È dura per Matthew e Marilla, fratello e sorella di mezza età, gestire una fattoria sull'Isola del Principe Edoardo, in Canada. Così decidono di adottare un orfano che li aiuti nel lavoro dei campi ma al posto di un robusto ragazzo l'istituto invia loro una gracile ragazzina dai capelli rossi. Inizia così la vita di Anne a Green Gables, al centro di una serie amatissima di romanzi che la accompagneranno dall'infanzia fino all'età adulta.
Lucy Maud Montgomery was a Canadian author whose novels, stories, essays and poems made her one of the most widely read writers in Canadian literary history. Publishing under the name L. M. Montgomery, she achieved international recognition with the novel Anne of Green Gables, released in 1908, which quickly became a bestseller and introduced readers to the imaginative orphan Anne Shirley. The success of the book transformed Montgomery from a schoolteacher and magazine contributor into a celebrated literary figure whose work reached audiences far beyond Canada. Raised on Prince Edward Island, she drew deeply on its landscapes, rural communities, and storytelling traditions, turning the island into the setting for many of her novels. The popularity of Anne of Green Gables led to numerous sequels, including Anne of Avonlea and Anne of the Island, establishing a beloved series that followed Anne from childhood to adulthood. Montgomery continued to write steadily throughout her life, producing twenty novels and more than a thousand short stories poems and essays. Her fiction often centered on young women, personal growth, and the emotional ties between people and place, combining gentle humor with reflections on memory, imagination, and belonging. Although she enjoyed enormous popularity, Montgomery also faced personal difficulties, including long periods of depression and the strain of caring for her husband, a Presbyterian minister who struggled with mental illness. Writing became both a profession and a refuge, allowing her to transform memories of childhood and observation of everyday life into vivid storytelling. In addition to the Anne series, she created other notable works, including the Emily novels and several stand alone stories that explored identity, creativity, and attachment to home. Her books were translated widely and attracted devoted readers around the world, helping shape the international image of Prince Edward Island as a place of pastoral beauty and warm community life. Scholars later studied her extensive journals letters and manuscripts, which revealed the complex inner life behind the cheerful tone of many of her books. By the time of her death in 1942, Montgomery had become one of the most successful and influential authors in Canadian literature. Her stories about imagination, resilience, and the search for belonging continue to inspire readers of all ages, and Anne Shirley remains one of the most recognizable characters in children's fiction. Through generations of readers, Montgomery's work has encouraged appreciation for storytelling, nature, and the emotional richness of ordinary life. Her legacy also includes a vast body of diaries and correspondence that document the challenges faced by a professional woman writer in the early twentieth century. Institutions such as the L. M. Montgomery Institute have continued to examine her influence on literature culture and tourism, particularly on Prince Edward Island, where sites associated with her fiction attract visitors from many countries. Adaptations of Anne of Green Gables for film, television, and theatre have introduced new audiences to her stories, ensuring that her characters remain part of global popular culture. Though critical opinion once dismissed her as merely a writer for children, later scholarship recognized the depth of her themes and the enduring craft of her storytelling. Today she is remembered as a central figure in Canadian literature whose imaginative vision gave voice to the beauty of rural life while celebrating the hopes of young dreamers who search for belonging.
Recensione a cura della pagina instagram pagine_e_inchiostro: A metà tra Il giardino segreto e Piccole donne, Anne di Green Gables rievoca un’atmosfera campestre, umile ma ricca di emozioni, segnata da un’antica e solida morale. La raccolta, che racchiude tre libri, permettere al lettore di crescere di pari passo con Anne. Nonostante sia “una cosetta bizzarra” (come spesso viene definita), Anne é un personaggio che permette un’immediata simpatia: le sue battute sagaci e il suo modo di vedere la realtà colpiscono i bambini, ma anche gli adulti, diventando iconici e universali insegnamenti di vita. Allo stesso tempo, la sua bontà d’animo, la sua trasparenza e la sua sincerità spavalda, non possono che ispirarci e farci provare empatia. Anne diventa così un romanzo di formazione, basato sulla morale e sull’educazione da impartire ai più giovani, ma anche un romanzo sull’amore per la natura e sull’affetto famigliare.
🌷L’edizione é puro splendore: riesce perfettamente a rappresentare l’amore per la natura e lo spirito libero della sua protagonista. Il linguaggio, seppur si tratti di un romanzo dei primi del ‘900, risulta scorrevole e moderno.
Insomma, senza dubbio una scoperta, che avrei tanto voluto leggere da bambina, ma che sono contentissima di aver recuperato anche in fase adulta, perché é stato un vero divertissement. Anne é un personaggio così ben strutturato e completo che, concludendo l’ultimo libro, ho pensato che avrei provato la sensazione di perdere un’amica. E così é stato. Ed é questo che riescono a fare alcuni libri splendidi: farti sentire un irrimediabile senso di perdita al loro termine.
Anne è stata una delle eroine della mia infanzia e finalmente ho potuto recuperare tutti i volumi che la riguardano. Il primo, Anne di Green Gables, resta il mio preferito: ogni capitolo è un’avventura. Nel secondo, Anne di Avonlea, la nostra protagonista è più matura e riflessiva ma continua a combinare guai. La trama si fa più riflessiva, a tratti dolce, a tratti malinconica. Cronache di Avonlea è composto da una serie di racconti dove Anne non compare quasi mai. Molto carino ma spesso la Montgomery utilizza lo stesso escamotage letterario rendendo la trama prevedibile. Una lettura piacevole, leggera e spensierata che fa sentire il sole sulla pelle e il profumo dei fiori nell’aria. Questa edizione, particolarmente bella, è stata curata da De Luca e ho apprezzato moltissimo le note a piè di pagina che spiegano in modo preciso e sintetico alcuni elementi della narrazione. Non vedo l’ora di continuare la storia.
NEVER HAVE I EVER READ A MORE BEAUTIFUL BOOK. everyone, at some point in their life, is going to find a book that has the same effect on them that anne of green gables has on me. this will forever be my favorite book because I don’t think I ever cried this much over a character, I literally and I mean LITERALLY cried rivers when they just MENTIONED her in chronicles of Avonlea. I recognize myself in anne so bad, she’s flawed in the same way I am, she feels everything so deeply and she carries whole worlds inside her mind. I’ll always come back to her as she reminds that I’m allowed to dream endlessly even in the kind of world we live in, to find beauty even in the ordinary and to remember that hope is something you choose, again and again.
Questo è uno di quei rari esempi di libri che possono parlare di buoni sentimenti in maniera leggera senza però risultare frivoli. Uno di quegli esempi di classici della letteratura che riescono a invecchiare talmente bene che si fa fatica a credere sia stato scritto più di 100 anni fa. Questa saga racconta una storia molto semplice nel suo svolgimento ma piena zeppa di riflessioni importanti sul valore delle persone, sul significato di famiglia e di comunità e sul significato di crescita. Tutto questo calato all’interno di un contesto in cui il ruolo della donna non è semplicemente e necessariamente quello della casalinga, ma più spesso quello che vorremmo fosse oggi: una persona che può scegliere il proprio percorso e autoaffermarsi senza doversi scontrare con le aspettative sul proprio genere. Anne è una ragazzina di 13 anni, orfana dei genitori e che vede un percorso di adozione particolare. Passa infatti di famiglia in famiglia ma non si integra mai in nessuna di queste. Quando i fratelli Cuthbert, Matthew e Marilla, la portano sull’isola del principe Edoardo, sente di aver finalmente trovato un posto dove mettere radici. La sua speranza si infrange però ben presto quando scopre che i Cuthbert avevano chiesto di adottare un maschio e non una femmina. A quei tempi spesso infatti si adottava perché i ragazzi potessero dare una mano nei campi e le ragazze in casa. Perciò si rassegna a rifare i suoi bagagli. Eppure Anne è un animo talmente buono e capace di stregare il cuore delle persone che riuscirà a fare breccia persino nel cuore solo in apparenza gelido di Marilla. Questo è il prologo del primo libro ma Oscar Vault ha radunato i primi due libri della saga più la prima delle raccolta di racconti, in un unico volume. A mio parere è uno di quei romanzi che si gode leggendolo pian piano, affezionandosi lentamente ad ognuno dei personaggi che nel corso delle sue pagine avranno tutti qualcosa da raccontare. Non c’è infatti una vera e propria trama se non il piacere di scoprire un luogo meraviglioso reso ancora più magico dall’immaginario di Anne, immergendosi nelle sue sfrenate fantasie e negli errori di pensiero infantili che normalmente portano i più giovani a gaffe divertenti e peripezie grottesche. Un plauso va sicuramente alla scelta di Erri de Luca come traduttore ufficiale di questo testo. Le note a piè di pagina sono fondamentali non solo per spiegare riferimenti altrimenti inaccessibili ai più, ma anche per aiutare il lettore a calarsi meglio nel contesto della storia per scoprire quanto quest’autrice fosse assurdamente avanti per i suoi tempi. C’è soprattutto una nota all’interno del secondo volume che mi ha fatto davvero impazzire e che era impossibile rendere in italiano allo stesso modo. Davvero ottimo lavoro. L’unico punto negativo è da ricercarsi nel terzo titolo della raccolta che però dipende più da un gusto personale. Si tratta infatti di una raccolta di racconti collocati in periodi non meglio precisati del soggiorno di Anne a Green Gables che però mettono in scena ulteriori personaggi mai apparsi negli altri due romanzi. Come a voler includere tutta la comunità dell’Isola del Principe Edoardo, ma senza dare un vero valore aggiunto ai già tanti personaggi ai quali abbiamo avuto modo di affezionarci. Personalmente l’ho gradita meno e reputo che sia anche non necessaria. Difetto a parte, facciamo leggere Anne di Green Gables nella scuole per favore.
Un volume che include i primi tre libri della serie di “Anne of Green Gables” di Lucy Maud Montgomery (da noi meglio conosciuta come “Anna dai capelli rossi”, soprattutto per l’anime giapponese).
“Anne di Green Gables” Il mio preferito, Anne Shirley è uno dei personaggi della letteratura che amo di più e Avonlea è un luogo dei sogni. In questo primo romanzo Anne arriva ad Avonlea, dove l’attendono affetti sinceri, tante avventure e nuove esperienze. Meravigliose le descrizioni della natura e dei paesaggi.
“Anne di Avonlea” Anne è cresciuta, è diventata insegnante e deve abituarsi a una nuova quotidianità, ma non manca lo spazio per sogni da coltivare e per vecchie e nuove amicizie.
“Cronache di Avonlea” In questi dodici racconti Anne è quasi del tutto assente, ma ho apprezzato lo stesso la lettura. La prosa dell’autrice è sempre poetica e brillante, un valore aggiunto, ed è stato interessante sapere qualcosa in più degli abitanti di Avonlea e dintorni, magari citati negli altri romanzi della serie.
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“«Be’, ecco un’altra speranza svanita. La mia vita è un perfetto cimitero di speranze sepolte. Questa è una frase che ho letto in un libro una volta, e la pronuncio per confortarmi ogniqualvolta sono delusa da qualcosa.» «Non vedo da dove venga il conforto» disse Marilla. «Ma come, suona così graziosa e romantica, proprio come se fossi un'eroina di un libro, sapete. Sono così affezionata alle cose romantiche, e un cimitero pieno di speranze sepolte è quanto di più romantico si possa immaginare, no? Sono abbastanza contenta di averne uno […]»”