“Questo libro raccoglie alcune cose che ho imparato in tanti anni di professione, di incontri, di esperienze, di libri letti e scritti, di speranze e delusioni…” Così Piero Angela riassume e spiega la sua ultima fatica, un testo scritto di getto e nato dall’urgenza del momento, e dalle enormi sfide che ci attendono.
Un lascito morale, dopo una lunghissima carriera al servizio dell’informazione e della formazione di generazioni di italiani.
“Com’è possibile” si chiede in queste pagine “che un paese come l’Italia, che ha marcato profondamente per secoli il cammino della civiltà, oggi sia così in difficoltà, e abbia perso le sue luci?” La risposta è in dieci semplici capitoli, dieci aree critiche su cui occorre agire.
Per oltre cinquant’anni Piero Angela si è occupato a tempo pieno di scienza, tecnologia, ambiente, informazione, energia, televisione, comportamenti, e ha scritto Dieci cose che ho imparato per condividere con i lettori alcune proposte, frutto della sua lunga esperienza sul campo.
Con questo libro, a cui ha lavorato fino all’ultimo, colui che è stato per tutti il volto rassicurante della scienza ha voluto dirci come usarla per migliorare le cose. Per rilanciare l’Italia con una nuova visione.
Piero Angela, Grand Officer OMRI (Order of Merit of the Italian Republic - Italian: Ordine al merito della Repubblica Italiana) was an Italian television host, science journalist, writer, pianist.
L’ultimo regalo di Piero Angela, dieci capitoli di sottile saggezza in cui spiccano i punti fermi del suo lavoro: obiettività spirito critico e una lucidissima e straordinaria visione d’insieme, un vero e proprio progetto per il Paese
"Quello che conta è disporre di un quadro d’insieme degli eventi, saper porre (e porsi) le domande giuste, inquadrare i problemi e trovare soluzioni, saper comunicare, individuare connessioni e collegamenti, riconoscere contraddizioni e incompatibilità, aver imparato a imparare.”
Scienza, tecnologia educazione sono i “tre grandi motori di crescita” in una democrazia eppure nella marcia verso lo sviluppo culturale l’Italia è ferma Siamo gli ultimi negli investimenti in ricerca e nei risultati scolastici (com’è possibile prepararsi al futuro senza pensare concretamente alla scuola?) Piero Angela non risparmia la politica dal non aver creduto e investito abbastanza, vittima della sua stessa "brevimiranza " "Peccato che il nostro paese navighi e si perda in altri labirinti"
Ho seguito e ammirato da sempre il lavoro di questo grande divulgatore, che sapeva spiegare con voce sicura e pacata E a dare voce nella versione Audible di "Dieci cose che ho imparato” è Massimo Polidoro, altro mio prezioso riferimento in fatto di divulgazione Commovente la prefazione del figlio Alberto, a cui il padre manca , come a tantissimi di noi Grazie, Piero per quest’ultima lezione Cercheremo, anche noi, di fare la nostra parte
Dieci cose che Piero ha imparato? Piuttosto grande descrizione di un’Italia paese retrogrado che non investe su assolutamente niente (economia, istruzione, rinnovabili, futuro, ..) annessi esempi di scarsa precisione e provenienza contornati da una buona dose di mentalità “vecchio stile” (es le Tigri Asiatiche sono meglio dell’Italia perché gli studenti si ammazzano di studio -spoiler: si ammazzano veramente-). Speravo tanto in quello che Alberto ha definito un “testamento spirituale” ma questo libro è solo una rassegna disillusa dell’Italia dal carattere divulgativo, scritto oltretutto in modo abbastanza mid.
Una chiacchierata al bar con Piero Angela, che per quanto brillante, sagace, puntuale e fatta dopotutto in compagnia di Piero Angela, una chiacchierata al bar rimane. E come ogni chiacchierata al bar non può che essere poco approfondita, limitata, a tratti banale e per certi aspetti un po' antiquata nella visione di insieme sulla società. Gli argomenti trattati spaziano tantissimo, dalla politica all'istruzione, dall'economia all'ambiente e in meno di 150 pagina l'autore non può che darci giusto i suoi due centesimi su ognuno di questi argomenti. Forse un po' poco, forse mi aspettavo qualcosa in più. Molto commovente la prefazione del figlio Alberto. 5,5/10
Nonostante io abbia visto Piero Angela da quando sono bambino nei suoi innumerevoli programmi sulla Rai, non avevo mai letto una sua opera. Per me quindi ascoltare questo suo ultimo breve romanzo è stata veramente un’esperienza piacevole e stimolante. La curiosità, le riflessioni e l’ammirazione per il mondo sono qualcosa che ammiro profondamente nella personalità eclettica di Angela. Il libro infatti tratta una miriade di tematiche a partire dai problemi demografici italiani fino alla politica, l’ambiente e la scienza. Inoltre come ogni documentario di Angela anche questa lettura si è dimostrata molto interessante e colma di vari spunti per imparare a porsi le giuste domande in un mondo sempre più frenetico. Tornassi indietro probabilmente comprerei l’opera fisica per poter apprezzare meglio i grafici e l’enunciazione di alcune statistiche e dati che sono presenti nel romanzo.
Se questa è l'eredità di Piero Angela è un'eredità amara. Il libro "brilla" sul tema più forte di Angela: la divulgazione, ma per il resto è pieno di idee datate e che sorprendono da un personaggio che ha spinto per la democratizzazione del sapere: raegonomics, giovani choosy, glorificazione dell'elitismo delle scuole asiatiche e del metodo student loan americano, scarsa comprensione del web visto come raduno di pericolosi e ignoranti, visione più che rosea di start up e megacorporazioni e così via. L'età di Angela al momento della scrittura (sia in senso anagrafico sia in senso di periodo formativo) non può completamente assolvere quanto scritto. Un peccato.
Un chiaro e puntuale vademecum scritto da un grande saggio. Con questo suo ultimo saggio (scusate il gioco di parole con il titolo di questa mia breve recensione, ma la parola saggio ci sta tutta, in entrambe i sensi) Piero Angela, più che raccontarci le “dieci cose che ha imparato”, ci dà “dieci consigli che dobbiamo NOI imparare a mente”. Il quadro è molto chiaro, come quasi per magia Angela è sempre stato in grado di rendere, ed è realista. Non ci sono inclinazioni catastrofiste (l’indole ottimista ha sempre caratterizzato questo nostro grande divulgatore), ma non si indulge neanche in una sdolcinata speranza di risoluzione dei problemi, come spesso questo tipo di pubblicazioni si concludono. Dieci temi attuali e determinanti per noi e per la nostra società. Con la speranza che questo lascito culturale sia raccolto e assorbito anche dalla nostra classe dirigente, dai nostri intellettuali e, soprattutto, dai nostri politici.
In questo suo ultimo libro Piero Angela analizza dieci questioni relative alla realtà odierna e alle sfide per il futuro (soprattutto per l’Italia). Si parte dal presupposto che la politica non produce ricchezza, bensì l’investimento sul “cervello”, ossia sulla produzione tecnica e scientifica ma anche sulla scuola. Si parla anche di informazione e del ruolo dei media per lo sviluppo della conoscenza, di demografia e di questione energetica. Un libro denso, con molte informazioni, non tutte però a mio avviso ugualmente approfondite. Ho trovato il discorso sull’educazione forse un po’ troppo spinto verso l’eccellenza, senza considerare aspetti quali la salute mentale di studenti e studentesse o le difficoltà di alcune fasce specifiche. Scritto comunque molto bene e ricco di spunti.
Non solo un libro, ma un vero e proprio testamento spirituale dell’uomo che ha portato la scienza nelle case degli italiani. Un tuffo nelle riflessioni di una vita... quella di Piero Angela. Con una cavalcata - come lui stesso la definisce - nelle problematiche principali che riguardano il nostro paese e il suo sviluppo, individua con grande lucidità le criticità che ci sono nei vari ambiti - culturale, scolastico, mezzi di informazione, ambiente ed energia - e propone delle possibili soluzioni nate dalla sua ricchissima esperienza di vita. In questo libro ho trovato la chiarezza e l’innata capacità di Piero Angela di rendere semplice anche l’argomento più complesso. Le sue sono riflessioni e suggerimenti per provare a costruire un futuro migliore.
Un gentile lascito letterario. Con questo libro, P. Angela, ci fa conoscere e ci fa riflettere di tutti quei problemi della società attuale, soprattutto quella italiana, che si rifiuta di investire nel campo innovativo e ben altro. Vengono trattati argomenti quali: politica, informazione dei media e TV, cambiamenti climatici, il ruolo della Scuola e statistiche relative alla collettività. Dalle sue parole emerge quel senso nostalgico di un uomo che sta per abbandonare la vita terrestre, ma di certo non manca anche quel senso di speranza che vuole divulgare ai giovani.
Un'eredità importante ... Una mente geniale lucida con la capacità di spiegare in modo semplice anche gli argomenti più difficili... Saremo in grado di mettere in atto le Cose che lui ha Imparato ed ha voluto trasmetterci con questo suo ultimo regalo? Grazie Piero!!! Sarai sempre un vero maestro...
Com’è possibile che un paese come l’Italia, che ha marcato profondamente per secoli il cammino della civiltà, oggi sia così in difficoltà, e abbia perso le sue luci?
Con la consueta capacità comunicativa e con il grande dono della sintesi, Piero Angela ci prende per mano per un viaggio nelle dieci cose importanti che ha imparato nella vita, affrontando temi come la politica, la scuola, la scienza, le fonti rinnovabili. Ogni parola è preziosa, il libro intero un testamento spirituale destinato a rimanere nel cuore di molti. Consigliatissimo!
Sono rimasta delusa da questo libro. L'ho iniziato con molto entusiasmo e grandi aspettative, ho trovato la prima parte interessante e sicuramente è un libro che offre molti spunti di riflessione, tuttavia proseguendo nella lettura ho avuto sensazioni negative.
È un piccolo compendio divulgativo, che può essere letto facilmente da chiunque, e questo sicuramente è un pregio. Però è molto , troppo, breve soprattutto rispetto alla vastità degli argomenti che si vuole trattare, finendo quindi per essere un riassunto superficiale del pensiero dell'autore. Una chiacchierata.
Il punto di vista proposto è univoco, non ammette opinioni differenti. E poi è, in molte parti, antico e anche un po' classista.
Il metodo scientifico è presentato come l'unico valido e la parte dedicata alla scuola ha un punto di vista decisamente borghese. L'esempio della scuola frequentata dal figlio Alberto, le parti in cui viene celebrato il metodo asiatico, che esalta la ricerca della perfezione (i giovani asiatici che si ammazzano di studio e no, non è un eufemismo) o il metodo statunitense con cultura d'alta gamma a pagamento e studenti che devono inseguire borse di studio o prestiti dedicati. Ecco, l'ho vissuto come un punto di vista arrogante, mi è dispiaciuto parecchio. Non una riga sulla salute mentale o sulle difficoltà di alcune fasce sociali. È facile puntare all'eccellenza quando si parte da basi economiche solide. Però questo si chiama privilegio, e non rilevarlo è fazioso.
E quanto vecchiume nei passaggi in cui si parla delle "madri che non hanno più vaccinato i figli" (i padri, questi sconosciuti, dove sono? Hanno responsabilità successive alla distribuzione degli spermatozoi?) o in quelli sulla natalità (manco a dirlo: chi è che non fa più figli e signoramia...?).
E poi basta con questi anziani ricchi che continuano a criticare i giovani! Hanno tutti la soluzione in tasca, è per questo, quindi, che siamo messi così bene nel nostro paese?
È una lettura con la voce del suo autore. Dieci sorprese, dieci pensieri lucidi e chiari. Tre di questi capitoli mi hanno interrogato e messo in discussione: scienza e tecnica, scuola e demografia. Lettura molto piacevole e per nulla scontata. Anche se, come ultimo libro riassuntivo della sua vita, mi aspettavo qualcosa di più approfondito.
Non mi sarei mai aspettato un libro pieno di preconcetti. Le idee sono condivisibili in massima parte, ma certe questioni come gli studi umanistici rispetto a quelli cosiddetti scientifici o l'impostazione della RAI sembrano dettate da presunzione immotivata.
Non avevo mai letto un libro di Piero Angela, sebbene abbia fatto parte della mia vita fin dalle scuole elementari, accompagnando tutti i pranzi di famiglia con i bellissimi documentari raccolti da Quark. Non faccio altri commenti sulla caratura, l’importanza pubblica e lo spessore del personaggio, non ce n’è bisogno. Mi soffermo anche poco sull’enorme dispiacere per la sua recente morte, una delle poche che mi hanno colpito davvero negli ultimi anni.
Qui trovo un testo molto ben ragionato, per me sorprendente perché si spinge in un ragionamento che non si potrebbe definire altro che politico, per molti versi. Quello che mi delude e non posso condividere è però una certa mentalità liberista e perpetuatrice della leggenda del successo alla californiana. Più è più volte Piero Angela insiste sulla necessità di darsi da fare, sul fatto che la scuola è fatica e stiamo allevando una generazione di smidollati, che negli altri paesi tutto funziona meglio perché c’è più disciplina, un forte rigore fin dalle scuole medie e più legame con la meritocrazia. Ignora in tutto questo la clamorosa e macroscopica consapevolezza di ciò che può fare il privilegio, geografico, economico e di classe: egli stesso proviene da una famiglia di un certo tipo, con padre medico, e quando parla della carriera di suo figlio gli sfugge che questi frequentava una scuola in Belgio. Quando si riferisce alle università americane e al grande valore che da queste emerge, si dimentica che sta parlando di famiglie privilegiate che possono permettersi studi costosisissimi. Dimentica quindi la scala sociale molto spesso interrotta, e che queste leggende sul successo individuale, basato sul sudore, perpetuano differenze sociali incolmabili; differenze consolidate dal falso presupposto che chi non riesce nella vita, o arranca, sia un pigro. Nel fare questo, chiude gli occhi al contesto sociale, a quello familiare, alla disponibilità di infrastrutture, alla disparità di trattamento giudiziario… a tutto quello che - è dimostrato - ruota attorno e determina il successo personale e aziendale. Per lo stesso motivo, ritengo sbagli clamorosamente nell’affermare - più e più volte - che la politica non determina la ricchezza: forse in un mondo privilegiato di chi ha potuto, anche grazie ai propri studi, sempre lavorare in ambienti prestigiosi, questo non sembra comprensibile. Il privilegio, come al solito, sembra invisibile ai privilegiati.
Appaiono anche sorprendenti, molto liberiste e un po’ imprenditoriali molte considerazioni sull’economia, tra cui mi lasciano perplesso quelle riguardanti crescita e sviluppo, quelle sui cosiddetti paesi più evoluti e sui motivi per cui fallirebbe l’ “esportazione della democrazia” in quelli cosiddetti meno evoluti. Un discorso che appare piuttosto neocolonialista e retrivo. Anche nell’analizzare i rischi e le modalità di evoluzione delle nuove tecnologie, sembra dimenticare tutto il loro sottotesto capitalistico, come se si stessero affermando (e stessero prevaricando alcune aree umane dell’economia e della società) non per intento economico di chi le gestisce, ma quasi per un involontario fiorire biologico.
In definitiva un libro che mi ha molto stupito, presentandomi un lato di Piero Angela che non conoscevo e non sospettavo. Un lato su cui spesso non mi trovo in accordo, ma che mi fa conoscere meglio il personaggio e per certi versi me lo fa stimare da “avversario” logico e documentato, aggiungendo una nota di leggera cattiveria e determinazione politica a quello che mi era sempre sembrato un nonno saggio.
Per concludere non condivido la prefazione del figlio Alberto, non si tratta affatto di un diario intimo: si tratta di una sorta di lectio magistralis, e anche di dichiarata tirata di orecchie che un Angela a fine vita, deluso, ha voluto lasciare al popolo italiano. Quel che sorprende in maniera positiva è che un uomo di novant’anni lamenti la mancanza di innovazione e di cultura scientifica del nostro paese. Un uomo molto anziano, insomma, ci sprona con determinazione all’innovazione e all’interazione totale (ma consapevole) con la tecnologia.
In definitiva do tre stelle per la gigantesca stima che provo verso il personaggio, per il lavoro straordinario svolto nei decenni; ammettendo, però, che se fosse stato scritto da qualcun altro ne avrei date due.
Questa recensione è probabilmente guidata dalla nostalgia, dalla soddisfazione di accrescere il proprio bagaglio culturale e dalla voglia di leggere questo saggio come un ultimo viaggio in compagnia di uno degli uomini più curiosi che il nostro paese abbia potuto accogliere. È stato un vero piacere immaginare nuovamente Piero Angela divulgare, con il suo tono inconfondibile, le sue conoscenze in questo testo, che rappresenta un'autentica eredità, in cui le sue saggezze accumulate attraverso le sue letture e la sua attività di divulgatore scientifico vengono consegnate al suo pubblico. Il libro affronta temi attuali e sfide imminenti, sia per l'Italia che per il mondo. Un lascito che Piero Angela ci dona, con dieci consigli che noi dobbiamo tenere a mente. L'immagine è cristallina: si presenta una prospettiva realistica, senza indulgere in una speranza risolutiva, spesso riscontrabile in altre opere simili.
Il libro presenta dieci tematiche vitali per la nostra società e per noi stessi. Questo lascito culturale, si auspica, verrà colto e assimilato non solo dal pubblico, ma soprattutto dalla nostra classe dirigente, dagli intellettuali e dai politici. Ogni capitolo è dedicato ad un tema cruciale, rivelando un panorama chiaro e concreto:
1. La politica non produce ricchezza 2. Scienza e tecnologia: come hanno cambiato il mondo 3. La scuola 4. Cosa si può fare per la scuola 5. La nostra cultura 6. Informazione e televisione 7. L’emotività 8. Il cervello 9. Ambiente ed energia 10. Demografia
Ho seguito e ammirato Piero Angela per la sua straordinaria opera di diffusione della scienza, che ha aperto le porte della conoscenza a un vasto pubblico, spesso inaccessibile tramite l'istruzione tradizionale. Ho trovato questa opera affascinante, poiché getta luce su questioni di estrema rilevanza per l'umanità, aiutandoci a percepire e comprendere meglio le sfide imminenti. È stato come vivere un’ultima puntata di Superquark, densa di argomenti. Raccomando caldamente la lettura di questo libro a chiunque sia interessato al futuro del nostro pianeta e a chi abbia voglia di conoscenza, curiosità e sapere.
Non si poteva iniziare l'anno con un libro migliore. Piero Angela è un grandissimo divulgatore dalla mente brillante, dotato di un carisma naturale con il quale ha comunicato in modo semplice ed efficace a tantissime generazioni. Mi stupisce sempre il modo in cui riesce a tenere il lettore incollato a quello che dice o scrive mettendogli in mano gli strumenti per capire il mondo. In questo libro in particolare descrive la società, attraverso 10 capitoli e relative tematiche: lo sviluppo tecnologico e demografico, il livello di evoluzione dell'Italia rispetto al resto del mondo, la comunicazione dei mass media, la crisi climatica, ecc. C'è tantissimo da imparare e molto su cui riflettere. Quel che è certo è che sentiremo parecchio la mancanza di Angela che anche con questo ultimo libro ha dimostrato l'amore che aveva per la condivisione del sapere ed evidenziato che la cultura è sempre il punto di partenza per lo sviluppo di una società in grado di evolversi insieme ai cambiamenti del mondo. Consigliatissimo.
Un libretto molto leggero e scorrevole in cui l'autore riflette tra sé e sé sui problemi odierni che affliggono l'Italia. Seguiamo il filo logico dei suoi ragionamenti, che spaziano in modo approssimato tra politica, istruzione, economia, clima, demografia e cultura. A mio avviso non è all'altezza dei suoi precedenti lavori: le complessità analizzate sono piuttosto risapute, ma Piero rimane per tutto il tempo realista, obiettivo e imparziale nei confronti della stampa e televisione italiana. Non si è mai stancato di reiterare l'importanza della divulgazione, presentandola come unica soluzione per concorrere col progresso tecnologico. Angela vuole passare il testimone alle future generazioni, e il suo ultimo messaggio è quello di continuare ciò che lui ha iniziato, in modo da far diventare la scienza una visione sempre più condivisa. Piero ha espresso le sue preoccupazioni prima di andarsene, e infine alza le mani affidandole a noi ("Ognuno può trarre le conclusioni che vuole"), e ora è la nostra comunità che deve decidere cosa farne.
Devo dire che come molti mi aspettavo da questo libro più un testamento scientifico e personale del grande Piero Angela, eccelso intellettuale, studioso e divulgatore scientifico del nostro secolo. Mi sono ritrovata però davanti ad un libro che non mi ha lasciata soddisfatta nè nella scrittura nè nella narrazione lenta e didascalica quasi fosse una sorta di lista di cose da fare e non fare. Sicuramente la lucidità e la perfetta analisi che Angela fa del futuro, attraverso anche tematiche sociali (specie quelle che riguardano le nuove generazioni) di evince da questo libro ma risulta quasi ampollosa. Ho letto altri libri di Angela trovandoli sempre affascinanti e capaci di arricchirmi dentro; questa volta…sfortunatamente l’ultima, non ho sentito altro che un senso di sollievo a fine ascolto. Non mi ha coinvolta nemmeno la voce, storicamente associata ai lavori di Piero Angela, di Massimo Polidoro.
Come sempre brillante e lucido e immerso nel presente. Lo consiglio perché parla di problemi attuali e pressanti (il che già è un plus, spesso non sono nemmeno portati a galla) e li pone alla portata di tutti, fa considerazioni, da consigli su come si potrebbe risolvere o dà strade che si potrebbero percorrere. Ha dato davvero l’impressione che si fosse seduto accanto a noi pubblico prima di andare via.
Argomenti trattati: il bisogno di adattarsi alle nuove tecnologie, istruzione, la scienza (e l’importanza del rigore scientifico applicato alla medicina oltre alla fondamentalità di promulgare la scienza), clima, alimentazione, energie, demografia, ma principalmente la società
Tutte ben amalgamate perché coerenti e legate tra di loro e necessarie per comprendere come evolverci come paese e specialmente come civiltà, come crescere nella migliore maniera possibile noi individui
È l’ultimo libro di Piero Angela scritto poco prima della morte avvenuta nell’agosto 2022 all’età di 93 anni. È una sorta di testamento in cui condensa le cose che ha imparato nella vita attraverso le sue letture e la sua attività di divulgatore scientifico e le trasmette al suo pubblico. Il libro parla di problemi attuali, le sfide che sia l’Italia che il mondo devono affrontare nel prossimo futuro. Sono dieci capitoli dedicati ciascuno ad un tema importante. I titoli dei capitoli sono: 1. La politica non produce ricchezza 2. Scienza e tecnologia: come hanno cambiato il mondo 3. La scuola 4. Cosa si può fare per la scuola 5. La nostra cultura 6. Informazione e televisione 7. L’emotività 8. Il cervello 9. Ambiente ed energia 10. Demografia Lo sviluppo della Scienza e della tecnologia hanno cambiato il mondo e permesso lo sviluppo economico che si è avuto dalla Rivoluzione industriale nella seconda metà del Settecento ad oggi. Però nota l’autore la Cultura Scientifica è rimasta in secondo piano, non si è capillarmente diffusa. Quando si parla di Cultura ci si riferisce in genere alla Cultura Umanistica, alla letteratura in particolare che occupa le pagine culturali dei quotidiani e questo fa sì che ci sia un’incapacità degli intellettuali e della gente di capire il mondo moderno e i suoi problemi. Con la sua attività di divulgatore scientifico Piero Angela ha cercato di colmare questo divario. Nel libro è presente un costante confronto tra le condizioni di vita del passato e quelle del presente migliorate grazie allo sviluppo della scienza e della tecnologia. Da una parte Piero Angela attraverso le sue trasmissioni televisive e i suoi libri tendeva a divulgare le conoscenze scientifiche a tutti, particolarmente alle persone meno colte ed informate, dall’altra però parlando della scuola esalta il merito, le scuole di qualità, le eccellenze cui possono accedere soprattutto le élites, magari coloro che vengono da ambienti sociali avvantaggiati e che hanno in media risultati scolastici migliori degli altri (fatto di cui egli stesso è consapevole) e questa mi sembra una contraddizione. Pensa che a scuola dovrebbe essere diffusa una cultura scientifica, in particolare il metodo scientifico ed una filosofia della Scienza e della tecnologia. Piero Angela parla in particolare della crisi italiana degli ultimi decenni caratterizzata da più bassa crescita e minor aumento della produttività del lavoro rispetto agli altri paesi avanzati. Sembra che nella sua prospettiva gli obbiettivi siano la crescita economica (aumento del PIL), l’aumento della produttività, della competitività, una Scuola che selezioni i migliori, ecc.., cioè la perpetuazione del sistema economico e sociale attuale, lo stesso che sta portando l’umanità sull’orlo del baratro. Per quanto riguarda la crescita economica l’obiettivo non deve essere, almeno per ciò che riguarda i paesi sviluppati, un aumento della quantità di beni e servizi prodotti, che sono già più che sufficienti se non eccessivi rispetto ai bisogni della popolazione, obiettivo inoltre scarsamente compatibile con la tutela dell’ambiente e che ha effetti deleteri sul clima, ma mantenere costante se non ridurre il livello della produzione. Ci dovrà essere certo uno sviluppo scientifico e tecnologico, ma questo dovrà avere come obiettivo produrre la stessa quantità di beni con minori risorse e minore lavoro. Il risparmio così ottenuto dovrà tradursi non in un aumento della disoccupazione ma in una diminuzione dell’orario di lavoro per tutti, e la maggiore quantità di tempo libero disponibile, se ben utilizzato, comporterà un miglioramento della qualità della vita. Certo per quanto riguarda i paesi a basso e medio reddito lì la crescita economica dovrà continuare fino a che non saranno soddisfatti i bisogni primari della popolazione. Anche quando Piero Angela dice che bisogna costruire un uomo a misura di tecnologia questa affermazione può avere un significato negativo in quanto può tradursi in un asservimento dell’uomo al sistema economico e sociale esistente. L’ideale sarebbe costruire un sistema economico e una tecnologia a misura d’uomo. Interessante ciò che dice sull’informazione, la televisione e la divulgazione scientifica in quanto questo è il settore di sua stretta competenza. Certo quell’affermazione secondo cui l’attrazione verso soldi, sangue e sesso cui fanno appello i mass media per stimolare l’attenzione e attrarre spettatori risalirebbe alla Preistoria e avrebbe un carattere genetico poteva pure risparmiarsela in quanto secondo me non ha nessuna validità. Interessante l’affermazione secondo cui l’uomo avrebbe costruito un ecosistema artificiale che si aggiunge a quello naturale e quella secondo cui la società sarebbe costituita da un insieme di cervelli collegati tra loro. Il tema più attuale di cui parla è quello della crisi climatica ed elenca le fonti di energia pulita disponibili e le loro possibilità di sviluppo. Il libro si conclude parlando di demografia. Mentre nel mondo la popolazione nel complesso sta aumentando a ritmi elevati soprattutto a causa del contributo dei paesi meno sviluppati nei paesi economicamente più avanzati si prospetta un calo della popolazione ed in Italia un vero e proprio crollo a causa della denatalità. Nel libro vengono esaminati i problemi che ciò comporta e che dovranno essere affrontati in futuro. Io ho seguito e ammirato molto Piero Angela per la sua attività di divulgazione scientifica che ha permesso al grande pubblico di accedere a conoscenze che a scuola non vengono insegnate se non in corsi specialistici universitari. Ho trovato questo libro molto interessante in quanto parla e ci aiuta a prendere consapevolezza dei problemi più attuali che l’umanità dovrà affrontare e pur con i suoi limiti prospetta qualche soluzione. Ne consiglio vivamente la lettura a chiunque.
Piero Angela è un grosso personaggio. Ha avuto molto dalla vita perchè ha dato molto. Forse è questa la lezione che in massima sintesi vuole darci con questo volumetto postumo messo insieme dai figli e consistente nei suoi ultimi scritti. Usare l’enorme potere della televisione per contribuire a far crescere gli italiani questo forse il suo obiettivo di sempre. Altri hanno fatto l’esatto contrario ,concependo la televisione come puro strumento per fare cash, cioè per far passare pubblicità imbottita in programmi “di intrattenimento”, legittimo per carità, ma c’è un po di differenza fra le due “visioni”. Oso immaginare che Angela abbia nutrito il segreto sogno di fare della Rai una specie di BBC, ma era troppo intelligente per non sapere che non era altro che un sogno. Questo però non gli ha impedito di lottare coi denti per mettere insieme e rendere appetibile un puro programma culturale di divulgazione scientifica, facendo anche share e cercando nel contempo di puntare in alto spendendo il meno possibile. Il suo successo durato decenni ha dell’incredibile, tanto più che rappresenta anche il caso più unico che raro di un intellettuale inventore di un “format” televisivo, che ha avuto l’abilità di trasferire al figlio le sue conoscenze facendone per tempo l’erede. Ma concentriamoci sul libro, prezioso perchè è di fatto l’enunciazione della sua filosofia, riassunta in 10 punti. Vi invito a leggerli ed a rifletterci sopra. Leggi di più: http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/...
Tutti abbiamo conosciuto Piero Angela per la sua opera di divulgazione. Fin da piccola ricordo intere puntate di Quark viste in classe per mostrarci l'universo o il nostro organismo. Le sue trasmissioni mi hanno insegnato tanto, tenuto compagnia e dato parecchi spunti per approfondimenti successivi. 'Dieci cose che ho imparato' è un libro di divulgazione scritto in modo molto semplice, che cerca di fare chiarezza sugli effetti che nostre scelte (o non scelte) avranno sul nostro futuro. È chiaro, onesto e non fa sconti. Ad un certo punto avrei voluto che ci fossero degli elementi di positività ma credo che quella che stiamo vivendo sia una realtà troppo intricata e compromessa per essere positivi. Mi ha lasciato un pò di pensieri.
È un libro che fa riflettere sui problemi del nostro Paese e di cui purtroppo troppo pochi ne parlano. Le ultime riflessioni di Piero sono lucide e sono tutte spiegate con la solita chiarezza che lo caratterizzava e che lo ha reso uno dei divulgatori scientifici più importanti d'Italia. L'unico punto che non mi ha convinta riguarda l'istruzione in cui si è ridotto al solito punto: è solo colpa dei giovani. Non è esattamente così, la colpa è della collettività, dei professori, della scuola e dello stesso Stato che non dà più importanza al fatto che uno più è acculturato e "affamato" di conoscenza e più può dare opportunità a sé stesso ma anche alla società. A parte ciò sono veramente felice di aver letto questo saggio.
Immagino che così come vale per la copertina, non si possa giudicare un libro neanche dal suo titolo. Per essere una serie di riflessioni del grande Piero Angela, pubblicate postume alla sua scomparsa, avevo aspettative decisamente diverse. Non dico migliori.
Il suo modo di vedere la società, la pacatezza dei suoi toni e la chiarezza dei suoi ragionamenti, mi lasciano sempre piacevolmente sorpreso. Alcuni capitoli li ho ritenuti interessanti, altri un po’ più noiosi (sigh). Mi aspettavo un libro un po’ più intimo, qualcosa tipo “Gratitudine” di Oliver Sacks, per chi ha familiarità con l’autore.
Ad ogni modo, ho ugualmente trovato alcuni ottimi spunti di riflessione, quindi direi che il suo dovere il sommo Angela lo ha fatto anche questa volta. Grazie maestro.