Béatrice et Erwan filent le parfait amour à Paris, loin de Lorient, la ville d'origine du jeune homme, et de sa famille loufoque. Mais à l'approche de Noël, il doit retourner dans le bar-restaurant de ses parents. Car pour le réveillon, les Guellec se plient en quatre et n'attendent qu'une chose : la venue de leur fils chéri.Par amour, Béatrice accepte d'accompagner son petit ami en Bretagne. Autant dire que les retrouvailles et les présentations s'annoncent hautes en couleur... Sans compter que le festin surprise n'est autre qu'un énorme homard. Béatrice, horrifiée, découvre la bête que quelqu'un a soigneusement planquée dans le garage.En bonne vegan qui se respecte, c'est décidé, elle fera tout pour sauver Albert - le crustacé en sursis - et lui rendre sa liberté !
Née en 1978 au Havre, Lise Syven vit aujourd’hui dans le Finistère nord et exerce le métier d’informaticienne.
Passionnée par le côté obscur de la force, les super-héros, les dragons, les vaisseaux spatiaux, le XIXème, les monstres, elle souffre d’une addiction aux livres depuis l’enfance.
Elle livre des réflexions sur l’écologie, l’humanité, la quête de soi à travers ses écrits tour à tour humoristiques et merveilleux. Ses romans d’imaginaire proposent des univers foisonnants et complexes, tandis que ses textes contemporains portent un regard amusé et tendre sur notre époque.
Finaliste du Prix Imaginale Jeunesse, publiée en Russie, en Allemagne et en Italie, elle est l’autrice de onze romans en adulte et en jeunesse.
Voilà une lecture dont le titre donne le ton ! J'étais vraiment curieuse de découvrir Il faut sauver Albert étant tombé dessus par hasard en occasion. Une romance de noël, très soft sur l'aspect noël même si l'essentiel de l'intrigue se déroule à l'approche du réveillon avec ce fameux homard prévu pour le repas.
Béatrice et Erwan sont ensemble depuis quelques temps déjà, mais n'ont pas vraiment établis d'objectifs. Mais ça leur va totalement puisqu'il n'y a pas une ombre au tableau. Alors les fêtes de fin d'année chez Erwan, en Bretagne avec toute sa famille s'annonce comme l'épreuve pour savoir si leur couple va tenir. Béatrice, vegan va devoir s'acclimater à sa belle-famille, adepte de beurre, de crustacés et à une belle-mère prête à rabibocher son fils avec son ex.
Concrètement, c'était plutôt sympa comme lecture mais pas sensationnel. En revanche, je souligne l'originalité de l'histoire dans le sens où il est rare qu'on débute une romance de noël avec un couple déjà formé. Ce qui franchement, est chouette. Même si, j'ai eu un peu peur au début puisque le roman débute par une scène importante de la fin. La romantique que je suis a bien aimé le couple qu'ils forment mais regrette toutefois que notre couple ne communique pas assez. Erwan est quand même hyper distant et je trouve ça dommage. Mais comme toute romance qui se respecte, on finit le roman satisfait.
Côté ambiance, l'humour domine, on est plutôt servis. Albert, le homard va amener nos personnages dans des situations assez cocasses. Un petit cache-cache perpétuel pour sauver la "bête" va venir détendre toute l'atmosphère et apporter de la légèreté. Mais si vous attendez du noël à fond, vous resterez sur votre faim comme ça a été mon cas. Disons qu'en dehors des repas, il n'est pas trop question de moments de partages, de fête, de traditions. Je regrette vraiment le fait qu'on se concentre sur le régime alimentaire de notre héroine et qu'on délaisse le reste.
Enfin dernier point, je regrette la façon dont est dépeint la famille d'Erwan, alors que franchement, ils ont certes leurs préjugés mais ils accueillent malgré tout Béatrice à bras ouverts en faisant des efforts côté repas puisque notre héroine est vegan. Bon, bien sur, la mère avec l'ex d'Erwan met les pieds dans le plat, et forcément, le père de famille grognon pas au courant du régime alimentaire de notre héroine prévoit du homard (le fameux) mais je trouve que la vision donné d'eux n'est pas très sympa.
En conclusion, ça se lit bien, c'est amusant à suivre et j'ai aimé le fait qu'on nous propose une histoire qui se déroule en France avec un couple déjà formé. Pas la lecture du siècle, notamment pour les éléments relevés plus haut, mais ça reste sympa.
Beatrice ed Erwan stanno insieme da poche settimane e vivono il loro amore con la passione propria di tutte le giovani coppie. Lei è vegana, lui vegetariano: un connubio perfetto, se solo lui fosse riuscito ad escludere dalla propria alimentazione anche i latticini. Tutto sembra procedere per il meglio, almeno fino a quando la madre di lui insiste affinché Erwan passi il Natale in famiglia. Dopo tanto tempo in cui non torna a casa, dopo il lockdown, Erwan pensa sia l’occasione adatta per presentare Beatrice alla famiglia, anche se non nasconde una certa ansia al pensiero di esporla al giudizio dei suoi particolari genitori. La situazione si presenta fin da subito complicata, ma sembra precipitare quando Beatrice scopre, nascosto in garage all’interno di una scatola di polistirolo e coperto da uno straccio bagnato, un astice ancora vivo pronto ad essere sacrificato per il pranzo di Natale. La sua indole animalista non le permette di accettare una simile barbarie, e senza riflettere inizia la sua intrepida crociata per la salvezza dell’animale. Prendono da qui il via le esilaranti peripezie di questa stramba famiglia, fra improbabili tentativi di far riavvicinare Erwan alla ex fidanzata, fughe rocambolesche, segreti inconfessabili e una caccia all’astice che ha davvero del comico. Questa storia si dipana su numerosi quanto divertenti fraintendimenti e piccoli sprazzi di lucidità, ambientati in una ristorante bar, appunto chiamato Bar’Bar, gestito da una famiglia che di normale ha ben poco. Praticamente è l’astice il fulcro del romanzo, e l’autrice ha saputo gestire molto bene ogni evento a lui collegato. I personaggi riesco a catturarti con le loro sfaccettature, sorprendendo di volta in volta con lati nascosti del proprio carattere. Dal padre burbero ma con il cuore tenero che si sente preso in giro, alla mamma chioccia, cui il motto “di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno” sembra calzare a pennello, fino al fratello gay, combattuto fra il desiderio e il terrore di rivelare la propria relazione sentimentale ai familiari. Ma tutte le buone intenzioni, come possiamo ben capire fra queste pagine, spesso non bastano a risolvere i pasticci o ad evitare di crearne di nuovi. Da vegetariana, non ho potuto che calarmi nei panni della protagonista, pronta a tutto pur di salvare il poveretto al quale ha ben pensato di assegnare un nome, rendendolo ancor più caro. Chiari messaggi ambientalisti pervadono l’intero libro, aprendo la mente a stili di vita alternativi e invitando a riflettere, ma con il sorriso sulle labbra. Ho trovato questa lettura leggera e scorrevole, a volte poco verosimile, ma comunque sempre gradevole.
Simo_Mica - per RFS . Ho scelto di leggere questo libro attratta dalla copertina: colorata, autunnale, con raffigurata una ragazza sbarazzina vestita di rosso. Certamente ha aiutato anche il nome della casa editrice. Ero in un momento molto triste dovuto alla perdita di una mia amica e sentivo il bisogno di immergermi in una lettura che speravo si rivelasse divertente.
La storia è ambienta ai giorni nostri, dopo la pandemia da Covid-19, e narra le avventure di Erwan e Beatrice che si ritrovano a passare il Natale in un paesino francese di provincia. Si tratta del primo incontro che la donna ha con la famiglia del suo fidanzato, composta dalla madre impicciona Régine, dal burbero padre Patrick e dal fratello gay Yann. Da questo punto inizia tutta la narrazione che ho deciso di non anticiparvi. Di quest’opera ho apprezzato in particolare che l’autrice abbia trattato anche argomenti contemporanei o “alla moda” (dipende dal punto di vista), come l’alimentazione vegana e vegetariana. Fra l’altro un tema per me importante, in quanto madre di una adolescente che ha optato per la seconda di queste due diete. Ci sono pure dei personaggi vivaci, come l’improvvisato tassista senza una gamba, la ex ragazza di Erwan o l’eccentrico vecchietto pescatore. Diciamo che ci sarebbero tutti i presupposti per una bellissima avventura natalizia sullo sfondo pittoresco di una città affacciata sul mare, ma….
Tutto gira intorno ad Albert – l’astice comprato da Patrick come regalo per la moglie e che doveva essere il piatto forte del pranzo natalizio. Nei tre giorni di narrazione il povero Albert viene rubato e ritrovato tante di quelle volte da non riuscire a contarle. Rispetto e concordo con il messaggio che Lise Syven vuole trasmettere: la difesa e protezione degli animali e la tutela dell’ambiente.
Purtroppo, la vicenda non mi ha invogliata molto, non l’ho trovata frizzante e divertente, per questo motivo, nonostante i gli insegnamenti carini inclusi, è risultata poco appagante. Si tratta di una lettura leggera ma una risata, o per lo meno che scappasse un sorriso ogni tanto, era quello che mi aspettavo.
Ho letto dei libri in cui la storia d’amore tra i protagonisti non era ben strutturata, ma tutto passava in secondo piano e le avventure o le disavventure rimanevano un punto di forza del romanzo.
In questo volume non ho trovato niente di tutto ciò e mi è dispiaciuto molto. Forse avevo delle aspettative diverse, sarò stata tratta in inganno dalla copertina, ci possono essere stati vari fattori dovuti alla mia situazione personale. Rimane una certezza, che l’amore con la A maiuscola non c’era, una storia frizzante e divertente neanche, dei personaggi con un forte carattere o con delle caratteristiche peculiari nemmeno, secondo me ovviamente.
Rimangono però i forti messaggi trasmessi legati alle difficoltà che oggigiorno un vegano/vegetariano affronta o gli stereotipi a cui una famiglia arcobaleno va incontro. Questo è il punto di forza del romanzo.
Romanzo rosa ambientato nel Nord della Francia durante il periodo natalizio, e che avrei letto molto volentieri durante le feste. Periodo d’ambientazione: il primo Natale post Lock Down da Covid… quando la normalità sembra farsi strada, a partire dalle cene di famiglia. Protagonisti indiscussi Béatrice, la famiglia Guellec (quella del suo neo fidanzato) e Albert, un astice da salvare!
La storia inizia quando Erwan accetta di tornare in Bretagna per le feste natalizie, se Béatrice lo accompagna. La riunione di famiglia non sarà affatto leggera e spensierata, tra la madre che cercherà di farlo tornare assieme alla sua ex; suo fratello che nasconde il suo convivente; un astice da salvare da cottura certa per il pranzo di Natale, e qualche fraintendimento tra innamorati.
Tema a me caro, trattato nel romanzo, è lo stile di vita adottato da vegetariani e vegani, spesso oggetto di stereotipi e battute di cattivo gusto in famiglia quanto all’esterno. Credo che un romanzo così leggero possa in qualche modo sensibilizzare sul tema dell’Ambiente e del rispetto delle scelte altrui. Ognuno di noi dovrebbe essere libero di poter avere i propri valori e principi, senza essere giudicato, bistrattato, deriso. L’importante è assolutamente il rispetto reciproco, l’ascolto e la comprensione.
Non succederà mai più è un romanzo leggero e carino che affronta anche temi importanti come l'essere vegani o vegetariani per salvare gli animali dalla sofferenza. La protagonista del romanzo è Béa convinta vegana che lavora in una società che si occupa tramite l'accordo con la pubblica amministrazione o con i privati del rimboschimento di aree prive di alberi. Il coprotagonista Erwan, da poco il suo ragazzo, le propone di trascorrere il Natale con i suoi genitori in Bretagna. Ne succederanno di tutti i colori,anche il rapimento e la seguente liberazione di un grande astice chiamato Albert da parte di Béa ma alla fine ci sarà il classico happy end. I genitori apprezzeranno sia Béa che Badou il ragazzo di Yann fratello di Erwan.
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Ma che è? Si può far ruotare un intero romanzo attorno ad un astice? Pur volendo sorvolare sulla banalità della trama (in fondo è un libro "leggero"), sono stati i personaggi a lasciarmi basita per quanto sono ridicoli. Ho seguito le vicende nell'attesa che fino alla fine potesse arrivare un colpo di scena a smuovere un po' le acque. Ma nulla. Si salvano solo lo stile superfluido della Syven e la splendida copertina della Newton (mi frega sempre, non c'è che dire!).
2,5/5 J'ai eu du mal avec les personnages qui se font tous des cachotteries et qui ne sont pas très agréables, ni "likeable" dans l'ensemble. Le style de l'autrice m'a dérangé aussi à certains moments. Que les personnages parlent dans un style familier ne me dérange pas mais que les passages narratifs soient écrits de la même façon manquait de naturel. L'histoire n'est pas désagréable mais je n'ai pas accroché plus que ça. Dommage...
J’ai adoré la plume de l’autrice, elle est addictive et beaucoup trop drôle, j’ai éclaté de rire à plusieurs reprises.
C’est une superbe lecture de Noël, en dehors des codes, loufoque et très drôle. Embarquez pour Lorient avec Béa et Erwann pour secourir le pauvre Albert, le homard prévu pour Noël.
Une lecture fraîche, simple, addictive et engagée.
J'aime les lectures légères qui font écho à nos propres vies et envies. Et ce roman ajoute une touche humoristique qui donne le sourire à chaque passage. Une lecture que je conseille définitivement.
C'est une petite comédie de Noël sympathique et rigolote ! J'ai bien aimé qu'on y retrouve les thèmes du végétarisme, et aussi du véganisme. Il y a peu, voire pas de romance du tout dans ce livre, ce que j'ai apprécié personnellement. C'était parfois assez cocasse, par example dans les situations où Béa essaie de sauver Albert J'ai aimé voyager en Bretagne, et voir le bord de la mer, moi qui vis dans un village de campagne.
Le thème est original, parfaitement dans l'air du temps, et l'histoire se suit avec un réel plaisir. C'est léger, drôle, pertinent, un vrai petit feel good ! Les tribulations autour de Albert sont véritablement cocasses, et emportent le morceau malgré un triangle amoureux pas très équilatéral ! J'ai adoré la galerie de personnages secondaires, très attachiants.
Bref, une excellente alternative aux romcom habituelles de Noël !