La storia delle arti è ricca di personaggi, figure, performance, oggetti e spazi connotati negativamente con cui i fruitori stabiliscono un tipo di relazione empatica ambivalente e destabilizzante, fatta di attrazione e di repulsione: l’empatia negativa. Da Medea al carnefice di san Matteo dipinto da Caravaggio e dalla fotografia di Mapplethorpe, fino ai Sette Palazzi Celesti di Kiefer e al Joker folle e derelitto di Phillips, c’è qualcosa, nel punto di vista del male, che ci conquista e ci obbliga a interrogarci su noi stessi molto più di quanto siano in grado di fare espressioni artistiche edificanti. Questa ampia e affascinante ricerca, che spazia dalla letteratura al cinema, dal teatro alle arti figurative, indaga il cuore nero dell’empatia.
Spesso ci si chiede - quando si legge un libro, si vede un film o si consuma qualsiasi tipologia di medium artistico/di intrattenimento, perchè siamo attratti così tanto dalla sofferenza, dalla morte, dalla tragedia o, semplicemente, da personaggi di finzione con un'etica ingiustificabile e tremenda. Questo libro vuole dare una risposta con un'analisi ben svolta e sempre molto stimolante, permettendo di acquisire delle chiavi di interpretazione a mio avviso fondamentali. Punto in più per la folta bibliografia e citazioni di molte opere artistiche, letterali, teatrali ecc sino alla serie TV, alcuni non molto conosciuti ma tutti di forte impatto. Se vi interessate semplicemente di arte e del modo in cui penetra all'interno della vostra vita, adorerete questo libro.