In "Occidente" Ferdinando Camon esplora - come in una allucinante discesa agli inferi - le ragioni profonde del terrorismo. Non punta tanto alla restituzione immediata del comportamento di una formazione neonazista, uno di quei gruppuscoli tristemente famosi per il loro coinvolgimento nella strategia della tensione che ha insanguinato l'Italia. A interessarlo sono piuttosto le motivazioni psicologiche più profonde e inconfessabili del suo leader: una maschera che s'imprime nella memoria anche per il suo rifiuto nevrotico della morte fisica, della morte "naturale", che si sublima in una missione mortifera, in grado di arrestare il progresso collettivo e al tempo stesso di assicurargli sopravvivenza perenne. Un intero capitolo di "Occidente" fu trovato nel covo della cellula neonazista cui fu attribuita la strage di Bologna: ricopiato a mano, tutto in caratteri maiuscoli, serviva ai membri della cellula per spiegarsi a se stessi, meglio di quanto avevano saputo fare i loro capi.
In "Io se fossi Dio di Giorgio Gaber, per chi se la ricorda, ce n'è per tutti: piccoloborghesi, giornalisti, radicali, socialisti, democristiani. C'è però un limite: Gaber parlava di "noi", dei comuni mortali. Chi metteva le bombe, chi ha ammazzato Aldo Moro e la scorta, è fuori dalla comprensione. Hanno logiche diverse, e causalo solo rabbia, terrore e sgomento. Ferdinando Camon a quel limite non si è fermato. Questo "romanzo" del 1975 (anche se io ho letto l'edizione Apogeo del 2022: cosa ci sia entrato del resto degli anni di piombo e di 10 anni abbondanti di terrorismo islamico non è dato sapere) è infatti un tentativo di inquadrare queste logiche. Non stupisce che sia stato riscritto, vissuto dolorosamente, letto perfino dai militanti di estrema destra (Franco Freda, uno degli ispiratori della strage di Piazza Fontana, ci si è perfino riconosciuto), perchè il tentativo è di quelli veramente coraggiosi: tentare di capire i processi mentali di chi decide di fare una strage. Ho messo romanzo tra virgolette perchè sembra più un ritratto di una situazione: il gruppo di estrema destra, il malessere del protagonista Franco e la sua non accettazione che la storia prosegua dopo la sua morte e oltretutto verso una direzione che detesta. Ma di fronte a questo malessere quasi primitivo, si innesta la sovrastruttura politica: la condizione gerarchica della società, il rifiuto dell'uguaglianza quando una parte del popolo è semplicemente "imitativa" e incapace di produrre qualcosa di utile se non seguire un capo, la mitizzazione di un passato più chiaro e ordinato. Per chi ha visto il documentario francese sui militanti delle Brigate Rosse (fece scalpore perchè venne riproposto dal compianto Andrea Purgatori ad "Atlantide" con pochissima mediazione), si può notare un processo simile: ammazzare Aldo Moro e la scorta diventa semplicemente "un'azione" fatta da un "esercito combattente" in una "guerra". La sovrastruttura politica diventa perfino linguistica, probabilmente per non riflettere da vicino su quanto si sta compiendo. Il tono è distaccato, a volte perfino quasi saggistico, ma dietro a questo romanzo non c'è la lente di ingrandimento di un microscopio, ma un essere umano che osserva dolorosamente. Questo dolore traspare dalle pagine che diventano difficili da leggere. Il groppo in gola viene, anche perchè si sa benissimo come è andata a finire.
Not an easy read (did it in French, published by Gallimard in 1979), in the original Ferdinando Camon used the variety of dialects. This book belongs to the "cycle of bloodbaths" (massacre in French, strage in Italian), describing the journey of Franco, leader of the right-wing terrorist group, Grupo d'Ordine, in the city of Padova. The book was originally published in 1975, six years after the beginning of the so-called "years of lead", a cycle of black and red terrorism with the intervention of some State apparatus and secret services...
Un libro fondamentale per capire il terrorismo degli anni '70 in Italia. Un'analisi profonda delle ragioni psicologhe che spingevano dei ragazzi a compiere stragi nella convinzione di essere nel giusto.