E' la storia (un po' scontata) di Mark, un broker finanziario di successo, superimpegnato e totalmente inserito nell'alta società londinese, che decide di mollare tutto e di trasferirsi in Italia, nelle Langhe. La crisi esistenziale che lo avviluppa si scioglie pian piano grazie ai ritmi lenti della vita di campagna, all'accoglienza della gente del posto, ma soprattutto grazie a un cane, Black, che conquista Mark, inizialmente refrattario agli animali. Insieme a Black il protagonista si appassiona alla corsa e progetta il giro delle big banches (le panchine giganti) delle Langhe. Grazie a Black troverà anche l'amore e capirà l'importanza di essere sempre sinceri con se stessi.
Un libro che, come dicevo, appena iniziato sai già dove ti porta. Eppure lo divori, sapendo che della storia ti resterà l'autenticità del rapporto uomo-cane, l'esperienza mentale che rappresenta il correre, ma soprattutto la bellezza delle Langhe. Finito il libro ti viene voglia di andare lì ad ammirare i paesaggi, i filari di viti, di fare un giro ad assaggiare vini e il coniglio in civet e di godere il panorama seduto sulle panchine giganti. Una lettura di evasione e leggera, per gli amanti dei cani e della vita nella natura, e per sognare per qualche giorno una fuga dai ritmi pressanti del quotidiano.