Jean de Briac ha un sogno, fare il pittore. Ma suo padre, un nobile francese assai più interessato al guadagno e alle mucche che all’arte, non voleva sentirne parlare. Così Jean ha rubato un cavallo dalla scuderia paterna e ha galoppato fino a Venezia, dove è riuscito a farsi prendere a bottega dal pittore che ama di più, il maestro Giambattista Tiepolo.
Scrivere non è cosa da tutti. Per fortuna. Il "libro" scorre molto velocemente sostanzialmente perché manca di charme e di trama: una vicenda estremamente lineare il cui epilogo è chiaro già dalle prime battute. L'autore ha cercato di risvegliare l'attenzione del lettore con quello che deve aver pensato essere un colpo di scena finale ma che era assolutamente prevedibile. Ho deciso di acquistare e leggere il libro per la sua ambientazione ma neanche da questo punto di vista ho avuto fortuna. Venezia c'è ma è come se fosse un fantasma, una presenza vacua: c'è qualche accenno ai canali, alle gondole ma Venezia non è mai davvero protagonista. Alla fine ciò che resta è una sensazione di profonda delusione. Non credo leggerò mai altro di questo autore.
Libro rapido da scrivere, veramente troppo rapido forse per chi ne fruisce. Carino perché descrittivo della Serenissima ma la velocità di lettura accoda la frenesia del racconto.
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