Sono delle poesie che ho scritto durante il periodo universitario su un taccuino che ho ritrovato mentre risistemavo dei vecchi libri durante il primo lockdown. Raccontano la libertà di amare dal punto di vista (anche un po' ingenuo) di un ragazzo che sta scoprendo la sua identità. Il suo orizzonte emotivo. Né gay né etero né bisex. Semplicemente... libero.
RECENSIONE A CURA DI SLANIF In questa raccolta di poesie, Alexander Wilde ci racconta i suoi tormenti e turbamenti durante il periodo dell’università, quando ha cominciato a esplorare la sua sessualità da ogni singolo aspetto. Non ha voluto darsi etichette, né confondere se stesso con caselle prestabilite e infilarcisi dentro solo perché “andava fatto”; ma anzi, decide di uscire da questo gioco (che forse sono più costrizioni) ed essere semplicemente… se stesso, libero. Con parole semplici ma d’impatto, l’autore ci regala questo caleidoscopio di sentimenti, in cui spesso il lettore può riconoscersi nei tormenti e difficoltà, ma anche nella speranza e nell’amore. Chi, a un certo punto della sua vita, non ha provato confusione a riguardo? Chi, prima o poi, non si domanda se sia esattamente come tutti gli altri o “diverso”? C’è chi lo fa da ragazzino durante l’adolescenza, ma anche chi molto più avanti, come in questo caso. Continua sul nostro blog!
Semplicemente coinvolgente. Tra le note di queste poesie l'autore regala capolavori d'intimita'. Scava a fondo nei propri pensieri e li regala come un fascio di luce a coloro che riescono a catturarli. La poesia si trasforma in viaggio, in un diario dove peccato e virtu' si vestono solo di liberta'. Nessuna barriera ad ingabbiare l'amore vero. Vertigine di vita. Da leggere e da far leggere. Davanti alla purezza il cuore s'inginocchia.