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God Save the Queer: Catechismo femminista

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Come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? È una domanda che Michela Murgia si sente rivolgere di continuo. È la stessa che si pongono le persone credenti LGBTIAQ+ e che si pone chiunque debba fare compromessi tra la propria coscienza e i precetti dottrinari, per esempio in merito ad aborto, eutanasia, fecondazione assistita. Per rispondere è necessario capire quali aspetti della vita e della fede siano davvero in contraddizione, e soprattutto se certi insegnamenti non siano semplicemente un’eredità storica da ridiscutere ogni giorno alla luce del Vangelo e della propria intelligenza. D’altronde, lo stesso Dio dei cristiani è contraddittorio: è divino ma anche umano, è uno ma anche trino, è onnipotente ma è morto in croce. Partendo dalla rilettura del Credo e attingendo alla propria esperienza personale – la sé bambina piena di dubbi, ma anche la nonna, la madre, la zia, le donne con le quali ha incontrato la fede – Michela Murgia fornisce gli strumenti per affrontare alcune di queste antinomie, e mostra come la pratica della soglia, che rigetta l’appartenenza a un unico recinto, cioè la queerness, sia una pratica cristologica. Accettarla come tale significa riconoscere che «il confine non ci circonda, ma ci attraversa, e che quel che avvertiamo come contraddizione è in realtà uno spazio fecondo di cui non abbiamo ancora compreso il potenziale vitale».

152 pages, Paperback

First published November 1, 2022

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2481 people want to read

About the author

Michela Murgia

50 books1,172 followers
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.

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Displaying 1 - 30 of 339 reviews
37 reviews6 followers
August 7, 2023
Come mi aspettavo, la risposta a “come conciliare il mio essere cattolica ed il mio essere femminista?” non c’è (e non c’è perché non esiste).
Qui c’è (a volte) una rilettura di pochissimi e selezionatissimi passi del Vangelo e di una (una, su migliaia) icona cristiana che può essere letta in chiave femminista, ma questo non mi stupisce troppo: dal Vangelo, come succede per molti libri, soprattutto sacri, puoi tirarci fuori un po’ tutto quello che vuoi e Murgia ha sicuramente l’intelligenza e la cultura per farlo. Quello che avrei voluto leggere è come Murgia concilia non il suo essere credente, ma il suo essere cattolica, il suo far parte attivamente (ha studiato teologia, insegnato religione ecc) di una Chiesa che per secoli, e continua tutt’ora, è stata la prima istituzione patriarcale, la prima a cercare di limitare il più possibile la libertà (anche sessuale), la cultura e l’emancipazione delle donne, fino a condannarle a morte in quanto “streghe” se osavano cercare una via di uscita da quel modello così asfissiante… un’istituzione all’interno della quale le donne continuano ad avere tutt’oggi un ruolo subalterno, pur essendone, come ricorda Murgia, la struttura portante… un’istituzione che oggi fa di tutto, addirittura si appella al Concordato, per bloccare una legge (DDL Zan) che aveva come obiettivo proprio quello di proteggere le persone queer. Tutto questo nel libro non c’è e non c’è perché non c’è modo coerente di far coincidere le due cose. Poi Murgia è liberissima di vivere nella contraddizione, come facciamo tutti.
Detto ciò, è una lettura colta e molto interessante, c’è poco sul femminismo ma molto sulla religione, nei suoi risvolti sociali e personali, che è sempre un tema fecondo ed accattivante, anche (e forse sopratutto) per gli atei come me.
(Non mi è piaciuto il vittimismo finale, che vorrebbe far passare i credenti come persone discriminate e costrette a nascondere la loro fede quando in Italia la Chiesa cattolica occupa ancora tutti gli spazi di potere e può direzionare la politica. Sarebbe come dire che esiste il razzismo verso i bianchi, ovvero la discriminazione nei confronti dell’oppressore, e so che Murgia questo non lo pensa)
Profile Image for Ilenia.
223 reviews22 followers
January 2, 2023
Aspettavo da tempo questo libro ed effettivamente è stata una bella lettura che mi ha lasciato moltissimi spunti sui quali continuerò a riflettere nel tempo. Questo però non significa che, così com'è, mi abbia convinta fino in fondo. Mi spiego.

Il libro si apre con la domanda "come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo?". Da questa domanda si diramano aneddoti personali dai quali l'autrice parte per mostrare il punto di scontro che ha sempre percepito tra il suo essere femminista (anche prima di definirsi tale) e il suo essere cattolica e una rilettura della figura di Cristo in chiave "queer", non escludente. Murgia offre l'immagine di una fede che non deve per forza porre il credente nella posizione di dover scegliere tra due opposti o di doversi identificare in una categoria specifica, escludendo le altre. Tutti sono accolti da questo tipo di interpretazione della fede.

Ora, sebbene io abbia letto con grande soddisfazione una simile rilettura delle Scritture, anche a partire da un'interessantissima analisi di alcuni elementi dell'iconografia cristiana, mi resta un problema, un nodo da sciogliere. Quello iniziale.
L'autrice ribadisce più volte che la fede è relazione, è comunità, perfino internamente a Dio stesso. Ma allora, nel pratico, come si concilia l'essere femminista con il fare parte di una comunità che si concretizza in una Chiesa - con tutto il suo pesantissimo bagaglio storico e culturale di oppressione, discriminazione e violenza - dalla quale l'autrice non prende mai davvero le distanze? Mi pare che questo saggio offra sì una risposta teorica alla domanda che si pone, ma che questa risposta debba necessariamente condurre ad una netta scissione tra la fede e chi quella fede la rappresenta. Senza questo passaggio, rimangono parole presto schiacciate da un sistema di oppressione millenario. Parole che, di fatto, non conducono a nulla e non cambiano l'esperienza di discriminazione vissuta da quei credenti che, dalla comunità, vengono fatti sentire esclusi e sbagliati.

Inoltre, sebbene Murgia argomenti sempre la sua interessantissima lettura della fede cristiana e della figura di Gesù con passi dei testi sacri, mi sembra che ci sia un'attenta selezione alla base. Negli stessi testi sacri compaiono anche madonne silenziose, violenze, giudizi espliciti contro l'omosessualità e un'idea di società fortemente androcentrica ed antropocentrica. Mi sarebbe piaciuto che l'argomentazione includesse questi temi, che li ripensasse, che in qualche modo li smontasse...

Quindi, se da una parte ho letto con grande interesse un punto di vista nuovo che avvicina la fede cristiana ai nostri giorni e potrebbe farne uno strumento di comprensione, come suggerito dall'autrice stessa, dall'altra resto insoddisfatta, con molti punti di domanda senza risposta e con l'impressione di aver letto un saggio incompleto e parziale, che non copre del tutto il suo campo di ricerca.

* Devo precisare che io leggo questo testo da persona NON cristiana e che quindi lascio l'ultima parola a chi, invece, è credente
Profile Image for Pavel Nedelcu.
488 reviews117 followers
July 23, 2023
LA QUEERNESS CRISTIANA

Possono due concetti e correnti di pensiero apparentemente così diversi tra di loro, come il cristianesimo e la teoria queer, coesistere e dialogare?

Le premesse di questo saggio sono davvero interessanti, e il modo in cui Murgia affronta il problema, raccontando il proprio percorso verso la consapevolezza, avvicina anche il lettore più scettico.

Perché i presupposti da cui si parte sono domande che probabilmente tutte le persone femministe con anche una buona dose di educazione cristiana si saranno posto: perché l'immagine più comune di Dio è quella di un anziano patriarca? Perché le donne, all'interno della Chiesa, non hanno ruoli di potere? Qual è il mistero dietro la Trinità? Ma davvero tutto il set di regole e norme che regolano la religione cristiana rappresentano la fede, e si può dire che chi le segue alla lettera ha trovato Dio? E Dio, questo anziano patriarca onnipotente e onnisciente, mi riconosce in quanto queer?

La risposta è sorprendente, e passa attraverso l'interpretazione di un'opera d'arte: La Trinità di Rublëv: quel quadro inclusivo del Quattrocento, che è il punto di partenza per ripensare la cristianità in chiave moderna. Il Cristianesimo, d'altronde, si è sempre adattato alle esigenze del tempo.
Profile Image for Giubi.
127 reviews12 followers
January 16, 2023
Niente, io ci ho provato.
Posso capire cosa animi una persona profondamente credente a cercare di leggere una religione all’evidenza patriarcale secondo chiavi più liberali e miti. Chiavi femministe è già un’esagerazione però.
Ho ascoltato l’audiolibro ed è impossibile seguire Michela Murgia nelle sue domande e risposte senza trovarle vacue e favolistiche. È un continuo tentativo di ridimensionare storia e dati letterali per cercare una conciliazione della propria mente. Resta il tema centrale: se togli alla religione cattolica tutta la subordinazione del femminile al maschile che la caratterizza può davvero restare qualcosa? C’è un nucleo “buono” a cui credere che la mantiene tale o diventa tutt’altro, una fede astratta che nulla ha a che vedere con la struttura terrena che la manifesta? Per me, purtroppo, sono domande che non hanno una risposta positiva. O, per lo meno, l’autrice ha fallito nel convincermi che ci sia.
Profile Image for metempsicoso.
446 reviews494 followers
August 4, 2024
Avevo iniziato God save the queer senza grandi entusiasmi poco dopo la sua pubblicazione e, con lo stesso spirito, lo avevo chiuso prima della ventesima pagina.
Mesi dopo, in una chat con dellə amicə, ne avevo scritto quanto segue:
"God save the queer mi parve una mezza paraculata senza senso. Una cosa scritta [da Murgia] più per sé; che tanto, siamo onesti, non c'è modo di far quadrare la queerness con il cattolicesimo.
Mi sono ripromesso di leggerlo, prima o poi, oltre quelle prime dieci/venti facciate che ho già letto, ma non ho fretta di farlo".

Oggi l'ho concluso e devo dire che, pur con un'idea complessiva più ampia, la mia opinione è rimasta invariata.
Ammetto che ero stato tratto in inganno dal titolo, con così poche facciate digerite: il fulcro di questo saggio era tentare di far quadrare il femminismo nel cristianesimo e non la queerness nel cattolicesimo, come indica più chiaramente il sottotitolo di questo libriccino. Catechismo femminista, appunto.
Una cosa ben più digeribile della queerness cattolica, che tutt'al più può essere l'inizio di una tirata infelice del papa - o una scena spiata dalla serratura di una porta in un seminario.
Non cattolicesimo, dicevo, perché Murgia quando parla della sua fede non approfondisce mai le istituzioni e le cariche che la rappresentano né i comportamenti che queste mettono in atto - da un punto di vista simbolico, se vuoi, ma soprattutto politico ("tutto è politica", diceva lei. Anche omettere tutto ciò che è stato storicamente costruito su una convinzione religiosa, dico io). Poi perché, in realtà, il perno più potente della sua argomentazione è conficcato nello spazio vuoto che si ha nel fornire un'interpretazione dell'icona "La Trinità" di Rublëv, il pittore russo e santo della Chiesa ortodossa. A partire da questa immagine Murgia scrive una bella riflessione sulla Trinità, su quanto la Chiesa nei secoli ci abbia costruito sopra e sulla possibilità che chi crede oggi ha, togliendo, di rielaborare il proprio Credo. Tutto molto interessante, ma troppo contingente per un testo argomentativo. Del resto, da teologa, l'approccio di Murgia qui non è trovare la verità ma la giusta interpretazione.
Così, come per tanti esegeti delle Sacre Scritture prima di lei, non conta tanto la coerenza assoluta, inattuabile in un testo polimorfo e contraddittorio come la Bibbia, quanto quella relativa di una serie di frasi estrapolate qua e là, per far sì che anche l'insostenibile - il femminismo nel cristianesimo, appunto - possa sembrare sostenuto. In fin dei conti, questo è ciò che i prelati fanno da generazioni. A tratti mi ha infastidito il tono da trattato rigoroso di questo testo, in quale, in realtà, raccoglie solo una serie di spunti dimenticandosi del contesto reale.
Per me femminismo e cristianesimo non sono compatibili - la prova di ciò, non senza ironia, si trova anche nel più riuscito e obbiettivo Ave Mary di Murgia stessa -, ma mi sta bene che un'altra persona si cerchi e si trovi all'interno della fede, anche, come ha fatto lei, ricorrendo a una forma di cecità selettiva, o a una rimozione semplificativa.
In fin dei conti, per me, queer è proprio questo: la compresenza della contraddittorietà. Forse Valerio, con quel titolo che le ha donato, ha dato a Murgia anche una giustificazione: sebbene in vita non si sia mai definita pubblicamente queer - queer era la sua famiglia, non lei -, proprio il suo esserlo, con la specifica prospettiva trasversale della sua marginalità, le ha dato la possibilità di trovare un legaccio per tenersi tutta intera. Poiché era queer, poteva essere femminista E credente.
Mettere questa parola all'inizio di tutto, un po' come un paracadute, salva tutto quello che viene dopo.
Certo, bisogna davvero chiudere gli occhi su due millenni di scelte, ancora in atto, fatte dalla Chiesa.

[Lo specifico anche se mi sembra inutile, dissentire su questo argomento con Murgia non la scredita, ai miei occhi, come intellettuale né femminista.
Alcune delle pagine di questo saggio, che tocca molti argomenti al di fuori della religione, sono, come spesso erano quelle scritte da Murgia, lucidissime e affilate.]
Profile Image for Rosalba Maruca.
2 reviews2 followers
January 6, 2023
Ho letto questo libro sperando di risvegliare in me una fede purtroppo oramai sbiadita a causa di una Chiesa che non rappresenta più i miei valori. Ho sperato di "trovare la luce" ma - per essere sinceri - non ha funzionato.
Punto primo : Michela Murgia ha sicuramente una fede molto più profonda e fondata di quella che mi porto dietro da anni. Si basa su immagini e testi chiaramente selezionati per far combaciare i suoi due credo, il femminismo ed la fede. Scrive benissimo, è interessante, e ci fa sognare immaginando una Chiesa inclusiva e queer. All'inizio del libro mi sono detta "Ho trovato la strada!". Ma poi il tutto sfuma.
Purtroppo per me si è trattato di molto catechismo e poco cambiamento : questo libro non mi è bastato, non fa altro che confortarmi nel fatto che la Chiesa cattolica sia "sbagliata" e che la mia fede (se di fede vogliamo parlare) non le corrisponde più.
Nella parte finale anzi, mi sono sentita estremamente lontana dai propositi che Michela Murgia propone : no, purtroppo, non difendo il mio essere cristiana cattolica in pubblico. Non lo faccio da quando ho smesso di aderire ad una Chiesa che non mi rappresenta più, e continuerò a non farlo finché non vedrò dei cambiamenti reali e concreti negli atti quotidiani della Chiesa.
Tre stelle solo perché adoro come scrive, trovo che sia un testo molto interessante e penso che se tutti lo leggessero forse riusciremmo a fare dei piccoli passi in più.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
September 2, 2023
(Audio)leggere questo saggio, ascoltando la voce di Michela Murgia, a poco meno di un mese dalla sua scomparsa, mette i brividi. Ascoltare la sua forza, la sua determinazione attraverso le sue parole e la sua voce, dà una carica che non avrei immaginato di ricevere.

Mi ero fatta la falsa idea che Michela Murgia non fosse cattolica: mi sbagliavo! Nelle sue parole ho ritrovato la forza della mia fede che ultimamente si è un po’ affievolita. Le sue domande sono le domande che più volte mi sono posta negli anni, durante i miei periodi in cui interrogavo la speranza che è in me:

“L’idea di Dio che la mia Chiesa professa include la mia libertà o la nega? È un’idea che mi condanna o mi accoglie? Mi giudica o mi ascolta? C’è spazio per me, c’è il riconoscimento della mia individualità? Dio mi ama come sono e vorrò essere, oppure rimarrò un disordine oggettivo nell’ordine della creazione, un’anomalia di programmazione destinata a stare ai margini, a essere guardata con sospetto, un peccato ambulante per il solo fatto di esistere cosí come sono?”

Infatti, nella Prima lettera di Pietro, “brilla come una vena d’oro il versetto: «Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15). Quel «rispondere a chiunque vi domandi ragione», che si dice scritto da un ex pescatore di Galilea che agli esordi del suo apostolato non si era certo distinto come pensatore complesso, continua ancora oggi a sembrarmi bellissimo.”

Leggendo queste pagine, che brillano di una luce viva e vivida, non mi sono chiesta

“«Come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? Non la senti la contraddizione?» Da anni ho smesso di tenere il conto delle occasioni in cui mi è stata rivolta questa domanda.”

… ma ho trovato la risposta alla domanda che ho covato durante tutto il periodo in cui ha annunciato attraverso i social di essere malata di tumore al quarto stadio: da dove le viene tutta questa forza? Come fa ad essere così sorridente e gioiosa?

Ora capisco perché.

“La teologa femminista Teresa Forcades lo ha ricordato citando le conclusioni che san Vittore aveva già raggiunto nel XII secolo:

L’amore ha bisogno come minimo di tre persone per realizzarsi nella sua completezza, perché la gioia piú grande dell’amare e dell’essere amato dall’altro non può essere condivisa dal tu e dall’io che si amano reciprocamente. L’io ama il tu e il tu ama l’io: l’amore dell’uno e dell’altro ha direzionalità opposte, c’è una tensione, una frustrazione latente e inevitabile della comunione nell’amore dell’io per il tu, quando questo amore cerca la completezza in sé stesso, quando si chiude, quando esclude una terza persona. L’esperienza amorosa dell’io e del tu è diversa, non può essere condivisa. Soltanto quando amano una terza persona, l’io e il tu condividono completamente la stessa esperienza di amore e ciò arreca loro la completa felicità e porta a compimento la dinamica intrinseca dell’amore.”

Le sue parole saranno faro per chi è in cammino, per chi è in ricerca, per chi crede e chi non crede

“Sono pronta a dare ragione della mia fede e oggi, in questa fase della vita, sono pronta anche a dire che quella ragione è la stessa che negli anni mi ha resa femminista e mi ha aperto lo sguardo verso altri modi possibili di essere immagine di Dio.”
Profile Image for ♡ Martina ♡.
299 reviews375 followers
January 20, 2024
3.5 ⭐

La domanda che accompagna la lettura è solo una: si può coniugare l'essere femminista e l'essere cristiana? Michela Murgia non risponde a questo interrogativo ma piuttosto apre una discussione più ampia in cui si affrontano numerosi quesiti a cui si cerca di rispondere utilizzando gli insegnanti delle Sacre Scritture.
Un libro interessante e ricco di spunti di riflessione anche se, a differenza degli altri libri di Michela Murgia, non mi ha entusiasmato.
Profile Image for erigibbi.
1,132 reviews743 followers
February 14, 2025
Io sono una persona curiosa, che quindi di domande se ne pone parecchie. E alcune delle domande che si è posta Michela Murgia in questo libro me le sono poste anch’io. Ma lei riesce sempre ad andare oltre. E onestamente ammiro questa sua capacità di chiedersi, interrogarsi su così tante questioni.
E ancora di più ammiro la sua capacità nello spiegare i ragionamenti che fa, le risposte che si dà e che non si dà.
Ogni volta che leggo un suo libro mi chiedo perché dovevamo perdere così presto una persona che poteva darci ancora così tanto. Sarà un’altra domanda a cui non troverò risposta.
Profile Image for Maria Pia.
101 reviews6 followers
April 21, 2023
È un saggio ricco di spunti. Mi sono chiesta, a metà lettura, come fosse possibile restare integri tra queste riflessioni. E la risposta è arrivata alla fine: la vergogna è generata dall’oppressione. Quindi anche sentirsi esclusi perché cristiani, o bigotti, o credenti di favole e leggende, è una forma di violenza che il “trend dell’ateismo” porta con sé.
E se un intellettuale pone in dialogo il cristianesimo con il mondo odierno, le contraddizioni che possono nascere sono campo di battaglia per il confronto e per partire da sé. Da questo non può che uscirne del sensato: sana dialettica.
Sono il discutere, il rispetto, una visione inclusiva che ci stimolano a diventare altro. E ad abbracciarlo.
La brevità del testo ha creato uno spazio ridotto, ma mi auguro che il futuro ci riserbi la possibilità di ampliare questo respiro.
Profile Image for Ilaria_ws.
974 reviews76 followers
December 19, 2022
"«Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.» Quel rispondere a chiunque vi domandi ragione, continua ancora oggi a sembrarmi bellissimo. Mi dice che la persona credente non è un soggetto illogico che subisce l'esperienza di fede sul piano emozionale o istintivo, ma qualcuno in grado di spiegare le proprie motivazioni spirituali e anche anzi deve ritenersi sempre pronto a farlo."

É così che Michela Murgia inizia il suo discorso di risposta a tutti quelli che le chiedono come sia possibile che lei, femminista e attivista, sia anche cristiana e cattolica. Come si conciliano le due cose? Brevissimo ma ben argomentato, questo saggio si sviluppa principalmente partendo dall'esperienza personale di Michela Murgia arrivando poi a trattare diversi temi. Interessante e ben scritto, sicuramente non super approfondito ma in poco più di 100 pagine sarebbe stato difficile fare di più. A tratti irriverente, come solo Murgia sa essere, offre tanti spunti di riflessione, in particolare sul tema della soglia che mi ha incuriosito parecchio. Io però sono di parte, Michela Murgia potrebbe pubblicare pure una versione romanzata della sua lista della spesa e io la leggerei. Da quando ho scoperto che fa pure proselitismo diffondendo il verbo dei BTS, la amo anche di più. Quindi grazie Murgia, sempre.
Profile Image for Iacopo Melio.
Author 11 books300 followers
November 26, 2023
✑ RICETTA
“God save the queer: catechismo femminista”
(Michela Murgia)

✎ Ingredienti: Femminismo, religione

☉ Tempo di cottura: 3 ore

✓ Difficoltà: ★☆☆☆

€ Costo: ◆◇◇

▹ PREPARAZIONE:

Lo dico subito: non è il mio 𝙥𝙞𝙖𝙩𝙩𝙤 preferito di Michela Murgia e inoltre, non scoppiando di interesse per le religioni (e qui faccio un mea culpa enorme, ritenendolo un sintomo di ignoranza), tanto più verso la “nostra”, ho perfino trovato alcuni 𝙞𝙣𝙜𝙧𝙚𝙙𝙞𝙚𝙣𝙩𝙞 un tantino pesanti. Quel pesante, in realtà, non è altro che la conferma di un lavoro approfondito, dettagliato ed estremamente profondo: da femminista, ritengo sorprendentemente interessante l’analisi che la 𝙘𝙝𝙚𝙛 è riuscita a fare, portandoci dove, diversamente, non ci saremmo mai addentratз.

⇨ CONCLUSIONI:

Non so se “God save the Queer” sia una 𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙩𝙖 per tuttз, ma di certo so che tuttз dovrebbero almeno assaggiarla, per conoscere meglio loro stessз e anche un pezzo di cultura che, volente o nolente, ci riguarda.

✎ E voi avete 𝙢𝙖𝙣𝙜𝙞𝙖𝙩𝙤 questo 𝙥𝙞𝙖𝙩𝙩𝙤? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

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𝘸𝘸𝘸.𝘳𝘪𝘤𝘦𝘵𝘵𝘦𝘥𝘪𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪.𝘤𝘰𝘮
Profile Image for Sara.
32 reviews1 follower
January 6, 2023
Lettura interessante, scorrevole, e ricca di spunti di riflessione.
È un testo molto più religioso che femminista, dove mancano molti elephants in the room che invece ci si aspetterebbe di trovare (vedi: secoli di esclusione delle donne, donna unicamente intesa come pura madre e/o vergine altrimenti considerata strega, etc). In questo senso, si può dire che la narrazione queer prevalga, visto che ci si occupa di togliere la sessualità a un monoteismo da sempre interpretato al maschile.
Nel fare ciò, l'attenzione è principalmente rivolta all'interpretazione soggettiva della fede cristiana di Murgia sviluppata intorno alla figura di Cristo e alla trinità.

Qualsiasi posizione si prenda, è sicuramente un libro coraggioso che apre su una questione intima (come la fede) in modo sincero e raffinato.
1 review
November 6, 2022
Questo libro ha il raro privilegio di essere colto, ben scritto, accessibile e interessante.

Sono appassionato dei lavori di Murgia, ma nonostante questo il libro rimane validissimo... Arricchisce.
Profile Image for Jessica.
312 reviews102 followers
January 5, 2023
*2 e mezzo*
È effettivamente un "catechismo femminista": partendo dalla propria esperienza personale Michela Murgia ci offre un'nsegnamento Cristiano in chiave femminista. Ovviamente non stravolge quello che già sappiamo ma va a interpretarlo in maniera che definirei inclusiva.
Non penso sia possibile "sopportare" le contraddizioni, chiusure e cattiverie della Chiesa semplicemente reinterpretando le scritture a proprio piacimento quando poi là fuori va tutto diversamente; Murgia ci dice come ha affrontato negli anni- e tutt'ora affronta - il problema e seppur in modo non esaustivo una risposta prova a darla a chi chiede come far coincidere il proprio credo con l'essere femministi.
Non è quello che pensavo di leggere: penso sia uno scritto molto riflessivo, ricco di nuovi punti di vista e per questo interessante, a prescindere dalle proprie convinzioni e credenze, ma allo stesso tempo l'ho trovato molto filosofico e poco concreto, come se fosse lontano dall'attualità.
Profile Image for Sara Dalla Palma.
307 reviews113 followers
February 15, 2023
Questo è il primo libro libro che leggo dell’autrice e sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Io non sono particolarmente cattolica, anzi mi considero atea ma questo libro mi aperto gli occhi su diversi argomenti. La prospettiva di Murgia è decisamente femminista e queer, però rimane rispettosa della religione. Essendo anche lei cattolica, Murgia ci da una prospettiva differente che però fa riflettere e ripensare la religione, Dio e la figura di Gesù.
Profile Image for Micol Benimeo.
359 reviews11 followers
August 28, 2023
La Trinità di Michela Murgia (e del pittore russo Rublëv) è bellissima. È un cerchio di amore che accoglie, abbraccia, annulla le distanze. È a partire da questa Trinità, da una rilettura dell’onnipotenza di Dio professata nel Credo e dalla pratica Cristologica della soglia che Michela Murgia costruisce il suo ‘catechismo femminista’. Teologicamente preparata, sempre intellettualmente coinvolgente, animata da una fede profonda ma non cieca, la scrittrice ci propone il percorso con cui concilia la fede cattolica con il femminismo e l’essere queer. Lo fa egregiamente a mio avviso ma a metà. Dal punto di vista teologico il percorso di conciliazione è chiaro, selezionatiassimo ma chiaro. Ma della Chiesa Cattolica quale è oggi non si parla. All’inizio del libro Michela Murgia ci dice che ‘la Grande Chiesa cantata da Jovanotti, quella che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa’ è ingenua, ‘sacro su misura’, ma il libro si chiude senza che ci venga detto come nella Chiesa Cattolica attuale lei riesca a vivere la sua fede.
Profile Image for Jamila Hareb.
30 reviews5 followers
August 18, 2023
Mi aspettavo qualcosa di molto più impattante, al pari delle altre letture della realtà fatte da Michela Murgia, ma non è stato così.
Sicuramente è molto nota la profondità della fede dell’autrice, la quale merita un profondo rispetto, d’altro canto a me è sembrata solo una delle numerose interpretazioni della fede cristiana “ a proprio piacimento”, legittimo, ma di difficile comprensione, essendo un’esperienza strettamente personale.
Non lo definirei “catechismo femminista” per noi lettori, ma piuttosto “come (io, Michela Murgia) faccio convivere la mia fede con i miei ideali politici”.
Si vede che alla base c’è una conoscenza profonda della teologia nonché una ricerca altrettanto profonda da parte dell’autrice su se stessa.
Come in ogni scritto di Michela Murgia ci sono sempre tante riflessioni sulla realtà in cui viviamo, ho apprezzato molto quella sull’uso della tecnologia e l’impatto del suo avvento nelle generazioni a noi precedenti.

Profile Image for Giulia.
18 reviews7 followers
January 8, 2023
A me purtroppo delle riflessioni sulla religione interessa molto, peccato che non mi abbia convinto troppo
Profile Image for Valentina.
278 reviews15 followers
July 12, 2023
Sono rimasta molto sorpresa da questo titolo!

Non si parla solo di femminismo in generale (eh sì, Murgia in questo libro tira fuori anche l'impolveratissima Cenerentola) ma anche del legame che esso può instaurare con la religione cattolica.
Un plauso a Murgia che riesce a fare convivere fede e femminismo: io non ci riuscirei in quanto credo che una completa rilettura della religione cattolica in termini femministi sia pressoché impossibile.

Da atea, devo però dire che questo titolo mi ha illuminata su diversi aspetti: ho sicuramente imparato molto e mi è piaciuta la chiave interpretativa che Murgia ha deciso di dare ad alcuni passi scelti del Vangelo o di altre letture. Mi ha permesso di riflettere anche su alcuni concetti interni al femminismo, che ho avuto modo di analizzare da una prospettiva diversa.

Nel complesso approvato e consigliato!
Profile Image for Leggendo cose belle.
329 reviews37 followers
August 3, 2023
3.75

Come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? È la domanda che Michela Murgia si pone in questo libro.

Un saggio breve ma intenso che cerca di ragionare sul collegamento e sulle diversità tra religione e femminismo. Cosa le unisce e, soprattutto, cosa le separa e cosa fa sì che una escluda l'altra.

Una lettura interessante, intensa.
Profile Image for Veronica Palomba.
386 reviews2 followers
April 8, 2024
Capolavoro del femminismo realistico
Si può essere cristiana e femminista ? In questo testo la mia autrice preferita sdogana tanti stereotipi e cliché. Un libro da leggere e rileggere più volte e su cui riflettere
Profile Image for Francesca.
125 reviews
September 22, 2025
* 2.5

Da persona interessata alla religione anche da un punto di vista teologico, storico e sociale, e non solo prettamente religioso, ho trovato molto interessante la rilettura di certi dogmi in una chiave più "aperta" o queer.
Ciononostante non posso non muovere una critica al libro rispetto all'obiettivo che esplicitamente si pone, ossia di illustrare come sia possibile conciliare la propria fede cattolica al femminismo.
Le argomentazioni possono essere una guida utile nel navigare le verità di fede con la propria ideologia politica, ma calate nel lato pratico non offrono alcun suggerimento sulla conciliazione del femminismo o l'ideologia queer con l'attiva partecipazione nella Chiesa, istituzione che ad oggi supporta, fonda e perpetua dinamiche patriarcali, eteronormative e politiche d'odio e di esclusione.
Personalmente ho ben meno problemi a credere all'idea di un Dio inclusivo e amante del prossimo, in ogni sua forma, di quanti ne abbia a essere supporto attivo della Chiesa.
Ho visto alcune recensioni difendere il libro trattando le due questioni separatamente, ma per quanto mi farebbe piacere sostenere questo punto di vista, è innegabile che la Chiesa come istituzione sia parte integrata della chiesa come fede (almeno in quella Cattolica, di cui si parla nel libro). Già proprio il Credo, menzionato da Murgia stessa, reitera quanto essere Credente significhi credere anche nella "Chiesa, una santa cattolica e apostolica".
E purtroppo, il libro non offre alcuno spunto riguardo a questa questione più spinosa.
Profile Image for Ellis ♥.
1,002 reviews10 followers
March 8, 2023

Credo (o almeno credo)

Si può coniugare fede cattolica e pensiero femminista? Secondo Murgia sì e lo fa servendosi di alcuni suoi aneddoti e una personale rilettura di alcuni mirati passaggi del Vangelo. Nel testo cerca di argomentare, in maniera accessibile, il lato queernees del cristianesimo e ci riesce.
Tuttavia, nonostante gli innumerevoli spunti di riflessione disseminati lungo tutto il saggio e il coraggio nell'aver scelto un tema così spinoso, resta perlopiù "idealista"... L'autrice fornisce risposte parziali al quesito di apertura.

Valutazione complessiva di 3,5 su 5.
Profile Image for Utti.
514 reviews35 followers
October 4, 2023
Finora non avevo mai provato a leggere Murgia nella sua versione saggista. Mi ero fatta accompagnare dalla sua voce nella lettura di "Il mondo deve sapere" e "Accabadora" e ne ero rimasta profondamente affascinata.
Amo l'attenzione con cui Murgia sceglie le parole, la cura per la precisione che non scade mai nel manierismo tipico di molti autori.

Da non credente mi sono avvicinata con rispetto a questo saggio, con la speranza che il punto di vista dell'autrice potesse servire da stimolo di riflessione. Murgia, da credente, affronta il tema della Trinità sotto una luce nuova, provando a scardinare il patriarcato latente dell'istituzione Chiesa. È un percorso attento e l'autrice condivide sempre in maniera rispettosa e intelligente le proprie riflessioni.

Manca immensamente la sua voce arguta che mai si piegava per accontentare il pubblico.
Una lettura da gustare a piccole dosi, per non perdere i tanti spunti di riflessione.
Profile Image for Giuls - NerdBook.
130 reviews3 followers
August 18, 2023
Avevo iniziato l'audiolibro qualche giorno prima di leggere la triste notizia e ho dovuto interrompere per qualche giorno. Ascoltare la sua voce era un'esperienza troppo emotiva. Poi ho ripreso, perché ha lasciato gli audiolibri con la sua voce proprio per continuare a parlare e a fare attivismo.

God Save The Queer è un'analisi che mette sulla bilancia la religione e l'essere femminista ed essere queer. Cose apparentemente inconciliabili che a quanto pare invece possono convivere. Io onestamente non sono credente e non sarà questo libro a farmi cambiare idea ovviamente, ma vedere la religione, il credo, sotto un altro punto di vista è sicuramente interessante.

Traspare un attento studio della Bibbia, è un flusso di coscienza sull'esperienza religiosa di Michela Murgia che si incrocia con arte, letteratura, femminismo e attivismo senza mai stonare.
Profile Image for Laura Todeschini.
67 reviews
July 5, 2023
Sono diverse le ragioni per cui do 4 stelle a questo libro.
Una capacità dialettica della Murgia che mi ha lasciato senza parole ad ogni pagina per l’abilità con cui riesce a tramutare in frasi lineari e logiche pensieri molto complessi.
È un saggio per cristiani, atei e agnostici che vogliono porsi sinceramente difronte alla questione di come possano, e SE possano, coesistere in una sola esperienza di vita femminismo e fede cristiana.
Murgia suggerisce al lettore diverse domande relative al tema, fornisce la sua opinione ed esperienza senza imporla in termini universali spingendo chi legge verso la costruzione di una propria idea.
Le 5 stelle le avrei date se ci fossero state almeno 100 pagine di più della stessa qualità delle effettive 121.
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