di moderazione in tanti campi dell’agire pubblico e privato; il rifiuto dei valori della competenza, dell’autorità e dell’educazione formale; la difficoltà ad accettare le categorie morali di obbligo, dovere e gerarchia. Si è diffusa una cultura che nega il valore del limite. Abbiamo bisogno di ristabilire dei limiti, anche per essere felici come individui.
Carlo Calenda è un dirigente d'azienda e politico italiano, leader di Azione (avente i propri riferimenti ideali nel liberalismo sociale, da cui il nome richiamante il Partito d'Azione, e nel popolarismo di don Luigi Sturzo). Viceministro dello sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, è stato rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea nel 2016 ed in seguito ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni. Ha pubblicato "Orizzonti selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio", Roma, Feltrinelli, 2018, e "I mostri e come sconfiggerli, Milano, Feltrinelli, 2020.
Questo terzo volume è il manifesto dei valori in forza dei quali Carlo Calenda intende affermare il suo partito come perno del sistema politico italiano, coltivando l'ambizione di attrarre socialdemocratici e liberali fuori dall'influenza dei populismi di destra e dei 5 stelle.
Il saggio passa in rassegna i più controversi modi di fare e pensare che si affermano nella società italiana del 2020 e ne orientano il consenso, cercando di individuarne le cause (a vario titolo componenti del liberismo non contrastate da istituzioni sempre più deboli).
Tema intrecciato a tutto ciò è la condizione dell'individuo, del quale viene auspicata una "rinascita" ispirata dal valore greco del limite e dalle virtù della repubblica romana.
Nella parte finale, spazio all'interpretazione dello scenario politico attuale alla luce dei valori proposti nei primi tre quarti del libro.
Ho molto apprezzato i passaggi su senso della storia, patria e "destino eterno dell'umanità". Coraggiosi gli appunti di riforma della scuola. Tema cancel culture affrontato con esempi concreti.
Per l'autore spiegare dal vivo e nella maniera più accessibile i passaggi su storia e filosofia (con tanto di parole chiave in greco) non sarà una passeggiata. Detto questo, lettura consigliata.
Molti punti di Calenda sono condivisibili: la riattivazione della Res Publica nel modo originario, la critica al vuoto populismo e il suggerimento al miglioramento ed alla coltivazione personale come mezzo di spinta al dovete civico.
Sicuramente uno dei politici attualmente meno discordanti.
Ciononostante, risulta difficile cogliere un tangibile "so What" concreto per il lettore: passi successivi e concreti per divulgare tali pensieri, in un elettorato che, cone ammette lo stesso Calenda, oggigiorno é pervaso da apatia ed italiotismo.