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L'idea della preistoria
Questo libro raccoglie, leggermente modificati per la pubblicazione, i testi di una serie di lezioni tenute dall'autore a Cambridge. Fin dalla sua apparizione in inglese, l'opera di Glyn Daniel è stata accolta con grande interesse, fino a raggiungere l'alto livello di considerazione di cui gode attualmente quando presentiamo la sua traduzione in italiano.
Il fatto che un'epoca come la nostra, così votata alla visione del futuro, mostri comunque un rinnovato interesse per il passato, non è certo estraneo al successo di un'opera che si distingue sia per essere una compendiosa introduzione al concetto stesso di preistoria e allo studio delle sue origini come scienza, sia per l'ottimo equilibrio che stabilisce tra i progressi raggiunti e gli attuali metodi di ricerca utilizzati dal preistorico. Basti dire che questo è un libro che sarà tanto nelle mani del lettore attratto dall'argomento quanto in quelle dello studioso della materia o di uno dei suoi rami correlati.
Il fatto che un'epoca come la nostra, così votata alla visione del futuro, mostri comunque un rinnovato interesse per il passato, non è certo estraneo al successo di un'opera che si distingue sia per essere una compendiosa introduzione al concetto stesso di preistoria e allo studio delle sue origini come scienza, sia per l'ottimo equilibrio che stabilisce tra i progressi raggiunti e gli attuali metodi di ricerca utilizzati dal preistorico. Basti dire che questo è un libro che sarà tanto nelle mani del lettore attratto dall'argomento quanto in quelle dello studioso della materia o di uno dei suoi rami correlati.
- GenresArchaeologyNonfiction
188 pages, Paperback
First published January 1, 1962
About the author
Glyn Daniel
82 books2 followersAka Dilwyn Rees
Taken from a cover from a book published in 1962:
Dr Glyn Daniel, who has been a Fellow of St John's College, Cambridge, since 1938, and a University Lecturer in Archaeology since 1948, was born in Pembrokeshire in 1914. Proceeding from Barry County School and University College, Cardiff, to Cambridge, he took a 'First' with distinction in archaeology and anthropology, and subsequently was awarded several prizes and studentships and took a Ph.D. in 1938. During the war he served in the R.A.F. and was mentioned in despatches while in charge of air-photo interpretation in India and S.E. Asia, as a Wing-Commander. Since the war he has held several lectureships and achieved a wide popular fame as question master in the TV game, Animal, Vegetable, or Mineral? He is now a director of Anglia Television. Along with golf and squash (both of which he plays badly), travel, food, and wine (taken in France for preference), Glyn Daniel, who is married, regards his detective fiction as a hobby.
Taken from a cover from a book published in 1962:
Dr Glyn Daniel, who has been a Fellow of St John's College, Cambridge, since 1938, and a University Lecturer in Archaeology since 1948, was born in Pembrokeshire in 1914. Proceeding from Barry County School and University College, Cardiff, to Cambridge, he took a 'First' with distinction in archaeology and anthropology, and subsequently was awarded several prizes and studentships and took a Ph.D. in 1938. During the war he served in the R.A.F. and was mentioned in despatches while in charge of air-photo interpretation in India and S.E. Asia, as a Wing-Commander. Since the war he has held several lectureships and achieved a wide popular fame as question master in the TV game, Animal, Vegetable, or Mineral? He is now a director of Anglia Television. Along with golf and squash (both of which he plays badly), travel, food, and wine (taken in France for preference), Glyn Daniel, who is married, regards his detective fiction as a hobby.
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
November 13, 2022
Libro datato perché pubblicato nel 1962. Eppure così importante per capire cos'è l'Archeologia e tutte le implicazioni che questa disciplina comporta.
Il periodo che va dalla metà dell'800 al primo quarto del '900 è definito critico perché mette in discussione tutte le certezze dell'uomo moderno. Basti pensare a Darwin, Einstein e Freud e le loro teorie rivoluzionarie, destabilizzanti e all'inizio così controverse.
Ai quei tempi l'Archeologia non esisteva come disciplina del sapere. La presenza umana sulla Terra si faceva risalire al 4004 a.C. e tutti concordavano su quella data.
Pian piano, dagli scavatori "di patate" dilettanti in poi si è formata, faticosamente, questa branca dello studio dell'uomo, arrivando a determinare tempi inaspettati. Se la presenza umana sulla Terra è paragonabile a un minuto, le civiltà come quella Sumerica, Babilonese, Fenicia , Egiziana, Greca e Romana si svolgono SOLO nell'ultimo secondo, ovvero 1/60 della totalità. Quindi, la longevità del tempo trascorso è già un grande motivo di interesse storico perché indaga sui restanti 59 secondi di tempo preistorico, quelli senza documentazione scritta.
In ogni caso la storia della nascita dell'Archeologia tocca diversi temi, anche ideologici, che si sono via via definiti o che lasciano ancora margini di discussione e ricerca. Dalle tecniche e metodologie di scavo e di datazione imposte scientificamente, a fronte di una ricerca di soli oggetti artistici di valore trascurando la "cultura" delle diverse popolazioni.
L'autore tratta tutte le problematiche che sottende l'Archeologia, spesso in cooperazione con la Geologia, l'Etnologia, ecc. con documentata cognizione di causa e, spesso, focalizzando le incoerenze logiche dei vari soggetti interessati che oggi scatenano ilarità.
Interessanti le motivazioni che l'autore dà per l'interesse popolare per l'Archeologia:
“1-per la sua estrema lontananza nel tempo; 2-perché ha da fare con le origini dell’uomo; 3-per la sua immediatezza come una parte del nostro paesaggio che si impone allo sguardo; 4-per il fascino esercitato dai suoi metodi archeologici e dalle sue tecniche; 5-per il suo carattere romantico e per la possibilità di fortunate scoperte casuali. ”
E ancora più interessante la sua interpretazione personale di questa attenzione diffusa:
“Non passiamo tutto il nostro tempo a studiare il passato per se stesso; neppure il remoto passato preistorico si può studiare in un completo distacco. Bisogna, invece, studiarlo con l’occhio fisso alla influenza che esercita sopra noi stessi nell’epoca presente.”
E un omaggio alle mie adorate statuette:
"...la brillante semplicità e purezza di linea delle figurine stilizzate delle Cicladi,..."
Assolutamente da leggere (meglio di un romanzo) ed eventualmente integrare con testi più recenti sulle metodologie di scavo e interpretazioni di un passato così lontano.
Il periodo che va dalla metà dell'800 al primo quarto del '900 è definito critico perché mette in discussione tutte le certezze dell'uomo moderno. Basti pensare a Darwin, Einstein e Freud e le loro teorie rivoluzionarie, destabilizzanti e all'inizio così controverse.
Ai quei tempi l'Archeologia non esisteva come disciplina del sapere. La presenza umana sulla Terra si faceva risalire al 4004 a.C. e tutti concordavano su quella data.
Pian piano, dagli scavatori "di patate" dilettanti in poi si è formata, faticosamente, questa branca dello studio dell'uomo, arrivando a determinare tempi inaspettati. Se la presenza umana sulla Terra è paragonabile a un minuto, le civiltà come quella Sumerica, Babilonese, Fenicia , Egiziana, Greca e Romana si svolgono SOLO nell'ultimo secondo, ovvero 1/60 della totalità. Quindi, la longevità del tempo trascorso è già un grande motivo di interesse storico perché indaga sui restanti 59 secondi di tempo preistorico, quelli senza documentazione scritta.
In ogni caso la storia della nascita dell'Archeologia tocca diversi temi, anche ideologici, che si sono via via definiti o che lasciano ancora margini di discussione e ricerca. Dalle tecniche e metodologie di scavo e di datazione imposte scientificamente, a fronte di una ricerca di soli oggetti artistici di valore trascurando la "cultura" delle diverse popolazioni.
L'autore tratta tutte le problematiche che sottende l'Archeologia, spesso in cooperazione con la Geologia, l'Etnologia, ecc. con documentata cognizione di causa e, spesso, focalizzando le incoerenze logiche dei vari soggetti interessati che oggi scatenano ilarità.
Interessanti le motivazioni che l'autore dà per l'interesse popolare per l'Archeologia:
“1-per la sua estrema lontananza nel tempo; 2-perché ha da fare con le origini dell’uomo; 3-per la sua immediatezza come una parte del nostro paesaggio che si impone allo sguardo; 4-per il fascino esercitato dai suoi metodi archeologici e dalle sue tecniche; 5-per il suo carattere romantico e per la possibilità di fortunate scoperte casuali. ”
E ancora più interessante la sua interpretazione personale di questa attenzione diffusa:
“Non passiamo tutto il nostro tempo a studiare il passato per se stesso; neppure il remoto passato preistorico si può studiare in un completo distacco. Bisogna, invece, studiarlo con l’occhio fisso alla influenza che esercita sopra noi stessi nell’epoca presente.”
E un omaggio alle mie adorate statuette:
"...la brillante semplicità e purezza di linea delle figurine stilizzate delle Cicladi,..."
Assolutamente da leggere (meglio di un romanzo) ed eventualmente integrare con testi più recenti sulle metodologie di scavo e interpretazioni di un passato così lontano.
May 4, 2020
Una maravilla imperecedera para estudiosos de la evolución de la historiografía y de la evolución de la consideración y conceptualización del propio término de Prehistoria. Su análisis de ambas evoluciones abarca desde el nacimiento de la arqueología prehistórica hasta mediados del siglo XX. Aunque sepamos qué ha ido ocurriendo después con esta increíble disciplina científica desde 1970 hasta el presente, el texto nunca perderá su validez. Los datos que arroja son adecuados y abundantes, contrastados y de interés. Y las reflexiones personales de Glyn Daniel son igualmente afortunadas.
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